"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

giovedì 3 settembre 2009

Beato te che sei un intellettuale

Io non sono un intellettuale e, proprio per questo, dal basso della mia piramidale ignoranza e semplicità, le domande in me continuano a sorgere spontanee e copiose.
Per quale motivo dovrei considerare in pericolo la libertà di stampa di fronte a richieste di risarcimento danni manifestamente infondate, come quelle che Berlusconi ha avanzato nei confronti di due testate giornalistiche?
Per quel che capisco io, se davvero la Magistratura dovesse accogliere richieste di siffatta natura, è sulla Magistratura che dovremmo interrogarci e nei confronti di essa dovrebbe sollevarsi l’indignazione dell’Italia tutta.
Voglio dire, se un cittadino avanza pretese senza titolo, il giudice competente semplicemente gli dice ‘no’ e l’unico danno per noi è che quel cittadino avrebbe inutilmente e temerariamente fatto perdere tempo prezioso alla nostra magistratura, appesantendo la già pletorica situazione dei nostri tribunali.
Ecco, al limite, questo sì andrebbe evidenziato, perché nel disastro della giustizia italiana, ci mancava solo il cittadino di turno che non ha niente di meglio da fare che avanzare pretese totalmente prive di senso, sapendo che sono tali.
Apprendo invece dai giornali e dalla rete che tre insigni giuristi si sono precipitati a lanciare un appello a difesa addirittura della libertà di stampa, ritenendola minacciata dallo scomposto, ma di per sé e in linea di principio, tutto sommato, rispetto agli altri, innocuo comportamento di questo magnate dei media, tra l’altro noto a tutti per essere parecchio furbo e burlone.
Talmente furbo e burlone che, a dispetto dell’acume e del talento, della rettitudine, del rigore e della serietà dei cervelli di prim’ordine che hanno affollato la classe dirigente di questo Paese, è riuscito a scalare l’intera società, anche politica, col favore di leggi, tutte incostituzionali, che, come in un sogno proibito, si srotolavano al suo passaggio, come soffici tappeti beffardamente rossi; fino ad apparire al mondo come un gigante, forse un po’ grottesco, arrampicato com’è, con un sorriso tanto indecifrabile quanto inquietante, su quella che da lontano sembra una piramide di nani.

Io non ho mai avuto una buona vista, infatti porto gli occhiali dall’età di quattro anni e nonostante quelli, a volte ho difficoltà a vederci chiaro, ma da quello che vedo, miopia, astigmatismo e, ormai, presbiopia permettendo, mi sembra che a minacciare la libertà di stampa, ammesso che di essa possa ancora parlarsi, in un Paese dove il magnate di cui sopra controlla direttamente e indirettamente la quasi totalità dei mezzi di informazione, non sia la citazione in giudizio di Repubblica o dell’Unità, quanto piuttosto la circostanza che questo signore, curiosamente parcheggiato a Palazzo Chigi, vada in giro a dire a tutti che lui, secondo lui, è il Presidente del Consiglio. E che, come tale, lui dispone di tutti i poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario e che, dunque, in virtù di non si è capito bene quale legge, immagino quella del più forte, di qui a breve, porterà a compimento il ddl intercettazioni, con cui porrà fine alle velleità giudiziarie della magistratura e alle fastidiosissime pretese di quei giornalisti che si ostinano a voler informare i cittadini, a loro volta, creature appartenenti al mondo animale, ma che lui vorrebbe ricondotte a quello vegetale.

Ma santo cielo, sono anni che questo signore prende in giro tutto il Paese.
Sono anni che ci porta a spasso tutti quanti quanti siamo e, intanto, regna sovrano.
La tecnica è sempre la stessa, tanto più è indifendibile e nei guai, tanto più la spara grossa.
Ogni volta, se il problema è qui, lui arma un casino, anche il più irragionevole ed insensato e lo lancia il più lontano possibile, perché tutti si voltino dall’altra parte e si allontanino e ne parlino e ne parlino, fino alla nausea, affinché lui possa agire indisturbato.
Ogni volta, sfrutta le debolezze dei suoi avversari.
Lui sa che loro, i suoi avversari, non possono attaccarlo nel suo tallone di Achille, poiché è anche il loro.
E noi subiamo, non per nostra colpa, ma per le colpe dei sedicenti politici che si sono sporcati e, ormai ricattabili, sono inermi di fronte a lui e a lui vorrebbero sostituirsi nello spolparci vivi.

Il suo vantaggio è enorme.

Ogni volta, ha il terrore che chi ha il potere dell’autorevolezza e dell’onestà, a lui sconosciuto, non ci caschi.
Ogni volta, apprende sbalordito che ci sono cascati.
Non mi sorprende la reazione del comitato d’affari, che non aveva, né, ormai, potrebbe avere scelta, ma mi indigna e mi sbalordisce quella degli accreditati intellettuali.

Sì, certo, facciamo una grande manifestazione.
Il Pd, membro del comitato d’affari, ha già registrato i diritti.
Tutti in piazza per gridare l’aria fritta.
E che aria fritta!
L’importante è che nessuno dica cose serie.
(E ancora meno cose di sinistra)

Se solo fossi un intellettuale.

4 commenti:

  1. Stiamo prendendo una strada pericolosa, è innegabile. E la democrazia parlamentare sta lentamente scomparendo.

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  2. Qualcuno gli va anche dietro.....

    http://www.reggio24ore.com/Sezione.jsp?titolo=Diffamazione+a+mezzo+blog%2C+Motti+interroga+l%27Europa&idSezione=5383

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  3. Non vogliamo metterci anche la disponibilità delle varie corporazioni aspiranti casta esistenti nel Paese a mettersi prone per ottenere i favori del capo?
    ad esempio, non è che tutti i giornalisti siano venduti ma, purtroppo, la maggior parte quantomeno non disdegna di abbozzare e rimanere connivente quando fa comodo (una direzione di giornale o tele-radio giornale o un posto in parlamento il capo non lo nega a nessuno che si renda utile) e questo fa in modo che l'intera catagoria faccia la figura che sta facendo oggi.
    Temo che occorra rassegnarsi, ogni italiano desidera a qualsiasi costo entrare in una delle sottocaste che si sono create nel paese e chissenefrega delle classi lavoratrici e bisognose

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  4. http://kratiasinedemos.ilcannocchiale.it/2009/09/05/nessuno_fece_nullanessuno_fa_n.html

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