"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

lunedì 28 dicembre 2009

Letture consigliate - 28 dicembre 2009

Porpore, cappucci e coppole

Al Qaeda nel Sahara. Gli ostaggi italiani

Il treno austro-tedesco che sfida il monopolio Trenitalia

Manovra finanziaria, i dubbi della Corte dei Conti

L'UDC e le prossime elezioni regionali

La nuova giunta Lombardo in Sicilia: sarà appoggiata anche dal PD ?

La terza industria del Paese: il gioco d'azzardo

Il racconto della Freedom Gaza March

27.12.09 IL CAIRO Prima manifestazione e assemblea generale
FREEDOM GAZA MARCH (del. Penisola e isole italiche)

di Alessandra Capone

Oggi domenica 27.12.09, 16.30 ora locale, la Gaza Freedoom March ha subito un primo concreto tentativo di oscuramento: circa 500 internazionali hanno subito il divieto di manifestare.
Avremmo dovuto navigare con le feluche sul Nilo manifestando contro il disumano trattamento che un milione e mezzo di palestinesi, rinchiusi nella più grande prigione a cielo aperto di Gaza, subisce a causa dell’assedio di Israele. Invece, siamo stati immediatamente cintati da un cordone di oltre 100 poliziotti in divisa ed in borghese che ci hanno costretto a restare immobili su un tratto di marciapiede, davanti al porticciolo occupato militarmente, oltre che controllato da gommoni della polizia fluviale.

lunedì 21 dicembre 2009

L'inciucio e i due ragazzi incorreggibili, Massimo D'Alema e Walter Veltroni

Che emozione! Che sorpresa! Ero convinto che dopo le dimissioni di Veltroni dalla segreteria del Partito Democratico non avremmo più assistito alle esibizioni del duo Massimo-Walter che per vent'anni hanno allietato il palcoscenico d'avanspettacolo della politica italiana. E invece no, i due ragazzi incorreggibili sono ancora insieme e lottano con noi.
D'Alema-Veltroni come Franchi-Igrassia o, forse ancor di più, come Vianello-Mondaini.
Ciccio Ingrassia-Massimo D'Alema recita il ruolo del serio, creando un surreale scenario politico, e Franco Franchi-Walter Veltroni scatena l'ilarità saltandogli in braccio alla parola soprassediamo.

Quali Vianello-Mondaini del centro sinistra, danno vita a continue scaramucce e dispetti reciproci, con le dichiarazioni dell'uno a contraddire quelle dell'altro.

sabato 19 dicembre 2009

Martina

Martina strinse i pugni, dispiegò le sue ali e volò alto.
Si staccò come un'aquila nel cielo e guardò tutto da lontano.
Vide la confusione e la mediocrità del mondo.
Tutto apparì piccino..

Sospesa nel vuoto, Martina raccolse l'aria come fosse manna.
Anche lassù erano forti i rumori del mondo e con lo sguardo penetrarva i pertugi dell'umano inganno.

Corse indietro e poi avanti.
Niente, la vanità ebbe il sopravvento e s'impose sovrana.

Ella precipitò, con le ali spezzate.
Umana, fece forza sulle sue gambe e sul suo corpo ancora intregro.

Si alzò in posizione eretta, guardò negli occhi i suoi deboli nemici.
S'immerse di nuovo nella storia, si confuse tra la folla e proseguì per la sua strada.

venerdì 18 dicembre 2009

L'aggressione a Silvio Berlusconi ed il nuovo costituente, Massimo Tartaglia.

Dopo l'indispensabile e convinta condanna dell'aggressione a Silvio Berlusconi, dopo la costernazione per le conseguenze fisiche derivate dall'incidente che lo ha coinvolto (come definire altrimenti l'accaduto? di certo non un atto di consapevole violenza politica essendone l'autore una persona, a quello che riferiscono le cronache, non in possesso della pienezza delle proprie facoltà mentali) muovendomi a tentoni nell'oscurità determinata dal denso polverone alzato dalla destra berlusconiana, provo a buttar giù alcune considerazioni.

Anzitutto credo sia da evidenziare il carattere 'provvidenziale' del gesto di Massimo Tartaglia: Berlusconi era ormai alle corde, stretto nella morsa di nemici occulti e palesi e degli ex amici Fini e Casini, ridotto a sproloquiare in un consesso internazionale come il congresso del Partito Popolare Europeo di congiura ai suoi danni da parte della magistratura e degli organi di garanzia costituzionale italiani, ovviamente dominati dai comunisti, e sorpreso a disegnare indumenti intimi femminili al vertice di Copenaghen.

martedì 15 dicembre 2009

Riflessione

di Renato Ribet

Vi è stato un attimo in cui ho provato pena e tristezza per la faccia insanguinata e tumefatta di Berlusconi, ma ero e resto fortemente antiberlusconiano per la sua politica elitaria economicamente e populista di facciata. Non sopporto la sua insofferenza nei confronti delle Regole, della Costituzione, del Parlamento, il suo pretendere di essere al di sopra della legge.
Da due giorni la destra cerca di criminalizzare l' opposizione (parlamentare e popolare) addossandole la "responsabilità morale" di quel gesto criminale.
Io ricordo, invece, come, all'indomani delle elezioni, un ragazzo è stato ucciso a botte (se ricordo bene a Verona) ed un altro pestato a sangue a Roma solo perchè avevano "abbigliamento e atteggiamento da persone di sinistra" e questi fatti sono avvenuti sicuramente perchè imbecilli di destra cercavano riscatto, sicuri della impunità avendo la maggioranza in Parlamento.

domenica 13 dicembre 2009

La parabola del giorno (di Santa Lucia)

Una voce flebile si inserì nel coro ubriaco d'entusiasmo per una guarigione che sapeva di miracoloso:
"Quando si ha un malessere ,quando si è sopraffatti dalla nausea fa bene vomitare, liberarsi da quello che abbiamo bevuto o mangiato e scegliere con cura prima di ingerire qualsiasi altra cosa.
Le pillole ,siano esse arancio, verdi o viola, fanno stare meglio, permettono di sentirsi forti. Ma possono causare illusioni di volo. Non dico di rimanere attaccati al letto, ma di assicurarsi che le ali non siano posticce e il volo non sia diretto verso il sogno di qualcun altro consumando forze ancora poco stabili.
Le infezioni portate appresso dai secoli non si sanano con una giornata all'aria aperta, tanto meno con le pillole viola.
I germi si combattono con la pulizia delle intenzioni, con la luce della consapevolezza. E se ci sono zone oscure, è li che continueranno a proliferare."

Aveva finito di parlare, ma pochi se ne erano accorti.
Non era né l'eletto, né l'unto, né un santo. Era uno qualsiasi.
"Chi ha orecchie per intendere intenda," aggiunse l'uomo cercando di darsi un tono perché gli occhi di tutti erano puntati sulle pillole di color viola, il rimedio che accendeva le speranze future.
Poi si allontanò.
Voleva guarire veramente.

sabato 12 dicembre 2009

La Conferenza di Copenaghen sul clima. E se ricominciassimo a parlare di socialismo?

Sono trascorse solo poche settimane dai festeggiamenti per il ventennale della caduta del muro di Berlino, l'evento simbolo del crollo del comunismo sovietico e dei suoi regimi satelliti, le terribili ed ottusamente burocratiche dittature ad esso legate.
La fine di quel mondo ha fornito l'occasione, come si usa dire, per buttare il bambino con l'acqua sporca, il sogno e gli ideali del socialismo insieme all'imperialismo russo.
Il PCI anziché mondarsi unicamente dal proprio peccato originale, il legame con la dittatura sovietica, ha rinnegato tutta la propria storia di lotta per la democrazia e per la liberazione degli esseri umani dallo sfruttamento, con l'obiettivo di accreditarsi, attraverso le progressive mutazioni della sua forma partito, come forza politica compatibile con le oligarchie di potere italiane e con gli Stati Uniti.
Nondimeno, con ineguagliabile senso dell'ironia, c’è ancora chi parla, almeno così fanno tuttora alcuni commentatori italiani, dell'egemonia culturale della sinistra quando invece la realtà italiana e mondiale è ormai dominata dal pensiero unico capitalista, l'identificazione assoluta del libero mercato quale il migliore, anzi l'unico, dei mondi possibili.

"CASA EUROPA": Convegno internazionale a Torino, 18-19 dicembre 2009






CASA EUROPA

Verso un nuovo modello di convivenza,
tra solidarietà e libertà
Convegno internazionale
Consiglio regionale del Piemonte – Palazzo Lascaris, Via Alfieri 15 (Torino)


Venerdì 18 dicembre 2009

ORE 15,00: “ATTUALITÀ E PROGETTUALITÀ DEL MODELLO EUROPEO”
Apertura dei lavori
Gianni Vattimo (Filosofo, Deputato al Parlamento europeo)
Relazioni
Umberto Morelli (Docente di Storia dell’integrazione europea, Università di Torino): “L’avanguardia europea, all’interno come all’esterno: il progetto politico e una nuova concezione della sicurezza”
Luciano Gallino (Sociologo, Università di Torino): “Riforma dell’architettura finanziaria: proposte non ortodosse per l’Unione europea”
Coffee break

ORE 16,30: “L’EUROPA CHE CI ATTENDE”
Relazioni
Sonia Alfano (Deputato al Parlamento europeo; diretta streaming): “Migliori e peggiori prassi: politica e giustizia, modello europeo e caso italiano”
Giorgio Schultze (Portavoce europeo della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, Movimento Umanista): “L’Europa rimossa: confini e conflitti. La chance del Mediterraneo”
Conclusioni di Antonio Di Pietro (Presidente dell’Italia dei Valori, Deputato al Parlamento italiano)
Dibattito

Sabato 19 dicembre 2009

ORE 9,00: “IL MODELLO EUROPEO TRA DIMENSIONE INTERNA E DIMENSIONE ESTERNA”
Relazioni
Mariacristina Spinosa (Consigliera Regionale del Piemonte): “L’Unione Europea come attore globale: politiche di sicurezza, democrazia e diritti umani”
Leoluca Orlando (Vicepresidente ELDR, Deputato al Parlamento italiano): “Identità e convivenza”
Dibattito e Coffee break

ORE 11,00: “LA SFIDA DELL’EUROPA”
Tavola rotonda
Gianni Vattimo (Filosofo, Deputato al Parlamento europeo)
Fernando Savater (Filosofo, Università dei Paesi Baschi)
Coordina Federico Vercellone (Filosofo, Università di Torino)
Dibattito
Ore 13,00: Chiusura dei lavori
***
La cittadinanza è invitata a partecipare
Organizzazione:
Segreteria di Gianni Vattimo in Italia
+39.338.1292352 +39.349.7841361
gianni.vattimo@europarl.europa.eu
http://www.giannivattimo.blogspot.com/
***
Cari amici,

È con vero piacere che invito voi tutti a partecipare a un convegno internazionale (con sede a Torino) da noi organizzato con il sostegno del gruppo Alde, l’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa, di cui l’Italia dei Valori e noi parlamentari europei eletti in quelle liste facciamo parte.
Si tratta di un convegno aperto (tutta la cittadinanza è invitata), di informazione e discussione sul tema del “modello europeo”. Il titolo “Casa Europa”, di gorbacioviana memoria, deriva da un articolo che scrissi per La Stampa il 31 maggio 2003, giorno nel quale (i tempi erano quelli dell’allargamento ai paesi dell’Est e della discussione sulla possibile costituzione europea) alcuni intellettuali europei (tra questi Habermas, promotore dell’iniziativa, Savater, Derrida, Eco, io stesso) pubblicavano, ciascuno su un grande organo di stampa del proprio paese, articoli ed editoriali sulla struttura e la vocazione “identitaria” dell’Unione europea a confronto con le istanze provenienti dal mondo della cultura e dalla società civile. Nel mio articolo discutevo questioni ancora di attualità, dall’allargamento alla Costituzione europea, dalla politica estera comunitaria alla “identità condivisa” eventualmente propria di quel progetto sempre in fieri (di una progettualità mai conclusa, per così dire) che è il processo d’integrazione europea.
Ci proponiamo allora, a sei anni di distanza, in occasione del Trattato di Lisbona e di una crisi economico-finanziaria senza precedenti, di riaggiornare quelle riflessioni, di pensare la specificità storica dell’Unione Europea e di valutare le potenzialità future del tanto declamato “modello europeo”. Un modello sempre (più) in bilico, per svariate ragioni; ma anche un modello che può tornare al centro della scena, quella continentale come quella internazionale, a patto che l’Europa riesca a compiere quel salto di qualità che in tempi ormai lontani, veri e propri alfieri del processo d’integrazione quali Altiero Spinelli invocavano per un futuro migliore, di pace, di convivenza libera e solidale. Quel salto di qualità che ancora oggi, l’Europa non ha compiuto, e che nell’attuale contesto globale, e forse è l’ultima occasione, è chiamata a compiere.
Ne discuteranno con voi, oltre al sottoscritto, intellettuali, militanti e rappresentanti politici che hanno a cuore il modello europeo, quello del passato, quello del presente e quello che verrà. Umberto Morelli, federalista, storico del processo d’integrazione europea, tratterà i temi dell’integrazione politica, e non solo economica, dell’Europa, nonché la novità rappresentata dal Trattato di Lisbona in tema di politica estera e di sicurezza comune, destinata a diventare una politica di solidarietà tra gli stati membri e di promozione dei diritti umani e dello sviluppo anche all’esterno. Un tema, quello dell’Europa come attore globale, sul quale tornerà Cristina Spinosa, consigliera regionale del Piemonte, impegnata dal basso, per così dire, a promuovere quelle stesse politiche delle quali l’Europa di Lisbona dovrà farsi protagonista sulla scena globale.
A Luciano Gallino, sociologo noto a voi tutti, spetta il compito di riflettere sulla riforma dell’architettura finanziaria internazionale, e sul contributo che un’Europa più coraggiosa, rispetto a quella che affronta timorosa i guasti della crisi economica e con maggior timore ancora le questioni dell’ordine economico internazionale, potrà dare alla risoluzione degli squilibri globali. Giorgio Schultze, portavoce della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, discuterà delle prospettive di un’integrazione più ampia e solidale, che coinvolga l’area mediterranea, e dei conflitti che in essa si svolgono, che l’Europa tende colpevolmente a lasciare ai suoi margini.
Sonia Alfano, deputata europea, tratterà il tema delle migliori prassi, uno dei cardini del modello europeo (almeno tale dovrebbe essere), e in particolare la questione dei rapporti tra politica e giustizia, facendo riferimento al triste caso italiano e al contributo che l’Europa può fornire per un’Italia che non solo non fa onore al continente, ma che anzi è in grado di minare alle fondamenta il processo stesso di coesistenza europea. Ad Antonio Di Pietro toccherà il compito di riflettere sull’”Europa che ci attende” (o forse non ci attende), sull’Europa che chiama l’Italia, come ogni altro suo paese membro, a un’assunzione di responsabilità nei confronti degli impegni che il nostro paese ha accettato di onorare fondando la nuova entità politica europea. Del modello europeo, di un modello che deve coniugare in modo nuovo l’identità del continente europeo e le esigenze sempre più complesse di una convivenza sempre più problematica, discuterà Leoluca Orlando, vicepresidente del Partito europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori. Una convivenza difficile, che tuttavia l’Europa deve necessariamente garantire adottando standard sociali elevati, nei confronti di chi già abita la casa europea come in quelli di coloro che sono, e saranno, i nostri nuovi inquilini, provenienti da altri paesi.
La tavola rotonda (coordinata dal filosofo e amico Federico Vercellone) che animerò con Fernando Savater, filosofo di fama internazionale e attento “osservatore partecipante” del progetto d’integrazione europea, verterà sul tema della sfida, del coraggio. Il coraggio di un’Europa che deve guardare al futuro, più che al passato, che sappia lasciarsi alle spalle le tradizionali diatribe sulle origini e adotti un atteggiamento responsabile nei confronti del mondo che verrà. Un’Europa che sappia rispondere con lungimiranza ed efficacia alle aspettative di tutti noi, che svolga, perché no, una vera e propria funzione di avanguardia, anche in campo internazionale. Un’Europa che sappia essere “casa”, aperta agli altri cittadini della città mondiale. Una casa che spinga il mondo attuale a trarre esempio di quanto di buono in essa, e per suo tramite, può accadere non solo per i suoi ma per tutti gli abitanti della società globale; una casa di cui il mondo futuro che vogliamo, un mondo di cittadini responsabili, possa essere fiera.
Gianni Vattimo

mercoledì 9 dicembre 2009

H1N1, vaccino killer. 4 morti in Svezia e 7 in Germania.

di Maria Melania Barone


Morte per arresto cardiaco 7 persone in Germania e 4 in Svezia dopo l'inoculazione del vaccino

GERMANIA: Susanne Stoecker, portavoce del Paul Ehrlich Institute (l'istituto federale che si occupa soprattutto di prodotti medicinali biologici, come i vaccini), rassicura che se una persona muore dopo l'inoculazione del vaccino non è detto che quet'ultimo sia la causa principale.

Le persone potrebbero morire anche a causa di malattie pregresse, proprio come accaduto per i morti di influenza A. Tuttavia non si può fare a meno di notare che se le persone decedute presumibilmente a causa del virtus A/H1N1 presentavano problemi all'apparato respiratorio, le persone decedute dopo la somministrazione del vaccino sono state colpite tutte da un attacco cardiaco improvviso anche se non soffrivano di patologie cardiache ad eccezione del neonato di 21 mesi che era tenuto in vita da un respiratore artificiale e presentava una cardiopatia congenita. Tra i 7 decessi tedeschi si ricordano anche una donna di 92 anni, un 65enne diabetico, un uomo di 66 anni, che soffriva di una malattia respiratoria, vaccinato venerdì e trovato morto ieri nel suo appartamento. Una donna (65 anni), già malata e che ha subito un attacco di cuore dopo la vaccinazione; un dipendente della Bayer di 46 anni trovato morto in bagno un giorno dopo la vaccinazione: secondo l'autopsia si è trattato di morte cardiaca improvvisa. Un uomo di 55 anni, deceduto a casa per attacco cardiaco sei ore dopo essere stato immunizzato. Quasi tutte le persone colpite mortalmente erano residenti nello Stato federale della Turingia, nella Germania centrale.

sabato 5 dicembre 2009

mercoledì 2 dicembre 2009

No Berlusconi Day del 5 dicembre 2009. Per favore non chiamatela la Manifestazione della Rete.....

Sono fondamentalmente tre le riflessioni che suggerisce l’ormai prossima manifestazione del 5 dicembre indetta per chiedere le dimissioni di Berlusconi.

La prima riflessione riguarda l’opportunità e la legittimità politica di scendere in piazza per chiedere le dimissioni di un governo che gode, almeno fino ad ora, della fiducia della maggioranza parlamentare espressione del consenso degli elettori. Ed è questo che sostanzialmente lascia perplessi o addirittura ostili una parte delle opposizioni e dei commentatori, anche di coloro che convintamente contrastano Berlusconi e il suo regime.
Se però si rovescia il discorso, abbandonando ipocriti formalismi e riconoscendo che Berlusconi ricopre illegittimamente e indegnamente la carica di Presidente del Consiglio determinando il discredito delle Istituzioni e dell’intera Nazione nel mondo e che sarebbe bastata solo una delle innumerevoli ragioni di incompatibilità che lo riguardano per determinarne le dimissioni in qualunque Paese democratico, la manifestazione diventa certamente auspicabile ed espressione della voglia di riscatto e di partecipazione alla vita pubblica di tanti italiani.

martedì 1 dicembre 2009

No Berlusconi Day - 5 dicembre 2009. Il Comunicato del Coordinamento iniziative dei gruppi antiberlusconiani di Facebook.

 

COMUNICATO UFFICIALE SULLA MANIFESTAZIONE NO BERLUSCONI DAY


Chi Vi scrive è il Coordinamento iniziative dei gruppi antiberlusconiani di Facebook, la cui mobilitazione è iniziata a maggio quando più persone già attive da tempo su Facebook si sono riunite e incontrate dal vivo per proporre, discutere, condividere, decidere sulle iniziative da adottare per concorrere attivamente al risanamento della vita politica e sociale, partendo dal risveglio delle coscienze, allo scopo di rinnovare la classe dirigente.
Nella consapevolezza che il sistema è marcio e perciò va combattuto, la nostra battaglia è iniziata a partire da colui che:
sta smantellando lo stato di diritto, facendo leggi a proprio uso e consumo;
ha condannato il Paese ad un inaccettabile declino culturale;
pensa di essere il padrone dell’Italia;
vuole affossare ogni ricordo di democrazia, ogni cultura antagonista e diversa dall’unico pensiero.
La più significativa ed evidente espressione del marcio del sistema è Silvio Berlusconi ed è per questo che la nostra mobilitazione contro di lui, iniziata a maggio con la costruzione del sito berlusconisidimetta.org, non poteva non coinvolgerci nella manifestazione del 5 dicembre.
Abbiamo fin da subito cercato la collaborazione con tutti gli utenti anche virtuali, nascosti persino dietro nick, purché la manifestazione fosse organizzata nel migliore dei modi e desse luogo ad una grande mobilitazione pacifica e decisa contro Berlusconi e il berlusconismo.
La nostra collaborazione purtroppo non è potuta essere attiva perché è stata impedita dal comitato virtuale NBD, autoproclamatosi padrone della manifestazione, non disposto ad ascoltare le opinioni del popolo della rete, che ha dato all’evento No Berlusconi Day l’impronta di un marchio privo di contenuti, tramite un’operazione di puro marketing in perfetto stile berlusconiano.
In realtà, il comitato NBD rappresenta solo stesso e non è espressione della rete che si è seriamente e democraticamente mobilitata per garantire il successo della manifestazione No Berlusconi day.
Nonostante i partiti abbiano formalmente riconosciuto titolarità e spazio alla rete nella definizione dei contenuti e delle modalità di svolgimento della manifestazione, la rete non ha avuto la concreta possibilità di esprimersi in modo democratico e trasparente.
Ad oggi ancora non esiste una rete in grado di esprimere strutture, rappresentanze e proposte o progetti concreti sul piano contenutistico. Un limite cui però si sarebbe potuto ovviare, almeno in parte, tramite un sito, simile al nostro, per ospitare proposte, discussioni, contributi, votazioni, ecc. destinate a costruire insieme il No Berlusconi Day, garantendo, compatibilmente con il poco tempo disponibile, la più ampia pluralità possibile delle voci del web.
La nostra amarezza e delusione è tanto più forte proprio perché dalla nostra esperienza abbiamo maturato la fiducia che la rete sia realmente in grado di offrire nuovi e validi strumenti di democrazia diretta, che possa dare un nuovo input anche alle tradizionali strutture dei partiti, favorendo un dialogo diretto e trasparente con gli stessi e offrendo loro un contributo importante, in un lavoro di squadra necessario, ora più che mai. La rete, come stiamo vedendo tutti, è un luogo in cui è possibile garantire la libera e spedita fruibilità di informazioni, conoscenza, approfondimenti, dibattiti, scelte consapevoli; in essa i cittadini hanno modo di incontrarsi, confrontarsi ed organizzarsi in tempo reale, di dar vita ad iniziative concrete su specifiche tematiche e difesa dei diritti, o per unirsi in un fronte unico, spezzando il divide et impera.
Per questo abbiamo ritenuto importante testimoniare e rendere noti quelli che a noi sono parsi dei tentativi di ridurre la rete ad una televisione dei poveri, cioè un mezzo per acquisire consensi passivi in stile berlusconiano, con scopi che restano oscuri. 
Abbiamo visto crescere le adesioni a questo evento e sempre di più ci stiamo convincendo che, sia pure col tempo e con l’impegno, la rete può dare un importante contributo perché l’Italia si rialzi in piedi.
Il 5 dicembre, secondo noi, può e deve essere solo l’inizio ed è anche per questo che abbiamo impiegato tutte le nostre facoltà, risorse, energie fisiche e mentali affinché l’evento No Berlusconi Day coinvolgesse numerose associazioni della società civile e comuni cittadini animati da passione civica.
Convinti che la nostra mobilitazione e di tantissimi sconosciuti cittadini onesti contro il sistema berlusconiano sia sempre di più indispensabile e doverosa, scendiamo in piazza uniti, superando qualunque divisione, per chiedere le dimissioni di Berlusconi in quanto espressione di un sistema di potere illiberale ed antidemocratico, con la consapevolezza che il berlusconismo ha penetrato in profondità il Paese e che occorreranno anni per riscattarci da un modello culturale degradato e degradante, di cui Berlusconi è espressione, ma che affonda le sue radici nella storia del nostro Paese, che trova terreno fertile nel feudalesimo internazionale e che come un eterno Gattopardo, cinicamente, si fa beffe di noi.


Simonetta Colucci, Kristel Kaaber, Barbara Gasbarrini, Maurizio Zaffarano, Giovanni Di Blasi  (per “Mobilitazione Nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi”) 
Susanna Ambivero e Ruggiero Lauria (per “Berlusconi non è il mio presidente”) 
Michele Molisso (per “Sorry Barack for our prime minister…”) 
Carlo Amabile, Antonella Codiglioni; Claudia Moriggi, Liborio Martorana, Giandiego Marigo (per “CONTRO IL GOVERNO DELLA VERGOGNA, per il rilancio della sovranità popolare”) 
Ruggiero Lauria (per “Lui ha le televisioni, noi abbiamo Internet... possiamo batterlo”)  
Annalinda lupis (per “COORDINAMENTO 31 MAGGIO 2009”)

No Berlusconi Time

Da tempo ormai, assistiamo ad una manovra che stringe sempre più in un angolo Silvio Berlusconi.
Quello stesso che 15 anni fa faceva comodo a chi oggi sta cercando di farlo fuori.

Taciuta e messa da parte la verità sulle stragi di mafia, frantumata mani pulite, c’era un’intera classe dirigente, e con essa un sistema, da salvare.

Berlusconi scendeva in campo e si spacciava per l’uomo nuovo, nessuno lo smentiva.

Non era neppure candidabile (era ed è infatti concessionario di frequenze televisive, tra l’altro scompostamente e solo grazie a provvedimenti indegni di uno Stato di diritto), ma i fedeli servitori dei poteri forti, con la coscienza sporca e travestiti da politici, balbettavano qualcosa di incomprensibile e promettevano, guadagnando tempo.