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domenica 10 marzo 2013

La lotta di classe esiste

La lotta di classe esiste. Ingenuamente noi di sinistra siamo ancora convinti che dovrebbe riguardare sfruttati contro sfruttatori, lavoratori contro capitalisti e datori di lavoro, almeno quelli delle grandi imprese. E invece la lotta di classe in corso oggi in Italia è una lotta di classe tra i più deboli, tra i 'non garantiti' e i cosiddetti garantiti, tra giovani e vecchi, tra disoccupati e pensionati, tra chi ha già una posizione e chi si vede bloccata la strada per raggiungerla, tra italiani e immigrati. A questo ci ha condotto da un lato la martellante propaganda liberista su competitività, flessibilità e sulle divisioni (create ad arte nella logica del divide et impera) del mondo del lavoro, dall'altro la perdente miopia e complicità del sindacato e della sinistra tradizionale verso i temi del precariato, l'accettazione della dittatura liberista e dei mercati, la riduzione delle funzioni dello Stato e lo smantellamento del welfare. E' anche così forse che si può leggere l'incomunicabilità e l'inconciliabilità tra Movimento 5 Stelle (si vedano le dichiarazioni sull'articolo 18 di Roberta Lombardi, le affermazioni pubblicate sul blog di Grillo sull'insostenibilità per la collettività di pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di dipendenti pubblici, la volontà di finanziarie il reddito di cittadinanza anzitutto con i fondi dei tradizionali ammortizzatori sociali come cassa integrazione e indennità di mobilità) e la vecchia sinistra, espressione di due diversi (e al momento l'uno contro l'altro) blocchi sociali.

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