E' un'illusione e un inganno pensare
che una buona legge elettorale ed una funzionale architettura
costituzionale possano determinare la buona qualità ed il dignitoso
funzionamento delle istituzioni democratiche rappresentative in assenza di
un diffuso senso civico dei cittadini e di un sistema informativo
libero e pluralista che diffonda conoscenza e consapevolezza.
Elementi che sono determinanti per assicurare la selezione di una
classe dirigente onesta e capace.
Ma certo il cul de sac in
cui è finita la democrazia italiana, con una frammentazione politica
ed il discredito generalizzato in cui sono cadute le organizzazioni
partitiche che rendono impossibile la formazione di un nuovo Governo
salvo riprodurre quegli inciuci PD-PDL-centro montiano che hanno
sospinto ancora di più l'Italia nel baratro della crisi, impone
l'immediata a radicale riforma della legge elettorale, il famigerato
Porcellum, e probabilmente, con tutte le cautele del caso, anche
dell'assetto istituzionale.
Riforme che
dovrebbero contemperare due esigenze egualmente fondamentali e tra
loro contrapposte: la tutela e la rappresentanza delle minoranze e la
governabilità. E insieme a queste garantire il Paese da possibili
futuri colpi di mano sulle regole generali del sistema (Costituzione,
legge elettorale) da parte di minoranze 'maggioritarie'.
La mia idea è che
queste due esigenze - tenendo conto da un lato della natura del
nostro Paese con i suoi mille campanili geografici, culturali,
politici e dall'altro dell'architettura costituzionale complessiva
che si fonda sulla rappresentanza proporzionale - potrebbero e
dovrebbero essere realizzate differenziando le funzioni delle due
Camere legislative (prevedendo comunque per entrambe il dimezzamento
dei membri, il ripristino della preferenza, norme a garanzie della
presenza femminile) e nel contempo stabilendo per il Presidente del
Consiglio l'elezione con la formula attualmente adottata per i
sindaci, con un sistema a doppio turno e con il ballottaggio dei due
candidati più votati se nessuno ottiene più del cinquanta per cento
dei voti al primo turno.