"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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lunedì 18 marzo 2013

NON CI STO


peace and love
Di Marigo Giandiego

Ho cavalcato gli anni 70/80, vivendoli appieno con tutti i loro grandi pregi ed enormi difetti, non è un accenno auto-gratificante, non mi dà medaglie o meriti, ma mi serve a spiegare.
Una delle cose che ho maggiormente sofferto, in quegli anni, fu la contrapposizione, questa forzatura esasperata, questo motore d'odio e di dualismo.
Fu una delle ragioni, a mio umilissimo parere, che al di là della magnificenza e la bellezza delle idee logorò il senso stesso dei movimenti, alla fine essi produssero solo quello, contrapposizione, odio e dualismo. Questa durezza si trascinò negli anni , forse perchè caratteristica ed esigenza umana.
Basta dare una bandierina ed una maglietta e dirgli che appartiene ad un gruppo sottoposto alla critica del mondo per fare felice un uomo e legarlo come a catena.
La cristallina bellezza delle idee scivolò in seconda fila...ed anche in terza, di fronte al fatto che fossimo sotto attacco, che il nemico volesse romperci e piegarci.
Era vero fra l'altro, perchè così fa il potere “dividi et impera”...ma la continua propensione alla “battaglia casa per casa” , questa vocazione alla guerra civile logorò la mia anima e piegò lo spirito ideale che contraddistingueva i motivi di quel che facevamo, perdemmo di vista il senso del cambiamento in nome di un assurda guerra di trincea. Ed in guerra , si sa, alla fine non vince nessuno e ancor peggio non esiste, mai, una “buona ragione”.