"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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domenica 2 maggio 2010

IN ATTESA DI UNA SINISTRA CHE CI RIPORTI TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO

 
di Lucia Delgrosso
 
Mio padre faceva un lavoro indecente. La mattina entrava in un posto incasinato stridente di ferraglia, si avvitava una chiave inglese ad una mano e con quella si dava da fare. A dire la verità non è che la dovesse tenere sempre incollata, ogni tanto la mollava e quella cadeva con un urlo di acciaio martoriando il piano di lavoro, il tempo di una sigaretta e poi se la doveva riappiccicare. E questa cosa andava avanti sempre uguale fino a quando suonava la sirena e allora sgusciava fuori dalla tuta blu e veniva via da tutto quel metallo urlante. E a dire un'altra ulteriore verità quel postaccio sferragliante più che dargli l'angoscia era una rottura di coglioni, il che non è tanto terribile come stato d'animo, se pensi che l'angoscia ti gela le vene e la rottura di coglioni non sarà il massimo del divertimento, ma neanche è la fine del mondo. Nossignore, mio padre a lavorare non ci andava con l'angoscia, ci andava strafottente, con il manifesto sotto il braccio da attaccare in bacheca, a litigare con il delegato sindacale che nel 90% dei casi era da prendere a calci in culo, ma comunque stava sul pezzo. Ci andava fischiando, ad incontrare il destino comune di altri come lui infagottati di blu chiazzato d'olio.