Esiste ancora la lotta di classe. E'
quella, come ci ha spiegato Luciano Gallino uno dei primi firmatari
del Manifesto per un Nuovo Soggetto Politico, che hanno praticato
negli ultimi trent'anni i ricchi, i padroni, gli speculatori contro i
lavoratori e i ceti più poveri.
Di fronte al Governo Monti che si
muove, in modo assolutamente coerente, nel solco di quella ideologia
liberista e persevera nelle politiche che devono togliere ai ceti
medio-bassi per garantire la ricchezza e gli interessi dei ricchi,
che ha portato l'ultimo assalto, con protervia e arroganza
addirittura superiore a quella di Berlusconi e dei suoi accoliti, ai
diritti dei lavoratori sulle pensioni e sull'articolo 18, la reazione
dei sindacati che si somma alla colpevole inerzia di una certa
sinistra appare indegna oltre che ridicola.
Le due orette di sciopero, il
comizietto e il corteuccio di rito, le dichiarazioni – tra
l'impegno alla responsabilità e l'accorato auspicio di misure
diverse – rilasciate dopo la partecipazioni agli incontri
istituzionali suscitano unicamente rabbia e dovrebbero far vergognare
chi le promuove.
