"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Visualizzazione post con etichetta ideologia dello sport. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ideologia dello sport. Mostra tutti i post

martedì 31 luglio 2012

La funzione educativa e sociale dello sport


Premetto che non nutro alcuna pregiudiziale ostilità nei confronti dello sport. Non mi riferisco solo allo sport praticato, elogiato dai latini quale mezzo per ottenere una mens sana in corpore sano, forma di gioco e di esercizio fisico che si esplica in una sana competizione fondata su lealtà e correttezza. Ma anche allo sport business, quello che si vede in televisione o sugli spalti di uno stadio o di qualche altro tipo di impianto, con un'offerta che si estende per 365 giorni all'anno tra coppe e campionati nazionali, europei, mondiali, olimpiadi, tornei, gran premi, corse in linea o a tappe. Perché è sicuramente un'importante espressione della cultura popolare, che risponde a imprescindibili bisogni individuali e collettivi e che non di rado ha affascinato fior fior di intellettuali e pensatori. Ho la mia brava e incrollabile fede calcistica, trepido e tifo per i colori nazionali ogni qualvolta c'è qualche italiano in gara, anche nelle discipline più improbabili e misconosciute, si tratti persino di badminton, di curling, di slittino.
Ovviamente, imitando Fantozzi, spaparanzato in poltrona con insalatiera ricolma di pasta, birra ghiacciata e rutto libero.
Però, mi si perdoni la contraddizione, proporre una visione razionale e demistificatoria dello sport, indicarne gli elementi costituenti che ne determinano la centralità sociale ed il peso economico nella nostra epoca, porsi qualche domanda (o meglio coltivare qualche dubbio) e provare a darsi qualche risposta, per citare uno dei grandi Maitre à penser italiani del momento quale Gigi Marzullo, mi sembra assolutamente necessario.
Ed al riguardo ho trovato particolarmente stimolante ed istruttivo un articolo pubblicato qualche tempo fa su Contropiano sull'ideologia dello sport.
Afferma Ivan Ergić nell'intervista diffusa sul sito: “Lo sport è l’ideologia allo stato puro e dicendo questo penso allo sport professionale di qualsiasi specie. Lo sport è quella pedagogia sociale che induce alla competizione, alla determinazione, alla vittoria, alla sconfitta, al sacrificio, alla perseveranza, alla lotta, quindi a tutto ciò che rappresenta il mercato, che è la più grande ideologia mai esistita. Lo sport è l’agitprop del mercato."