"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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martedì 2 ottobre 2012

No Monti Day. Tutte/i a Roma, piazza della Repubblica alle 14,30 il 27 ottobre

 


Tutte/i a Roma, piazza della Repubblica alle 14,30 il 27 ottobre

Siamo persone che lottano, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, e ci siamo assunti l'impegno di dare voce e visibilità alle tante e ai tanti che rifiutano e contrastano Monti e la sua politica di massacro sociale, dando vita il 27 ottobre a Roma a una giornata di mobilitazione nazionale, NO MONTI DAY.
Scendiamo in piazza per dire:
  • NO a Monti e alla sua politica economica che produce precarietà, licenziamenti, disoccupazione  e povertà, no alle controriforme liberiste, oggi e domani.
  • NO all'Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell'austerità e del rigore, che devastano da anni la Grecia e ora L'Italia.
  • NO all'attacco autoritario alla democrazia, no alla repressione contro i movimenti ed il dissenso,  no allo stato di polizia contro i migranti.
  • Sì al lavoro dignitoso, allo stato sociale , al reddito, per tutte e tutti, nativi e migranti.
  • Sì ai beni comuni, alla scuola e alla ricerca pubblica, alla salute e all'ambiente, a un'altra politica economica pagata dalle banche, dalla finanza dai ricchi e dal grande capitale, dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione dei privilegi delle caste politiche e manageriali, sì alla cancellazione di tutti i trattati che hanno accentrato il potere decisionale nelle mani di una oligarchia.
  • Sì alla democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro, fondata sulla partecipazione, sul conflitto e sul diritto a decidere anche sui trattati europei.

domenica 10 giugno 2012

I metalmeccanici in lotta - Comunicato Fiom

Perché è necessario mobilitarsi il 13, 14 e 15 giugno.


La Fiom ha deciso tre giornate di mobilitazione il 13, il 14 e il 15 giugno contro il disegno di legge sul mercato del lavoro in discussione in Parlamento, per la difesa dell’articolo 18, per la democrazia, il contratto, il rispetto dei diritti dei cosiddetti “esodati”, per l’intervento del Governo nelle crisi industriali e un nuovo modello di sviluppo.
Le iniziative, anche di sciopero, si articoleranno sui territori con un appuntamento a Roma il 14 dove si concentreranno alcuni gruppi e realtà in sciopero (a partire da Finmeccanica) e rappresentanze di delegati, per manifestare al ministero dello Sviluppo economico e sotto il Parlamento.
Aggiorneremo il programma di iniziative che già prevedono lo sciopero di tutti i metalmeccanici di Napoli il 13, il 15 lo sciopero di Padova, quelli unitari dei lavoratori genovesi di Finmeccanica e a Fabriano del gruppo Indesit.
La mobilitazione dei metalmeccanici incontra quella dichiarata da soggetti, movimenti, associazioni di studenti e lavoratrici e lavoratori precari per le stesse date, articolate sui territori e in Piazza del Pantheon, con il titolo «Bloccupy DDL Fornero».
Riunificare i diritti del lavoro e respingere l’attacco in atto è nostro comune obiettivo.

Tratto da:
attraverso Global Project

 

domenica 4 marzo 2012

Con la FIOM il 9 marzo a Roma. Comunicato del comitato dei garanti dell'associazione “ Lavoro e Libertà”




Comunicato del comitato dei garanti dell'associazione “ Lavoro e Libertà”

L'Europa e l'Italia sono in una fase di profonda turbolenza economica, sociale e democratica.
La crisi nata nel 2007 non è conclusa ed una nuova fase recessiva è già iniziata. Essa nasce dal tentativo testardo delle classi dirigenti, le cui politiche hanno determinato la più grave crisi dal 1929, di volerne uscire con le stesse ricette, con gli stessi gruppi di comando della finanza e dell'economia, salvaguardando gli interessi di una ristretta cerchia sociale. Questo cocciuto tentativo porta con sé la disoccupazione di massa, l'immiserimento di milioni di persone, il fallimento di intere nazioni. E le ricette diventano sempre più estreme: il conflitto sociale è un pericolo e come tale va eliminato alla radice: niente più contratti collettivi, come in Grecia, basta tutele sindacali collettive, come alla Fiat,  quindi via pure l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, tutto deve essere declinato individualmente, basta allo Stato Sociale, il mercato deve dare risposte, basta con i servizi pubblici, l'efficienza del mercato ci penserà.
Si teorizza il fatto che la crisi rende determinati diritti un lusso che non ci si può più permettere e si vuole lasciare mano libera a quel mercato e a quelle politiche delle imprese che hanno creato la crisi.