"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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martedì 7 febbraio 2012

Nevica, Comune ladro




 
Erano 27 anni che non nevicava così a Roma. E anche allora la città fu presa alla sprovvista e condannata alla paralisi. Non a caso quell'evento contribui in modo determinante alla sconfitta alle successive elezioni comunali del sindaco in carica Vetere espressione del Partito Comunista.
Quando fu eletto Alemanno sconfiggendo Rutelli personalmente non mi stracciai le vesti. Mi auguravo che quella sconfitta fosse un'utile lezione per la sinistra, dimostrasse che la rincorsa al centro, il candidare personaggi invisi al popolo della sinistra nella speranza di attrarre i moderati era una strategia perdente (e lo dimostrava il fatto che nella stessa tornata elettorale veniva eletto Nicola Zingaretti alla Presidenza della Provincia).
E Alemanno, il genero di Pino Rauti, nonostante la croce celtica al collo e il passato di fascio duro e puro, risultava, per il faccino da bravo ragazzo e le dichiarazioni pubbliche improntate ad un minimo di buon senso e di equilibrio, meno irritante e disgustoso del mefistofelico La Russa o del Gasparri dagli occhi di bove, suoi antichi sodali di partito.
Il problema per Roma, in effetti, non è stato tanto che Alemanno fosse un ex (?) fascista ma le opache relazioni e l'inerzia amministrativa, unite ad una palese inettitudine, che hanno contraddistinto il suo governo della città.
E i danni e i risultati sono evidenti. L'incapacità, lui esponente di punta della destra, di ottenere dal governo di Lega e PDL i fondi di cui la città avrebbe avuto bisogno per svolgere il suo ruolo di Capitale ed impedire i continui scippi di funzioni e istituzioni da trasferire al nord, i rapporti non chiariti con quel Mobkel al centro di indagini per gravi casi di corruzione e truffa, la cooptazione dei vecchi camerati al Comune o nelle aziende partecipate, la parentopoli all'ATAC e all'AMA, le 'distrazioni' sul problema criminalità (suo antico cavallo di battaglia ai tempi della campagna elettorale) ormai divenuto una vera emergenza, l'accanimento razzista con cui ha gestito la questione delle comunità Rom, impiegando i fondi a disposizione per spostarne i membri da un campo all'altro, senza conseguire alcun miglioramento né per l'integrazione né per quanto riguarda la possibilità di convivenza con la cittadinanza.
Nella puntata del 5 febbraio di Presa Diretta (Malaroma) l'ottimo Riccardo Iacona ha rappresentato al meglio le magagne dell'esperienza Alemanno.