"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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lunedì 24 ottobre 2011

A Berlusconi ... facce ride !






Di fronte all'ostinata resistenza di Berlusconi al governo, il suo rifiuto – come dicono i politici di professione – di passare la mano o fare un passo indietro, la necessità delle sue dimissioni non è più quasi una questione politica ed istituzionale: è semplicemente un fatto di pubblica decenza, un atto dovuto.
E' come pretendere che un intervento chirurgico sia affidato ad un medico e non ad un laureato in legge o a un ragioniere o un geometra, che il progetto di un palazzo sia firmato da un ingegnere e non da un cantante o da un professore di lettere.
Poi è giusto discutere del dopo, temere cosa potrà succedere, dubitare sul fatto che il 'professionista' che sarà chiamato a sostituirlo (e la maggioranza politica e sociale che lo sosterrà) sia all'altezza del compito e possa fare gli interessi di tutti gli italiani e non di determinati gruppi di potere, aspettarsi che un nuovo governo – sia di destra o di centrosinistra - sia ancora più pericoloso in termini di provvedimenti antipopolari ma se non è questo il momento, di fronte ad una crisi economica epocale, in cui tornare a confrontarsi sulle diverse opzioni politiche e non sul bunga bunga e sulle escort cosa dobbiamo ancora aspettare?
Il caso Berlusconi (tra scandali sessuali, dichiarazioni e telefonate imbarazzanti e irripetibili, processi in corso, amici e collaboratori condannati per mafia, corruzione di giudici ed evasione fiscale) è un caso forse unico al mondo (dove ci si dimette per contributi non pagati alla colf, per un sms osé, per un rimborso irregolare di qualche centinaia di euro) che ha gettato nel discredito e nel ridicolo il nostro Paese.