"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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mercoledì 16 marzo 2011

I 150 anni delle tante Italie. Può vincere, finalmente, l'Italia onesta, civile e solidale?


Tra retorica patriottica, a volte francamente fuori luogo, e ostruzionismo padano, si festeggia nel 2011 il 150° anniversario dell'unità d'Italia. La Lega ha tentato di impedire l'istituzione, solo per quest'anno, della festa nazionale del 17 marzo, sulla base di ragioni economiche e di bilancio dello Stato. Motivazioni davvero improbabili e strumentali perché quella festa verrà pagata di tasca propria dai lavoratori, visto che andrà a sostituire una delle giornate di permesso retribuito (festività soppresse) a cui avrebbero avuto diritto, ma soprattutto in considerazione dello sperpero di denaro pubblico che la Lega stessa impone, solo per citare alcuni esempi, opponendosi all'abolizione delle inutili provincie, impedendo l'accorpamento in un'unica giornata dei referendum (sull'acqua pubblica, il nucleare e il legittimo impedimento) alle elezioni amministrative (causando un aggravio di spesa di 3 o 400 milioni di euro) con il chiaro intento di boicottare il raggiungimento del quorum, ponendo a carico dell'erario pubblico le multe che l'Unione Europea esige dai produttori di latte che hanno violato le quote di produzione stabilite.
La mia personale idea è che il modo migliore di celebrare questa ricorrenza, sfruttando l'occasione per ripensare alla storia della nostra nazione, sarebbe quello di riconoscere e ricordare le tante Italie che convivono e e si contrappongono tra loro da un secolo e mezzo.
L'Italia del Nord e quella del Sud. L'Italia clericale e quella laica.
L'Italia dei giovani e l'Italia degli anziani.
L'Italia del lavoro dipendente, quella dell'imprenditoria e quella del capitale.
L'Italia dei lavoratori pubblici e dei lavoratori privati.
L'Italia dei garantiti (o che si ritengono garantiti ...) e dei precari.
Soprattutto l'Italia che persegue giustizia, legalità, diritti che si contrappone all'Italia del familismo, delle raccomandazioni, dei favori, dei privilegi, delle clientele, del voto di scambio, della corruzione, delle mafie, dell'evasione fiscale, dell'economia in nero, dell'abusivismo edilizio.
L'Italia di Mazzini contro l'Italia di Cavour.
L'Italia delle leghe e dei sindacati socialisti contro l'Italia del fascismo.
L'Italia della resistenza contro l'Italia della restaurazione democristiana.
L'Italia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino contro l'Italia delle mafie e dei loro complici.
L'Italia di Don Minzoni e Don Milani contro l'Italia vaticana di Ruini e Marcinkus.
L'Italia di Giorgio Ambrosoli contro l'Italia di Sindona, di Calvi, di Andreotti.
L'Italia che vuole difendere e attuare la Costituzione contro l'Italia di Berlusconi.
L'Italia della solidarietà e dell'accoglienza contro l'Italia della Lega di Bossi.