"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Visualizzazione post con etichetta camusso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta camusso. Mostra tutti i post

mercoledì 27 giugno 2012

Il definitivo divorzio del PD dalle classi lavoratrici


Con la definitiva approvazione della controriforma del lavoro della ministra Fornero (alias Frignero), improntata ad un marcato sadismo sociale, giunge a compimento il divorzio dalla storia socialista, comunista e financo del cattolicesimo sociale dei propri degeneri eredi del PD che a detto provvedimento hanno garantito il proprio voto.
E può indurre solo rabbia e sdegno che esponenti di quello stesso partito (Fassina, Dominici), con la faccia di bronzo che solo i politici possono avere, si presentino a convegni come quello di Bruxelles "Un'altra strada per l'Europa" dove si auspica una diversa idea di Europa.
Sulla natura della controriforma del lavoro e sui suoi effetti deleteri per la vita dei lavoratori, privati della garanzia del reintegro nel caso di licenziamento ingiustificato, non dovrebbero esserci più dubbi e nemmeno sull’ideologia della Fignero che arriva ad affermare che il “lavoro non è un diritto”. A fronte di una precarizzazione generalizzata del lavoro non sono peraltro nemmeno giunti, come sbandierato e promesso per giustificare la controriforma, né miglioramenti delle condizioni salariali e delle garanzie giuridiche per i precari né l’estensione ed il rafforzamento degli ammortizzatori sociali (anzi anche sotto questi aspetti si deve registrare un arretramento).

domenica 22 aprile 2012

Una domanda all'elettore del PD (e agli iscritti della CGIL)



Immagino, presumo che gran parte degli elettori del Partito Democratico si considerino ancora di sinistra o qualcosa di simile
La mia domanda - un po' ingenua, un po' disperata, un po' provocatoria – è semplicemente questa: ma cos'altro devono fare i dirigenti di quel Partito perché i loro seguaci, i loro elettori, i loro simpatizzanti si avvedano che sono stati traditi tutti quelli che sono i tradizionali ideali e valori della sinistra: la giustizia sociale, la laicità dello Stato, il primato del lavoro e dei diritti dei lavoratori, l'attenzione al welfare e alla qualità dei servizi pubblici in particolare della scuola, la probità nell'esercizio delle funzioni pubbliche?
Cosa devono fare ancora per spingere i cittadini che si riconoscono ancora nel Partito Democratico a prendere a calci nel sedere i propri leader, ad agire in prima persona per costruire un nuovo e migliore soggetto politico o quantomeno a guardarsi intorno per capire se nel 'mercato' della politica sia presente qualche offerta alternativa migliore?
Non è bastata l'inerzia colpevole con la quale si è fronteggiato il ventennio berlusconiano (la mancata regolazione – quando guidava il governo - del conflitto di interessi e del sistema televisivo secondo criteri di effettivo pluralismo, l'omessa applicazione o almeno rivendicazione delle cause di ineleggibilità di Berlusconi in quanto titolare di concessioni pubbliche, la pretesa di costruire con il puttaniere di Arcore la nuova Costituzione dalla Bicamerale di D'Alema agli accorati appelli di Veltroni alla fine della seconda esperienza di Prodi)?

martedì 20 marzo 2012

Il licenziamento individuale è sempre discriminatorio



Non c'è che dire, in termini di capacità propagandistiche e mistificatorie i cosiddetti tecnici non hanno alcunché da invidiare ai politici più consumati. Anzi con la loro tanto decantata sobrietà sovrastano decisamente, per come risultano efficaci nell'ingannare l'opinione pubblica, i rozzi e sguaiati politici che li hanno preceduti al Governo (i Brunetta, i Tremonti, i Maroni, i La Russa). A patto di non contraddirli mai perché in quel caso vomiterebbero tutta la protervia ed arroganza dei nuovi 'unti del signore'.
Sotto l'indecente ombrello protettivo di Napolitano ci hanno riempito la testa con i loro slogan e e loro parole d'ordine: l'Europa, il futuro dei giovani, le donne, i mercati, la competitività, l'equità, lo sviluppo e la crescita, l'eliminazione degli steccati tra 'garantiti' e 'non garantiti'. La possibilità per le imprese di licenziare arbitrariamente i propri dipendenti diventa la 'flessibilità in uscita'. In quattordici punti ci hanno spiegato perché la TAV in Val di Susa è indispensabile evitando naturalmente, come scrive Luca Mercalli sul FattoQuotidiano, di confrontarsi, sui dati e sui numeri reali, con i tanti esperti che hanno sottoscritto l'appello per rimettere in discussione quell'opera.
Con i partiti che hanno lasciato mano libera al governo Monti in materia economica e sociale (sono altre le cose che interessano a PD, PDL e UDC: le poltrone di domani, la RAI, le aziende e i processi di Berlusconi) dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che i tecnici stanno facendo pagare tutti i costi del risanamento finanziario (ammesso che questo tentativo, fondato sull'austerità e la conseguente recessione drammaticamente già in atto, possa avere successo dal punto di vista dell'equilibrio dei conti dello Stato) ai lavoratori e ai ceti popolari. Con una folle riforma delle pensioni, scegliendo di ripristinare l'ICI (l'IMU) anziché adottare un'imposta patrimoniale, aumentando le imposte indirette che colpiscono maggiormente i più poveri anziché colpire i redditi più elevati, rimandando ad un futuro che non vedremo mai l'aggressione ai veri mali italiani: le mafie, la corruzione, l'evasione fiscale, le ruberie e gli sprechi dei politici e dei grandi burocrati, i privilegi del Vaticano.