Parole, parole,solo parole. Questa è la carta di intenti con cui Bersani, Vendola, Nencini (per chi non lo conoscesse, il segretario del Partito Socialista Italiano, schifato anche da gran parte degli esuli della diaspora socialista) chiamano a raccolta l'area democratica e progressista per il governo dell'Italia.
Perché nella professione di fede nell'Euro e nell'Unione Europea non c'è alcuna indicazione di come sia possibile cambiare i rapporti di forza tra i Paesi membri dell'Euro che sono alla base dei diktat europei sull'austerità e il rigore finanziario (la fiducia riposta in un impegno comune in tal senso dei progressisti europei è una vana speranza stante il consenso di Hollande in Francia alle politiche della BCE e della Commissione europea e l'appoggio dei socialdemocratici tedeschi alla linea della Merkel).
Perché non si spiega, stante la premessa della fedeltà a questa Europa dell'obbligo del pareggio di bilancio che attraverso i meccanismi dei mercati strozza le opportunità finanziarie delle Istituzioni pubbliche, dove si trovano i soldi per il welfare e per le politiche per il lavoro e l'uguaglianza, per il Sud, per i giovani e per le donne (si fa tutto con la patrimoniale?).
