"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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lunedì 21 maggio 2012

MA QUALE CRESCITA?


  Di Giandiego Marigo
Continuo a sentirne parlare, da tutti! A destra, a sinistra...al centro, nelle grandi riunioni mondiali. Tutti si riempiono la bocca con questo termine. Per lamentarne la mancanza, per prometterla qualora gli si dia fiducia, per stigmatizzare il percorso che porti al suo agognato ritorno...comunque , sempre fornendo la certezza che nella sua eternità, stia ogni soluzione possibile e che nella sua affermazione si realizzi “il miglior mondo possibile” Finirò per essere catalogato come un "rompipalle farneticante", un classico mai contento, un grillino dalla capa molle che nega tutto ed il contrario di tutto. Però non intendo aderire a questa speranza, non mi sento di condividere, questa certezza. Non mi interessa un modello culturale e sociale basato sulla convinzione che solo crescendo eternamente sia possibile un percorso di Civiltà e Progresso. Non ci sto! In genere, anche dalle nostre parti, laddove si dovrebbe concepire alternativa e dove la cultura dominante non dovrebbe far presa, dove ci beiamo d'avere anche altro pensiero che non l'unico, riconosciuto e santificato...bhè anche qui paga molto di più aderire all'opinione corrente, farsi parte del flusso e del mucchio. Portare, docilmente e possibilmente allegramente, la propria dose d'acqua al mulino del conformismo di sinistra, ma, pur cosciente di andarmi a cacciare nell'ennesimo guaio, non posso non notare quel che , per me, è evidente. Porre la questione, come viene fatto sempre più spesso anche in AreA di Progresso, mettendo in dubbio la sincerità della dichiarazione di chi la auspica (per esempio i capi di stato riuniti al G8) e non la sua realizzabilità è profondamente mistificatorio. Accettare la stessa logica della necessità che la Crescita Eterna torni ad essere il nostro riferimento lo è altrettanto Un mezzuccio retorico, un espediente comunicativo, sarebbe come dire "Loro mentono...ma se ci fossimo noi non lo faremmo...riusciremmo a darvela la crescita".
Oggi il termine stesso "crescita" definito nel modo e nel contesto in cui viene adoperato è già di per sé mistificante! Discuterne! Quasi fosse possibile, in un contesto come il nostro , ormai chiaramente delineato e cioè di "consumo quasi totale delle risorse"  è già un inganno, è l'altra parte del discorso duale. La negazione che conferma, un raggiro, una canzone. Noi consumiamo due pianeti ogni anno...stiamo dando fondo, come parassiti impazziti ad ogni risorsa possibile, stiamo ricorrendo a mezzi “folli” per estrarre materie prime sempre più rare e scarse. Stiamo distruggendo e sperperando il nostro pianeta. Questa è la verità e la “crescita eterna” invece è un inganno, da chiunque venga raccontata. Aderire a questo "livello" di discussione, comunque venga giustificato ed anche nascondendosi dietro il giochino del "fossimo noi...saremmo meglio" senza avere il coraggio di porre la necessità , ormai non rinviabile di una "decrescita guidata e felice" è giocare con l'equivoco, sfruttandone le contraddizioni ma non è dire la verità. Significa accettare logica e premesse poste dal potere, riconoscere validità a questo modello. Accettare l'idea che si continui così, illudere ed illudersi che basti un “ritocchino”, in un impianto, filosoficamente, eticamente, spiritualmente ed economicamente valido, per riportare le cose ad una vivibilità diffusa e ad una normalità, che in fondo non si è mai veramente allontanata. Inganno, mistificazione, tanto quanto quella portata avanti dal potere...nel medesimo solco e del medesimo segno Per uscire da questa crisi il mondo dovrà cambiare, è stato detto a tratti, in occasionali sprazzi di sincerità, anche da intellettualità riconosciute e santificate, persone ben più preparate dello scrivano ignorante che vi intrattiene in questo frangente La scelta è fra un Evo Medio elitario, in mano a poche Famiglie Dominanti e ricchissime, oppure attraverso il "Cambiamento Profondo di Paradigma", la ridiscussione dei nostri postulati, delle nostre premesse con la modificazione delle filosofie delle spiritualità e degli stili di vita. Il resto, amici miei è raggiro, illusione, ipnosi e presa in giro ed io credo, in tutta sincerità, che chi si ponga come cielo Il Cambiamento non possa non affrontare questo dato fondamentale.

mercoledì 10 novembre 2010

Urgente: formare nuovi saperi con vecchi saperi contadini

Di Marigo Giandiego

Ho molti amici, anche molto sensibili e non stupidi... Attenti, da sempre, alle esigenze degli ultimi e di quello che insistono a chiamare proletariato, che questa cosa non la vedono proprio.
Due o tre giorni fa ho parlato, con loro di Decrescita Serena e della necessità di re-imparare le cose che avevamo dimenticato, di crollo del capitalismo e mi hanno un poco compatito, con la medesima arietta ed il sorrisino che avevano quando parlavo di Moovement e di Rock, quando gli descrivevo l'India e le strade di Calcutta, la necessità di comprendere anche l'anima delle persone.
Oggi come allora, richiamandosi alla crisi presente...ed alla necessità di trattenere la Fiat in Italia. Alla impellenza di rilanciare il sindacato e la lotta. Ora, io ho sempre sofferto molto il pragmatismo che limita. Mi infastidiva quando ero giovane e non si poteva parlare di cultura perchè era secondario rispetto allo scontro di classe, mi infastidisce ancora oggi d'essere prigioniero anche nell'immaginarmi un mondo diverso ed altro di logiche industriali o capitalistiche, quasi che per vedere un'alternativa si debba necessariamente accettare la logica e le premesse, sostituendo unicamente e solo il proprietario dei mezzi di produzione...io credo che il tempo delle auto stia finendo, il tempo del petrolio stia finendo...così come sono convinto che il consumismo e questo modello sociale arriverrà alla fine, sono anche convinto che presto non potremo più non pensare a decrescere. Sono convinto che questa parentesi, questa Era, stiano volgendo al termine.
So che per immaginare un mondo altro e solidale, dove siano modificati i rapporti di Potere e di affezione fra gli esseri viventi si debba , forzatamente pensare ad un mondo che usa, adopera e conserva e non ad uno che consuma, ad un mondo che sappia essere autosufficiente, agglomerarsi su diversi valori.
Non credo che sia solo una questione di possesso dei mezzi di produzione...non più. Dobbiamo fare un passo avanti e per farlo dobbiamo avere anche la capacità di riguardare a quello che lasciamo indietro.


(giandiego)

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La temuta quanto probabile fine, a breve-medio termine, del paradigma consumistico capitalista pone la questione della sopravvivenza sostenibile al centro delle tematiche da affrontare insieme alle nuove generazioni e questo prima che sia troppo tardi. Il recupero dalle nostre ancor presenti sacche di saperi a-crescisti si rende urgente. Esistono infatti dei luoghi nel nostro Paese dove certe antiche e direi anche naturali conoscenze, sono rimaste intatte ed anzi vengono tramandate se pur con crescenti difficoltà. Si tratta dei territori rurali di ogni regione. In quei luoghi andrà cercata, prima possibile, quella conoscenza tralasciata circa un’ottantina d’anni fa per far posto, tambur battente, alle tecniche produttive, sicuramente più redditizie ma non più attuabili da qui ai prossimi 50 anni.

prosegui la lettura sulla fonte: http://www.megachip.info/

fotografia e segnalazione a cura della redazione ed:
http://eliotroporosa.blogspot.com/2010/11/urgente-formare-nuovi-saperi-con-vecchi.html



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