"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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domenica 19 ottobre 2014

MA ESISTE DAVVERO UNA CONTRAPPOSIZIONE FRA RAZZISTI E GOVERNO PIDDINO OPPURE È SOLO PESSIMO TEATRO?





Di Giandiego Marigo


Ritorno per un attimo alla vocazione che ha segnato il mio esordio sui social network. Le prime due pagine che ho aperto su facebook, infatti si chiamavano No Razzismo Day (oggi purtroppo finita malissimo), Io ci Metto la Faccia 100.000 facce da Antirazzista e Contro il governo della Vergogna (è assurdo, sotto certi e molteplici aspetti come una pagina inventata per l'Imperatore Farlocco possa essere adatta a Monti e dopo a Letta e Renzi … la dice tutta sulla fine della speranza) entrambe in auge e condotte da me anche oggi, quindi dicevo torno alla mia vocazione primeva sul network.
Milano è stata ammorbata, ancora una volta e tristemente, da una manifestazione unitaria Lega, Casa Pound contro le migranze … contro l'invasione.
Manifestazione riconosciuta e protetta dal sistema e dalla sua polizia, in nome del pluralismo e della democrazia, (quella stessa che non si perita di far trovare la piazza della contro manifestazione dei Centri Sociali invasa dalle auto e che non si fa alcuno scrupolo nel mazzuolare meticolosamente a sangue studenti ed antaginisti un poco dovunque nel paese) dove ha partecipato il presidente della regione Maroni, prendendosi anche la briga di salire sul palco e minacciare lo sciopero fiscale. Che bella figura istituzionale, assolutamente degno di un ex ministro degli interni
I nostri eroi hanno dichiarato di non essere in piazza per questioni “razziali”, ma solo ed unicamente di “buonsenso”, di non essere in assoluto contro le migranze e gli immigrati , ma solo contro la piaga dell'immigrazione clandestina, portatrice di delinquenza e malattie.La retorica finirà per ucciderci
I discorsi di sempre, quando non era l'EBOLA, oggi tristemente di moda si parlava di TBC e prima ancora di TIFO oppure semplicemente di puzza ed igiene.
La scelta del termine stesso “invasione” fa pensare alla necessità di proteggere i sacri confini, anche a costo della vita.
In questo, pirtroppo, supportati non solo dall'area dei razzisti dichiarati e palesi. spesso virulenti ed offensivi nelle persone dei loro Borghezio, piuttosto che di Salvini stesso, ma anche da un'opinione sempre più diffusa che invade moltissime aree Da M5S al PD stesso, alla FIOM (ho sentito personalmente innumerevoli lamentazioni sui ladri di lavoro).
Questa è la realtà con cui fare i conti, il razzismo esiste e l'infezione è molto diffusa … quasi una cancrena.
Ormai è quasi normale sentire , anche negli ambiti più impensati, fra la gente, la frase fatta, la battuta scontata, la frase ad effetto che stigmatizza il problema dell'immigrazione … in qualsiasi ambito, a qualsiasi livello.
La soluzione per questi signori sarebbe la chiusura dei confini, essi richiedono un controllo che già esiste leggi contro la malavita ed il malaffare che Andrebbero solo applicate, perché ci sono già e non in fantomatiche leggi speciali , ma nella costituzione.
Essi sono i nostri costruttori di muri in apparenza contrastati, loro stessi avvalorano questa ipotesi, da un governo che vede nell'immigrazione incontrollata l'unica possibilità di aumentare il proprio carniere di voti, che altrimenti, se votassero (come i nostri razzisti travestiti auspicherebbero) solo i “sangue puro” bhe allora le cose sì che cambierebbero … ma quanti immigrati votano?
Ma soffermiamoci un attimo su questa affermazione, tanto per, secondo la quale un governo a maggioranza PD favorirebbe l'immigrazione.
Assolutamente falso, ma non solo nelle azioni eclatanti, ma nella minutaglia e nell'azione culturale.
Oggi il PD (ed i suoi prossimali lo permettono, mantenedosi sempre e comunque a lui collegati e connessi) è appiattito su posizioni filo sioniste e filo occidentaliste. Avvalora nella propria campagna politica e nell'intervento culturale più minuto la visione di un Occidente buono, cristiano e santo e di un oriente ed un sud malmesso, arretrato e pericolosamente invasivo, terra di terroristi e migranti cenciosi.
Si comporta a livello militare (essere al governo ed avvallare le scelte , difendendole e facendole proprie è complicità oggettiva, inoltre è innegabile che la partecipazione militare abbia subito un implemento esponenziale negli ultimi tempi) come alleato di ferro nella lotta contro l'invenzione malata del Terrorismo Islamico, è fortemente impegnato nella difesa di tutte le azioni d'intervento sul quadrante Nord-Africano e Medio Orientale, fa parte organicamente e culturalmente del fronte impegnato in IraQ ed Afghanistan.
Renzi sta brigando per rimandare le nostre truppe sul fronte Irakeno, mentre è compromesso nell'azione anti Russia sino alle più nefande conseguenze, anche contro gli interessi stessi del paese e dell'economia già in fortissima crisi.
In qualche modo quindi, anzi culturalmente in modo massiccio, il PD appare impegnato nel compito di avvalorare il pericolo dell'invasione islamica, e nella necessità di un guerra purificatrice e difensiva. paventando l'incombenza del fantasma delle infiltrazioni terroristiche tanto quanto i signori che poi sfilano ad argine dell'invasione stessa è, come loro, frequentatore assiduo della casa dell'assoluta ipocrisia.
Così come coloro che paventano il pericolo delle migranze incontrollate ed omettono, chissà come mai l'elencazione delle responsabilità e delle rapine, e delle vessazioni del'occidente civilizzato che questo dramma hanno causato.
Tacciono dell'usurpazione e della violenza inaudita operata dalle sue (dell'occidente industrializzato) Major finanziarie e dalle sue corporazioni nelle terre da cui i disperati che muoiono nei nostri mari partono. Dimenticano il contributo che i nostri aerei e le nostre salvifiche truppe hanno apportato all'acutizzarsi della Problematica …
Molto comodo, molto ipocrita … e poi ci troviamo tutti insieme nella stessa messa domenicale, dove parleremo di carità, di compassione e di perdono dei peccati … abitando tranquillamente e come sempre quell'area grigia e perbenista dove tutti si incontrano e si salutano … come se nulla fosse e dove i migranti, normalmente suonano il violino o passano con il cappello chiedendo l'elemosina ed infastidendo i “tranquilli cittadini”.

Le migranze...e finisco, sono un fenomeno storico di portata epocale e rientrano in un contesto globale, di cui nessuno, pare, vuole realmente discutere ed a cui nessuno, pare, vuole realmente porre rimedio … già! Perchè altrimenti si dovrebbe parlare degli squilibri consumistici, delle reali ragioni della fame, di un occidente sprecone che da solo consuma molto più di quanto il pianeta possa dare, di una visione sconsiderata ed assassina da parte di una minoranza mondiale che ritiene giusto appropriarsi di tutti i beni planetari, senza rispetto alcuno per popoli, etnie ed eventuali confini … e di questo, si sa, non vuole parlare nessuno. Chissà perché!

giovedì 4 settembre 2014

SIAMO ANCORA QUI!




(Lettera aperta a chi ci crede ancora)

di Giandiego Marigo
Eh sì! Siamo ancora qui a parlare di queste cose e non è affatto un buon segno, non tanto per la noia della ripetizione che si può superare e come si sa da sempre dotti e docenti sostengono che ripetere aiuti, ma perché significa che nulla è successo, che nessun passo avanti è stato registrato, solo supponenza e molte chiacchiere, qualche salotto in più, tre biglietti chilometrici aperti per il parlamento Europeo (fra mille ed una polemica) … e pochissimo altro.
Mentre l'intorno permane nell'equivoco.
Si badi non si tratta di un fraintendimento facile da sfatare … anzi, esso e talmente radicato che noi stessi lo commettiamo talmente spesso da definirlo assolutamente preoccupante.
Quale equivoco? Pare giusto definirlo a questo punto, anche se per quel di cui parliamo, così spesso, in questi tempi esso è l'Equivoco.
È la definizione di quali siano, ammesso che abbia qualche senso il ricercarli, i confini … i limiti, i presupposti che definiscono “la Sinistra”. Europea, nazionale locale … poco importa. Essa oggi è un assoluto marasma, sepolta da auto-referenze e facilonerie, luoghi comuni e prese arbitrarie di possesso. Perchè essa si definisce in modo verbale, è un non-oggetto a disposizione, basta dichiarare d'esserne parte e fare qualche riferimento storico ed il gioco è fatto … ed in fondo, diciamolo, qualche riferimento storico non costa nulla e non si nega a nessuno, neanche ad un Piddino di passaggio.
Poco importa che questi riferimenti appartengano ad un altro contesto, che siano stati duramente pagati da altri, che i dispensatori di citazioni e riferimenti nulla abbiano a che spartire, a nessun livello con i meriti a essi collegati … anzi, in un mondo in cui i gli attestati accademici contano molto di più della saggezza e sella sapienza stessa, citazioni e riferimenti sono pane quotidiano.
Ancor meno importa che legati al termine “sinistra”, negli anni, vi fossero parole di ben più grande spessore ed importanza come Solidarietà, Mutualità Socialismo, Coscienza di Classe, Cultura popolare, Alternativa … così tanto per citarne alcune, questa sinergia è assolutamente secondaria, opinabile, malleabile … si usa e si abusa della parola “Sinistra”, quasi fosse panacea di tutti i mali.
Quest'equivoco è radicato persino in noi, che ne stiamo cercando affannosamente, faticosamente e, diciamocelo, con scarso successo di unificarla, ogni volta dobbiamo aggiungere aggettivi come vera, radicale, alternativa, anti-capitalista per poterla individuare, perché l'equivoco permane, nonostante ogni nostro tentavo di affrancare il termine dalle scelte vergognose e nefande che lo hanno affossato ed infangato nel sentire comune.
Intere aree assolutamente sistemiche ed integrate, addirittura collaborazioniste si riferiscono a questo termine, ribadendo a gran voce il proprio diritto, la propria appartenenza e confortandola con un ricchezza assoluta di riferimenti storici e citazioni. Gli stessi, purtroppo che trattengono molti dall'abbandonare del tutto il termine … ed allora?
Dovremo rimanere eternamente prigionieri di una definizione?
Di una collocazione geografica destra, sinistra, centro, definiscono un luogo non un'idea e certamente non una filosofia. Per fare questo sono molto più efficaci altre parole quale quelle che abbiamo citato poc'anzi.
Eppure quando dobbiamo cercare un nome per definire il passaggio di unificazione dell'AreA alternativa e asistemica la chiamiamo “Sinistra Unita” … Sinistra Radicale, Sinistra di Classe, Sinistra anti capitalistica … perché le definizioni , alla fine, intrappolano anche noi.
Personalmente e lo dico per l'ennesima volta, preferirei che con il tempo la parola venisse abbandonata, troppo fango incrostato, troppi abusi in suo nome, troppi proprietari per un solo nome, troppa gente che si ammanta e si nasconde ed ancor peggio nasconde i propri loschi fini, dietro ad un termine … troppi convitati di pietra.
Ritengo l'unificazione della “Sinistra Radicale ed anti capitalistica” un passaggio verso la creazione dell'AreA di Progresso E Civiltà.
Credo che la differenza … per esempio fra me ed un piddino sia tale e tanta da far risultare impossibile definirci entrambi nella parola “Sinistra”.
Non ho quasi nulla da spartire con lui, a parte , forse, lo studio della storia. La mia spiritualità, e parlo di me per definire un'AreA ed un popolo ben preciso, La mia filosofia e le mie scelte di vita differiscono profondamente dai suoi. I miei comportamenti sono reali mentre i suoi sono impegni parolai. Fra i miei orientamenti culturali ed etici ed i suoi si scava, quotidianamente, un abisso sempre più profondo. Fra la mia visione globale e la lettura che io do degli equilibri mondiali e dei rapporti di forza internazionale … sino al modo in cui si intendono i termini Globalizzazione, Civiltà, Progresso, Partecipazione … fra me e lui vi è un abisso incolmabile. Com'è quindi possibile che sia io che lui si possa essere ricondotti alla medesima definizione?
Questo equivoco va risolto, questa questione deve essere affrontata, pena il dover eternamente pagare dazio agli errori ed alle scelte altrui, se noi stessi nutriamo l'equivoco , non possiamo poi scandalizzarci se che non ci ama lo sfrutta in modo strumentale, facendo di ogni erba un fascio. L'unificazione dello'AreA di alternativa Anti capitalistica, dovrà passare, purtroppo per le nostalgie e per i riferimenti storici … anche da qui. Anche perché, e finisco, questa ambiguità non è semplicemente etimologica, ma investe anche settori di ben più consistente tattilità ed è causa dei rallentamenti e dei dubbi che ancora assillano e frenano il processo unitario, di quella che chiameremo ancora per il momento “sinistra radicale”



venerdì 29 agosto 2014

BISOGNEREBBE CREDERCI



di Giandiego Marigo

La verità? Quella che non ci raccontiamo è che non ci crede nessuno davvero ed invece bisognerebbe, perché il farlo ci farebbe superare gli ostacoli e le empasse.
I mille egoismi e personalismi, la passione invereconda ed ossessiva per la cura dell'orto, che ci impedisce di fare la cosa più giusta, più logica, più importante e più doverosa: Una Costituente della “Sinistra Unita”, un vero tavolo sempre aperto, realmente rappresentativo e controllato dal basso (sino a conclusione positiva) per farla davvero questa unità di intenti , per stabilire obbiettivi comuni ed un cammino condiviso e condivisibile.
La Volontà, la Passione, la Fede … non sono merce d'uso di questi tempi.
Certo, si potrebbero fare un paio di analisi di prospettiva, parlare delle volontà espresse da Alba, Ross@, da Azione Civile, dalla miriade di gruppuscoli in continua nascita che hanno in premessa l'Unità della Sinistra o la sua modificazione in meglio … in un soggetto ampio e plurale.
Oppure sbilanciarsi su quel che c'è, poco e malmesso, Rifo, SeL, alcune tracce di Verde … qualche movimento qua e là.
Si potrebbero citare i gruppi nuovi Convergenza Socialista, Net Left, Sinistra Unita-AreA di Progresso e Civiltà. Oppure potremmo lanciarci in dotte analisi da “intellettuali conseguenti” che vanno sempre di moda e che un cadreghino in Europa bene o male lo rimediano sempre.
Potrei, volendo, far scivolare l'occhio sugli Anti Euro di sinistra, sempre molto combattivi e sin troppo urlanti. Potrei farlo e finirei con il ripetere le analisi e le perorazioni di cui la rete è, sinceramente, sin troppo ed inutilmente piena.
Punti di vista da comunista integralista, da neo berlingueriano, da socialista più o meno libertario o da libertario più o meno socialista, sino alle nuove visioni di soggetti non necessariamente connotati ed M5S similari.
Certo potrei e forse direi persino delle cose intelligenti.
Però io sono convinto che sia una questione di volontà e non di chiacchiere.

venerdì 25 luglio 2014

PARLANDO E SPARLANDO DEL SENATO SI DIMENTICANO IL PAESE.


Di Giandiego Marigo


È una cortina fumogena, certo ed ovviamente importante, perché riguarda la democrazia e la partecipazione , nonché la rappresentanza, ma resta, per la sua assoluta e parossistica centralità una distrazione. Uno specchietto per le solite stolte allodole.
Non è , infatti avulsa da un contesto e se è vero che in essa si manifesta la qualità golpista dell'intenzione, lo è altrettanto che essa non è la più importante ed ancor meno la più vergognosa o la più incisiva e deviante.
Il parlamento italiano è da tempo esautorato dal suo “presunto” potere, molte delle sue sovranità sono passate all'Europa ed ancora di più ne passeranno a breve.
Il Colpo di Stato è già avvenuto ed ora siamo in fase di assestamento.
Questo, che i giochi son fatti, lo sanno tutti da Fratelli d'Italia ad M5S … passando per la Lega e SeL.
Quello che sta avvenendo è un adeguamento ad una realtà che è stata imposta ed ormai e solo da consolidare. Centrare la contraddizione e la lotta sulla Carcassa del Mostro piuttosto che sulla sua natura, disquisire delle virgole di fronte al fatto che tutta la struttura elettoralistica e di rappresentanza e resa ridicola ed impotente e totalmente ininfluente da una struttura del potere che ormai da tempo si muove al di fuori di qualsiasi convenzione democratica.
Per non parlare del fatto che a livello Europeo questo diviene regola del gioco, nella sua istituzione più importante di potere reale “la commissione”. Ed omettendo anche che importantissimi trattati bilaterali, quelli sì fondamentali per il futuro democratico dell'intero continente vengono firmati ed implementati nel più assoluto riserbo ed avvolti dalla totale segretezza … alla faccia di qualsivoglia principio partecipativo o pseudo-democraticistico.

mercoledì 16 luglio 2014

TRE LEADER ... AL PREZZO DI UNO



di Giandiego Marigo

L'eterna ambiguità … l'equivoco elevato a teoria … tre leader di pseudo sinistra al prezzo di uno. Artisti d'equilibrismo, maestri di trasformismo. Nell'associazione “Possibile “ dei nostri tre eroi c'è tutta l'ambiguità e la strumentalità che li distingue. 
Essi fingono di non vedere, di essere laterali al progetto Renziano, ma nel medesimo tempo restano ben stabili fra i migliori alleati ad alla fine difensori di questo stesso progetto. Nè Civati ed ancor Meno Cuperlo chiariscono il loro ruolo rispetto ad un PD ormai irreparabilmente compromesso con la stretta antidemocratica sancita per il nostro paese dall'Elite europea e mondiale. Pensatori di questo assalto alla costituzione ed interpreti principali del pensiero che lo sottende.
“Sistemici” se lai qualcuno lo è stato, come e più della Democrazia Cristiana a cui si ispirano. 
Ed i nostri tre eroi che fanno? Nulla! 
Che non sia inutile e sterile testimonianza formale, che permetta al corpo malato di cui fanno parte di poter, domani, nuovamente illudere una parte dell'elettorato di avere ancora in sé un qualsiasi, pur vago riferimento al suo passato. 
Ambigui, vaghi … pericolosi, perché attraggono a sé ed al loro nullismo parolaio una parte dell'AreA che vive , da troppo tempo, in una confusione senza speranza. 
Ancora oggi, molti, troppi compagni sinceri cercano l'interpretazione positiva dell'ermetismo forbito Vendoliano. 
Ciwati e Cuperlo … “Il Grande Nulla” sempre pronti a distinguersi a parole e sempre presentiu anche nelle peggiori nefandezze a supportare il loro partito. Vendola poltronaio, ormai, professionista, che fra un dubbio e l'altro mette il piede in centomila scarpe, riservandosi, a tratti, una partenza canadese. 
Non è sinistra quella che proponete, non è aggregazione e solo la teorizzazione della zuppa di lenticchie.
Tre leader, sempre più ipotetici, al prezzo di uno, ma sono tempi duri e le lenticchie tocca dividerle. Ma si rassegnino lor signori, L'Area di Progresso e Civiltà, quella che vedo io , quanto meno, ha il coraggio di allontanarsi dal PD o meglio di porsi nella posizione di facilitare chi, avendo ancora valori di sinistra, voglia praticarli uscendone,
Non ci saranno Cuperlo o Ciwati a modificare questa realtà ed a sanare il corpo di un partito sempre più incancrenito e corrotto dal potere ed ormai dedito alla coniugazione del verbo “governare” qualsiasi sia il prezzo che l'elite chieda loro per permettergli di farlo.
Non ci saranno Vendola dall'eterna incertezza “attor giovine” sino alla vetustà, non ci saranno forbite elucubrazioni che modificheranno il dato che se Sinistra sarà … se AreA sarà potrà essere solo “in alternativa” al pensiero neo-conservatore del PD in Italia e di Gran parte del PSE in Europa.

venerdì 11 luglio 2014

L’ASTUZIA DEL COSTRINGERCI A DIFENDERE UN CONCETTO BORGHESE



di Giandiego Marigo


Mi perdoneranno i liberal-democratici se oggi parlerò per quel che sono ( che ho scoperto d’essere) … un vecchio socialista-anarco-libertario. 
Questa “dell’immunità dei senatori” è per il PD un regresso anti-liberale, un autogol, motivabile solo con la profonda matrice neo-democristiana e neo-conservatrice regressiva che lo attraversa. 
Un’assurdità, persino dal punto di viste di un “conservatore anglosassone o tedesco” una istituzione medioevale” che irride ed ostacola persino la visione liberal-liberticida che governa oggi l’Europa, collocando l’Italia fra i paesi dalla“dubbia” democrazia, e non già in una visione socialista, ma in un'ottica del tutto borghese. 
Ci costringeranno così a difendere  una visione liberal-conservatrice, perché l’alternativa proposta dalla politica”made in Italy” è persino peggiore di una “normale visione borghese”.
Lo hanno fatto innumerevoli volte, soprattutto a livello culturale, sbilanciandoci e costringendoci in una posizione difensiva che ha finito con il logorarci e facendoci passare per “conservatori”, “prigionieri di una visione novecentesca”  … è l’arte della controriforma travestita da modernizzazione.  
Arte in cui il Principe rottamatore fiorentino ed i suoi “fedelissimi” nel loro travestimento da "progressisti domenicali"sono raffinati e supremi esecutori. 
Lo hanno fatto, dicevamo, ripetutamente, costringendoci per esempio alla difesa degli “Enti Lirici” o spingendoci a popolare le piazze in difesa di trasmissioni televisive … tutte prove generali del “colpo grosso” alla costituzione ed alla“democrazia reale” targato “Napolitano-Renzi-Monti”. 
Un tempo noi “proponevamo”  eravamo  “all’attacco”,  avevamo persino la forza e la costanza di formare “circuiti alternativi” … oggi,  siamo costretti alla“difesa” di istituzioni liberali del tutto discutibili. 
Questa è la chiave della loro vittoria.
L’Italia come laboratorio della parte peggiore e più liberticida dell’Elite di potere … come la Grecia”.. 
Mi permetto però di consigliare attenzione a lorsignori … in Grecia vi è uscita una “risposta imprevista … Syriza … che potrebbe scompigliarvi le carte persino a livello europeo … in Spagna Podemos … attenti, nonostante il vostro tentativo, con M5S, di “moderare e guidare” ogni forma di ribellione, smorzandola in un“ribellismo stolto, mal direzionato, controllato ed abbastanza inutile”, potreste comunque trovarvi fra le mani una sorpresa inaspettata.

domenica 29 giugno 2014

LA QUALITA' DEL RACCONTO




Di Giandiego Marigo

Sono uno scrittore ed un poeta inedito, nonostante io mi picchi d'essere un buon scrittore. Dico questo non per trovare in questo ambito il mio mentore, ma per fare comprendere il motivo del mio titolo.
La Qualità del racconto è il suo messaggio … ed il modo in cui viene svolto e narrato, non sono questi tempi di contenuti, infatti, sono pochi coloro che riescono a pubblicare in modo decente ed eticamente accettabile … ed ancora meno quelli che li leggono o che sarebbero disposti a farlo. Spesso la forma prevale ed anche il marketing copre il senso stesso di quel che si cerca di scrivere.
Ora, voi mi chiederete, perché ci parli di questo … cosa ci interessa, perché qui?
Molto semplice, perché questo ragionamento si può trasporre, senza abusare della proprietà transitiva, nella vita e quindi anche nella politica. 
Perchè alla fine le cause che motivano e muovono questo vuoto culturale e spirituale sono le medesime.
Stiamo vivendo un periodo di intensa proposta, sin troppa, ad essere del tutto sinceri, personalmente l'ho detto spesso, sembra che ciascuno senta il diritto/dovere di alzarsi la mattina e di proporre un proprio soggetto, personalizzato e su misura, per l'unità della sinistra. Questo è bello ed al medesimo tempo preoccupante e dispersivo e comunque derivato in linea diretta da quella tendenza alla frantumazione infinitesimale che ha caratterizzato e continua a caratterizzare … la sinistra di fine ed inizio millennio.
Quello però che appare costante è la ripetitività dei metodi e dei contenuti. Il clichet, il format.

lunedì 23 giugno 2014

FRA CONFLUENZA E PROMISCUITÀ … CHE SINISTRA È ?



Di Giandiego Marigo
Comprendo, per carità e solidarizzo con il dramma interiore e profondo di Vendola e dei Vendoliani, i praticanti della terra di mezzo: fra sinistra e PD … fra GUE e PSE … fra color che son sospesi.
Capisco, davvero, e non sottovaluto nemmeno per un secondo il discorso di Niki e la sua prospettiva, ma non sono d’accordo! Non posso pensare che alla sinistra (quella vera, quella che ancora ha qualche diritto a definirsi tale, pur nell’inadeguatezza della definizione) resti la sola scelta fra confluire, collaborare servilmente o scomparire silenziosamente. Non ci sto!
E non è minoritarismo demente ed ignorante, massimalismo libresco ed un poco demenziale, ma la convinzione profonda che dietro a quest’AreA, covi un pensiero altro ed una spiritualità complessa, la convinzione cioè che l’alternativa non sia una pratica utopistica, ma una strada del possibile, anzi l’unica strada possibile, per riconsegnare il mondo ad una dimensione accettabile e umanamente vivibile.
Non pensiate che queste dichiarazioni siano di principio o generali, non lo sono e sono tutt’altro che banali. Le scelte Vendoliane non derivano da gusti personali od unicamente da interessi immediati e poltroniferi, certo esiste questa componente, ma è inserita in una più generale analisi di “necessità pragmatica”, di “possibilità reale di influenza e modifica”, deriva da un’analisi del mondo e dell’intorno … sbagliata e rinunciataria a mio umilissimo parere, ma realistica.
Le “motivazioni” che giustificano le azione di Niki e dei suoi emuli traditori che hanno recentemente “migrato” verso più comodi lidi è “squisitamente” pragmatica, la lettera di Fava lo dimostra al di là di ogni dubbio.

venerdì 6 giugno 2014

PECCATO!


Di Giandiego Marigo

(Questo sarebbe stato il testo dell'intervento che avrei fatto all'Assemblea dei Comitati Elettorali Pro TsipraS ae solo avessero reso possibile che ciò avvenisse ed invece come sempre si è deciso che fosse Roma e che, quindi, fosse una cosa per pochi ed addetti ai lavori)

Compagne, compagni
Si vede sin dalla scelta del luogo in cui si effettuerà quest'assemblea come, in realtà, la volontà di agire come si dovrebbe ancora manca.
I difetti congeniti, di nascita di questa lista, per molti versi entusiasmante e meravigliosa sono venuti fuori … subito, senza lasciare a nessuno il tempo di pensare o di godere più di tanto.
Quando nacque immediatamente come Sinistra Unita- AreA di Progresso e Civiltà lo dicemmo, ci sembrava stupido sostituire un verticismo con un altro, l'escamotage dei Garanti in realtà finiva d'essere la santificazione d'una forca caudina. Ma questo avvenne anche per l'incapacità, reale della base e dei movimenti di costituirsi come “Motore di quest'azione”, come gruppo di lavoro pensammo prima che avvenisse ad una lista con Syriza e Tsipras, ma l'ascolto che avevamo era scarso e la nostra voce debole … e comunque esistevano ed esistono canali preferenziali, frequentati dagli “intellettuali riconosciuti e dai politici di rango" che ci hanno in qualche modo esclusi allora ed anche ora. 
Non noi in quanto gruppetto di persone, ma in realtà il movimento, che è stato, come al solito consultato solo a decisioni prese e, diciamolo, che le prendono un gruppo di garanti auto-referenti piuttosto che una segreteria cambia davvero molto, ma molto poco.
Si è proseguito così, con forme incrociate di arroganza. Con Garanti che prendevano impegni a non essere effettivamente eletti che poi avrebbero rimangiato, ma tutto veniva tacitato in nome dell'unità necessaria e del 4% da raggiungere.

giovedì 29 maggio 2014

UNA SYRIZA ITALIANA NON PUÒ ESSERE CONTIGUA AL PD




Di Giandiego Marigo


La contraddizione che aveva distinto la fase iniziale della costituzione di questa lista e che SeL porta in sé sta esponendosi … immediatamente, peccato davvero, ed era tutto sommato prevedibile. A suo tempo mi ero chiesto a che titolo e soprattutto a che pro, alcuni intellettuali, tutto sommato “organici” alla'area ampia del PD, quali per esempio gli scrivani di Repubblica avessero scelto di correre con Tsipras.
Questa “ambiguità” era una delle premesse poco chiare che questa lista aveva (e che Sinistra Unita-AreA di Progresso e Civiltà aveva , puntualmente, stigmatizzato) e sulla quale si è soprassieduto in nome della sua importanza e dell'apporto fondamentale della sinistra europea e di Tsipras, ma soprattutto in nome della speranza che il percorso unitario facesse comprendere come , appunto, l'AreA potesse svilupparsi solo in assenza del PD ed in situazione non promiscua a lui.
Purtroppo le “esternazioni” di Vendola, Migliore e non ultimo di Curzio Maltese obbligano alla precisazione, almeno per quanto mi riguarda, a livello personale Ma anche come fondatore di pagine d'appoggio e parte dei “Comitati Pro L'Altra Europa Con Tsipras”.
Questavicinanza, tanto cara a questi “intellettuali” e pochissimo chiara anche in fase costitutiva è, io credo, del tutto gratutita e “non sentita” dal popolo che ha votato questa lista, non condivisa e condivisibile, se non in termini di assoluta chiarezza.
Il Progetto Unitaerio di Sinistra non comprende il PD che non è di Sinistra, se non in alcune manifestazioni del tutto utilitaristiche e finalizzate al recupero di una fascia di votanti,
Questo partito ha un progetto del tutto diverso, lontanissimo da ogni alternativa sistemica, di collaborazione e con il potere e l'elìte che lo detiene.
Una premessa “politica di fondo”, quale la lotta ai “progetti di austerità”, alla politica dei sacrifici, al taglio selvaggio del Welfare, alle privatizzazioni al precariato, alle delocalizzazioni, non può comprendere un partito che ne è il vessillifero e il propugnatore, Prodi è un artefica di quest'Europa, di quest'Euro … un uomo di Bilderberg … un artefice di questa trappola e non solo lui nel PD è fra le menti che quest'Europa hanno pensato.
Come può dunque avvenire che per combattere questo sistema ci si possa alleare con gli artefici, non ne abbiamo avuti a sufficienza di abbracci mortali e di alleanze suicide.
Ho già espresso questo pensiero e sono stato accusato, guarda caso da compagni d'area SeL di propugnare una sorta di “Rifondazione 2.0”, non è così, quella che io vedo è un'AreA ampia e plurale dove di incontrano "Socialisti, Comunisti. Libertari e persino Keinesiani", ma non neo-democristiani … cosa che avvicinando il PD è assolutamente certa.
Questo progetto è alternativo a questo sistema e quindi alternativo al PD. Propone e ricerca una spiritualità ed un mondo altri che non possono essere, nemmeno per errore o distrazione, quelli degli emendanti per eccellenza che, di fatto, condividono il sistema sino in fondo … sino nel DNA.

martedì 13 maggio 2014

NON E' UNA QUESTIONE DI MARKETING!


Di Marigo Giandiego


Questa perorazione vale per tutti, anche se ha valenza doppia per i “modificatori di mondo”, per coloro cioè che si arrogano con maggiore o minor merito l'onere o lonore del trasporto della fiaccola del cambiamento.

Come può avvenire questo cambiamento se ad una “esteriorità progressiva” corrisponde, poi, un'interiorità assolutamente tradizionale e convenzionale.
I grandi Moovement prima di mettere in discussione la “struttura” posero in forse i “valori” che la confermavano: l'organizzazione della famiglia, la figura del padre, i ruoli di potere ed il modo in cui essi si riproducevano, le convenzioni sociali ed il perbenismo, le tradizioni ed il culto del passato, le grandi religioni ed i loro dogmi.
Fu questa discussione, questo dubbio, questa volonta di rinnovamento e rinascita spirituale e sociale che permise l'onda lunga arrivata, pur con tutti i suoi errori e limiti, a lambire anche i nostri anni. Oggi, per contro, i “rivoluzionari” perpetuano comportamenti assolutamente tradizionali e “conformi”, si sposano in chiesa e con grande pompa, battezzano i propri figli, vestono trendy, elaborano atteggiamenti modaioli, escono in piazza la domenica vestiti a festa, Accettano le convenzioni, fanno parte di coalizioni. Frequentano masters condivisi con la migliore borghesia, condividono la visione economico-sociale di Pyketty, sottoscrivono una visione condivisa, unitaria della società.
Si possono contare sulle dita di una mano coloro che attuano “comportamenti” altri … che non siano, ampiamente, sdoganati ed accettati … sistemici, in buona sostanza.
Nessuno si prende il rischio dell'emarginazione, se questa non gli viene ammannita come una sorta di punizione dalla società stessa.
I luoghi dell'esspressività e della creatività sono condivisi, il pensiero è unico, non esistono circuiti underground o alternativi che non siano “controllati e gestiti” dal potere stesso come valvole di sfogo programmato
Da questo “imborghesimento” (anche se il termine non è affatto adeguato, mi sia concesso) deriva l'incapacità di comprendere la lingua e le esigenze degli ultimi...e dei penultimi e lo scollamento conseguente dalle esigenze del “popolo”.
Oggi, tristemente, questo rapporto è gestito con “modelli pre-formattati” legati alle leggi del controllo e del marketing, da personaggi che non hanno alcun reale interesse nella sorte di coloro che manovrano, ma li usano in modo strumentale ed assolutamente irrispettoso. Giocando con le “appartenenze” e “ le leggi universali del gregge” in modo spudorato ed a tratti indecente.
Non riusciamo a contattarli con la verità?
E ci corrucciamo di non avere un linguaggio sufficientemente elaborato per “narrarla”, di non avere anche noi le nostre“leggi del gregge” ma non è questo il problema … non solo. Non abbiamo le parole, i linguaggi, perché non abbiamo alcuna conoscenza della classe (perdonerete quuest'escursione marxiana), ma non solo.
Perchè anche noi siamo imprigionati in un linguaggio artificiale, che è quello riconosciuto ed adottato dal mainstream … che non è però affatto quello della classe, ma semmai una sorta di lingua universale.
Non è una questione di marketing, così come non è mai stata una questione di leader.
Sono assolutamente convinto che la politica sia anche praticità e quotidianità che le proposte e le risposte necessarie siano anche pratiche ed immediate, che non sia quindi solo ed unicamente una questione di ragioni e motivazioni profonde … ma fra questo ed accettare le logiche sistemiche perché sono quelle implementate e conosciute c'è differenza, così come c'è nel scegliere la strada breve e più battuta in termini “comunicativi”.
Potrei, a questo punto, essere accusato, come è gia successo di monotonia … queste cose in altro modo ed in altra chiave le ho già dette … e non solo io.

Però io credo che la ripetizione giovi, anche perché, per quel che vedo nulla di quanto detto in questo breve post, viene realmente preso in considerazione mei momenti topici e laddove conta...quindi, devo dedurre, non è stato sufficientemente detto e con ogni probabilità, così come succederà probabilmente anche questa volta, mai ascoltato.

domenica 20 aprile 2014

LA VIOLENZA E LA RAGIONE, LA SPIRITUALITÀ E LA RABBIA

 
acqua-india-gange
di Giandiego Marigo
FACCIAMOLI QUINDI ANCHE QUESTI DISCORSI DIFFICILI!
Leggo di molti, compagni, anche fra quelli che più amo e mi sono vicini, che manifestano la necessità impellente ed un poco rabbiosa di un cambiamento e tutta la loro scontentezza per il fatto ch'esso tardi o non si prospetti affatto all'orizzonte.
Leggo della convinzione che questa rabbia debba sfociare in una manifestazione palese di ribellione anche violenta.
Alla mia convinzione ed affermazione che la prossima rivoluzione debba essere , soprattutto d'ordine spirituale, questi compagni rispondono, molto spesso, ricordandomi che il potere non rinuncierà a se stesso e non ha alcuna intenzione né di cedere né tantomeno di concedere.
Grazie! Ne sono perfettamente cosciente.
Così come sono cosciente del fatto che, alla resa dei conti, questo stesso potere metterà in campo tutte le sue possibilità e qualità repressive. Eppure permane in me la convinzione che la scelta non violenta e la ricerca della maturazione spirituale debbano essere premesse di fondo … ossature e fondamento del nuovo pensiero progressista.
Vengo da lontano ed ho assistito (ed io stesso ne sono stato parte ed interprete) a come la convinzione che la forza e la violenza fossero , in qualche modo , utili, propedeutiche e necessarie abbia trascinato il movimento , e non solo una volta, in un gorgo da cui sono usciti vincitori solamente i forti, i violenti e gli incazzati, mentre i visionari e gli spiritualisti veniveno emarginati e silenziati … in attesa di tempi migliori.
Perché il bello, il sacro ed il buono, l'alternativa culturale, la canzone e lo sberleffo sono relegati ai tempi in cui si può … ai tempi in cui non esista l'esigenza del resistere, del difendere, del riconquistare, del salvare.
È un errore che abbiamo già compiuto, a mio parere, e ben più di una volta.
Eppure, ripensandoci, è palese come il modello prodotto dall'uso e dall'abuso la violenza, non sia e non possa essere, mai, un modello alternativo a questo sistema perchè esso stesso è fondato sulla violenza, la chiama e se ne nutre. Così come sulla prevaricazione, l'affermazione di forza, la misurazione muscolare, la selezione del migliore e dell'addatto.
Questo significa, forse, non credere nella forza, nella mobilitazione oppure rinunciare alla lotta ed all'affermazione delle nostre idee e della nostra visione? Niente affatto, non ha nulla a che vedere con la radicalità, con la convinzione e nemmeno con la coscienza della violenza infinita del capitalismo. Non è vuoto e stucchevole pacifismo di maniera.
Significa solamente lasciare al potere l'appannaggio della violenza senza senso ed accettare il rischio di subirla.
Perché e di due visioni alternative di mondo a confronto quello di cui stiamo parlando.
Di due modi d'intendere e di vedere
Di due filosofie e spiritualità differenti che partono da premesse diverse e non omogeneizzabili.
Non esiste possibilità di confusione perché l'una viaggia verticalmente e l'altra orizzontalmente l'una si propaga linearmente l'altra circolarmente … sono postulati, premesse che non potranno trovare composizione.
La pratica della violenza verticalizza e rende lineare, impone visioni piramidali, dicotomizza il forte dal debole, preferendo e privilegiandoi il primo.
Quindi obbliga la mente e l'anima in un cunicolo che può solo portare ad un pensiero “sistemico” e piramidale quindi di negazione della visione altra di cui tutti parliamo e che è premessa d'un mondo diverso.
Non esiste cambiamento se non partendo da queste acquisizioni, queste affermazioni non sono opinabili se non al prezzo di accettare una logica dualistica e di contrapposizine tipica della propaganda e della flosofia del potere.
Mi rendo conto di affrontare un ulteriore scoglio, nel “pensiero di sinistra”, mi rendo conto di mettere in discussione quel “potere che nasce dalla canna del fucile” tanto caro a moltissimi “intellettuali conseguenti”.
Mi rendo conto che moltissimi non saranno d'accordo con me.
È molto difficile abbandonare questa convinzione, che è parte, però, delle ragioni fallimentari della nostra storia.
Questa violenza necessaria che non ha mai compreso esattamente come dove e quando fermarsi, finendo sempre con l'accompagnare delle elite a sostituirne delle altre, mantenedo, però, intatto il “rapporto di potere” , le sue funzionalità pratiche ed il suo “percorso di propagazione” e quindi privilegaindo la sostituzione al cambiamento.
È anche per questo che nei nostri esperimenti così spesso riproduciamo gli errori che abbiamo commessi sin qui, perché siamo intrisi d'una cultura e d'una filosofia sistemici e non accettiamo il prezzo d'una visione realmente altra.
Che sappia porre, davvero, premesse filosofico-etico-spirituali completamente diverse da quelle che ci hanno fatto crescere e ci “controllano” in questo sistema.
Senza alcun dubbio , a mio umilissimo ed inutile parere, l'uso e l'abuso della violenza e la convinzione ch'essa sia indispensabile all'affermazione del cambiamento è una di queste “malformazioni” , di questi “errori di postulazione” che commettiamo.

sabato 5 aprile 2014

SE UN'ALLEANZA, DI FATTO, FRA M5S E SINISTRA RADICALE SIA POSSIBILE



di Giandiego Marigo

Premetto! Io , non ipotizzo, ci ho provato!,
Sino a candidarmi per le regionali lombarde. Onestamente!
Checchè ne pensino i miei ex-amici, pronto a rispondere in ogni momento, secondo le regole interne, alle molto presunte, circolarità ed orizzontalità del Movimemto, senza secondi fini, convinto che in queste pratiche stesse la chiave che giustificava ed attenuava le numerosissime ambiguità del movimento stesso.
L'ho scritto e dichiarato pubblicamente, che la grande forza di questo movimento stesse proprio lì, in una orizzontalità faticosamente praticata a dispetto, persino, di una dirigenza discutibile e grandissimamente ambigua. Ed è l'aver verificato quanto questo non fosse reale ma strumentale che mi ha portato ad uscirne
Per la prima volta dopo anni, mettendomi in gioco in prima persona. Convinto che pur nell'indeterminatezza d'un movimento che , a parole, non vuol essere né di destra né di sinistra, fosse possibile nelle pratiche e nei comportamenti, nelle premesse e negli esempi portare avanti una reale alternativa asistemica e in definitiva anti-capitalistica (sebbene non palesemente dichiarata).
Dico questo non per giustificare i miei errori di valutazione, che sono miei, come i conti che ci faccio ed ai quali, in fondo, non credo, dobbiamo essere come acqua e saper scorrere, laddove l'acqua corre, non foss'altro che per vedere cosa succede. Io non sono mai venuto meno al mio pensiero libertario ed alla mia vicinanza con il “Movimento RadicalSocialista”.
Lo dico, quindi, solo per far comprendere che parlo per conoscenza diretta e non per oipinione gratuita. Così come tendono a liquidare tutte le critiche i grillini D.O.C.
Non credo assolutamente possibile un'alleanza diretta, non è nelle intenzioni e nelle corde di M5S, assolutamente incapace della raffinatezza politica necessaria ad un'alleanza reale. Non è nei suoi interessi ed a mio parere , nemmeno nelle sue finalità.
Non è, infatti, interesse di M5S modificare questo sistema, solo moralizzarlo o quantomeno far credere che esista questa possibilità. Il suo fine e distruggere la sinistra, non rafforzarla e men che meno salvarla. Fra un sistema capitalistico ed uno socialista, qualsiasi grillino opterebbe per il primo.
M5S sostiene di essere “sopra”, ma, nella pratica, è molto più portato ad una critica feroce a sinistra, piuttosto che a destra.
Al suo interno non esiste una reale discriminante antifascista, mentre ve, n'è certamente e ben forte una anticomunista. Non vi è una pregiudiziale Laica e liberale (tanto è vero che io, personalmente, ho conosciuto attivisti antiabortisti, simpatizzanti del Movimento per la Vita). Le deviazioni razzistiche e palesemente fasciste vanno lette in questa chiave.
Mentre è fortissimo un sentimento genericamente e confusamente anti-socialista. Molti suoi militanti preferiscono palesemente, a livello di simpatia istintiva, l'Imperatore Farlocco a qualsiasi Piddino, cosa non difficile a realizzarsi dal punto di vista umano, ma pericolosa dal punto di vista politico.
Molti sostengono abbia comportamenti bivalenti, ma anche Casa Pound è ambientalista, antinuclearista, antieuropeista … persino guevarista a tratti, ma non per questo noi la definiamo ambigua o men che di destra, sono questi nostri stessi tempi e la non cultura che li contraddistingue ad essere ambigui, io credo, piuttosto che “la politica” che li rappresenta.
Non sono affatto convinto quindi che esistano le condizioni per le quali gli attivisti (che io ho conosciuto) più di prestigio (quelli della prima ora e più vicini a Grillo ed al suo fantomatico staff... gli organizzativi, che sostituiscono nei fatti la classe dirigente degli altri partiti) potranno mai essere d'accordo con una “alleanza organica” a sinistra, Non è nella loro natura, profondamente settaria, non è nelle loro corde. Qualsiasi pensiero o strategia in questo senso è destinata al fallimento.
M5S vive la realtà che lo circonda ed in particolare “la sinistra” come “blocco antagonistico”, come “nemico” e fortemente motivato nell'estinguerla, estirparla, “mandarla a casa” piuttosto che nell'ammettere di avere obbiettivi comuni.
La logica è sempre che gli altri rubino ad M5S idee e linea piuttosto che il contrario, poco importa da dove le idee provengano, se passano dal Blog di Grillo sono di Grillo.
Non dobbiamo dimenticare che lo zoccolo duro del “Movimento” è composto da fan personali del Guru, da tifosi, piuttosto che non da persone coscienti e di tali personaggi è composto in gran parte il gruppo parlamentare, fedelissimi, per convenienza o per identificazione.
L'Elogio al Dubbio è merce di sinistra, nel Movimento non esiste. Il mondo è fatto di certezze ed esse passano dal Blog di Grillo.
Ritengo quindi che le uniche “vicinanze” possibili possano essere tattiche. Sebbene io sia concorde nell'affermare, anche con forza,, che non è il Movimento il principale nemico della Sinistra, bensì il PD.
Non credo possibile, al momento ed in queste condizioni nella dirigenza M5S, pur negli ambiti ristretti d'un Bipolarismo omicida e di un sistema maggioritario ingiusto ed anticostituzionale una alleanza vera con loro. Le due Aree si elidono l'un l'altra l'una vive della crisi dell'altra, possono trovarsi sulle cose, con la massima cautela da parte della sinistra, perché anche in quello rischiano di competere ( più per volontà di M5S che non altro).
Possono confrontarsi ed incontrarsi nei territori, ma mai su una visione strategica perché da parte di M5S la mission è la fine della sinistra e la glorificazione del suo Santo Guru.
Non a caso essi non concepiscono nemmeno qualche cosa che possa essere diverso da loro se non come parte di quello che è da sanare o distruggere, a nessun livello.

Una candidatura che non sia interna al movimento, per esempio, non sarebbe possibile (non che entrare in M5S e guidare una candidatura dall'interno sia difficile, anzi, ma solo come candidatura interna, basta essere un gruppo organizzato e ripetere a pappagallo le quattro o cinque regolette irrinunciabili, la destra romana e parte di quella nazionale lo hanno capito benissimo). Una lista mista inconcepibile e materialmente impossibile con il loro simbolo e con i crismi dell'ufficialità.
Se, come credo, la tenzone si svolgerà, da qui in avanti sui territori è palese, a mio umilissimo parere, che solo con una definizione netta del “pensiero e della cultura di sinistra”, con un rafforzamento dell'AreA di Progresso e Civiltà questo si realizzerà e vedrà, a sinistra, qualche speranza.
Quest'AreA, sarebbe bene ripeterlo a nastro, non è M5S, come loro pensano, ma che è composta anche da molti,moltissimi, forse persino troppi, che l'assenza di una reale opposizione al sistema ha trascinato di là (era per questa grande massa che io avevo deciso di andare a vedere le loro carte). SOLO UNA SINISTRA FORTE E CON UNA “CULTURA” DEFINITA E POSSENTE POTREBBE PERMETTERSI UNA PROMISCUITÀ, SULLE COSE E SUGLI OBBIETTIVI E DICIAMOLO SAREBBE, COMUNQUE, PREFERIBILE AD ALCUNE AMBIGUE E SUICIDE “VICINANZE” LOCALI E NAZIONALI CON IL PD. 

giovedì 27 marzo 2014

DIFFICILE DEFINIRE L'ENTITÀ REALE DEL DANNO MORALE ED ETICO



di Giandiego Marigo


Lo è davvero, difficile, definire la portata del danno morale ed etico apportato alla “politica” dal grande inciucio.
Ormai le leggi Ad Castam sono all'ordine del giorno e non più solo una casualità episodica , ma il pane quotidiano, quando non sono in difesa dei loro personalissimi interessi, ancor peggio, difendono e rappresentano quelli di una elìte europea mondialista ed asservita al potere di un circolo ristrettissimo ed eterno.
Non ci sono più parole, davvero non ne ho più, per definire la gravità della responsabilità di chi ha svenduto e prostituito una parte della storia dei popoli in nome di un piatto di lenticchie e di un posto sotto la tavola dei potenti a raccoglierne le briciole.
Sono duro? Eccessivo? Estremista? Non piace quel che dico?
Ne sono sinceramente spiacente, ma la verità non è relativa, nonostante molti credano di potercelo raccontare.
Questo è il motivo per cui io credo, fermamente, che qualsiasi progetto, soggetto, AreA si voglia occupare e voglia parlare di Progresso e Civiltà (intesi come crescita morale, spirituale e collettiva dell'intera umanità), chiunque voglia prendersi il peso sulle spalle di una cultura altra, a-sistemica, chiunque voglia discutere davvero del potere e non delle sue rappresentazioni momentanee.
Debba assolutamente prendere l'impegno a non mischiarsi, mai! Per alcuna ragione e per libera scelta in “Ammucchiate di qualsiasi tipo e sorta” tese unicamente alla conservazione ed alla perpetuazione di “Ruoli di potere e Rendite di posizione” si parli di Locale o di Globale poco importa.
L'AreA di progresso e Civiltà deve garantire questa premessa (morale , etica e spirituale) a chi deciderà di appoggiarla.
Ma soprattutto dovrà mantenerla...e questo significa crescere anche spiritualmente oltre che eticamente e moralmente. Questo io penso.
C'È BISOGNO DI SINISTRA, È VERO, MA NON SOLO DEL TERMINE, QUESTA VOLTA NON DEVONO ESSERE PAROLE, MA REALE CAMBIAMENTO.


sabato 22 marzo 2014

PERCHE' TSIPRAS, PERCHE' UN GRECO



di Giandiego Marigo


Non ho la televisione, l'ho buttata, letteralmente … e vivo felice, ma ho sentito parlare delle spiritosaggini del Guru de no'artri, che stranamente adesso in televisione ci va con i suoi e sin troppo spesso , sul fatto che una sinistra pezzente sia costretta a ricorrere ad un greco sconosciuto.
Chiariamoci, quindi perché Tsipras e perché un Greco.
Noi non crediamo alle piccole patrie cui il guru maximo si appoggia per implementare il suo discorso, perché non parliamo a pance e ventrazze, non lo abbiamo mai fatto e non inizieremo adesso.
Non ricorriamo ad astuzie da marketing ed a semplificazioni verbali che rendono “edibile” e di “facile consumo” un prodotto, perché non stiamo vendendo nulla e non abbiamo alcuna intreresse ad un generico consenso ottenuto con il raggiro e con l'astuzia, con la costruzione verbale con l'ipnosi emotiva ed accattivante.
Grillo ha dimostrato in molti suoi discorsi quale sia la sua visione, le piccole patrie , l'uscita dall'Europa senza alcun amortizzatore, il rompere per rompere, il fare per fare, le macroregioni ed il disfacimento nazionale (in questo alleandosi di fatto con la Lega ed i secessionisti della peggior risma).
Egli si nutre di tutto questo ed il suo movimento s'ingrassa di rabbia e frustrazione, di un generico ribellismo qualunquista che nutre a piene mani.
Egli non a caso fa del vituperio e dell'insulto ad effetto, della teatralità dozzinale il suo cavallo di battaglia.
Egli si riferisce, spessissimo, a scienziati che non cita, ad esperti che non menziona, ad economisti che non enumera. Ma alla fine quel che vediamo noi , sinceramente sin troppo spesso, sono solo Bennettazzo e Casaleggio.
Tsipras è un uomo che nasce dai movimenti, che viene da lontano e che cresce nel paese che più di ogni altro ha sofferto e subito questo crisi e le angherie di un'Europa matrigna.
Egli è, con altri, l'artefice di Syriza, un'eperienza che ha saputo unire e parlare ai molti, che ha saputa ridare speranza e visione ad un popolo prostrato e disperato. Esperienza che rischia di divenire il primo partito e di portarlo al governo del proprio paese e di spostare l'asse del governo greco decisamente a sinistra, ma che ha avuto soprattutto, ed è molto raro, il pregio di partire da un'idea di unità anzichè da precisazioni divisorie
Egli parla però con tutti ed è disposto a rinunciare alle marcature ideologiche ed ai simboli di questa sua appartenenza nel nome del dialogo... e si badi dialogo non inciucio... che è altro.
Sarebbe sin troppo facile nutrire i ventri dell'antieuropeismo senza risposte dicendo la fatidica frase che accomuna tutti destre, sinistre, secessinisti, nostalgigi d'ogni ora e tipologia, nonchè neonazisti e leghisti e fascistume d'ogni tipo … quel “No Euro” che significa tutto e nulla, che non risponde che non parla del dopo, che non spiega da dove si dovrebbe passare. Che nega l'Europa per consegnare i paesi ad una disperazione tutta nazionalistica, senza minimamente discutere o modificare l'assetto del potere che ci sta dietro. Ci spieghino costoro la differenza fra un Euro, certamente finanziario , bancario e non sovrano ed una Lira, altrettanto finanziaria, bancaria e non sovrana … ci dicano cosa cambia se non cambioa la struttura del potere e soprattutto ci spieghino come e chi dovrebbe guidare quest'uscita.
Noi e Tsipras non scegliamo quella strada, ma diciamo chiaramente che tutti i trattati vanno ridiscussi, siano essi monetari, militari, politici, amministrativi, economici alla luce di una visione europea che è dei popoli e non delle banche e della finanza. Indicando una gradualità, una strada ed un metodo non meno radicali e decisi, rispetto alla genericissima dichiarazione di guerra ad una moneta, che è simbolo e non sostanza e che non dice come camminare dentro questa necessità.
Ma forse spaventa proprio questo, perché dice da dove si passa e cosa si fa, non in un fumoso indeterminato e futurubile avvenire, dopo una ipotetica e non meglio spiegata sollevazione, alla luce di una coscienza che nessuno fa nulla per diffondere e di una capacità di giudizio e di auto determinazione in cui nessuno crede.
Noi siamo quelli che dicono si passa di qui, che la circolarità, l'orizzontalità e la partecipazione la fanno, non la dicono soltanto.
Si parla dell'acqua, del nucleare, dei grandi lavori, degli interventi militari, dei diritti diffusi, della globalizzazione delle schiavitù, delle delocalizzazioni, delle differenze interne dei dirittti dei lavoratori eurpei, dei diritti e della loro globalizzazione… delle migranze. Del per chi e del come, si parla di patrimoniali, di far pagare chi deve. Si parla di questione morale e di etica, di diritti delle donne e delle comunità omosessuali...si parla di un mondo altro e migliore, di un'Altra Europa
Noi siamo quelli da isolare, quelli che fanno paura, che non hanno bisogno di uralre a destra ed a manca che siamo la sinistra...perchè lo siamo, semplicemente.
Un greco, perché qualsiasi rivalsa nei confronti dell'Europa Matrigna deve , necessariamente, passare per l'alleanza dei PIGS, per una reale vicinanza mediterranea (molto più naturale e storicamente motivata di quella con i paesi del nord per altro) ma questo i profeti del disfacimento e dell'autosufficienza nazionale non ve lo dicono, a loro basta accontentare la rabbia e la frustrazione con un generico e mai spiegato “No Euro” che dice tutto e nulla e che va bene per tutti.
Stranamente sulla Lista “L'altra Europa con Tsipras” si stanno sollevando mille critiche e mille sapienze... che , guarda caso denotano la paura, vera, che questa lista fa, per i contenuti che porta e non per le chiccchiere che sollefa o per il fraccasso che butta in piedi.
Ed è comunquye una stupidata, della più chiara specie questa polemica sul greco, dove traspare tutta la xenobia e tutta la strumentalità pretestuosa di un discorso tutto campanilistico rivolto alla parte peggiore delle pance italiote, ma a questo stile, ormai, il Guru Intoccabile ci ha abituati. Supportato in questo dal Principino Rottamatore del Grande Nulla, che casualmente si bea di quest'alleanza di fatto in chiave anti-sinistra, che a lui ed ai suoi burattinai (quelli si globali, mondialisti ed europei) fa solo comodo. Perché stranamente questi stessi blandiscono, occasionalmente i Grillo, ma scomunicano, arrestano e se possono eliminano gli Tsipras. Chissà perché?

C'È BISOGNO DI SINISTRA … TANTISSIMO, QUALCUNO CI STA FATICOSAMENTE DOLOROSAMENTE PROVANDO, NON PERDIAMO ANCHE QUESTA OCCASIONE PER SEGUIRE UN PAROLAIO SENZA COSTRUTTO E SENZA BANDIERA.

giovedì 20 marzo 2014






di Marigo Giandiego

Non sono un fan accecato ed accanito di Enrico Berlinguer, faccio parte di quella generazione che lo ha fortemente criticato, lo stimo, lo ritengo l'ultimo segretario d'un vero PCI, ma non dimentico come egli sia l'inventore di quel “Compromesso Storico” che tutto mandò a catafascio e non glielo perdono, ma qui vorrei parlare d'altro, oggi.
In uno dei suoi ultimi discorsi egli perorò sulla questione morale, pure con un PCI che iniziava, già da allora a mostrare le code sulla questione, pur nonostante ne centrò con grande lungimiranza l'importanza, tanto che questo suo discorso viene a tutt'oggi citato un po' da tutti ed anche un poco a sproposito.
Eppure pur con riferimenti numerosi e corposi che addirittura lo superano ampiamente, perdendosi nella nebbia delle origini oggi la sinistra ed ancor meno la pseudo-sinistra piddina sembrano non volere affrontare affatto questa tematica ed ancor meno paiono volersi interrogare sulla sua incombenza, ormai sin troppo evidente, anzi, insistono nel ritenerla secondaria, mostrando e non difendendo affatto il fianco dagli attacchi strumentali dei “moralisti urlanti del nulla”. Dimostrando pienamente e dolorosamente tutto il disastro spirituale e morale che la sconfitta culturale dei suoi valori ha provocato fra le sue fila e nella sue premesse.
Eppure, sotto moltissimi aspetti, questo discorso sull'etica e sulla moralità , nasce proprio a sinistra e quivi trova la sua “naturale” collocazione valoriale, ma oggi i pragmatici ed i geni del marketing, che imperversano ed ammorbano le sue fila sembrano averlo completamente dimenticato nella loro assoluta corruzione culturale e nella scelta cosciente di “accettare le regole del gioco” di una società a capitalismo avanzato.
Il continuo sollevarsi e scoprirsi di altarini, sinceramente miserevoli ed anche riprovevoli, i continui e pressanti richiami della magistratura alla correttezza formale e sostanziale. L'abitudine inveterata all'auto-assoluzione. Il fatto che costantemente ed in modo trasversale permanga la certezza assoluta che si prendano responsabilità istituzionali essenzialmente per il malloppo ch'esse possono apportare.
Questo è la causa per la quale le accuse “d'essere tutti uguali” alla fine vengono confermate,m purtroppo, dall'evidenza della realtà.
É sin troppo facile affondare il coltello nel burro o “sparare sulla croce rossa” come il gergo popolare definisce il rimarcarequestioni sin troppo evidenti.
È pur vero che ormai l'antagonismo politico si svolge a colpi, incrociati, di denunce e di scoop, e che basti accedere ad un posto di responsabilità per vedersi scatenare a ddosso ogni sorta di illazione e calunnia, ma è senz'altro vero che è banalmente sin troppo facile beccare chiunque con le mani nella marmellata.
Ed allora la questione si pone! Urgente , immanente, pesante.
Non ha alcun senso non affrontarla ed a mio parere essa va posta, da sinistra, come questione di primaria importamza.
Nell'AreA di Progresso e Civiltà che io vedo la questione è primaria, perché è pur vero che non è contraddizione fondamentale rispetto a quella delle classi fra loro, ma è anche vero che la credibilità di qualsiasi discorso e di qualsiasi contenuto, anche fondamentale, passa innanzi tutto da lì.
Non esiste verità e sincerità dove ci sia corruzione e peculato, non può esistere.
La mia sinistra lo sa ed ha il coraggio di affrontare l'argomento , anche quando riguardi se stessa.
Molti errori sia di contenuto che di linguaggio sono stati commessi sulla questione morale, per non parlare di sottovalutazioni, arroganze e palesi, sconcertanti negazioni. Ed ancora ci tocca riferirci soprattutto a quella che io chiamo Pseudo-Sinistra, perché, purtroppo, è quell'area che il sistema convenientemente spaccia come “sinistra”, ma diciamolo, la vicinanza forzata da un bipolarismo folle, sta , rapidamente infettando anche i reggi-coda e i paggetti, pure in apparenza migliori.
Oggi è ormai all'ordine del giorno, la triste regola che “l'infilare le mani nella cassa” ed “il giocare con le diarie” sia “normalizzato”, così come la disponibilità a svendersi per un piatto di lenticchie e trenta denari in fondo una/o fa politica per quello no?
La logica è tutta italiota e profondamente radicata in un popolo cresciuto fra mazzette e raccomandazioni, se capita di andare lì, di “accedere alle stanze” chi non lo farebbe e soprattutto perché non farlo. Non a caso quelli stessi italioti si riconoscono alla fine in questi politici ed in questa politica, non si spiegherebbe altrimenti il fatto che continuino a “votarli" ed a “cascarci” ... puntualmente ed immancabilmente come innocui e provvidenziali, per i politici, boccaloni. Tanto da rendere "eclatanti ed implicitamente condivise" queste vergognose "regole del gioco". 
Le  cose stanno così ... Questa è la politica ... Per fare ci si deve sporcare le mani ... Non ci si può fare nulla ... ed altri luoghi comuni di questo genere.
Gli scandali che riguardano la gestione spendacciona di Renzi o l'appropriazione indebita della sottosegretario alla cultura Barracciu, ma anche la montagna di casi precedenti e quelli ancora da venire ma certi e rigorosamente bipartisan … bèh dovrebbero farci comprendere perché oggi sia così difficile parlare di valori a sinistra ed essere creduti … eppure ... continuiamo , stupidamente a dare il fianco, alle zanne di coloro che hanno fatto della morale... l'unica questione e la usano in modo assolutamente e totalmente strumentale...ma diciamocelo non ci sarebbe modo migliore di rispondere alle loro accuse di “essere tutti uguali” se non l'evidenza assoluta di essere diversi, il che non mi pare nemmeno all'ordine del giorno.

C'È BISOGNO DI SINISTRA, ASSOLUTO, COSì COME C'È BISOGNO DI UNA CULTURA ALTRA E NON SISTEMICA, CHE PONGA LA QUESTIONE MORALE NELLA GIUSTA LUCE E COME PARTE DI UN DISCORSO VALORIALE E DI FONDO … DITEMI … COSA STIAMO ASPETTANDO?

martedì 18 marzo 2014

LISTA TSIPRAS...E' DAVVERO UN'OPPORTUNITA' ?



di Giandiego Marigo


Molte voci si sono sollevate in analisi più o meno dotte sul quanto e sul come la lista “L'Altra Europa con Tsipras” possa davvero essere l'opportunità di “radunare” la sinistra radicale, sparsa e dolorante. In sostanza quanto ci credono davvero gli artefici di questa vicinanza?
Dico la mia o meglio la ridico … perché l'ho già scritta, in un modo o nell'altro, altre volte.
Quello che vi narro deriva da esperienza diretta, come dovrebbe essere ogni cosa venga narrata, in un modo o nell'altro, vissuta in prima persona nel percorso dei comitati elettorali e della lista, sino alla raccolta di firme ed alla formazione delle liste medesime. Vissuta e vista dall'AreA di influenza privilegiata di un movimento di opinione che spinge per l'unità della sinistra … dal basso.
Una frase, mi viene in mente in questi giorni, che a mio umilissimo parere sintetizza e esemplifica il senso di molte delle critiche che sono piovute attorno all'esperienza in questione.
In un'organizzazione verticistica. pochissimo conta chi abiti momentaneamente il vertice, ma il fatto stesso che esso esista , crea i presupposti perché poco o nulla cambi veramente. Non piccatevi, cortesemente di spiegarmi che un centro organizzativo occorra e che sia importante che qualcuno tiri le fila... ne sono assolutamente cosciente e non è di quello che stiamo e sto parlando … suvvia!
Un'altra frase potrebbe adattarsi alla bisogna.
Sino a quando la sinistra (o l'AreA che definimmo tale) parlerà di partecipazione dal basso, di circolarità, di orizzontalità di democrazia partecipativa a parole senza , realmente riuscire ad applicarla nelle sue pratiche politiche poco o nulla cambierà veramente
In queste due definizioni si riassume, in buona sostanza, la critica che può e deve essere mossa a quest'esperienza.
Detto questo, che è, per altro, fondamentale dire veniamo però al bicchiere mezzo pieno, perché il non vederlo sarebbe altrettanto stolto che non ammettere e stigmatizzare gli aspetti criticabili che ho sin qui definito.
Un breve inciso mi appare doveroso, io non sono nessuno se non un scrivano di scarso seguito, ed un politico migrante sempre un poco improvvisato, in tutti i suoi quasi quarant'anni di perseveranza (persino negli anni della militanza severa) che ha vagato per molto tempo sulla sua barchetta alla disperata ricerca di un vero approdo in quell'arcipelago che è oggi la sinistra, un visitatore ed un abitante di quest'AreA. Non sono un “credibile” per definizione e stipendio, non sono una icona … nemmeno un piccolo inutile santino, quindi riservati ampi margini di dubbio su quel che dico.
Frequento i banchetti di raccolta delle firme sono fra gli artefici del percorso del comitato elettorale del Lodigiano, sono con Tsipras sin dalla primissima ora e sono quindi certo di quel che dico perché lo vedo e lo pratico, ogni giorno.
Qual'è la sostanziale differenza fra questa e le esperienze “strumentali” precedenti, quindi perché la lista “L'altra Europa con Tsipras” è un'opportunità?
Non solo e non unicamente il livello ormai “senza ritorno” della disperazione degli agglomerati organizzati della sinistra radicale, non basterebbe, sebbene possa essere un'ottima ragione, ma per la volontà che si respira alle riunioni, la comprensione dell'importanza dell'occasione ed il ritorno, in campo, di molte facce che si erano allontanate, ma non solo.
Ai banchetti traspare l'esigenza della gente, del popolo della sinistra di una Unità vera, reale sulle cose, ma che sappia partire dai motivi ed unificare sulle ragioni profonde e spirituali. 
La gente firma per la lista ma ci chiede implicitamente ed anche palesemente di “portare non solo un greco alla presidenza della comunità europea” il che può risultare oltremodo complesso, ma di portare il Italia l'esperienza di Syriza e di crederci sino ad unificare l'arcipelago, ormai da troppo tempo inutilmente e dolorosamente frammentato.
In questo senso L'invasione del pensiero del Sud dell'Europa è benefico e d'ispirazione e crea un ponte una “sinergia” su scala transnazionale, fra due paesi che sono entrambi mediterranei, entrambi sudisti, entrambi in un mare di guai /che non è il Mediterraneo), entrambi PIGS … è d'assoluta importanza e che va praticata con coraggio e con tenacia.
Allarga la visione ed il lavoro, paziente ed efficace dei movimenti transnazionali come quello dell'acqua e contro il nucleare portandolo all'evidenza, la lista di Tsipras si muove su quel terreno, dona alle forme di resistenza territoriale, NO TAV, per esempio, una dignità ed un ambito del tutto nuovo ed importante. Rende, pur con tutti i suoi limiti, la parola a quella parte dell'Europa che l'aveva persa. 
Dà, finalmente, rappresentanza e quindi voce a quella sinistra che, quantomeno in Italia, aveva perso sé stessa, avvoltolandosi nei propri stessi errori, ma non tanto e non solo ad essa ed ai partiti che la compongono, che potrebbe essere solo una operazione di archeologia, quanto al popolo che la abita...che pure esiste.
Si poteva fare meglio? ... Sì! Si potevano evitare forzature? Si poteva, partendo per tempo adottare un metodo maggiormente partecipativo, forme di garanzie più ampie e riconosciute?...Sì! 
Però l'occasione c'è, concreta, palpabile e deriva e si concretizza in quel “basso” che tanto stiamo cercando, percorriamo questa strada, con tutto il coraggio necessario ed alziamo lo sguardo, ogni tanto, pur non ipotecando il futuro, verso l'orizzonte, cercandovi quella visione comune che pure esiste che risiede nei “comuni e condivisi” motivi che cui hanno portati sin qui. Per farlo ci occorrerà tutto il nostro spirito critico (che generalmente non difetta mai) ma anche e soprattutto il nostro ottimismo...e non sarà, comunque, facile.

C'È BISOGNO DI SINISTRA, UNA ESIGENZA IMPELLENTE DI UN'ALTERNATIVA CULTURALE , POLITICA E SPIRITUALE … COSA STIAMO ASPETTANDO?

lunedì 10 marzo 2014

L'EUROPA CE LO CHIEDE ... Sì, MA CHE COSA



Quanto sangue, quante lacrime, quanta austerità è stata “spacciata” in questo paese all'urlo di “L'europa cel lo chiede” una classe politica indegna, manovrata dalla peggiore elite finanziaria che la storia di questo continente abbia consegnato alla storia. Ce lo hanno ripetuto sino a farlo divenire un ritornello grottesco e anche un pochino vergognoso.
Non sono un fan di quest'Europa, lo premetto, non sono un fan della sua moneta inventata apposta per prostrare intere nazioni, ma soprattutto non mi piace la sua classe politica e gli interessi ch'essa rappresenta.
Sono un vecchio internazionalista e non riesco proprio a prendere la piega nazionalistica e localista che oggi sembra andare di moda, ma l'Europa che io vedo è quella dei popoli, quindi non questa.
Però ritengo necessarie un paio di considerazioni … per amore della verità e per rappresentare la pochezza assoluta della classe politica made in Italy, all'interno di una europea, comunque da vergogna.
Quasi a rimarcare che noi ci teniamo ai record e quindi ci piace non farci mancare nulla.
Allora, l'Italia ha 119 procedure di infrazione (record) delle quali 24 sull'ambiente (record), per non avere eseguito i dettami europei.
Fra queste “azioni” mancate, vi è, dal 1992, il reddito minimo di cittadinanza, le procedure contro la corruzione, numerose tutele ambientali, la banda larga, l'uso dei fondi UE, il miglioramento del sistema di istruzione.
Ora … lo ripeto io non sono un fan di quest'Europa, ma mi sembra che molto meno di me lo siano coloro che si spacciano per europeisti della prima ora.
Grottesco in qualche modo non trovate?
Che l'Europa ci chieda solo quello che comoda a loro? (che sono sempre e solo ritocchi ai bilanci, ragionieristici e crudeli sacrifici, abbassamento dei diritti) E che invece i pochi aspetti che farebbero comodo alla gente o si muoverebbero in un senso accettabile siano sempre di “secondaria importanza” tanto da essere sottovalutati sino ad arrivare alla procedura di infrazione.
Sono gli europeisti nostrani i peggiori nemici dei quest'Europa, i primi a nutrire l'antieuropeismo, rimandando una immagine di un'Unione incapace di chiedere altro che Lacrime e Sangue (il che è vero, ma almeno negli altri paesi europei si traveste di una decenza che in Italia ed in Grecia è negata e derisa).
Una presa in giro, quindi di una classe politica e dirigente totalmente parassitaria (come da nessun'altra parte nel mondo) abituata al vampirismo ed al silenzioso assenso popolare, perché diciamolo chi tace... acconsente. E noi siamo silenziosamente specializzati nell'accettare qualsiasi abuso.
Ci troviamo quindi davanti una burocrazia corrotta, viziata, strapagata, una classe politica incompetente, parassitaria, imbelle. Che non riesce nemmeno a realizzare un “ambiente conservatore-liberale” che divora la propria stessa cultura, che risponde con l'ignoranza e l'incompetenza a qualsiasi sollecitazione. Una vergogna nella vergogna.
Mistificano la mistificazione ed è ridicolo oltre che grottesco.
Non ci si può dunque stupire che chi tiri “la morale” a questi vomitevoli individui passi poi per rivoluzionario ed innovatore, pur essendo soltanto un Savonarola di provincia che accetta di farsi Masaniello (Attenzione! Fra Savonarola e Masaniello … c'è grandissima differenza).
Non dico nulla di nuovo, lo so, forse lo scrivo piacevolmente, spero. Ma non affermo alcuna novità.
Quante “normalizzazioni” sono fallite miseramente a livello locale per l'opposizione passiva delle burocrazie provinciali e/o comunali. Quante riforme efficientiste sono naufragate per incrostazioni e sclerosi del pubblico impiego? (e stiamo continuando a parlare...si badi, di classe dirigente, perché il pesce comincia a puzzare dalla testa).
Non sto parlando di “piccole rivoluzioni in divenire” ma di un paese europeo, normalmente, capitalistico, quello di cui ci balbetta il PD per capirci, promettendola da secoli senza mai realizzarla, ma che in Italia sembra “semplicemente irrealizzabile”. Ed allora ognuno ha il Grillo che si merita, urlatore del nulla, riformista domenicale, venditore di illusioni e di improperi, biscazziere delle tre carte.
Dov'è la visione, la prospettiva di evoluzione e progresso spirituale e morale, dov'è quel movimento intrinseco verso il miglioramento che chiameremo civiltà ? Sommersi ed annullarti dal bisogno di normalità? Che bella tattica per non far muovere nulla, costringere l'Alternativa in un'eterna difesa dei diritti minimi, riconosciuti altrove dallo stesso sistema liberale. Costringerli a lottare non per il cambiamento (utopia, sarebbe chieder troppo) ma per la normalità.
Talmente geniale che il sistema lo sta globalizzando, non senza contraddizioni interne al fronte capitalistico, certo, ma inesorabilmente.
Permettetemi di concludere nel medesimo modo che sto da un poco di tempo adottando, anche con un finale molto colorito, ma a mio umilissimo parere efficace, per rendere il bisogno e l'urgenza.

Cè bisogno di sinistra...cosa cazzo stiamo aspettando?