"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Visualizzazione post con etichetta lavori in corso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavori in corso. Mostra tutti i post

sabato 29 novembre 2014

DUBITO ... E SCUSATE IL DISSENSO



di giandiego
Mi sia permesso il dubitare, anche se l'ultimo grido della moda Gauche, sembra essere che qualora si individui (chi individua?) un filone , apparentemente comune, si debba aderirvi, d'accordo o meno... nel superiore nome ed interesse dell'unità.
L'obbedienza cieca non è di sinistra, non mi appartiene, non credo sia la soluzione. Ritenere che essa sia l'indirizzo comportamentale per una sinistra frastagliata e sparsa è stupido, oltre che supponente, a mio modestissimo parere.
Non sono affatto d'accordo, dicevo, credo piuttosto, pur essendo uno che mette al centro e che da la dignità di teoria politica di valore assoluto alla necessità dell'unità, che essa nasca dalla chiarezza e dalla discussione, piuttosto che dall'atteggiamento “pedissequo”.
Sono convinto che “l'atteggiamento unitario” non si misuri nel numero di sì che si dicono ad un “immaginario leader” e nemmeno dai bocconi amari che si è disposti ad ingoiare in suo nome, ma dal fatto che si “agisca e ci si comporti in modo unitario”.
Questo “ragionamento” mi deriva, in un periodo non facile per me ( lo scrivere mi pesa in questa fase) da alcune dichiarazioni “estremamente discutibili” da un paio di “Leader immaginari” d'area , innegabilmente, tsiprasiana (più o meno).
Mi riferisco alle dichiarazioni di Landini a proposito delle trivelle in Sicilia ed a quelle di Vendola attorno all'invenzione della Leopolda de no' artri “Human Factor” (si noti la raffinatezza dell'uso dell'inglese) che dichiara la volontà della “Sinistra di Vendola” (già lui l'ha sempre intesa in modo molto personale) di Battere Renzi (udite..udite) con Landini & Prodi.
Come dicevo all'inizio, permettetemi di dissentire e di dubitare.
Cominciamo da Landini, che ci ammannisce quest'altra perla … nel nome del Lavoro, secondo la quale si dovrebbero appoggiare le trivelle A) perchè danno lavoro B) perchè forniscono, a suo dire, le necessarie garanzie di scarso impatto e rispetto ambientale.
Sostanzialmente si tratta di un appiattimento, con invenzione di motivazioni sulla posizione renziana del fare ed un via libera al suo progetto di trivellare le coste italiche.
Un accomodamento in vista di future alleanze elettorali di fatto?
La lettera di GreenPeace in risposta a Landini stesso è molto efficace, pur con tutte le perplessità che il gruppo stesso ci sviluppa …
Quest'ultima dichiarazione del leader della FIOM ci chiarisce, però, il quadro.
Landini non può e non vuole rappresentare la risposta di un'AreA di reale alternativa.
Non vuole o non può immaginare un mondo diverso da questo, non vuole o non può tratteggiare una società che si muova su un paradigma diverso da quello che stiamo “drammaticamente” praticando.
Questa sua incapacità od impossibilità lo rende uno dei tanti, innumerevoli “meno peggio” che la sinistra italica ha praticato in questi ultimi anni, collezionando in tal modo fallimento su fallimento.
Egli vede uno sviluppo che si muove e si articola da quel che c'è, cioè non discute il modello capitalistico della società e le sue brutture, ma ne tratta i correttivi ad ipotetico vantaggio dei lavoratori.
È la medesima logica che conserva l'ILVA perchè dà lavoro, che tratta la salute, che monetizza la distruzione ambientale . La logica suicida con la quale i comuni si sono fatti pagare in rotonde il disastro ambientale della cementificazione a vuoto della grande logistica, quella che ha richiesto contropartite in parchi gioco alla creazione di inceneritori e discariche. Quella che monetizza la salute dei lavoratori in fabbrica.
La logica delle parole che non corrispondono alle azioni … la logica della trattativa, che pur avendo la sua utilità non può e non deve essere applicata quando si parli di linee di prospettiva e di proposizione, di visione, di proposte di progresso reale. del progetto di un mondo e di uno sviluppo altro ed alternativo a questo sistema ed a questo progetto. 
In questo Landini soffre tutto il poco che la CGIL è, a questo livello e tutti i limiti dei sindacati su questo argomento.
Malattia, per altro, di cui la sinistra radicale tutta soffre da tempo.
Questa sua incapacità lo rende inadeguato al ruolo di leader di una sinistra d'alternativa.
Io, per esempio, non potrei mai, a nessun prezzo, condividere questa sua dichiarazione, e sono molto, molto perplesso dal fatto che egli l'abbia fatta. Ed io non sono un estremista e nemmeno un talebano, anzi, molti mi definiscono moderato.
Come spiritualista non potrei accettare una premessa che giustifichi la distruzione sistematica della natura e del Pianeta Vivente in nome di un petrolio che è già in esaurimento da sempre, che continui a supporre l'impossibilità di liberarsi dalla schiavitù degli idrocarburi., così come non posso accettare questo sistema che ha prodotto tanti e tali disastri e non posso accettare che il leader della mia sinistra ipotizzi lo sdoganamento delle trivelle, del fracking, della ricerca disperata del petrolio difficile. della distruzione delle coste e l'inquinamento del mare.
La scelta di un modello di sviluppo alternativo al disastro capitalistico ed occidentale , deve essere assolutamente chiara, è a mio umilissimo (ed ovviamente inutile) parere una delle linee di demarcazione fra progressismo (utile) e conservazione (pseudo modernista).
Il mio disaccordo quindi sulla dichiarazione Vendoliana (secondo punto in analisi) viene di conseguenza.
Prodi è l'uomo che ha “sdoganato” l'euro promettendoci che avremmo, grazie alla moneta unica, lavorato tre giorni e guadagnato per sei … è stato con D'Alema l'iniziatore dell'attacco ai diritti dei lavoratori e uno dei principali interpreti dell'affossamento dell'art.18 (quello originale).
Prodi è un democristiano assoluto … e proporlo in pariglia a Landini come Anti Renzi è “la solita minestra” del “meno peggio” che tanto male ha fatto alla sinistra e che l'ha accompagnata in questo angolo a credibilità nulla.
Il fatto, purtroppo, che queste eventualità siano accarezzate da molti “addetti ai lavori”, abituati ed assuefatti alla logica già citata del Meno Peggio, forse avvicinerà il partito dei Vendola, Landini e Prodi dei Ferrero e dei Civati, ma allontana a mio ancora una volta umile parere l'Area di Progresso e Civiltà

mercoledì 19 novembre 2014

DEL VOTO DI CIVATI E DELLE PAROLE DI FERRERO



di Giandiego Marigo
Due parole due, anche se mi rendo che servano a poco.
Anche se non sono nessuno (l'ho ripetuto anche questo sin troppe volte) e quindi esse avranno il peso di una piuma, anche se la convinzione stessa ch'esse non servano le fa essere in qualche modo disperate … leggere ed inutili.
Gli spunti da cui partirò sono due, da una parte l'ennesimo voto di fiducia al governo di Civati, dall'altra le parole di Ferrero sulla sua sinistra possibile.
È davvero desolante pensare che nessuno darà davvero peso a quel che scrivo, mi sovviene di chiedermi perchè io lo faccia, ma la risposta è sempre la medesima … una pulsione al dire...la volontà di esserci … testimonianza forse.
Temo per altro che sia , in qualche modo, anche se un poco mi infastidisce, la medesima pulsione dei molti che si alzano una mattina e creano un gruppo su Facebook per la Sinistra Unita (ce ne sono milioni ormai) e si mettono ad urlare che l'unica strada della speranza passa di lì … Non è così, lo sappiamo tutti, forse lo sa persino il nostro eroe facebukkiano.
Eppure ogni giorno nascono nuovi gruppi, ma il bisogno di esserci e di contare è grande e non si può non tenerne conto, così come io non posso smettere di scrivere anche se ogni tanto ne avrei davvero voglia.
Ferrero, tornando a lui, ci dice che la sua sinistra è questione di un paio mesi, partendo dall'esperienza delle liste per Tzipras e passando da Civati e Vendola.
Ammetto, che se questo venisse fatto, fuori da un periodo elettorale, con equità e con coerenza potrebbe persino essere interessante, ma una cosa va detta … perchè va detta!
Questa sua visione sembra non tener conto dei territori, quasi che una volta compiuto il miracolo di mettere d'accordo alcuni galletti il pollaio fosse dato per scontato …
Non è così Ferrero e mi stupisce che tu, politicante navigato ed esperto, lasci spazio ad un equivoco di questa fatta, ma alla fine la ragione sta proprio lì forse in quel “Politicante navigato ed esperto”, in quel tuo passato ministeriale prodiano, nella convinzione che sembra essersi fatta spazio dentro di te che una volta messe insieme le segreterie il resto venga, di conseguenza …
La premessa d'una nuova AreA a mio umilissimo parere (anche questo quante volte l'ho ripetuto) dovrebbe essere la circolarità e l'orizzontalità, una nuova spiritualità che invada anche i nostri rapporti personali facendoli divenire esempio…
La strada da seguire è quella della Democrazia Partecipata... a parole lo dici continuamente, ma nei fatti, quando parli della tua sinistra dimentichi la gente … i territori, i movimenti ed è per questo … Ferrero, per questo errore, per questa dimenticanza che siamo qui dove siamo.
Un po' anche per colpa tua.
Con le sole segreterie ed i leader si fanno solo gli accrocchi, il farli poi con “compagni di viaggio” ambigui come Vendola e Civati ci esporrebbe al rischio di allearci con il PD un giorno ed uno no.
Senza la gente la lista Tzipras non sarebbe stata nulla, senza la speranza e la spinta dei territori avrebbe , semplicemente, fallito.
Prendiamo la strada giusta , facciamolo come si deve, va fatto … nessuno lo nega, ma c'è modo e modo … diamo respiro alla speranza, cominciamo da noi , dal modo, da come ci comportiamo.
Una parentesi poi va aperta sui “compagni di viaggio”, come dicevo prima. il che mi dà l'occasione di "giocarmi" il secondo spunto
Se ci sarà una grande mobilitazione una forza propulsiva essi saranno “controllati” ma se questo non avverrà riveleranno tutta la loro profonda ambiguità.
L'hanno dimostrata in tutti i modi, in tutti gli ambiti e non siamo tanto disperati da non vedere … abbiamo gli occhi, abbiamo le orecchie ed il cervello ci funziona ancora … a tratti forse, ma funziona.
L'Ultima perla di Civati, dopo la Fiducia Critica è stata quest'ultima “Fiducia per Forza” altro effetto comico, tutto da raccontare.
È con questo tipo di personaggi che vogliamo fare la sinistra? Sicuri?
Ho scarsissima considerazione dei leader, sono libertario ed anarchico in questo senso, ma se devo sceglierne uno … bhè pretendo palle e coerenza, e non piagnistei e dubbi amletici.
Oggi la sinistra Tziprasiana o meno, syriziana o meno, può essere solamente “Lontana dal PD” mentre il nostro “cucciolo” vagheggia ancora d'abbandoni … o forse no!
Perchè ho usato questi due spunti, perchè essi mi richiamano la sinistra che non voglio, l'errore che vorrei evitare, ma si sa, anche fra noi le icone consacrate hanno la loro importanza e senza una manciata di leader a favore di telecamera, sembra che si sia convinti di non potere andare da nessuna parte.
Ed allora mi uniformerò, pur di vedere una sinistra vera rinascere.
Detto questo però penso che nei territori si giochi la partita vera di questo “campionato”.
Non basterà unificare gli apparati, due o tre fallimenti messi insieme non fanno una vittoria.
Essi sono smunti, poco efficaci ed incisivi, scarsamente seguiti e se non proporranno contenuti e creeranno reale coinvolgimento essi finiranno ancor prima di iniziare, realizzando solo l'accrocchio di un “Grande Nulla”.
Io spero e darò, sto prodigando tutte le mie “scarse” energie, ma se continueremo a seguire le sirene dei Leader … alla caccia disperata dell'uomo del destino abbiamo fallito in partenza, perchè abbiamo scelto di partire con il piede sbagliato e questo non ci verrebbe perdonato, da chi ormai da troppo tempo sta alla finestra a guardare.
Ed ancor meno troveremmo clemenza nei “movimenti qualunquisti e d'opinione” loro sì guidati dal carisma, che non aspetterebbero altro (rispettando così la loro reale natura conservatrice) che affossare sotto una marea di risate e di sberleffi una sinistra che ha pretese europee, ma non ha popolo.

martedì 21 ottobre 2014

ELEZIONI, STRUMENTALITÀ E VECCHI MERLETTI



Di Giandiego Marigo


Si parla di elezioni anticipate … a primavera, si mormora sia una forca caudina, pare imposta dal giovane Principe Rottamatore per trasferire in parlamento la preponderanza ottenuta nel paese con le elezioni europee.
A lui converrebbe, a noi meno, al paese manco per niente, ma queste cosiderazioni sono secondarie rispetto all'urgenza di monetizzare il suo quaranta per cento,finchè c'è, trasformandolo, nelle sue intenzioni. In una maggioranza parlamentare che gli permetterebbe di “agire da solo” senza alleanze e compromessi, che insomma, peseranno pure meno di zero e diranno poco di vero, metteranno insieme personaggi equivoci ed in fondo uguali, ma insomma dal punto di vista dell'immaggine pesano.
Ed obbligano a condividere gli altari del popolo bue con altre immaginette santificate, il che al principino fiorentino signore e padrone di tutte le rottamazioni piace molto poco.
Non è di lui , però che voglio parlare, ma dello stato dei lavori a sinistra … o nella landa desolata delle intenzioni, come sarebbe meglio definirla.
Dopo mesi di imbarazzante silenzio e di , interiori rimestazioni, eccola ritornare , finalmente, di attualità, anche se per ora timidamente, la Lista per Tsipras. Un poco più attempata ed un poco meno “credibile”, ma con tutti i suoi problemi intatti.
Rifondazione e la Sinistra Europea che cercano di spingere, SeL che tende a frenare, scarsissima chiarezza sui rapporti con il PD, non i tutti i comparti, ma quanto basta. La confusione fra verticismo ed orizzontalità … il pericolo concreto delle “dirigenze preconfezionate”.
La banda degli intellettuali garanti che non si capisce bene dove stia, cosa garnatisca, ed a che cosa ed a chi faccia riferimento, di cui non si coglie il pensiero … di cui sfugge la ragione ed il radicamento.
Insomma i problemi di sempre che ne hanno caratterizzato la sua nascita e che non sono stati affatto risolti.
Nessuno si è , in realtà, ancora seduto attorno ad un tavolo paritetico ed aperto, nessuno a fatto i conti con le divisioni (a mio parere pretestuose e di comodo) a sinistra, nessuno ha fatto i conti con dirigenze sclerotiche e scarsamente disposte all'unità, piuttosto che alla coltivazione compulsiva del proprio orto.
Solo a tratti nel paese, in alcuni luoghi più che in altri i Comitati pro Tsipras hanno lavorato bene, costruendo ponti ed opportunità, forse non eclatanti, ma annotabili: Roma, Milano, ma nei territori, poco o nulla.
SeL ha continuato ad essere SeL e ad amoreggiare con il PD … Rifondazione ha continuato inl suo ininterrotto dibattito interno con accenni autolesionistici.
I Cani Sciolti, che facevano riferimento alla lista per Tsipras, hanno continuato ad essere sciolti ed ininfluenti nelle decisioni.
Nessuno si è inoltrato, con il coraggio che occorrerebbe avere, nella conrtraddizione con la “Sinistra Contro L'Euro” che pure qualche passo verso l'unità lo ha fatto e qualche gradualità ed articolazione sembra volerla accettare, e che nelle articolazioni della sua analisi è molto più vicina di quanto non si voglia farlo sembrare.
Eppure sarebbe fondamentale muoversi in quel senso … certo! Sempre se l'unità della Sinistra Vera è ancora un obbiettivo ed un passaggio fondamentale, come io credo, verso un'AreA di Progresso e Civiltà che tenga conto dei riferimenti storici del socialismo e sappia rinnovarne visioni e linguaggi.
Eppure i territori sono lì e ci si vede tutti i giorni, più o meno, si potrebbe … basterebbe fare un passo, basterebbe volerlo … basterebbe partire da dove si deve … dal basso e muoversi orizzontalmente e circolarmente, nulla che una incrollabile volontà unitaria e una dedicazione spirituale degna di questo nome non possa fare.
Ed invece come suole ci muoveremo all'ultimo istante, in modo scomposto, appesantiti dallì'urgenza e dall'immanenza … come sempre, come suole, colti alla sprovvista.
Scontentando tutti e facendo la solita figura degli egemonizzatori, improvvisati e strumentali.
Sveglia compagni, sveglia!
Mettiamo in pratica a partire da subito, quello che tutti , in realtà, condividiamo
Facciamolo adesso! Costi quel che costi …
Poniamo a SeL se occore … e purtroppo occorre, la domanda storica e muoviamoci sulla base di quella risposta “Dove state? Con noi o con il PD?” .
Proponiamo un CNL per salvare questo paese … ormai non c'è più tempo da perdere in inutili chiacchiare.
Diamo al PD la sua misura, in modo definitivo e chiaro, ed invitiamo i compagni che tanto chiacchierano di sinistra al suo interno a prendersi le responsabilità di essere dove sono e di stare con chi stanno.
Basta chiacchiere.
Partiamo pure da quello che c'è dalla Manifestazione Nazionale della FIOM del 25 Ottobre e da quella del 29 Novembre di tutta la lista nazionale, partiamo dalla partecipazione agli appuntamenti proprosti dai compagni critici nei confronti dell'Europa, partiamo dall'esserci e dal parlarci, dal confrontarci e dal trovarci sulle cose vere … agli appuntamenti importanti. Nelle istanze dove ancora si lotta, con fatica, ma si prova a reagire.
Partiamo dalle ...mila pagine sui network in cui si invoca l'unità,ma partiamo.
Il tempo delle chiacchiere, per questo paese è, veramente, finito.


a

lunedì 8 settembre 2014

LA FISICA DEL PROGRESSO E DELLA CIVILTA'




di Giandiego Marigo


Un passo avanti della Civiltà viene definito dalla risultante di tensioni e culture che si muovono in senso diseguale. Non necessariamente opposto.
Sino ad un ventennio fa esisteva, in questo paese, una forte coscienza di classe che si opponeva o comunque si muoveva in senso diverso, quando non opposto rispetto a quella padronale o borghese, che dir si voglia e facendo questo creava le condizioni per un progresso reale. Era quindi l'esistenza stessa d'una cultura altra e popolare che garantiva i criteri di democraticità e di partecipazione attiva della popolazione.
Qualche grande genio della politica, non solo Berlinguer, egli non lavorava da solo, ed inoltre il fenomeno comincia prima, in realtà sin dal cedimento Togliattiano post resistenziale, in nome della ricomposizione delle tensioni nazionali ha trovato opportuno ed intelligente cercare una strada di unificazione e ricomposizione. Proponendosi di compendiare due grandi aree del paese quella socialista, laica e quella cattolica.
Furono moltissime ed logoranti le discussioni sul fatto che La DC avesse realmente o meno un'anima popolare o presunta tale, ma questa eventualità, come la discussione in questione furono solamente un grande, enorme e solenne pretesto. In realtà era sin troppo chiaro a tutti ch'essa fosse la rappresentazione in politica degli interessi della borghesia.
Non fu affatto un caso il conflitto di competenze all'interno dei poteri dello stato (legislativo ed esecutivo) che ne seguì e che ci trasciniamo ancora oggi ed ancora meno a caso la DC o meglio i grandi burattinai che la pensavano decisero di sacrificarla in nome di questo Progetto Bipolare tanto caro alla loggia P2 (altro che mani pulite).
Tale operazione avrebbe dovuto, nei desiderata dei “rappresentanti del popolo” e nelle analisi di questi “Padri della Patria”, produrre esattamente quella risultante di cui si è detto all'inizio.
Coloro che in questo assurdo gioco rappresentavano il popolo delle bandiere rosse hanno mentito ed hanno sbagliato, non vi è alcuna somma di forze, non vi è alcuno spostamento nel confine della normalità.
Semplicemente Il Pensiero del Potere Elitario è divenuto, con una profonda e più che ventennale manipolazione l'unico pensiero possibile e questi rappresentanti sono divenuti tranquillamente parte integrante di questo potere medesimo.
Hanno vinto hanno imposto la loro cultura ed il pensiero unico, hanno distrutto ogni pensiero altro ed alternativo che non fosse il loro. Lo hanno fatto in modo talmente efficace e profondo che oggi è considerato folle pensare, per esempio, non sottoposta alle arbitrarie Leggi di Mercato che essi hanno imposto. Si è addirittura inventata una opposizione che si limita alle questioni morali e lascia intatto, assolutamente intonso il meccanismo di perpetuazione del potere, semplicemente non se ne parla, si accetta l'idea che questo sia “Il miglior Mondo Possibile”
Quello che abbiamo oggi non è, in alcuna modo uno spostamento verso nuovi concetti, nuovi confini, nuove definizioni di Progresso e civiltà, ma semmai un ritorno ai rapporti di forza di inizio novecento, con l'aggravante della tecnologia e della globalizzazione.
È per questo che diviene tanto importante ed indispensabile creare un nuovo pensiero alternativo al potere.
Non importa che si chiami Sinistra o che altro, personalmente , essendo radicale e socialista, gradirei fosse mutuato da questo pensiero, ma non necessariamente e non solamente, può essere qualche cosa di completamente nuovo ed originale … (cortesemente si eviti di portare ad esempio M5S, che nonostante le affermazioni vuote dei suoi guru infallibili, si delinea ogni giorno di più come femomemo di destra ed è esattamente quell'opposizione vuotamente moralista di cui parlavo prima) . La cosa realmente importante è che sia alternativo ed altro rispetto al potere ed alla dittatura dell'Elite finanziaria, che elabori comportamenti, pensieri, linguaggi, mode e modi e forme simboliche che si muovano in senso completamente diverso da quello che oggi siamo e facciamo. Che ponga Solidarietà, Condivisione, Orizzontalità, Circolarità, Partecipazione, Spiritualità, Compatibilità, Sostenibilità e Visione del Femminile al centro del proprio intervento.

Che scardini il pensiero unico imperante che sta, semplicemente uccidendo ogni forma di progresso e civiltà

sabato 5 aprile 2014

SE UN'ALLEANZA, DI FATTO, FRA M5S E SINISTRA RADICALE SIA POSSIBILE



di Giandiego Marigo

Premetto! Io , non ipotizzo, ci ho provato!,
Sino a candidarmi per le regionali lombarde. Onestamente!
Checchè ne pensino i miei ex-amici, pronto a rispondere in ogni momento, secondo le regole interne, alle molto presunte, circolarità ed orizzontalità del Movimemto, senza secondi fini, convinto che in queste pratiche stesse la chiave che giustificava ed attenuava le numerosissime ambiguità del movimento stesso.
L'ho scritto e dichiarato pubblicamente, che la grande forza di questo movimento stesse proprio lì, in una orizzontalità faticosamente praticata a dispetto, persino, di una dirigenza discutibile e grandissimamente ambigua. Ed è l'aver verificato quanto questo non fosse reale ma strumentale che mi ha portato ad uscirne
Per la prima volta dopo anni, mettendomi in gioco in prima persona. Convinto che pur nell'indeterminatezza d'un movimento che , a parole, non vuol essere né di destra né di sinistra, fosse possibile nelle pratiche e nei comportamenti, nelle premesse e negli esempi portare avanti una reale alternativa asistemica e in definitiva anti-capitalistica (sebbene non palesemente dichiarata).
Dico questo non per giustificare i miei errori di valutazione, che sono miei, come i conti che ci faccio ed ai quali, in fondo, non credo, dobbiamo essere come acqua e saper scorrere, laddove l'acqua corre, non foss'altro che per vedere cosa succede. Io non sono mai venuto meno al mio pensiero libertario ed alla mia vicinanza con il “Movimento RadicalSocialista”.
Lo dico, quindi, solo per far comprendere che parlo per conoscenza diretta e non per oipinione gratuita. Così come tendono a liquidare tutte le critiche i grillini D.O.C.
Non credo assolutamente possibile un'alleanza diretta, non è nelle intenzioni e nelle corde di M5S, assolutamente incapace della raffinatezza politica necessaria ad un'alleanza reale. Non è nei suoi interessi ed a mio parere , nemmeno nelle sue finalità.
Non è, infatti, interesse di M5S modificare questo sistema, solo moralizzarlo o quantomeno far credere che esista questa possibilità. Il suo fine e distruggere la sinistra, non rafforzarla e men che meno salvarla. Fra un sistema capitalistico ed uno socialista, qualsiasi grillino opterebbe per il primo.
M5S sostiene di essere “sopra”, ma, nella pratica, è molto più portato ad una critica feroce a sinistra, piuttosto che a destra.
Al suo interno non esiste una reale discriminante antifascista, mentre ve, n'è certamente e ben forte una anticomunista. Non vi è una pregiudiziale Laica e liberale (tanto è vero che io, personalmente, ho conosciuto attivisti antiabortisti, simpatizzanti del Movimento per la Vita). Le deviazioni razzistiche e palesemente fasciste vanno lette in questa chiave.
Mentre è fortissimo un sentimento genericamente e confusamente anti-socialista. Molti suoi militanti preferiscono palesemente, a livello di simpatia istintiva, l'Imperatore Farlocco a qualsiasi Piddino, cosa non difficile a realizzarsi dal punto di vista umano, ma pericolosa dal punto di vista politico.
Molti sostengono abbia comportamenti bivalenti, ma anche Casa Pound è ambientalista, antinuclearista, antieuropeista … persino guevarista a tratti, ma non per questo noi la definiamo ambigua o men che di destra, sono questi nostri stessi tempi e la non cultura che li contraddistingue ad essere ambigui, io credo, piuttosto che “la politica” che li rappresenta.
Non sono affatto convinto quindi che esistano le condizioni per le quali gli attivisti (che io ho conosciuto) più di prestigio (quelli della prima ora e più vicini a Grillo ed al suo fantomatico staff... gli organizzativi, che sostituiscono nei fatti la classe dirigente degli altri partiti) potranno mai essere d'accordo con una “alleanza organica” a sinistra, Non è nella loro natura, profondamente settaria, non è nelle loro corde. Qualsiasi pensiero o strategia in questo senso è destinata al fallimento.
M5S vive la realtà che lo circonda ed in particolare “la sinistra” come “blocco antagonistico”, come “nemico” e fortemente motivato nell'estinguerla, estirparla, “mandarla a casa” piuttosto che nell'ammettere di avere obbiettivi comuni.
La logica è sempre che gli altri rubino ad M5S idee e linea piuttosto che il contrario, poco importa da dove le idee provengano, se passano dal Blog di Grillo sono di Grillo.
Non dobbiamo dimenticare che lo zoccolo duro del “Movimento” è composto da fan personali del Guru, da tifosi, piuttosto che non da persone coscienti e di tali personaggi è composto in gran parte il gruppo parlamentare, fedelissimi, per convenienza o per identificazione.
L'Elogio al Dubbio è merce di sinistra, nel Movimento non esiste. Il mondo è fatto di certezze ed esse passano dal Blog di Grillo.
Ritengo quindi che le uniche “vicinanze” possibili possano essere tattiche. Sebbene io sia concorde nell'affermare, anche con forza,, che non è il Movimento il principale nemico della Sinistra, bensì il PD.
Non credo possibile, al momento ed in queste condizioni nella dirigenza M5S, pur negli ambiti ristretti d'un Bipolarismo omicida e di un sistema maggioritario ingiusto ed anticostituzionale una alleanza vera con loro. Le due Aree si elidono l'un l'altra l'una vive della crisi dell'altra, possono trovarsi sulle cose, con la massima cautela da parte della sinistra, perché anche in quello rischiano di competere ( più per volontà di M5S che non altro).
Possono confrontarsi ed incontrarsi nei territori, ma mai su una visione strategica perché da parte di M5S la mission è la fine della sinistra e la glorificazione del suo Santo Guru.
Non a caso essi non concepiscono nemmeno qualche cosa che possa essere diverso da loro se non come parte di quello che è da sanare o distruggere, a nessun livello.

Una candidatura che non sia interna al movimento, per esempio, non sarebbe possibile (non che entrare in M5S e guidare una candidatura dall'interno sia difficile, anzi, ma solo come candidatura interna, basta essere un gruppo organizzato e ripetere a pappagallo le quattro o cinque regolette irrinunciabili, la destra romana e parte di quella nazionale lo hanno capito benissimo). Una lista mista inconcepibile e materialmente impossibile con il loro simbolo e con i crismi dell'ufficialità.
Se, come credo, la tenzone si svolgerà, da qui in avanti sui territori è palese, a mio umilissimo parere, che solo con una definizione netta del “pensiero e della cultura di sinistra”, con un rafforzamento dell'AreA di Progresso e Civiltà questo si realizzerà e vedrà, a sinistra, qualche speranza.
Quest'AreA, sarebbe bene ripeterlo a nastro, non è M5S, come loro pensano, ma che è composta anche da molti,moltissimi, forse persino troppi, che l'assenza di una reale opposizione al sistema ha trascinato di là (era per questa grande massa che io avevo deciso di andare a vedere le loro carte). SOLO UNA SINISTRA FORTE E CON UNA “CULTURA” DEFINITA E POSSENTE POTREBBE PERMETTERSI UNA PROMISCUITÀ, SULLE COSE E SUGLI OBBIETTIVI E DICIAMOLO SAREBBE, COMUNQUE, PREFERIBILE AD ALCUNE AMBIGUE E SUICIDE “VICINANZE” LOCALI E NAZIONALI CON IL PD. 

martedì 18 marzo 2014

LISTA TSIPRAS...E' DAVVERO UN'OPPORTUNITA' ?



di Giandiego Marigo


Molte voci si sono sollevate in analisi più o meno dotte sul quanto e sul come la lista “L'Altra Europa con Tsipras” possa davvero essere l'opportunità di “radunare” la sinistra radicale, sparsa e dolorante. In sostanza quanto ci credono davvero gli artefici di questa vicinanza?
Dico la mia o meglio la ridico … perché l'ho già scritta, in un modo o nell'altro, altre volte.
Quello che vi narro deriva da esperienza diretta, come dovrebbe essere ogni cosa venga narrata, in un modo o nell'altro, vissuta in prima persona nel percorso dei comitati elettorali e della lista, sino alla raccolta di firme ed alla formazione delle liste medesime. Vissuta e vista dall'AreA di influenza privilegiata di un movimento di opinione che spinge per l'unità della sinistra … dal basso.
Una frase, mi viene in mente in questi giorni, che a mio umilissimo parere sintetizza e esemplifica il senso di molte delle critiche che sono piovute attorno all'esperienza in questione.
In un'organizzazione verticistica. pochissimo conta chi abiti momentaneamente il vertice, ma il fatto stesso che esso esista , crea i presupposti perché poco o nulla cambi veramente. Non piccatevi, cortesemente di spiegarmi che un centro organizzativo occorra e che sia importante che qualcuno tiri le fila... ne sono assolutamente cosciente e non è di quello che stiamo e sto parlando … suvvia!
Un'altra frase potrebbe adattarsi alla bisogna.
Sino a quando la sinistra (o l'AreA che definimmo tale) parlerà di partecipazione dal basso, di circolarità, di orizzontalità di democrazia partecipativa a parole senza , realmente riuscire ad applicarla nelle sue pratiche politiche poco o nulla cambierà veramente
In queste due definizioni si riassume, in buona sostanza, la critica che può e deve essere mossa a quest'esperienza.
Detto questo, che è, per altro, fondamentale dire veniamo però al bicchiere mezzo pieno, perché il non vederlo sarebbe altrettanto stolto che non ammettere e stigmatizzare gli aspetti criticabili che ho sin qui definito.
Un breve inciso mi appare doveroso, io non sono nessuno se non un scrivano di scarso seguito, ed un politico migrante sempre un poco improvvisato, in tutti i suoi quasi quarant'anni di perseveranza (persino negli anni della militanza severa) che ha vagato per molto tempo sulla sua barchetta alla disperata ricerca di un vero approdo in quell'arcipelago che è oggi la sinistra, un visitatore ed un abitante di quest'AreA. Non sono un “credibile” per definizione e stipendio, non sono una icona … nemmeno un piccolo inutile santino, quindi riservati ampi margini di dubbio su quel che dico.
Frequento i banchetti di raccolta delle firme sono fra gli artefici del percorso del comitato elettorale del Lodigiano, sono con Tsipras sin dalla primissima ora e sono quindi certo di quel che dico perché lo vedo e lo pratico, ogni giorno.
Qual'è la sostanziale differenza fra questa e le esperienze “strumentali” precedenti, quindi perché la lista “L'altra Europa con Tsipras” è un'opportunità?
Non solo e non unicamente il livello ormai “senza ritorno” della disperazione degli agglomerati organizzati della sinistra radicale, non basterebbe, sebbene possa essere un'ottima ragione, ma per la volontà che si respira alle riunioni, la comprensione dell'importanza dell'occasione ed il ritorno, in campo, di molte facce che si erano allontanate, ma non solo.
Ai banchetti traspare l'esigenza della gente, del popolo della sinistra di una Unità vera, reale sulle cose, ma che sappia partire dai motivi ed unificare sulle ragioni profonde e spirituali. 
La gente firma per la lista ma ci chiede implicitamente ed anche palesemente di “portare non solo un greco alla presidenza della comunità europea” il che può risultare oltremodo complesso, ma di portare il Italia l'esperienza di Syriza e di crederci sino ad unificare l'arcipelago, ormai da troppo tempo inutilmente e dolorosamente frammentato.
In questo senso L'invasione del pensiero del Sud dell'Europa è benefico e d'ispirazione e crea un ponte una “sinergia” su scala transnazionale, fra due paesi che sono entrambi mediterranei, entrambi sudisti, entrambi in un mare di guai /che non è il Mediterraneo), entrambi PIGS … è d'assoluta importanza e che va praticata con coraggio e con tenacia.
Allarga la visione ed il lavoro, paziente ed efficace dei movimenti transnazionali come quello dell'acqua e contro il nucleare portandolo all'evidenza, la lista di Tsipras si muove su quel terreno, dona alle forme di resistenza territoriale, NO TAV, per esempio, una dignità ed un ambito del tutto nuovo ed importante. Rende, pur con tutti i suoi limiti, la parola a quella parte dell'Europa che l'aveva persa. 
Dà, finalmente, rappresentanza e quindi voce a quella sinistra che, quantomeno in Italia, aveva perso sé stessa, avvoltolandosi nei propri stessi errori, ma non tanto e non solo ad essa ed ai partiti che la compongono, che potrebbe essere solo una operazione di archeologia, quanto al popolo che la abita...che pure esiste.
Si poteva fare meglio? ... Sì! Si potevano evitare forzature? Si poteva, partendo per tempo adottare un metodo maggiormente partecipativo, forme di garanzie più ampie e riconosciute?...Sì! 
Però l'occasione c'è, concreta, palpabile e deriva e si concretizza in quel “basso” che tanto stiamo cercando, percorriamo questa strada, con tutto il coraggio necessario ed alziamo lo sguardo, ogni tanto, pur non ipotecando il futuro, verso l'orizzonte, cercandovi quella visione comune che pure esiste che risiede nei “comuni e condivisi” motivi che cui hanno portati sin qui. Per farlo ci occorrerà tutto il nostro spirito critico (che generalmente non difetta mai) ma anche e soprattutto il nostro ottimismo...e non sarà, comunque, facile.

C'È BISOGNO DI SINISTRA, UNA ESIGENZA IMPELLENTE DI UN'ALTERNATIVA CULTURALE , POLITICA E SPIRITUALE … COSA STIAMO ASPETTANDO?

domenica 2 marzo 2014

ED E' ANCORA E SEMPRE “MANIPOLAZIONE”



di Giandiego Marigo

E siamo sempre lì, torniamo a parlare della confusione dei termini, dell'uso inappropriato delle parole. Oggi vorrei parlare non già della vituperata ed abusata parola “sinistra” bensì del termine “socialista” ,dilaniato e reso quasi grottesco dal congresso del PSE.
Come può, questo termine essere affiancato al “liberismo” ed a questo sistema? Come essere veicolo e complice della peggiore finanza, nel periodo storico più oscuro e più terribile per i popoli di cui quest'Europa dovrebbe essere “ricettacolo”.
Si incontrano a congresso e modulano scenari in cui di tutto si parla salvo che degli interessi dei lavoratori e del popolo minuto … come può definirsi socialista tutto questo?
Eppure la bocca è piena di parole come socialismo, sinistra, come progressismo e civiltà ed in qualche modo, personalmente, questa ridondanza tarpa e silenzia qualsiasi prospettiva di cambiamento che comprenda e passi per un percorso sistemico.
Perchè non può essere ignorato come oggi costoro siano “il sistema”, suoi guardiani e suoi servi, come rappresentino e raccolgano gli interessi di quegli stessi che il mondo muovono e posseggono … e non può essere questo, non in nome del socialismo.
Scendere nello specifico delle dichiarazioni e delle menzogne, dell'uso e dell'abuso, accettare la logica delle loro citazioni ed analisi, della prosopopea dei loro professori ed economisti sarebbe accettare il loro “terreno di confronto” ed è esattamente quel che vogliono, per potere poi dimostrare l'inconsistenza di qualsiasi opposizione. 
Per deridere, minimizzare, marginalizzare. Per distruggerlo poi all'interno delle loro “inesorabilità bipolari”. O peggio per renderle “criminali” all'interno delle loro coalizioni, più o meno “grandi”, più meno dedite all'alternanza ed “articolate”.
Ed è, precisamente, quel che fanno, normalmente, per tarpare e, possibilmente, azzittire qualsiasi cinereo rimasuglio di quel che storicamente fu il loro retaggio.
Perchè, purtroppo è innegabile che loro abbiano comperato, possiedano ed usino spudoratamente, cavalcandola senza pietà e senza alcun rispetto l'eredità storica che ci ha , tutti, formati.
Essi possiedono l'anima dei luminari, gestiscono la sapienza dei dotti, sono padroni della retorica degli atenei … come opporsi all'evidenza della loro superiorità e della loro sapienza che costringe ogni alternativa nell'angolo delle fantasie. Come non aderire di fronte all'evidenza del pensiero pragmatico-scientifico, all'inevitabilità di questo mondo perfetto?
Come opporsi ad una manipolazione minuta che ci obbliga a riferirci a “sapienze” che essi stessi ci ammanniscono e ci “impongono”.
Se l'uso delle parole che ancora smuovono il nostro sangue è normalizzato, ed ormai standardizzato nel loro frasario per parlarci del potere, se attraverso questi termini essi ci costringono in un cammino che non ci appartiene, nutrendo la nostra stessa confusione di “etichette” e di “step” ben studiati ed artatamente sparsi nei loro discorsi altrimenti, strutturalmente vuoti?
Se la cultura da cui traiamo le nostre conclusioni è stata “gestita” nel loro segno?
Mi rendo conto della difficoltà infinita di questo discorso che rischia di impantanarsi in ogni riga, che cerca le ragioni dei dettagli che fanno la differenza. Potrebbe essere semplicemente scartato come “fastidioso” ed “artefatto”.
Mi rendo conto e mi spaventa, come ormai sempre più la risposta stia in una scelta personale, “asistemica e radicale”, pericolosa, sotto molti aspetti ed avventurosa, certamente costosa e complessa.
Difficile da operare e da mantenere e resa ancor più ostica dall'ostracismo di coloro che si definiscono, appunto, socialisti ed implementano, difendono e rappresentano costantemente questo sistema.
Si veda per esempio la gioia dello PSI per l'ingresso di Nencini al governo e per la partecipazione di Renzi al congresso del PSE, entusiasmo e gioia, come se davvero stesse cambiando qualche cosa...mentre nulla realmente cambia, anzi l'intorno ed il contesto peggiora
Un'illusione ed un racconto fantastico, fondato sul nulla, una vittoria che è solo il mascheramento dell'ultima sconfitta, la svendita della propria stessa anima a quei poteri forti che non hanno mai, nemmeno per un attimo, smesso di dominare questo paese negli ultimi 200 anni, con il solo grosso spavento del periodo della Resistenza e dei giorni immediatamente successivi.
Sempre più forte, in me, ma credo, almeno in questo, di interpretare l'esigenza di molti, il bisogno di un'alternativa reale.
Non solo immediata ed utilitaristica.
Non solo del cambiamento dell'età e dello stile di una classe politica, ma della profonda mutazione di una modalità spirituale e filosofica nel modo di porsi e di “vedere” il mondo che ci circonda.
E di conseguenza una trasformazione dell'agire sociale, di quelle relazioni “normalizzate e minute” che fanno la differenza, sempre più impellente l'esigenza d'un mondo altro da questo, d''una cultura e di un linguaggio di mode e modi che lo rappresentino.
Mi scuso con gli economisti, gli intellettuali seriosi e competenti, con i militanti severi, con gli analisti di flussi, con i qualunquisti urlatori, con i socialisti da operetta.

Mi perdonino gli arguti segretari della sinistra storica, per la pochezza di questo mio intervento che sembra dire così poco, ma io credo che le profonde ragioni derivino da un afflato dell'anima ed è questo afflato che oggi si sente deriso, tradito, minimizzato trattato come spazzatura, usato e strumentalizzato per finalità che definire losche è simpatico e brillante eufemismo.