"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Visualizzazione post con etichetta elezioni europee. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni europee. Mostra tutti i post

martedì 27 maggio 2014

Commentino elettorale.


La nuova DC di Luca Peruzzi
1. Il popolo italiano non reagisce nemmeno quando viene preso a bastonate (un'economia ridotta come quella di un Paese uscito da una guerra, dichiarazione del Presidente di Confindustria Squinzi). La Germania e l'Italia sono gli unici due Paesi europei che confermano il consenso ai governi dell'austerità solo che nel caso della Germania c'è forse qualche ragione in più ....I compagni che esultano per i risultati elettorali perché la lista Tsipras ha avuto il 4,03 per cento dei voti e perché i 'fascisti' dell'M5S sono stati puniti dagli elettori sono semplicemente patetici: non hanno capito a quale svolta epocale siamo di fronte e quanti poteri il liberista e neoberlusconiano Renzi sia riuscito ad accentrare. Forse pensano di poter fermare domani con i banchetti l'Italicum, lo stravolgimento della Costituzione, l'allargamento del precariato, il TTIP, privatizzazioni e licenziamenti nel settore pubblico. Molti a Sinistra erano convinti che il Movimento 5 Stelle raccogliesse il voto degli ex elettori delle destre berlusconiane ma evidentemente questo si è rivolto massicciamente verso il PD.

2. La lista Tsipras ha superato il quorum del 4 per cento e questo è sicuramente un fatto positivo e un plauso va riconosciuto all'impegno di tanti compagni. Ma non è nemmeno lontanamente l'abbozzo di un progetto di Alternativa Unitaria di Sinistra: è stato semplicemente un cartello elettorale (peraltro l'unico votabile per quanto mi riguarda), una proposta politica la cui realizzazione è stata affidata in outsourcing agli 'intellettuali' considerata l'impossibilità per Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà di definire un accordo strategico e di lungo periodo e nel quale tutte le divisioni e tutte le diverse visioni strategiche sono state messe sotto il tappeto. Per il domani c'è ben poco di pronto se non l'abituale impegno di tanti volontari: neanche il simbolo L'Altra Europa con Tsipras che con tanta difficoltà e combattendo contro il boicottaggio mediatico si è cercato di far conoscere sarà riutilizzabile. E probabilmente si ricomincerà nell'eterna discussione tra partiti organizzati e movimenti espressione della società civile, tra sinistra di opposizione e sinistra di governo.

3. Una delle osservazioni più frequenti nel dopo elezioni è che nessuno aveva capito cosa stava accadendo e che il PD era destinato a superare il 40 per cento. Non l'avevano capito i sondaggisti, i giornalisti, gli analisti politici, gli stessi Grillo e Renzi che hanno fatto la campagna elettorale pensando ad un testa a testa. Si possono dare tante spiegazioni razionali a questo sorprendente risultato: l'eterno carattere democristiano degli italiani, gli 80 euro, la saturazione di tv e giornali da parte di Renzi, la sua immagine di giovane e dinamico leader capace di recuperare l' "incarto" delle proposte dell'M5S (la riduzione delle spese della politica e dei privilegi della burocrazia) per accreditarsi come rinnovatore e riformista e nascondere la sostanza della sua politica liberista, la campagna elettorale aggressiva e gridata di Grillo che ha probabilmente spaventato una larga fetta dell'elettorato (larga parte dei moderati che di fronte alla fine politica di Berlusconi ha trovato nel PD la nuova democrazia cristiana e un pezzo di elettori di sinistra che si è ricompattata nel PD per il voto utile contro il pericolo 'fascista' di Grillo). Oppure si possono fare cattivi pensieri e sospettare che nel Paese delle stragi, del caso Moro, delle menzogne di Ustica, della P2, dei servizi deviati, dello strapotere delle mafie e della loro trattativa con lo Stato qualche 'manina' o 'manona' possa aver opportunamente alterato l'aggregazione dei dati elettorali.

4. Ho l'impressione che la sconfitta elettorale dei Cinque Stelle sia qualcosa di più di un'episodica battuta d'arresto ma l'inizio della fine del più innovativo fenomeno politico italiano di questi ultimissimi anni. In ogni caso qualcosa che richiederebbe un'analisi approfondita nel Movimento (se esiste un Movimento e non è solo la creatura di Grillo e Casaleggio): sul linguaggio e sulla comunicazione politica necessari a conquistare la maggioranza nel Paese, sul fatto che un'alternativa di sistema non la si realizza con il 25 o il 30 o il 35 per cento dei voti, soli contro tutti, ma tessendo alleanze sociali e politiche, chiarendo finalmente la propria visione ed il proprio progetto e dunque inevitabilmente collocandosi a destra o sinistra, dandosi un'adeguata struttura organizzativa, accettando l'idea che una forza politica ha bisogno anche dell'apporto di intellettuali, di esperti e di personaggi riconoscibili per definire programma e candidature istituzionali credibili. Il Movimento 5 Stelle può ora accontentarsi di continuare a svolgere il ruolo di 'guastafeste', di fatto però così impedendo la nascita di un'alternativa unitaria di massa e lasciando campo libero alla destra berlusconiana riunificata (Lega, Casini e Alfano, Forza Italia) quale competitore dell'altra destra del PD nel ballottaggio previsto dall'Italicum, oppure proporsi come promotore di un grande Comitato di Liberazione Nazionale insieme alla Sinistra socialista e comunista.


5. Infine sull'astensione che pur essendo un dato fondamentale della partecipazione e della salute politica di un Paese viene sempre lasciato sullo sfondo (e ciò dovrebbero riconoscerlo coloro che scelgono l'astensione come espressione politica di dissenso). E' come una competizione sportiva per la quale si ricorda solo l'albo d'oro dei vincitori tralasciando di precisare il contesto in cui è arrivata la vittoria. Quando si parla di vittoria straordinaria di Renzi bisognerebbe dunque avere ben presente che il suo 40% di consensi con una partecipazione al voto inferiore al 60% dei cittadini corrisponde a meno di un quarto del corpo elettorale. La sua stessa maggioranza di governo, sommando i voti di PD NCD e Scelta Civica, è ben al di sotto del 50% dei voti espressi. Renzi non è il padrone dell'Italia, occupa pro-tempore una istituzione ma non ha ricevuto alcun mandato dalla maggioranza dei cittadini per attuare il proprio programma di stravolgimento della Costituzione sia in senso formale che sostanziale. 

venerdì 23 maggio 2014

Tra la rabbia e la paura scegliere la ragione: l'Altra Europa con Tsipras



Come scrive Antonio Padellaro in un suo bell’editoriale sul Fatto Quotidiano i due principali competitori italiani delle elezioni Europee del 25 maggio, Grillo e Renzi, hanno fondato la propria campagna elettorale sulla fragilità emozionale delle persone usando rispettivamente i sentimenti della rabbia e della paura.
La rabbia per un Paese massacrato dalla crisi economica, la paura per il salto nel vuoto che potrebbe rappresentare la vittoria elettorale di Beppe Grillo.
Ora sul 'pericolo' Beppe Grillo la discussione è aperta ma sulle origini e le responsabilità della crisi - frutto della micidiale congiunzione dell'austerità liberista con il soverchiante italico malaffare di mafie, cricche e corruzione – non dovrebbero esserci dubbi.
Anzitutto dovremmo tutti aver ben chiaro quanto è stato determinante il contributo al massacro morale, sociale, economico dell'Italia da parte delle destre: le destre berlusconiane e diversamente berlusconiane (l'NCD di Alfano e l'UDC di Casini), fasciste e post-fasciste, i Fratelli d'Italia della Meloni, di La Russa e Alemanno, la Lega di Maroni e Salvini, i 'liberali' di Monti. Quell'area politica ci ha regalato Berlusconi, Dell'Utri, Previti, Cosentino, Scajola, Bossi, Belsito, la Santanché, Alfano, Schifani, Borghezio, Storace, Giovanardi, Gasparri, Sacconi, Formigoni, Cicchitto, Fiorito.
E dovremmo avere piena consapevolezza delle scelte scellerate operate dai degeneri eredi del PCI e della sinistra democristiana: prima l'imbelle opposizione a Berlusconi e poi, con Monti Letta e Renzi, la piena adesione e la gestione diretta del massacro sociale delle politiche liberiste, dell'austerità, del precariato.
Ora che tutti si dichiarano contro l'austerità e a favore di un'altra Europa ricordiamoci di chi ha votato il fiscal compact e il pareggio di bilancio in Costituzione oltre che la folle e sadica riforma delle pensioni della Fornero, chi è che sa solo proporre precariato e svendita delle aziende pubbliche ai privati.

IL MOTIVO PER CUI VOTERÒ “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”







Di Giandiego Marigo

Non sono, l’ho detto molte volte, un intellettuale ben pagato e riconosciuto. Quel che penso e faccio, quel che credo e scrivo ha scarso valore, anche se qualcuno tutto sommato mi legge e mi ascolta. Non posso, quindi, permettermi appelli ed ancora meno “dare Garanzie”.
Ho pensato ad una lista con Tsipras, che valorizzasse il lavoro di Syriza, sin da prima che essa esistesse … perché è, mia assoluta convinzione che questa “esperienza sia “determinante” nella lunga storia della sinistra europea, per il contesto ed il periodo storico in cui avviene. Per il suo respiro unitario, per lo spessore del suo discorso e della sua proposta … ed infine perche l’unità dell’area socialista è il primo passo indispensabile e necessario verso la creazione di un’AreA di Progresso e Civiltà. Ho scritto, nel tempo, molte volte, le ragioni di quest’Area , ho perorato la sua urgenza … ne ho accennato i contorni … per quel che vale, ma oggi qui parlerò delle ragioni di un voto.
Il movimento soffre, da tempo, dell’impossibilità di incidere, la sorte delle lotte locali, anche quand’esse fossero “giuste ed attrattive” o persino “innovative” dimostra, senza ombra di dubbio questa realtà. La sorte dei referendum, splendida vittoria (di Pirro), sull’acqua e sul nucleare in Italia, dimostrano che se il fronte delle lotte, sociali, ambientali e culturali non è, al minimo europeo esse non modificano nulla, non cambiano la società e si spengono, zittite da forme di potere ben più complesse ed articolate del mero potere nazionale o locale.

martedì 29 aprile 2014

Lista Tsipras: ora è il momento di dare una svolta alla campagna elettorale



Mancano ormai meno di quattro settimane al 25 maggio, giorno delle elezioni europee, e la lista L'Altra Europa con Tsipras balla pericolosamente sul margine della fatidica soglia del 4 per cento, il minimo indispensabile per poter portare propri rappresentanti al Parlamento Europeo.
In tanti abbiamo criticato e dissentito su alcuni aspetti della Lista Tsipras: su come sono state scelte le candidature, sui contenuti che si è deciso prioritariamente di veicolare, sull'esclusione della parola Sinistra dal simbolo. Ma credo che oggi tutti coloro che si sentono di Sinistra, che dissentono radicalmente dalle politiche del PD e di Renzi, che osteggiano le destre liberiste e reazionarie, che non si sentono rappresentati dal Movimento 5 Stelle, dalle sue ambiguità programmatiche e organizzative e dal suo linguaggio estraneo ai valori del progressismo, dovrebbero sforzarsi di votare per la lista Tsipras.
Per non doversi dolere ancora una volta, come dopo l'inizio della legislatura in corso, dell'assenza dalle istituzioni di una rappresentanza diretta e numericamente consistente dei ceti popolari e delle sensibilità ideali che esprime la Sinistra, proprio mentre sono in ballo, in Italia ed in Europa, questioni fondamentali sul nostro futuro: sul lavoro, sulla moneta, sulle politiche economiche, sullo Stato sociale, sulla Costituzione.
Si deve peraltro riconoscere che ad oggi la lista Tsipras non è riuscita ad esprimere una propaganda politica efficace e coinvolgente, nonostante il lodevole impegno di candidati e soggetti collettivi che sostengono la lista e le iniziative pubbliche che sono state prodotte (e la prossima manifestazione del 17 maggio per i beni comuni sarà inevitabilmente la più importante occasione di incontro per il suo popolo).

Cosa significa essere di Sinistra

Verso la manifestazione nazionale del 17/05 a Roma
Austerit
BASTA AUSTERITA'! BASTA PRIVATIZZAZIONI! 

ACQUA, TERRA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI

E DEMOCRAZIA IN ITALIA E IN EUROPA
Appello per la costruzione di una manifestazione nazionale il 17 maggio

Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte.

Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all'ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l'urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l'ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.
L'obiettivo è chiaro: consentire all'enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti.
Le conseguenze sono altrettanto chiare: un drammatico impoverimento di ampie fasce della popolazione, sottoposte a perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, ai danni ambientali e ai conseguenti impatti sulla salute, con preoccupanti segnali di diffusione di disperazione individuale e sociale.

Il Governo Renzi, sostenuto dall'imponente grancassa dei mass-media e in piena continuità con gli esecutivi precedenti, sta accelerando l'approfondimento delle politiche liberiste, rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti e il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone; continuando a comprimere gli spazi democratici delle comunità costrette a subire gli effetti delle devastazioni ambientali, delle grandi opere, dei grandi eventi e delle speculazione finanziaria e immobiliare; mettendo a rischio, attraverso i tagli alla spesa, il diritto alla salute, alla scuola e all'università, e la conservazione della natura e delle risorse.

domenica 13 aprile 2014

Perché votare l'Altra Europa con Tsipras alle elezioni europee



Siamo tutti consapevoli della drammatica crisi economica e sociale che stiamo vivendo in Italia ed in Europa e che vede nel massacro sociale a cui è stato sottoposto il popolo greco la sua punta più indegna e più vergognosa.
L'aspetto paradossale è che la crisi nasce dal liberismo, dalla deregulation dei mercati finanziari internazionali che nel momento dell'esplosione della bolla speculativa ha trascinato nel baratro prima colossi bancari mondiali e poi le finanze degli stessi Stati nazionali, ma è con massicce dosi di liberismo che si pretende di curarla.
In Italia si è passati dal campione del capitalismo liberista-nazionale Berlusconi a quello del capitalismo liberista-finanziario Mario Monti per arrivare, dopo la scialba esperienza attendista di Enrico Letta, al liberismo-populista di Matteo Renzi, autentica macchina da guerra del marketing politico. La dimostrazione che oggi in Italia il sistema capitalista ha bisogno di ritrovare nel voto la legittimazione del proprio dominio e dei massacri sociali che sta operando e che intende operare.

Opporsi alle politiche dell'Unione Europea da sinistra e non da destra. E' indispensabile opporsi alle politiche dell'Unione Europea di cui il PD è in Italia il fedele esecutore ma stando bene attenti a non confondersi con le destre populiste che attaccano euro ed Istituzioni comunitarie cavalcando egoismi nazionali, razzismo e xenofobia, predisponendosi ad attentare ai diritti civili e del lavoro, riproponendo, con le armi della svalutazione competitiva e del protezionismo, la stessa pretesa 'terra promessa' capitalista dei liberisti fondata su impresa privata, mercato, crescita e consumi infiniti, competizione, abolizione delle regole. L'Altra Europa con Tsipras, nella sua visione alternativa, prospetta invece intervento pubblico nell'economia, beni comuni, riconversione ecologica delle attività produttive e salvaguardia del territorio, giustizia sociale ed eguaglianza, solidarietà tra i popoli, internazionalismo, difesa dei diritti civili e del lavoro. Se non è pensabile che la candidatura Tsipras possa risultare vincente per la carica di Presidente della Commissione europea è però indiscutibile che tanto più ampio sarà il consenso che riuscirà a conquistare alle elezioni tanto più sarà in grado di influenzare da sinistra le politiche della maggioranza PSE-PPE impedendo che queste si ritrovino le destre estreme come unici interlocutori ed oppositori risultandone inesorabilmente condizionati.

Contrastare le politiche di Renzi costruendo in Italia uno spazio politico alternativo di Sinistra. Chi vuole esprimere un messaggio politicamente corretto, anche tra i sostenitori della Lista Tsipras, ci dice che il voto del prossimo 25 maggio è un voto per l'Europa e non l'Italia, perché è ormai nelle istituzioni europee che si prendono le decisioni fondamentali per i cittadini del vecchio continente. In realtà di fronte a Matteo Renzi che cerca con il voto per le europee di ottenere la legittimazione popolare per il proprio mandato 'costituente' la preferenza che si esprime per la Lista Tsipras ha anzitutto il valore di dire no al progetto politico del parolaio fiorentino: no alla svolta autoritaria dell'Italicum e della controriforma costituzionale, no al jobs act, no allo smantellamento del welfare e del pubblico. Un significativo successo della Lista Tsipras (pur con tutti i limiti e i difetti che la contraddistinguono e che sarebbe ingenuo ignorare) può consentire l'inizio di una nuova stagione politica in Italia, aprire la prospettiva della costruzione di un'alternativa di Sinistra, sventare il tentativo di Renzi di cancellare nel nostro Paese tutto ciò che resta della democrazia (almeno di quella 'nominale'). Da questo punto di vista non è vero che il voto è inutile e che l'astensione è la più efficace forma di opposizione. La propaganda con cui il mainstream informativo si appresta ad inondarci si fonda sulle percentuali di voto conseguite e riduce e minimizza l'astensione a mero dato sociologico. Per questo, per impedire a Renzi ed al PD di apparire come l'unico vincitore (anche se solo per la rinuncia ad esprimere la propria preferenza da parte di chi lo contrasta) è utile ogni voto dato alla lista Tsipras.

Sostenere Tsipras e Syriza per la Grecia e per l'Europa. L'Unione Europea non ha imposto le proprie politiche liberiste con la forza delle armi ma per la volontà delle classi dirigenti delle nazioni che la compongono. Come scrive Brancaccio in troppi sono condizionati dall'illusione del vincolo esterno dell'Europa: il “ce lo chiede l'Europa” nella visione del capitalismo liberista come presupposto della modernizzazione ed il “via dall'Europa” quale condizione indispensabile degli antieuropeisti per riconquistare democrazia e giustizia sociale. Secondo costoro nulla si può fare senza questa Europa o con questa Europa. Per rovesciare le politiche dell'Unione Europea che non ha un'identità in sé se non come somma algebrica delle politiche degli Stati che la compongono è indispensabile che cambino gli equilibri politici a livello nazionale: la Sinistra - quella vera e non quella falsa e truffaldina di Renzi, di Hollande, di Zapatero o della SPD tedesca - deve diventare maggioranza in Italia, in Francia, in Spagna, in Germania. La candidatura di Alexis Tsipras, il leader di Syriza il partito della sinistra radicale greca, alla Commissione Europea può aiutarlo a vincere le elezioni politiche nazionali in quanto un consistente consenso raggiunto a livello europeo non può che accrescerne credibilità e prestigio nel suo Paese. Se la Grecia è stata la cavia su cui sono state applicate e sperimentate le politiche della macelleria sociale liberista, la Grecia può diventare l'esempio di come si esce dalla crisi da sinistra e di come ci si oppone da sinistra ai diktat europei. Un modello concreto da imitare per gli altri Paesi in crisi che può scatenare un effetto domino tale da cambiare radicalmente le politiche europee.



domenica 2 marzo 2014

ED E' ANCORA E SEMPRE “MANIPOLAZIONE”



di Giandiego Marigo

E siamo sempre lì, torniamo a parlare della confusione dei termini, dell'uso inappropriato delle parole. Oggi vorrei parlare non già della vituperata ed abusata parola “sinistra” bensì del termine “socialista” ,dilaniato e reso quasi grottesco dal congresso del PSE.
Come può, questo termine essere affiancato al “liberismo” ed a questo sistema? Come essere veicolo e complice della peggiore finanza, nel periodo storico più oscuro e più terribile per i popoli di cui quest'Europa dovrebbe essere “ricettacolo”.
Si incontrano a congresso e modulano scenari in cui di tutto si parla salvo che degli interessi dei lavoratori e del popolo minuto … come può definirsi socialista tutto questo?
Eppure la bocca è piena di parole come socialismo, sinistra, come progressismo e civiltà ed in qualche modo, personalmente, questa ridondanza tarpa e silenzia qualsiasi prospettiva di cambiamento che comprenda e passi per un percorso sistemico.
Perchè non può essere ignorato come oggi costoro siano “il sistema”, suoi guardiani e suoi servi, come rappresentino e raccolgano gli interessi di quegli stessi che il mondo muovono e posseggono … e non può essere questo, non in nome del socialismo.
Scendere nello specifico delle dichiarazioni e delle menzogne, dell'uso e dell'abuso, accettare la logica delle loro citazioni ed analisi, della prosopopea dei loro professori ed economisti sarebbe accettare il loro “terreno di confronto” ed è esattamente quel che vogliono, per potere poi dimostrare l'inconsistenza di qualsiasi opposizione. 
Per deridere, minimizzare, marginalizzare. Per distruggerlo poi all'interno delle loro “inesorabilità bipolari”. O peggio per renderle “criminali” all'interno delle loro coalizioni, più o meno “grandi”, più meno dedite all'alternanza ed “articolate”.
Ed è, precisamente, quel che fanno, normalmente, per tarpare e, possibilmente, azzittire qualsiasi cinereo rimasuglio di quel che storicamente fu il loro retaggio.
Perchè, purtroppo è innegabile che loro abbiano comperato, possiedano ed usino spudoratamente, cavalcandola senza pietà e senza alcun rispetto l'eredità storica che ci ha , tutti, formati.
Essi possiedono l'anima dei luminari, gestiscono la sapienza dei dotti, sono padroni della retorica degli atenei … come opporsi all'evidenza della loro superiorità e della loro sapienza che costringe ogni alternativa nell'angolo delle fantasie. Come non aderire di fronte all'evidenza del pensiero pragmatico-scientifico, all'inevitabilità di questo mondo perfetto?
Come opporsi ad una manipolazione minuta che ci obbliga a riferirci a “sapienze” che essi stessi ci ammanniscono e ci “impongono”.
Se l'uso delle parole che ancora smuovono il nostro sangue è normalizzato, ed ormai standardizzato nel loro frasario per parlarci del potere, se attraverso questi termini essi ci costringono in un cammino che non ci appartiene, nutrendo la nostra stessa confusione di “etichette” e di “step” ben studiati ed artatamente sparsi nei loro discorsi altrimenti, strutturalmente vuoti?
Se la cultura da cui traiamo le nostre conclusioni è stata “gestita” nel loro segno?
Mi rendo conto della difficoltà infinita di questo discorso che rischia di impantanarsi in ogni riga, che cerca le ragioni dei dettagli che fanno la differenza. Potrebbe essere semplicemente scartato come “fastidioso” ed “artefatto”.
Mi rendo conto e mi spaventa, come ormai sempre più la risposta stia in una scelta personale, “asistemica e radicale”, pericolosa, sotto molti aspetti ed avventurosa, certamente costosa e complessa.
Difficile da operare e da mantenere e resa ancor più ostica dall'ostracismo di coloro che si definiscono, appunto, socialisti ed implementano, difendono e rappresentano costantemente questo sistema.
Si veda per esempio la gioia dello PSI per l'ingresso di Nencini al governo e per la partecipazione di Renzi al congresso del PSE, entusiasmo e gioia, come se davvero stesse cambiando qualche cosa...mentre nulla realmente cambia, anzi l'intorno ed il contesto peggiora
Un'illusione ed un racconto fantastico, fondato sul nulla, una vittoria che è solo il mascheramento dell'ultima sconfitta, la svendita della propria stessa anima a quei poteri forti che non hanno mai, nemmeno per un attimo, smesso di dominare questo paese negli ultimi 200 anni, con il solo grosso spavento del periodo della Resistenza e dei giorni immediatamente successivi.
Sempre più forte, in me, ma credo, almeno in questo, di interpretare l'esigenza di molti, il bisogno di un'alternativa reale.
Non solo immediata ed utilitaristica.
Non solo del cambiamento dell'età e dello stile di una classe politica, ma della profonda mutazione di una modalità spirituale e filosofica nel modo di porsi e di “vedere” il mondo che ci circonda.
E di conseguenza una trasformazione dell'agire sociale, di quelle relazioni “normalizzate e minute” che fanno la differenza, sempre più impellente l'esigenza d'un mondo altro da questo, d''una cultura e di un linguaggio di mode e modi che lo rappresentino.
Mi scuso con gli economisti, gli intellettuali seriosi e competenti, con i militanti severi, con gli analisti di flussi, con i qualunquisti urlatori, con i socialisti da operetta.

Mi perdonino gli arguti segretari della sinistra storica, per la pochezza di questo mio intervento che sembra dire così poco, ma io credo che le profonde ragioni derivino da un afflato dell'anima ed è questo afflato che oggi si sente deriso, tradito, minimizzato trattato come spazzatura, usato e strumentalizzato per finalità che definire losche è simpatico e brillante eufemismo.

venerdì 17 gennaio 2014

APPELLO DI CITTADINI, ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI PER LA LISTA PER TSIPRAS

APPELLO DI CITTADINI, ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI
 PER LA LISTA DI SOSTEGNO ALLA CANDIDATURA DI ALEXIS TSIPRAS
 ALLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA


Siamo cittadine e cittadini, attivisti, militanti dell'area dell'alternativa politica e sociale e della Sinistra che aderiscono con forza e convinzione al progetto di costituire una lista per le prossime elezioni europee in collegamento con la lista della Sinistra Unitaria Europea nel nome di Alexis Tsipras, il simbolo della resistenza solidale e democratica del popolo greco alla macelleria sociale imposta dall’Unione Europea.


A tal fine

-          auspichiamo che tale lista possa raccogliere tutte le varie e disperse anime dell’area progressista italiana che condividano la visione di una nuova Europa fondata sulla solidarietà e sulla sovranità dei popoli, su di un modello economico  che valorizzi e rispetti le aspirazioni ed i diritti di tutti i cittadini europei e che sia compatibile con la salvaguardia dell’ambiente naturale, contro l’Europa del liberismo e del potere delle oligarchie finanziarie alla quale continua a fare riferimento l’attuale maggioranza parlamentare Renzi-Alfano-Monti-Casini di cui è espressione il governo Letta;
-          coerentemente con lo spirito a cui è sempre stato improntato il nostro impegno, chiediamo che tale lista possa nascere attraverso un processo ampiamente partecipato ed orientato dal basso e con il coinvolgimento, in assemblee territoriali, di cittadini, movimenti, associazioni, comitati di lotta e di resistenza sociale, rappresentanti e militanti di organizzazioni partitiche;
-          riteniamo che tale processo di costruzione partecipata della proposta politica elettorale, per non ripetere gli errori e le divisioni del passato e perché non diventi ostaggio né delle logiche lottizzatrici delle segreterie partitiche né di discutibili autoinvestiture di pur prestigiosi personaggi del mondo della cultura e della società civile, debba trovare il momento di sintesi e di verifica democratica, sulla base del principio “una testa, un voto”, in una specifica consultazione in cui tutti i cittadini interessati a questo progetto possano esplicitamente definire in modo trasparente, libero e non manipolabile priorità programmatiche, candidature e la stessa “cabina di regia” della lista;
-          invitiamo pertanto tutti i soggetti interessati - a cominciare da partiti, movimenti, associazioni - a costituire da subito un tavolo di lavoro, al quale come rappresentanti dei movimenti che aderiscono a questo appello chiediamo di partecipare, per attivare nel più breve tempo possibile il percorso di consultazione democratica dei cittadini, indispensabile per costituirci come “comunità politica” e per infrangere quel silenzio mediatico che è inevitabilmente destinato a scendere nei prossimi mesi sulla lista per Tsipras.


PROMOTORI:

Movimento RadicalSocialista
Sinistra Unita - Area di Progresso e Civiltà
Centro Studi Marxisti Lelio Basso per l'Alternativa Socialista