"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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sabato 27 settembre 2014

DICO LA MIA, ANCHE SE HA POCO PESO, SULLA POLEMICA SI EURO NO EURO



di Giandiego Marigo


Appartiene a questi nostri tempi la polemica a sinistra fra pseudo-europeisti-critici e Sovranisti e sinceramente, diciamolo ne avremmo anche fatto a meno.
Le ceneri della sinistra di tutto avevano bisogno salvo che di una bella polemica per dividerle e disperderle ulteriormente.
Come sempre e come suole in questi dibattiti, gli epiteti si sprecano, con la medesima visceralità che distinse le polemiche fra Stalinisti e trotskysti, tra socialisti e comunisti, tra anarchici e tutti gli altri, tra autonomi e sinistra rivoluzionaria storica. Piuttosto che tra gli schieramenti interni a Rifondazione, tra SeL e Rifo , tra i vari partiti comunisti, neo-comunisti social-libertari che popolano questa disperata AreA… e via così!
Sprecando epiteti: Traditore, Revisionista, Venduto, Poltronaro ...grondando disprezzo ed abbandonando ogni speranza di dialogo … mentre un poco più in là, travestito da socialdemocratico e da riformista il nemico, quello vero, imperversa e domina, manipolando menti ed anime.
Prendiamo per esempio la polemica sull'Euro … la stiamo affrontando come causa di divisione.
In base a questa differenza di visione, per altro pretestuosa ed esagerata nei termini, stiamo allontanandoci e ponendo le basi per una separazione, di fatto … irrimediabile. 
Quasi che dipendesse davvero da noi la permanenza o l'uscita dall'Euro del nostro paese, quasi che la nostra posizione determinasse, in qualche modo la scelta di fondo.
Quasi che la voce di un manipolo di sognatori utopisti avesse un qualche peso laddove tutto si decide e si fa.
Ma non solo, questa polemica sull'Euro ci distoglie dalla miriade di obbiettivi intermedi, comuni, realizzabili a portata di mano. Dalla discussione sulle alleanze, sulla politica militare e finanziaria del nostro paese e dell'Unione. Dall'impegno alla formazione di un'alleanza di fatto dei paesi mediterranei, da una politica di controinformazione e di proposta sulle energie, sull'ambiente, sulla decrescita, sulla sostenibilità. Una lotta senza quartiere agli OGM, Alla politica dei Grandi Lavori, alla gestione finanziaria ed elitaria del Mostro Europeo, tutte tappe indispensabili, condivisibili, qualsiasi sia la scelta finale ...ma no preferiamo litigare sui termini “Fuori o dentro l'Euro”.
Fatto di cui per altro ci frega pochissimo perché pochissimo cambierebbe nella struttura di potere, che senso avrebbe infatti che fosse Lira od Euro se la struttura di potere che li sfrutta e li usa non si modificasse punto?
E se per uscire dall'Euro in modo giusto e favorevole agli interessi popolari è necessario, indispensabile un profondo cambiamento di struttura sociale e di modo di vedere e di intendere …. allora dove sta la causa di cotanta discussione? Non è forse condivisibile da tutti un percorso che comprenda una profonda ridiscussione e messa in dubbio del Mostro Europeo così com'è attualmente … e mentre siamo per strada, parlando e condividendo il pane...non potremmo ricomporre questo orrendo, stupidissimo busillis sulla moneta?
Ma noi non discutiamo affatto degli innumerevoli obbiettivi intermedi assolutamente condivisibili che ci porterebbero a contare abbastanza da essere , realmente, determinanti in questa scelta. 
Giochiamo con l'equivoco, quasi che uscire dall'euro senza un retroterra di mutamento sociale e strutturale fosse possibile senza trovarsi inesorabilmente a destra, ma attenzione questo lo sanno e lo dicopno tutti sovranisti e non … ma allora dove sta la causa di tanta viusceralità? Di tanto disprezzo? Di tanta distanza? Nel locale, nei territori la pregiudiziale non è l'Euro, ma l'alleanza coin il PD … più o meno velata e questa non dipende affatto dalle posizioni sull'Europa, ma piuttosto dalla pesantezza di deretani leaderistico dirigenziali troppo abituati alla comodità di facili poltrone spartite. E gli scontri epocali, tanto per parlare anche d'altro, fra Sel e Rifo a cosa servono, allo stato, se non a stabilire chi debba sedere in queste stesse poltroncine d'alleanza degli enti locali? 
È dunque questa la causa delle polemiche? 
Chi debba allearsi con il mostro … costi quel che costi, pur di avere rappresentanza? 
Questa è la logica? 
Ed in questo cosa c'entra l'Euro.
Il percorso intrapreso da molti di questi gruppi contro l'Euro, che ha portato al convegno prima di Chianciano e poi di Assisi è molto interessante e nei territori essi hanno dignità e coerenza … non ricercano affatto dubbie alleanze con Piddini di varia specie e natura … ed in questo meritano tutto il mio rispetto, allora perché non considerarli come pesanti e fors'anche determinanti alla causa dell'unità a Sinistra? 
Perchè a suo tempo furono scettici sulla lista Tsipras? 
Lo ero anch'io, pur partecipandovi attivamente. Ed inoltre l'esperienza non ci sta insegnando che forse non avevano proprio tutti i torti!
Probabilmente sarà la Storia e gli interessi finanziari e quelli che definiamo poteri occulti a determinare se questo disgraziato paese permarrà o uscirà dall'Euro, ma essere pronti e sdrammatizzare questa evenienza, inquadrandola nel giusto contesto e cercandone la rappresentazione degli interessi popolari non è di per sé sbagliato … anzi rischia di essere lungimirante. 



In quanto ai propagandisti d'imbecillità quelli del fuori dall'Euro subito, domani … senza se e senza ma … quelli che oggi il nemico e l'Euro e domani la cicoria … Bhè conosco un sacco di no euro serissimi e preparati che li reputano degli imbecilli, pseudo leghisti … e contro la stupidità, riprendendo mol to liberamente una frase di Shiller, nulla possono nemmeno gli dei.

venerdì 29 agosto 2014

BISOGNEREBBE CREDERCI



di Giandiego Marigo

La verità? Quella che non ci raccontiamo è che non ci crede nessuno davvero ed invece bisognerebbe, perché il farlo ci farebbe superare gli ostacoli e le empasse.
I mille egoismi e personalismi, la passione invereconda ed ossessiva per la cura dell'orto, che ci impedisce di fare la cosa più giusta, più logica, più importante e più doverosa: Una Costituente della “Sinistra Unita”, un vero tavolo sempre aperto, realmente rappresentativo e controllato dal basso (sino a conclusione positiva) per farla davvero questa unità di intenti , per stabilire obbiettivi comuni ed un cammino condiviso e condivisibile.
La Volontà, la Passione, la Fede … non sono merce d'uso di questi tempi.
Certo, si potrebbero fare un paio di analisi di prospettiva, parlare delle volontà espresse da Alba, Ross@, da Azione Civile, dalla miriade di gruppuscoli in continua nascita che hanno in premessa l'Unità della Sinistra o la sua modificazione in meglio … in un soggetto ampio e plurale.
Oppure sbilanciarsi su quel che c'è, poco e malmesso, Rifo, SeL, alcune tracce di Verde … qualche movimento qua e là.
Si potrebbero citare i gruppi nuovi Convergenza Socialista, Net Left, Sinistra Unita-AreA di Progresso e Civiltà. Oppure potremmo lanciarci in dotte analisi da “intellettuali conseguenti” che vanno sempre di moda e che un cadreghino in Europa bene o male lo rimediano sempre.
Potrei, volendo, far scivolare l'occhio sugli Anti Euro di sinistra, sempre molto combattivi e sin troppo urlanti. Potrei farlo e finirei con il ripetere le analisi e le perorazioni di cui la rete è, sinceramente, sin troppo ed inutilmente piena.
Punti di vista da comunista integralista, da neo berlingueriano, da socialista più o meno libertario o da libertario più o meno socialista, sino alle nuove visioni di soggetti non necessariamente connotati ed M5S similari.
Certo potrei e forse direi persino delle cose intelligenti.
Però io sono convinto che sia una questione di volontà e non di chiacchiere.

martedì 25 giugno 2013

RIPRENDIAMO IL DISCORSO





di Giandiego Marigo Per AreA

Cosa porto fuori da M5S, dopo questa ulteriore esperienza, per alcuni aspetti dolorosa? Cosa riporto sulla tavola della discussione dell'AreA, in quel luogo, per me così importante che definiremo, qui per comodità, come la zona in cui i “movimenti si incontrano”.
Un discorso sull'Area di Progresso e Civiltà interrotto da un escursus all'interno di un movimento o presunto tale, che avrebbe potuto incarnarne l'essenza, ma che non lo fa per una forma di chiusura, di esclusivismo settario e per una indubbia carenza di discussione sui risvolti umani e personali di una scelta di alternativa.
Carenza di discussione che è per altro “Il Problema” di tutta questa magmatica AreA.
È cosa che ho detto molte volte e che non starò a ripetere se non per dovere di chiarezza qui “Essere il cambiamento di cui si sta parlando”.
Carenza endemica, ormai cronicizzata, che ci porta eternamente a confondere la “coltivazione dell'orto” con la realtà del cambiamento.
Cosa ho portato “fuori”?
Premetto per amore di verità e per riconoscimento formale a chi mi ha sempre appoggiato, anche nei momenti più difficili, di avere , in tutto questo tempo ed ancora adesso, mantenuto una relazione di scambio e di collaborazione e condivisione con il “Movimento Radical-Socialista”.
Piccola ma indomita realtà che , a mio umilissimo parere ha capito molto e quel che non ha capito...si chiede.
Quindi questa mia potrebbe essere considerato un tributo ed un contributo ad un'AreA magmatica, già in via di formazione. O che sta quantomeno iniziando a “guardarsi dentro”.
Due termini riassumono in modo “parziale” e non esaustivo quello che ho “imparato” che è anche quello che poi mi ha portato ad uscire e ad “allontanarmi” (si badi uso allontanarmi in senso letterale, nel senso del discostarsi e non dell'abbandonare) queste due parole sono “circolarità” e “orizzontalità” senza le quali non si cambia la qualità della politica...e se non si cambia questa, poco altro ne consegue.
Un'altra parola che vorrei aggiungere è “formazione dal basso”...ed anche qui è tremendamente facile scadere nella retorica, cercherò di non farlo.
Introdurrò qui una considerazione rispetto al “punto di vista”, vi sono svariati modi di affrontare una “crescita”, una “maturazione”, essi possono essere maschili Competizione, Dualità, Strategia, Organizzazione e Verticismo, Dogmatismo oppure femminili, Convivialità, Circolarità, Condivisione, Trasmissione orale della Sapienza, Avvicinamento alla Verità per sequenza d'Eresie. Ecco, secondo me, una “formazione dal basso” è, sempre, non verticistica, conviviale e femminile.
Così come le pratiche dell'Orizzontalità e della Circolarità sono, prima di tutto discussione del potere presente nel momento in cui si conviene ad una discussione, non teorico, non dogmatico, ma realizzato nel momento in cui si sta discutendo. Scelte di vita e di valenza, non solo elaborate teorie.
Quel che si dice deve innanzi tutto verificarsi nelle pratiche e nei comportamenti “Qui e Ora”! E lo scomodare una citazione ZEN è tutt'altro che casuale. Esiste una carenza che attraversa tutta quest'AreA, che pur essendo. allo stato, profondamente frammentata è pure portatrice di questo “Cambiamento Reale”. Questa carenza è senza alcun dubbio d'ordine spirituale
Innegabilmente l'area di cui parlo si interseca a si connette a volte invadendolo con quello che è il corpo di M5S, ma non è limitata e circoscritta ad esso ed è ostacolata in modo equanime sia dalla stoltezza della chiusura settaria ed a tratti fideistica, tanto quanto dall'imbecillità dello schieramento di principio e della critica distruttiva senza costrutto, in cui ricadono dolorosamente e stupidamente componenti di questa stessa AreA che in realtà dovrebbero parlarsi e crescere insieme, per affinità ed attinenza. Credo che il compito principale di chi si ponga il problema dell'esistenza di un'AreA di progresso e Civiltà. Proviamo a darle un nome che coinvolga tutti coloro che tendono a condividere concettualmente il significato positivo di questi due termini. Il compito principale dicevo sia proprio quello di unificare...ed usiamolo questo termine anziché continuare a “dividere”, questo magma, trasformandolo in terraferma.
In questo senso è facilmente comprensibile il perchè Orizzontalità, Circolarità e Formazione dal Basso siano così indispensabili, perchè questa “unificazione” sottende e premette il superamento del leaderismo, della cura dell'orto, della conduzione ieratica del profeta di turno, richiede il superamento dell'IO a favore del NOI (ed in questo ancora il richiamo allo Zen ed al Buddhismo non è caeuale)...perchè se non ha una delle caratteristiche sopracitate...semplicemente non è.
Così come se riamane “ricattato” da leader, leaderini e profeti...semplicemente non può esistere.

sabato 20 ottobre 2012

SEMPRE PEGGIO





di Giandiego Marigo


Casa per casa, gruppo per gruppo, banca per banca.

Ormai la "battaglia" interna del PD è degenerata a livelli tragicomici a colpi di avvocati e di referenti bancari.
La prospettiva di guidare il paese e gli ha toccato il cervello ancora prima che questo avvenisse.
In assenza di grandi idee e di forti motivi. In assenza di riferimenti storici e di tradizioni culturali (tutte rinnegate) si lotta per il "grande nulla" e l'unica cosa importante pare essere il potere.
Renzi-Bersani sempre più senza esclusioni di colpi. La definitiva fine d'ogni reale motivo, chiunque vinca. Tutto all'insegna della condivisione culturale, dei riferimenti comuni alla cultura del potere, tanto che non si capisce davvero su cosa competano se non su di un personalismo esasperato.
La Pseudo-sinistra ne esce a pezzi, le velleità di Vendola ridimensionate a quelle d'un servo sciocco di Bersani...L'unica cosa realmente stabile è il riferimento a Monti ed al suo governo...e di nuovo sfugge il senso profondo della competizione.
I motivi di rinnovamento e di modificazione della società, pur così urgenti sfumano sull'altare della competizione fra uomini, l'educazione, la militanza comune, il bon-ton...tutto diviene facoltativo di fronte alla prospettiva di sedere sulla poltrona delle poltrone.
Parlano , con la lingua, di primato della "Politica" (per una volta userò la maiuscola perchè il riferimento è a quella Politica) ma poi nella pratica sono i primi fautori dell'anti-politica.
E ne siamo davvero stanchi di questi populisti, anti-politici, arruffapopoli che stanno trascinando l'azione collettiva e l'impegno di tante persone nella polvere, perchè alla fine diciamolo sono proprio loro con questi comportamenti che hanno allontanato e schifato tante persone di buona volontà, brave persone che ritenevano l'agire quotidiano, l'impegno una cosa importante e l'humus sul quale questo paese si era fondato.
Oggi essi si accapigliano senza ritegno, senza rispetto, senza reali ragioni, spiegateci infatti quali siano i gravi motivi e differenze di linea che li portano ad agire così.
Lo Fanno tagliando fuori dalla tenzone, com'è logico che sia, i comprimari, gli ininfluenti, gli inutili che hanno riempito la scena per brevi momenti e che ora navigano a margine...di supporto. Meditando sorprese e sconquassi che nessuno permetterà loro. Roteando inutilmente le loro sciabole spuntate e senza filo e continuando a parlarci di una sinistra e di un'alternativa che non c'è...che non si vede, ma si sa, servono anche loro a radunare le pecore che tendono a sfuggire sui lati.
Sembra un gara fra "Scemo e più scemo" un vecchio film demenziale americano senza né capo né coda. Il tutto per sancire ciò che è già stato deciso, laddove si può farlo e cioè la continuità della linea Monti. Tanto velleitarismo meritava davvero miglior causa.
I loro sponsor invece sono molto interessanti e sono, guarda caso gruppi bancari e di potere, "segui il denaro" vi direbbe qualsiasi investigatore...ed infatti.
Scontro frontale a suon di pubbliche elargizioni e di danaro pubblico che è confluito in casse dal fondo bucato e che sia l'uno che l'altro hanno contribuito a versare. Casse diverse, diversi interessi...libera concorrenza, che altro?
E l'italiano...un poco italiota in questo caso, con tutto l'affetto, infinito che mi lega a questo paese ed al suo popolo così creativo, assiste, basito e preoccupato delle sorti del suo "partito del cuore", tenendo stretti fra le mani i suoi due euro e la bandierina della sua squadra, pronto all'orgia della partecipazione (sperando che sia presto, perchè se va avanti così non ci arriva nessuno) che le primarie rappresenteranno. Cercando poi di capire chi eleggerà il rappresentante del centro sinistra, sarebbe da ridere che fossero truppe cammellate di centro destra, ma non ci stupirebbe affatto.
Sempre peggio!
Perché  l'accusa che viene così spesso ripetuta ad altri, di non avere contenuti e linea è il tristissimo racconto di questa assurda competizione tutta politichese.
L'uno da una parte ripete due parole "Adesso!" e "Rottamare" mentre l'altro ci intrattiene con la modulazione, già purtroppo sentita parecchie volte del termine "sinistra".
E se l'uno, con grande compiacimento di "confindustria" non ha letto Marx, l'altro lo ha sicuramente dimenticato.
Ma persino questo è ininfluente, in realtà, perché la questione in gioco non è questa.
Che nessuno dei due abbia alcun interesse per lo stato di prostrazione dell popolo italico è palese e pacifico. Qui si tratta di decidere di che segno sarà il macello prossimo venturo e di sapere chi lo porterà a compimento e quale sarà il gruppo bancario che ne tirerà le fila...e questo è tutt'altro che ininfluente,
Avete notato che nessuno dei due parla di cambiamento, che nessuno dei due ha mosso la minima critica all'Europa ed all'Euro? Avete notato che nessuno dei due ha mai fatto riferimento alle lotte senza speranza dei popoli in Spagna, Portogallo, Grecia? Già! Ma questo a loro non interessa e su questo disinteresse come su l'assoluta fedeltà al dictat europepo, non vi è discussione nè dubbio, qui si sta solo stabilendo che debba "guadagnarci di più".
Sono caustico ed esageratamente cattivo, forse, ma il dato è sconfortante.
Nessuno parla più di un mndi diverso da questo...meno che meno il marginalissimo Vendola, spazzato via anche da un corposo pre-accordo con Bersani.
Ed invece a me piace ribadirlo...ed è anche il motivo per cui sono dove sono, Un mondo altro e diverso da questo non è solo possibile, ma assolutamente necessario!









martedì 8 maggio 2012

ALLORA? PARLIAMONE!




Di Marigo Giandiego

Ho voluto aspettare che le bocce fossero ferme, che quello che sta avvenendo in questo paese si solidificasse in un avvenimento compiuto. Ho aspettato perchè la prima risposta e reazione non fosse:
“Stai facendo campagna elettorale!”.
Ho aspettato, limitando le mie prese di posizione a dei post su Facebook e Google+, perchè gli spazi in cui pubblico sono spesso condivisi con altri, che hanno opinioni e soprattutto speranze ed aspettative diverse ed io li rispetto, anche se molti, nella loro cerchia, molto spesso durante questa breve, prima campagna non lo hanno fatto e non hanno dato alcun rispetto...io, invece, ho preferito farlo ed ho evitato di pubblicare negli spazi comuni
Adesso però le bocce sono ferme, per un poco, ed io ne approfitto.
Non foss'altro che per stigmatizzare il coro unanime che ha accompagnato quest'avvenimento, che ha raggiunto livelli di parossismo ed isteria quasi ridicoli.
Sto parlando, ed è ovvio dell'unico vero vincitore di questa piccola tornata elettorale quella fetta di Società Civile che si è autonomamente organizzata nel M5S.
I livelli di contrapposizione della politica tradizionale nei suoi confronti sono stati , sinceramente, sconcertanti ed hanno evidenziato tutta l'impreparazione e l'incapacità di comprendere un fenomeno come questo.
Persino da parte di quell'intellettualità di pseudo-sinistra che tanta sufficienza ha nell'auto incensare le proprie capacità raffinate e storicamente materialistiche d'analisi.
La corda è stata tirata oltre misura.
Le risposte, vaghe e ripetitive, si sono sovrapposte alle risposte dando come risultato finale quel Grande Nulla che si è presentato a nostri occhi in questa tornata elettorale.
Ed è solo l'inizio!
Le porte si sono aperte e nonostante la convinzione che solo la politica dei professionisti abbia un qualche capacità a governare, presto ci si accorgerà quanto sia difficile richiuderle.
Perchè, la gente ha imparato la strada e dopo oggi sarà davvero difficile convincerla che si debbano spendere dei miliardi per una buona campagna elettorale, che i costi della politica debbano essere senza limiti per oscure ragioni di decoro e di immagine. Oppure ingannarli con qualche nuovo soggetto, che non comprenda la loro partecipazione, diretta, anche in fase di pensiero, direzione ed analisi. La vecchia favola del gruppo di intellettuali variamente illuminati che, per spirito di dedizione ed abnegazione, pensano al futuro del “libero pensiero progressista” ormai non convince più nessuno.
Senza partecipazione e senza regole precise che limitino l'ambizione sfrenata di chi si ritiene leader e non personale di servizio...cosciente, qualificato, stimato...ma sempre di servizio, non credo che aggregazioni arbitrarie, abbiano alcun futuro.
Perchè il servizio è un premessa indispensabile, la passione, l'abnegazione e la dedizione sono postulati comportamentali e non definizioni teoriche, “essere il cambiamento che si vuole”.
Ho sostenuto da sempre come fosse necessario individuare un nuovo linguaggio, un nuovo ambito...per reinventare l'AreA di Progresso e Civiltà.
Ne sono ancora convinto, ma sono altresì certo che sottovalutare, ignorare, giocare a sminuire questa esperienza sarebbe demenziale, suicida e miope.
Assisto con il raccapriccio di sempre all'attribuzione, solita, delle vittorie...dove hanno vinto tutti e quelli che non lo hanno fatto , sicuramente non hanno perso , ma tenuto in una fase difficile, variazioni su relatività incrociate.
Mi sembra quanto meno originale affermarlo a fronte al fatto, che pur con l'evidente successo di M5S, che ha riportato al voto astensionisti incalliti, l'area dei non-votanti sia comunque aumentata, significa, e non occorre un analista di flussi per comprenderlo, che un numero mostruoso di votanti abituali non si è recato alle urne e, pur non avendo il coraggio civile di una scelta radicale e di impegno come M5S, ha tolto la propria fiducia e la conseguente delega alla “politica tradizionale”.
Questo però i veri anti-politici...i veri populisti, arruffapopoli sembrano non volerlo affatto capire e continuano nella loro marcia demenziale, ammannendoci i loro discutibili commenti.
E' chiaramente solo l'inizio del “grande cambiamento”...un accenno, un assaggio.
Oggi più che mai sarà necessario vigilare, controllare , partecipare, ma fra le mille cose che in molti non hanno capito di M5S è che il Movimento non è Grillo, ed egli stesso lo ha ripetuto più e più volte, pur con tutto quello che gli si deve e gli si riconosce, ma la schiera sempre più consistente di cittadini attivi che ne controllano i meccanismi e non capire questo significa non avere compreso nulla. M5S è un'opportunità!
Che bada e pone grande attenzione ai meccanismi di rappresentatività e di controllo democratico dal basso della medesima, perchè è lì che il meccanismo della democrazia occidentale si è inceppato ed è, ancora, lì che il capitalismo e la corruttela hanno creato maggiori disastri. Perchè è lì che avviene il controllo e la più grande manipolazione.
Per un volta, e finisco, non ho voluto parlare di cose “Alte” sebbene sia L'AreA di Progresso e Civiltà, così come la Rivoluzione Spirituale abbiano grandissima attinenza con questo percorso, mi dispiace di deludere ulteriormente i detrattori. Ci sarà tempo per ri- approfondire questi discorsi che fanno parte del mio umilissimo portato...e d'altra parte proprio essi mi hanno condotto a queste spiagge, dove sono, al momento, assiso con grande soddisfazione. Questi discorsi, per me, importanti non vengono, affatto, dimenticati e non sono in alcuna contrapposizione con il percorso, tutt'altro essi hanno una possibilità, finalmente reale, di verificarsi nella pratica quotidiana, che nessuna “formazione” aveva, sin qui, dato loro

domenica 4 dicembre 2011

INFORMAZIONE? MA FATEMI IL PIACERE!



Di Giandiego Marigo




C'è un che di grottesco, a suo modo tragi-comico nel come si presenta oggi il quadro devastante dell'informazione. È recente la memoria di piazze piene in difesa della libertà di stampa, uniti e rivolti per farci illuminare il viso dal sole dell'avvenire. Convinti che la malevolenza di un imperatore proprietario fosse il livello più basso che potessimo raggiungere nella stoltezza della negazione della nostra stessa libertà. Beata ingenuità! Dabbenaggine da popolo bue, quale i veri padroni del mondo ci ritengono e quale noi ci arrabattiamo costantemente a dimostrare d'essere.
Guardiamoci attorno, nel nuovo mondo del Consenso Diffuso...qusto nuovo cosmo in cui persino le icone consacrate del Giornalismo serio e professionale gli dei ricosciuti dell'informazione altenativa, sono proni, solerti servitori dei padroni veri...giullari di corte dei veri signori.

venerdì 8 luglio 2011

INTENDIAMOCI SULLE PAROLE (parte seconda)









Di Giandiego Marigo per AreA







“La speranza è l'ultima a morire” Quante volte questa frase è stata usata nella vita di ciascuno? Moltissime, senza dubbio alcuno.
La retorica delle frasi fatte e dei proverbi, definiti saggezza popolare è il pane quotidiano delle relazione fra gli esseri umani.
Cosa significa questo? Cosa vuole dirci la cosiddetta “saggezza”?
Che morta la speranza resta il vuoto. Forse?
È su questo assioma e su questa paura che si muove e si motiva la presa che ancora sembra avere sulla gente quella che definirò “sinistra” tradizional-politichese.
Questa sembra essere la condanna Karmica dei sognatori che disegnarono alternativa negli anni settanta ed ancora oggi pensano movimento e innovazione: Il Meno Peggio. L'emendamento.
Quanti continuano da anni a sperare? Nell'unità delle sinistre, nella definizione di un reale discorso di alternativa, nella modificazione della società, nella ridistribuzione della ricchezza, in una società giusta, onesta ed etica?
Sperando, sperando tirano avanti rimandando ad eterno domani il “cambiamento” ed accontentandosi “oggi” del meno peggio, di un onorevole emendamento.
Eppure basterebbe intendersi sui termini che si usano, per definire cn estrema chiarezza chi sia per il cambiamento del paradigma e chi invece sia disponibile solamente ad un emendamento costante di una società altrimenti unica e perfetta.
Facciamo l'esempio di due termini, fortemente abusati e che fanno parte , però, della proposta che AreA, propone alla discussione di tutti.
Civiltà e Progresso. Termini, dicevamo decisamente abusati, adoperati per definire e per giustificare il disboscamento dell'Amazzonia, la proposta del nucleare e la conversione delle centrali piùvecchie da Turbo-gas a carbone. Abusati per l'accordo di Pomgliano e per dare un senso al precariato. Adoperati per definire la dipendenza della nostra società dai farmaci, per dare un senso all TAV...alla cementificazione, all'agricoltura industriale, agli OGM. Mi fermo qui, perchè potrei davvero riempire la pagina con i soli esempi.
Giocando su questi termini si definisce “lotta di retroguardia” la difesa dell propria valle da parte dei Valsusini. Si definisce invece progressista la proposta di cementificarla. Ed anche questo è solo un esempio, perchè potrei trovarne millanta altre come e peggio di questa.
Dovremmo quindi rassegnarci all'idea che tutte le forme di difesa del patrimonio naturale siano definibili come atteggiamenti “conservatori”?
Oppure adattarci all'idea che dire che l'industria dell'auto non è più strategica, se mai lo è stata, sia un comportamento “arretrato”? Possiamo voler dire che la difesa del posto di lavoro non può giustificare l'inquinamento dell'ambiente e la mancanza di sicurezza?

Potremo voler dire che esistono lavorazioni e scelte industrili deleterie e micidiali e che anche se "cessarle" può essere doloroso va fatto in nome di quella che noi definiamo "civiltà"?
Oppure dovremo continuare a subire la concezione Futurista che: Avanzata, significhi modernità e che tecnologia sia necessariamente e sempre progresso?


Fare la bocca al fatto che giovane significhi necessariamente “nuovo” ed accettare per esempio che Renzi sia il nuovo, anche se appoggia il nucleare e vede un'opposizione “di maniera”?


O ancora che Chiamparino e Fassino siano innovatori della “sinistra” in quanto favorevoli da sempre alla TAV...ed all'intervento dell banche nella politica?
A mio umilissimo parere, e vi ricordo di non essere un intellettuale “riconosciuto” ed ancor meno “remunerato”, quindi prendetemi con le dovute cautele prima di fare una pessima figura, c'è qualche cosa che non torna...un dettaglio che suona come l'oro farlocco.
Evidentemente Io intendo questi due termini in modo diverso, dò loro un significato di crescita spirituale, di adattamento e compenetrazione con l'ambiente che ci circonda, di compatibilità che rende a Madre Terra quel che prende, che pensa alla continuità, ed alla possibilità che domani ce ne sia ancora per tutti.
Io intendo progresso come crescita del senso di relazione, della capacità di vivere socialmente e di fruire delle ricchezze naturali imparandone il senso e rispettandone le caratteristiche.
Uso l'io, e mi scuso per questo, non per sviluppare il mio ego (di suo molto presente), ma per evitare il noi, che mi suonerebbe come un plurale Majestatis fupri luogo, ma se preferite inserire il noi ne sarei onorato e felice.
Progresso e Civiltà, hanno caratteristiche filosofiche e sociologiche, sottendono scelte comportamentali, precise. É sul significato profondo di questi termini quindi che si muove la differenza di quello che definirò qui ed ora “progressista”.
Anche i Lemming hanno fra le loro caratteristiche peculiari la capacità di procedere a marce inarrestabili, avanzate che non temono nulla e nessuno può fermare, anche le cavallette e le formiche , fanno questo.
L'avanzare è quindi, di per sé caratteristica positiva?
Il Modernismo è sempre Progresso? Quando un qualsivoglia movimento interno ad un ordinamento sociale si può definire un Progresso di Civiltà? Lo schiavismo nord americano...era maggiormente civile e progressista di quello imperiale romano? Ed era più civile della Grecia delle Polis? Solo perchè era più moderno?
Ora Intendiamoci sulle parole e scopriremo che definire L'AreA di Progresso e Civiltà é molto più semplice , in realtà, di quanto i nostri “politici” vogliano far sembrare. D'altra parte essi “riconosciuti” e “benissimo remunerati” hanno tutto l'interesse a far si che questa “chiarezza” non esista, per giustificare sé stessi ed il proprio operare ed io poeta e scribacchino, invece, resto il blasfemo che sono sempre stato e continuerò anche per questa volta ad urlare alle canne ed al vento di una silenziosa palude.

lunedì 4 luglio 2011

INTENDIAMOCI SULLE PAROLE










di Marigo Giandiego, per AreA

Nel mondo, nei prossimi anni si spenderanno molto più di 1000 mliardi di dollari per “aggiornare” gli arsenali militari nucleari.
Che sia questo il problema?
Contro chi?
Contro che cosa?
Perchè?
Nello specifico l'Italia con il suo "Ragioniere Creativo" Tremonti vara una “manovra sciagurata” che colpisce i ceti bassi e medi, risparmiando e pare persino ovvio, sciocco e banale quelli alti ed altissimi. Non toccando affatto quelle stesse “operazioni finanziarie” che a detta dello stesso Tremonti (quando si travesta da uomo della verità) sono state causa di questa crisi (che non c'era, fino a ieri per il suo imperatore e datore di lavoro). Non toccando affatto per esempio l'investimento di ben 16 miliardi di Euro dedicato a 131 nuovi aerei da bombardamento F35.
Chi è il nemico?
Contro chi dovremmo dispiegare questo enorme contingente di potenza militare, contro chi l'occidente giustifica il bisogno, l'esigenza assoluta di buttare tutto questo fiume di danaro per rinnovare i propri “strumenti di sterminio di massa”.
Quanto si potrebbe fare su questo pianeta con quei 1000 miliardi?
Quanto con i 16 dedicati in Italia agli F35?
Se poi come suggerisce la “Campagna Sbilanciamoci” attuassimo un ribilanciamento vero e la giustizia fiscale:
“Serve una tassa sui patrimoni milionari (che varrebbe oltre i 10 miliardi di entrate), portare al23% la tassazione sulle rendite. Aumentare dal 43 al 45% la tassazione per i redditi superiori ai 70.000 Euro. Bisogna tagliare almeno del 20% . Le spese militari e bloccare del tutto l'investimento il programma dei 131 arei F35. Persino Germania e Gran bretagna hanno ridotto le spese militari e se la Germania non stupisce, la Gran Bretagna sì, l'Italia non ci ha nemmeno pensato
Servono misure per rilanciare l'economia con un programma di “piccole opere” abbandonando la megalomania dispendiosa ed inutile delle grandi (Ponte sullo Stretto T.A.V). Indispensabile un appoggio ed un sostegno alla Green Economy, necessario un incentivo in difesa dei redditi, per riattivare un'economia altrimenti ristagnante e dare impulso alla domanda interna. Lotta al precariato, recupero del fiscal drug, reddito di cittadinanza restano misure compatibili ed indispensabili”
Sarebbe, ne sono più che certo, un paese molto diverso da questo, con un'impostazione di fondo che mette al centro l'uomo ed i suoi bisogni. Con premesse che rifiutano l'adorazione del Totem nefando della Guerra e del Massacro. Personalmente, lo dichiaro senza nessun timore, recupererei “completamente” le spese degli armamenti azzerando gli eserciti ed implementando per contro un sistema di “protezione civile”.
Però attenzione, perchè coloro che sino ad oggi non hanno mai pagato dazio e che su questa certezza, hanno consolidato il loro potere urlerebbero di dolore e ci narrerrebbero di una fuga generalizzata degli investitori verso l'estero...verso lidi felici e privi di obblighi, tasse e lacciuli, di un futuro certo di disoccupazione ed impoverimento, come se già oggi non fosse così. Secondo il principio, caro sia al nostro imperatore che al suo “ragioniere creativo”, ma silenziosamente e implicitamente sostenuto da moltissimi anche in quella che definiamo “opposizione” ed ancora peggio “sinistra”, che tassare giustamente i ricchi li farebbe arrabbiare.
Molte volte ho ripetuto che il “Progetto del Potere” è altro, esso comprende un regresso feudale, una garanzia inalienabile per nascita ed appartenenza, un'ereditarietà familiare e una gestione del potere sullo stile di “Cosa Nostra”.
Loro progettano un futuro di “Capitalismo Feudale” e lo dimostrano, a partire dal piccolo del nostro paese, in ogni loro manifestazione di potere in ogni loro battaglia di presunta “libertà” in ogni loro “difesa della democrazia”.
Questo progetto è globale, non si ferma ai ristretti confini del regno, ma tocca e comprende tutto l'Impero.
Passando per la ValSusa, agendo localmente, ammantandosi di esigenze inalianabili, riempiendosi la bocca delle parole “Progresso” e “Civiltà” riservandoci termini di conservazione e conservatorismo...bollandoci come “Forme di lotta di retroguardia” (neologismo coniato per i valsusini da fantasiosi creativi piddini).
Intendiamoci sul senso dele parole...e se non siamo d'accordo sul loro significato, parliamone, non esistono “Progresso e Civiltà” senza “compatibilità, spiritualità e sostenibilità” , tecnologia e modernismo non significano necessariamente progresso, l'avanzare suicida dei Lemming non è Civiltà, non possiamo cambiare questo paese senza modificare le premesse, non possiamo non toccare “la cultura condivisa”. Non bastano 7.000.000 di emendamenti a cambiare la sostanza delle cose.
Dobbiamo avere il coraggio civile del “cambiamento delle premesse” senza il quale nulla davvero succede. Ed allora ripensiamo, ripensate cosa si potrebbe fare con quei 1000 miliardi di dollari che verranno sprecati per rinnovare gli arsenali nucleari, per non parlare di quelli buttati per quelli convenzionali e , forse, qualche risposta in più riuscirà ad attraversare “L'ipnosi” che quotidianamente ci inducono per ottenebrarci la mente

lunedì 27 giugno 2011

DALL'AMAZZONIA, PASSANDO PER LA VALSUSA, LA DIFFERENZA FRA QUELLO CHE DEFINIMMO "SINISTRA" ED UNA VERA " AREA DI PROGRESSO E CIVILTA' "



di Giandiego Marigo

L'evidenza spesso è come lo schiaffo, brucia e fa male ma insegna qualche cosa a chi voglia coglierne il senso.
Alcuni avvenimenti recentissimi ci rivelano volendo vederli ed accettandone l'insegnamento il vero significato di molte, moltissime parole che, anche da me umilmente, sono state dette.
Dove cerchiamo questo senso?
Iniziamo dal dire che quello che oggi 27-06-2011 sta avvenendo in ValSusa è l'assoluta vergogna. La sospensione del diritto e di ogni forma di democrazia.
La conquista militare di un territorio che non bada affatto a “proprietà private”, “regole”, che non rispetta nessuna legge, che passa sopra a qualsiasi diritto.
Distorcendo la verità ad uso e consumo di una classe politica e del potere che essa rappresenta. L'Europa dell banche e degli affari, ha fatto sentire “chiarissimamente” la sua voce in tutto simile a quella che questo stesso governo aveva già fatto trapelare durante il G8 di Genova...stesso stile, medesimi metodi.

L'attenzione però , al fine di questo articolo, va leggermente spostata ai giorni porecedenti in cui i maggiori fautori, coloro che sprecarono ben più di una parola in favore di un intervento “armato” e “deciso” non erano i peones della destra ma, fra gli altri, due esimi, eminenti personaggi di quella che definimmo “sinistra”...che loro, i personaggi in questione, definiscono tale.

Sto parlando di Champarino e Fassino...entrambi esponenti del PD, entrambi facenti capo all'area ex DS. Essi si badi non rappresentano sé stessi, sarebbe davvero troppo comodo che così si liquidasse la questione, ma un'idea precisa del PD.
Iniziata a suo tempo con la dichiarazione di principio che non si potesse sempre dire no ad ogni cosa con la scusa dell'ambiente.
Essa rappresenta “il prezzo” che il PD è disposto a pagare per entrare nelle stanze che contano, laddove banche e banchieri ricevono “gli amici” ed i “collaboratori”. Lo si ammanta di inevitabilità, di interessi di mercato europei, ma la verità è solo una che la “grande opera” è inutile pericolosa, costosissima...distruttiva.

Però decisa dall'Europa degli interessi e delle banche. Torna alla mente la soddisfazione di Fassino in quell' ABBIAMO UNA BANCA! Intercettato casualmente.

Sconfitta culturale senza precedenti, per chi sappia cogliere i significati, al di là della legalità o meno della cosa.
Voliamo ora con la mente sulla magnificenza della foresta amazzonica, cosa c'entra direte voi...c'entra vedrete.
Dopo Lula che è riuscito a mantenere la promessa di non disboscare . Oggi Dilma Rouseff sembra alle soglie di un rimangiamento storico di quanto ha dichiarato in campagna elettorale. Quando ha definito fondamentale il mantenimento della Foresta, perchè l'ambiente è importante e l'equilibrio fondamentale.

Il senato Brasiliano ha già votato una legge che “liberalizza” il disboscamento e la coltivazione, ma non solo, che amnistia ogni condanna precedente per chi lo avesse fattoin modoillegale, magari sterminando qua e là qualche piccola tribù di nativi. Si badi la signora Rouseff e di Sinistra, così come il senato che vota questa cosa. Una decisione che rischia di essere drammaticamente pericolosa, essendo l'Amazzonia l'unico polmone verde rimasto a Gaia.

Vogliamo invece parlare di chi sia stato il megafono della guerra in Libia? Chi oggi stia sostenendo la necessità di aiutare pacificamente, in armi le giuste pulsioni democratiche dei poli arabi anche quando esse siano netta minoranza nella nazione?
Vogliamo parlare degli interessi rappresentati alle spalle della speranza nera dei democratici statunitensi. O della supina adesione alla guerra infinita del suddetto “speranza nera”?
Oppure tornando al nostro piccolo orticello della divisione sindacale o dell'adesione del sindaco Renzi al nucleare? Vogliamo parlare di Veronesi ministro del governo Prodi?
Cosa ci dice questo?
Che fra quella che oggi viene definita “la sinistra” di uno schieramento bipolare, sempre più globale, ed un'Area di progresso e civiltà, dove questi due termini vengano coniugati nel senso che via via l'esperienza spirtuale ed umana dei movimenti e dell'esperienza globale avanzi verso una superiore coscienza di sé e dell'intorno...bhè fra questi due concetti non necessariamente esiste coincidenza. Che fra il senso che Chiamparino o Fassino danno al termine progresso e quello che gli dava...che so Terzani...piuttosto che quello che oggi gli dà Padre Alex Zanutelli ( per parlare solo di spiritualisti) non esiste coincidenza, forse nessuna. Sicuramente non esiste con il senso che io dò a questi termini.
Che oggi porre una questione di “sinistra” è non necessariamente chiaro e non assolutamente conclusivo in ternmini di schieramento reale. Oggi il termine “cambiamento” non coincide affatto con il termine “sinistra” e mi si spezza il cuore nel dirlo.
Ed allora è importante intendersi Vendola, Ferrero, Serracchiani, De Magistris...tanto per divertirsi a fare qualche nome.
É fondamentale capire chi abbia compreso quale sia la strada vera del Progresso e chi ancora sia legato alle immagini futuriste di in modernismo 900centesco fatto solo di tecnologia e di costruzioni ciclopiche.
Condannato a divenire “testimonianza” come le piramidi, in un mondo che sempre più ci pone di fronte all'esaurimento delle risorse...ed al nostro rapporto parassitario con Gaia.
Oggi definire “futuro”.”progresso”, “civiltà” è fondamentale e può essere fatto solo se ci si libera degli obblighi di uno schieramento da tifoseria, che non ha alcun riscontro reale nella politica quotidiana...dare alla politica un'altezza ed un respiro che non ha più, liberarla dal senso di oppressione di percorsi obbligati ed alleanze precostituite. La logica del meno peggio è perdente, non paga più e rischia persino di divenire dannosa.
Operata quindi l'unica scelta vera da farsi che è quella pacfista e non violenta il resto e in ridefinizione, mantenedo saldi i riferimenti ma senza rimanerne intrappolati o sepolti sotto le proprie stesse bandiere. Oggi l'area è civica...la poltica, al di là delle definizioni dei grillini...così com'è fa solo male all'Area di Progresso e Civiltà.

venerdì 24 giugno 2011

LA POLEMICA SUL VENTO



Di Giandiego Marigo

Ho seguito la polemica sorta fra molte donne ed il PD con il suo manifesto sul vento che cambia che usa l'immagine femminile, in modo strumentale e finalizzato.
Lascio alle donne il mantenere la polemica sull'uso e mi dedico, permettetemelo, ai perchè.

Ogni cosa ha radici emotivi ed anche un errore così pacchiamo da parte di un partito che sostiene d'essere voce del rinnovamento e pretende raccogliere il retaggio di quella che chiamammo “sinistra” italiana.

O meglio sostiene che il riferimento a questo agglomerato sia oggi del tutto inutile, in quanto superato appunto da un più ampio concetto liberal-modernista di cui il PD sarebbe il nuovo ed autentico deposìtario.
Non stupisce quindi che questa ottica produca tutti i mostri possibili, nati in linea di discendenza diretta dal Mostro fra i Mostri il Pragmatismo.
Superati i tempi delle ideologie, accantonati quelli delle idee dimenticati motivi e significati oggi ci si ingegna sull'efficacia pubblicitaria delle immagini.

Siamo moderni ed il retaggio ed il peso della coerenza culturale è dietro alle spalle...ricordo di un passato cripto-comunista, che va bene come riferimento storico quando si parli di lavoro, ma che si ferma lì.

Altri sono oggi i parametri sui quali misurare il successo del Partito.
Chi cerchi le vestigia del partito dei lavoratori e delle donne. Dell'area che produsse e implementò cultura alternativa, chi cerca “coerenza e continuità” è prigioniero di un passato perdente, inefficace e anche un poco balbettante che non appartiene al PD di oggi.
In questa chiave va letto lo stupore di molti militanti del partito che non capiscono il senso di questa polemica, l'immagine è bella il riferimento a Marylin palese.

Il vento innegabile...quindi dov'è il problema? Forse nella ricerca da parte una “sinistra resistente ed antica” di ogni motivo adatto alla polemica?
Il Pd ha rinunciato da tempo ad un punto di vista che discuta , in qualche modo l'ordinamento sociale e l'organizzazione del sistema.

Il PD oggi premette e condivide il “pensiero unico” come sistema velidante e l'Occidente Superiore ed esportatore di Democrazia, questo Mondo è il migliore possibile! Si tratta di smussare le punte, di adattare i linguaggi, di farsi capire, di aggirare gli ostacoli, di mantenere un contegno, di migliorare ed emendare.

mercoledì 29 dicembre 2010

NOME E COGNOME: AREA DI PROGRESSO E CIVILTA'



Di Giandiego Marigo

Ci vengono a raccontare un modernismo che non esiste. Attuano un vecchio programma massonico-piduista isolando e dividendo il sindacato ed ottenendo di fatto la estromissione della FIOM dalla FIAT.

Chiamano attentati lo scoppio di petardi, il lancio di uova o di frutta marcia, spacciano per violenza la spargimento di vernice.

In questo contesto il PD decide con figure di assoluta rilevanza della sua struttura dirigente, nelle persone di D'Alema, Marini e Fassino (al momento sono solo questi) di confermare la propria linea neo centrista appoggiando l'Accordo/Ricatto di Pomigliano e prendendo posizioni in chiaro appoggio a CISL e UIL e dimostrando chiarissimanente, per chi ne coltivasse il dubbio, da dove stia passando l'isolamento della FIOM e quale il prezzo che il Terzo Polo chiede al PD per anche solo pensare a nozze...o comunque ad un'idea pur vaga di convivenza (in questo senso ricorda la testa del Battista sebbene sia azzardato comparare Fini, Rutelli e Casini alla splendida Salomè)
A questo punto io chiedo ai Vendola, ai Di Pietro, ai Grillo ai compagni ed agli amici del Popolo Viola, agli amici dei Movimenti del NoRazzismoDay, dei Comitati Primo Marzo, agli amici del Movimento per l'Acqua e per la Difesa dei Beni Comuni, ai vari Movimenti Referendari, agli Uniti e Diversi, alla Società Civile.

Chiedo loro se valga la pena di continuare una relazione così inutile e pericolosa se sia il caso di considerare ancora tutto il corpo di questo partito nell'Area di Progresso e Civiltà e quale sia il peso che le scelte di questo Partito accollerebbero a tutti.

Un Partito, appunto, sin troppo chiaramente vocato al compromesso ed il cui unico interesse sembra essere la gestione del potere. Che accetta di svendere ogni premessa sull'altare di una condivisione culturale che lo avvicina sempre più a quello di cui, molto teoricamente, dovrebbe rappresentare l'alternativa, Sino all'ultimo sacrificio richiesto ed a quanto pare accettato La FIOM. Io vi chiedo se il continuare a riferirsi a questo Partito nella convinzione di poterlo spostare, influenzare, ricondurre a logiche di progressismo, non finisca con il trascinare tutta l'Area in un gorgo di non senso.
Moltissime volte, ho personalmente ripetuto e scritto che l'Area di Progresso e Civiltà si consolida sui suoi contenuti, sulle sue tematiche e sugli obbiettivi che pone e non sulle alchimie di alleanza e soprattutto non può accettare la politica della trattativa e del compromesso sulle questioni valoriali.

Non possiamo consegnare, per fare un'esempio, alla nostra gente un'idea di visioni variabili che oggi credono nelle energie rinnovabili , ma che domani potrebbero trattare sull'argomernto.

La nostra in questo caso non sarebbe una visione di mondo ed una proposta ma solo un'adattamento, definito Pragmatico all'esigenza di avvicinarsi alla greppia e non potremmo offenderci se ci quallificassero poi in base a questa necessità di governare piuttosto che alle notre idee ed alle proposte che facciamo.

Possiamo continuare a convincere il nostro popolo ripetendo slogan che si dimostrano privi di contenuti alla primissima prova, come possiamo costituire un'alternativa sull'unica base della propensione alla rinuncia della nostra visione...e sull'accetazione di quella proposta dalla cultura del Potere?

Come potremmo definirci alternativi a ciò che riteniamo l'unico mondo possibile? Ed ancora una volta perchè il nostro popolo dovrebbe appoggiarci se non proponiamo il mondo che essi immaginano e vedono.
Vi chiedo di crederci in quest'Area di Progresso e Civiltà, di proporla, rifiutando definitivamente le logiche della trattativa quotidiana...dell'inseguimento della poltrona e della difesa ad oltranza delle rendite di posizione accettando di essere quallo che siamo e di proporre il mondo e la visione che condividiamo e che costantemente viene fatta oggetto di compromesso e trattativa dal PD. In questo senso chiedo all'area di costituirsi a prescindere da questo Partito non rinnegandolo o chiudendogli ogni accesso, ma prescindendo semplicemente dalle sue logiche che sono Perdenti e che hanno dimostrato di esserlo non nella grammatica del politichese ma nella pratica delle sconfitte in serie.
Molto spesso io sentito ripetere che non si poteva prescindere dal PD, ma questo è sempre stato in un'ottica di alternanza e bipolare, in un'ipotesi di pronto rilancio e vittoria in una supposizione di tenuta del campo dell'alternativa culturale ed è proprio questo che io metto in discussione questo campo e questa tenuta.
Sono personalmente convinto che la sconfitta culturale, anche grazie a questa promiscuità e condivisione di una parte dello schieramento sia di portata molto più complessa ed ampia di quanto noi stessi non si abbia il coraggio di raccontarci.

A prescindere da antiche bandiere e vecchi vessilli, resta il fatto che il rinunciare ad una visione e ad un progetto per condividere quello del Potere è avocare e dimeticare, rinunciare al proprio retaggio, alla propria storia, al senso stesso del proprio percorso pur di ottenere un accesso al convitto internazionale delle forze ritenute accettabili democratiche...ed in qualche modo governative.

Sono convinto che le istanze di Quest'Area di Progresso e Civiltà debbano essere rappresentate a prescindere ed anche con il coraggio di porle ad ogni livello anche su di uno scenario più ampio ed internazionale. La comprensione della necessità di globalizzare il concetto di Area di Progresso fa parte delle priorità assolute per articolare e rendere importante questa proposta. Area di progresso e civiltà quindi in risposta alla grettezza del Mostro Pragma ed alla teorizzazione delle modulazioni dell'unico Mondo possibile e dell'unica cultura accettabile.

giovedì 23 dicembre 2010

AUGURI MILANO


Di Giandiego Marigo


Sono davvero tante le tematiche che opprimono e rendono depressive le feste della signora sindaco...le 25 case assegnate ai Rom, che tanto popolano i sogni o meglio gli incubi suoi e dei suoi amichetti di merenda...oggi accompagnati dai 2600 e più alloggi sfitti che, per contro, stanno mandando in malora, per assoluto disinteresse e per ignavia totale, certo perchè alla sciura Moratti piacciono il cemento e l'edilizia ma non quella popolare di cui non si interessa né punto né poco.
Non parliamo quindi degli studenti che improvvisamente si sono svegliati, ricordandosi d'esser capaci di concepire Movimento e di immaginare una città diversa da quella che la prima sciura descrive.
Stendiamo anche, quindi, un velo pietoso sugli extra...i negher, che salgono sulle torri a stigmatizzare un silenzio ed una mancanza di accoglienza senza precedenti in questa città. Un cardinale che va in giro a fare auguri ai Rom invece che ai cittadini indignati per l'esistenza ed il fastidio che gli Zingari arrecano al quartiere (meno male che ci pensa il vice sindaco)...l'Affare Expò che ha mille problemi, con un sacco di gente che si appropinqua al desco ed alla greppia con la chiara intenzione di sfamarsi abbondantemente...un sacco di clienti al tavolo degli appalti...fra i quali anche alcuni inesistenti come la Mafia e la 'Ndrangheta.
Povera Moratti, ce n'è da far tremare le vene ai polsi ad un santo. Inoltre gli amici leghisti potrebbero avere mire e pretese ben più ambiziose che non una tranquilla riconferma delle cose così come stanno.
So di essere stato sommario e rapido, ho toccato con un poco di ironia il presente immanente, ben cosciente di come le tematiche siano in realtà un tantino più complesse, ma non è di questo che voglio parlare.
Ci penserà Pisapia, con il suo staff e con tutti i partiti ed i movimenti della coalizione alle spalle, si spera fedeli e leali, anche se forse qualche ragione per dubitarne ci sarebbe, a precisare punto su punto tutto quel che c'è da precisare.
Io sono poeta...scrittore, spiritualista (in realtà un modo elegante di definere un disoccuprecario) per nulla versato nell'arte della precisazione e dell'indagine precisa e puntuale.
Io però, anche se ora per vicissitudini personali sono in provincia di Lodi, a Milano ci sono nato e cresciuto politicamente e spiritualmente, si ho passato i miei primi quarant'anni, quindi accampo dei diritti di nascita al parlarne e quand'anche non mi vengano riconosciuti me li prendo, con il diritto dello scribacchino estemporaneo che scrivendo un poco a braccio parla di tutto un po'.
Quindi parliamo di Milano...del suo senso di quel che era e di quel che è, di come i potentati che la rappresentano la descrivono con i loro comportamenti, di quello che si vede e dell'impressione che fa.
Di come io me la ricordo.
Città d'Europa e non solo per l'ardita e moderna bellezza delle sue costruzioni o per il progetto dei suoi trasporti interni o per la sua relazione con l'industrializzazione e la modernizzazione del paese, non solo, ma per il livello della sua cultura, per la qualità delle proposte che venivano giocate nel campo dell'alternativa, per il colore e la forza dei suoi movimenti interni, una città sociale, propositiva, avanti, che proponeva comportamenti e visioni...aree ed esperimenti di civiltà avanzata. I movimenti...con la loro dirompenza e l'invasività che li contraddistingueva, ed anche con la loro rabbia, che però hanno prodotto comportamenti, modi e mode...sì mode, se oggi Milano è diventata città di riferimento per la moda lo deve anche a questi colori forti, che ha avuto e che oggi sono del tutto dimenticati nel grigiore di fondo a fosche tinte verdognole.
Milano città di concerti e di proposta culturale dove le cose avvenivano perchè c'era humus...substrato fertile, nelle scuole, nelle piazze nei centri sociali, nei comitati di quartiere e nei gruppi giovanili...nella cultura alternativa...che non dimentichiamolo, suvvia, era frequentata in modo eccelso.
Milano città di feste e di raduni.
Milano capitale morale e politica della nazione. Non avessero altre colpe gli anni del potere di destra, hanno questa. Questo silenzio tombale, questa difficoltà a trovarsi ed a trovare un motivo, questa scontatezza disarmante d'una città superba, razzista, chiusa ed arrogante. D'una città che non mobilita, che non ha nulla da dire che non sia difendere strenuamente lo status quo ed affermare una superiorità solo finanziaria e solo sul proprio circondario...capitale morale d'un pollaio chiamato Padania anziché riferimento culturale di una nazione.
Oggi gli amici viola romani danno per scontato che anche sulla scuola tutto debba avvenire a Roma, perchè Milano mobilita poco...non scende in piazza, non dice molto...e la testa del movimento dei migranti non è qui, come dovrebbe, ma a Brescia oppure a Bologna. La cultura poi ormai non si fa da nessuna parte e men che meno a Milano. Di quel che era l'alternativa sembra essere rimasta gloriosa ed incrollabile solo Radio Popolare...sperduto faro, disperso nel deserto unica voce altra che ancora ce la fa.
Milano capitale morale del K.K.K. E mi vergogno nel dirlo.
Oggi vorremmo assistere al risveglio...ci/mi piacerebbe poter cantare di nuove invasioni...si e di colori allegria e movimento, di contaminazioni e di creatività, di scuole di teatro e di gruppi rap, rock e reggae che riempiono le cantine ed i luoghi di aggregazione della città.
Di alternativa vera che scorra come sangue dai quartieri popolari sino al centro della città corroborandola e svecchiandola sino a quasi purificarne un'aria, se fosse possibile, che si fa ogni giorno più irrespirabile. Di teatro altro e non dell'autoreferenza infinita di parrucconi che descrivono solamente sé stessi e di cinema e musica.
Di una Città che ricresce e ricrea quel che ha creato a suo tempo e che ha fecondato e reso fertile tutto il paese...diciamolo cos'era Milano per chi se la ricorda...non soltato la capitale bancaria e d'investimento e nemmeno il centro di recupero del dialetto e dei costumi celtici...era una città dove si arrivava dall'estero per vedere cosa avesse da proporre, quel che oggi si fa con Berlino con Londra...con Amsterdam, con Parigi...persino con Praga.
Oggi Milano è solo shopping...e poco altro e sempre meno anche di quello...perchè ha poco da dire e quel che dice, sopprattutto nei suoi massimi rappresentanti fa persino un poco paura e molto ribrezzo, una città dove per giustificare una risoluzione razzista come il ritiro dell'assegnazione delle 20 case popolari ai Rom si trova a pretesto la volontà popolare e dove si rischia, richiamandola, persino di avere ragioni per farlo.
Una città che non accoglie, ma respinge, una città arrogante, dove l'unica cosa che si tenga in mano pare essere un manganello, grigia come il suo tempo meteorologico d'inverno.
Allora permettetemi di augurare qualche cosa ai milanesi ed alla loro città, in questo 2011...di liberarsi e di ritrovare nel farlo sé stessi, ad ogni livello, ed anche nell'alternativa smettere la compiacenza dell'autoreferenza per ritrovare quell'originalità e quella propulsione che la fece grande...città d'Europa per diritto di proposizione.
Liberarsi e liberare quelle energie assolutamente proficue e creative che questa città ancora possiede nelle sue viscere e nel suo DNA. Quindi mi perdoni sciura sindachessa se le auguro calorosamente una sconfitta ma lo faccio per il bene della mia città, per il mio e per quello di quelli che ancora conosco e ai quali penso con affetto.
Diciamolo alla fine lo faccio anche per lei, che devo dirlo, mi è apparsa provata nelle ultime comparizioni...si riposi signora Moratti e lasci riposare anche noi