"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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lunedì 17 febbraio 2014

Il ruolo di Renzi

Renzi & Letta secondo Luca Peruzzi
Come interpretare l'improvvisa accelerazione che ha portato nel giro di poche settimane alla staffetta Letta-Renzi per la carica di Presidente del Consiglio? Dopo che che era stato per lungo tempo smentita questa eventualità ed erano state profuse amorose dichiarazioni di reciproca volontà di coesistenza e di collaborazione?
Non mi soddisfa ricondurre il tutto alla pur evidente smodata ambizione ed al palese cinismo di Matteo Renzi. Anzi si ha quasi la sensazione che questa sostituzione sia stata imposta al sindaco di Firenze il cui progetto di assalto alle poltrone, che escludesse la possibilità di impantanarsi in estenuanti mediazioni con i capi corrente del PD ed i capi dei partiti alleati, presupponeva invece il passaggio delle elezioni e di una, ancorché falsa e truffaldina, legittimazione popolare con il truffaldino Italicum.
Né mi convince l'interpretazione che questa staffetta sia stata promossa dai 'padroni del vapore' globali perché Renzi potrebbe fare ciò che Letta non sarebbe disposto a fare o che l'avvicendamento sia legato ai rapporti di forza tra l'asse franco-tedesco ed anglo-americano.
Al di là delle differenze (a volte davvero impercettibili) di sensibilità e di immagine esiste una palese continuità nei provvedimenti di governo tra Berlusconi-Tremonti, Monti, Letta. Le stesse cose le avrebbe fatto Bersani (e difatti il suo partito, il PD, ha votato tutti i provvedimenti di Monti e Letta), nonostante qualcuno a Sinistra (Il Manifesto e c.) ne attribuisca la mancata vittoria elettorale ad una congiura internazionale: basta guardare a ciò che fanno i socialisti in Germania (le larghe intese con la Merkel) e Hollande in Francia.

mercoledì 2 ottobre 2013

Perché il PD ha bisogno della destra populista per governare

Grillo e Berlusconi vs. Napolitano secondo Luca Peruzzi

Si può provare a dare un senso logico alle convulsioni politiche di questi ultimi giorni? Un senso logico che vada cioè oltre la facciata che viene mostrata dai maggiori organi di informazione e nelle dichiarazioni dei maggiordomi di partito nell'orgia dei talk show trasmessi senza sosta dalle televisioni: la ridicola denuncia del golpe giustizialista da parte dei berlusconiani, l'indignazione dell'area PD-Napolitano-Repubblica per il venir meno al 'senso di responsabilità' di Berlusconi, la scontata denuncia di tutti gli osservatori di buon senso dell'ipocrisia del PD che vuol far credere di aver scoperto solo oggi la natura del partito personale di Berlusconi fino all'apparente scissione del PDL che sorprendentemente riguarda non qualche decina di 'peones' mossi dalla volontà di conservare la cadrega ma 'pezzi da novanta' (ovviamente si fa per dire) del partito come Alfano, Lupi e Cicchitto.
Il punto di partenza credo debba essere costituito da quelle che erano le motivazioni vere delle larghe intese e della rielezione di Napolitano: completare quel processo di ristrutturazione capitalista imposto dalla troika (proseguire nella cancellazione dello Stato sociale, nell'annientamento dei diritti dei lavoratori, nella svendita del patrimonio pubblico), sostenerlo con una riforma costituzionale in senso presidenzialista per dare ad istituzioni sempre più in crisi di legittimazione popolare la forza per controllare in modo autoritario tensioni sociali altrimenti destinate a deflagrare da un momento all'altro e tutto ciò in cambio dell'impunità per Berlusconi.