"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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domenica 7 aprile 2013

Vaticano, ma quanto ci costi?


Nessuno parla di finanziamento pubblico alle confessioni religiose tramite meccanismo 8x1000, nonostante i numeri (pubblici, ma convenientemente ignorati da politica, media e cittadini stessi) rivelino quote almeno 10 volte più grandi di quelle del finanziamento pubblico ai partiti.

QUALCHE NUMERO DA CONOSCERE E DA CONDIVIDERE SE RITENETE SIA UTILE INFORMARE ALTRI
1miliardo148milioni ⇒ gli € che il meccanismo dell'8x1000 ha assegnato per il 2012 alla Chiesa Cattolica http://bit.ly/1miliardo148milionidieuro.
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50milioni ⇒ gli € (appartenenti a quell'ampio miliardo ricevuto dallo Stato Italiano) che la Chiesa Cattolica ha accantonato nel 2012. Si chiamano proprio così: quote accantonate.
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22 ⇒ la % destinata a interventi caritativi (11% alle diocesi per la carità, 7% interventi carità Terzo Mondo, 4% esigenze rilievo nazionale). Ossia 255 mln di € su un totale di 1148 mln.
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5miliardi300milioni ⇒ gli € che il meccanismo dell'8x1000 ha assegnato per gli anni dal 2008 al 2012 alla Chiesa Cattolica: in pratica oltre 1 MILIARDO DI € PER ANNO. Se si pensa che la legislatura appena trascorsa 2008-2013 è costata ai cittadini italiani circa 501milioni di €, causa finanziamento pubblico ai partiti, ossia in pratica 100 MILIONI DI € PER ANNO http://bit.ly/WEcIWA si capisce quanto sia ipocrita parlare di taglio dei finanziamenti pubblici, ignorando quello alle confessioni religiose tramite l'8x1000. Soprattutto viste le destinazioni usate.

mercoledì 20 maggio 2009

"Perché Laico" - Lectio Magistralis di Stefano Rodotà

"Perché Laico" - Lectio Magistralis di Stefano Rodotà

http://www.youtube.com/watch?v=PPGxzZibzqg



Un video da seguire attentamente,da imparare e segnalare, condividere e commentare insieme...! Veramente interessante!
Cosa significa "laicità"?
Cosa significa essere laici?
Perchè è così importante e fondamentale?

"Perché Laico" - Lectio Magistralis di Stefano Rodotà

http://www.youtube.com/watch?v=PPGxzZibzqg


Origine: www.youtube.com
www.laicitadellostato.tk DIVENTA FAN DELLA LAICITA' DELLO STATO SU FACEBOOK - - - - - - - - Video da Youtube: Rodotà presenta "Perchè laico" (Laterza) alla Fiera del Libro di Torino 2009 da http://www.booksweb.tv/
YouTube - Broadcast Yourself.
Fonte: www.youtube.com

venerdì 15 maggio 2009

VATICANO S.p.A. L'ARCHIVIO SEGRETO ONLINE

Un libro da leggere, per capire molti "perchè" d'Italia, per capire la fondamentale necessità di laicità nello Stato italiano.
Si aprono alcuni documenti e si aprono gli occhi su molte verità nascoste...

Vaticano S.p.A. - L'archivio segreto online
Vaticano S.p.A. - L'archivio segreto online
contributo inviato da Gianluigi Nuzzi il 15 maggio 2009
da :te lo dico a CHIARELETTERE

Si apre per la prima volta sul web e nella storia del Vaticano l’archivio di un monsignore. Dalle mura leonine filtrano migliaia e migliaia di documenti sugli affari finanziari dell’Istituto opere di religione, la banca della Santa Sede, l’impenetrabile Ior che ogni anno offre i suoi utili alla gestione diretta del Santo Padre. Lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici, missive tra le più alte autorità d’Oltretevere su come il denaro, “sterco del demonio”, sia talvolta gestito in modo spregiudicato da prelati, presuli e cardinali. Ovvero, oltre 4 mila documenti che costituiscono l’archivio di un testimone privilegiato: monsignor Renato Dardozzi, parmense nato nel 1922, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e, soprattutto, per vent’anni uno dei pochi, pochissimi consiglieri dei cardinali che si sono succeduti alla Segreteria di Stato, da Agostino Casaroli ad Angelo Sodano. Dardozzi ha voluto che dopo la morte, avvenuta nel 2003, il suo sterminato archivio diventasse pubblico. Così dopo anni di ricerche, è ora in libreria il libro-inchiesta (Vaticano Spa, Chiarelettere, 15 euro) che rilegge dalle carte del Vaticano alcuni passaggi cruciali di quegli anni: le tangenti della Prima Repubblica, i soldi a Bernardo Provenzano e Totò Riina, somme passate dai caveau dello Ior inquietando non solo la Segreteria di Stato, ma anche Giovanni Paolo II, e determinando intrighi e congiure tra stucchi, velluti e soprattutto nei silenzi dei palazzi apostolici.

Dall’Ambrosiano a Enimont, quindi, dai ricatti alle truffe, dalle tangenti alle minacce: per ogni questione Dardozzi raccoglieva documentazione e appunti, li custodiva in apposite cartelline gialle classificate nell’archivio. Si è così costituita un’incredibile memoria storica che ora svela come un ufficio “affari riservati” all’interno del Vaticano, un’unità di crisi, abbia operato per raddrizzare o mettere a tacere le vicende finanziarie più imbarazzanti e tormentate negli anni di Wojtyla, appena sopite le trame dell’arcivescovo Paul Casimir Marcinkus e dell’Ambrosiano di Roberto Calvi.

Dall’archivio Dardozzi emerge che un fiume di denaro, tra contanti e titoli di stato, veniva veicolato in una specie di Ior parallelo, una ragnatela off shore di depositi paravento intestati a fondazioni benefiche inesistenti e dai nomi assai cinici (“fondazione per i bambini poveri”, “Lotta alla leucemia”), una ragnatela costruita in segreto per anni da monsignor Donato De Bonis, ex segretario e successore di Marcinkus, nominato da Casaroli prelato dello Ior. Il sistema viene avviato nel 1987 per assicurare un discreto passaggio del testimone da un Marcinkus, ormai sulla via del tramonto, a chi, proprio come De Bonis, doveva mutuare le esperienze passate con le esigenze più riservate della clientela degli anni ’90. E così lo Ior occulto ha continuato a prosperare per anni sfuggendo anche all’attuale presidente dello Ior, Angelo Caloia, espressione della finanza bianca del nord.

Sono 17 i conti principali sui quali De Bonis “opera sia per formale delega – si legge nel report inviato da Caloia a Wojtyla nell’agosto del 1992 quando la banca parallela inizia ad emergere – sia per prassi inveterata”. Tra l’89 e il ’93 vengono compiute operazioni su questi depositi per oltre 310 miliardi, circa 275,2 milioni di euro di oggi. Ma sono i movimenti in contanti a sorprendere: secondo una stima prudenziale, superano i 110 miliardi (97,6 milioni di euro di oggi). Bisogna poi aggiungere l’intensissima compravendita di titoli di Stato: in appena un biennio su questi conti riservati transitano tra i 135 e i 200 miliardi di cct. Dai documenti emerge che su uno di questi conti aveva la firma l’ex presidente Giulio Andreotti. Il deposito era intestato alla “Fondazione cardinale Francis Spellman”.
Ecco i primi documenti.
Gianluigi Nuzzi

(segue su CHIARELETTERE)