"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Visualizzazione post con etichetta rodotà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rodotà. Mostra tutti i post

lunedì 9 settembre 2013

Dall'iniziativa di Landini e Rodotà per la Costituzione non nascerà (almeno per ora) la Nuova Sinistra


Provo a dare il mio personale e opinabilissimo giudizio sull'assemblea dell'8 settembre promossa da Maurizio Landini e Stefano Rodotà per lanciare il movimento in difesa della Costituzione.
Rispetto alle incertezze sulla natura dell'iniziativa (determinate in parte dalle speranze del popolo della sinistra, in parte da una certa ambiguità con cui i promotori hanno presentato l'assemblea parlando di un non ben definito 'spazio politico') e cioè se questa fosse finalizzata anche alla nascita di un nuovo soggetto politico, soprattutto Stefano Rodotà è stato chiarissimo: ciò che si vuole costruire è un movimento di opinione e della società civile per richiedere alla politica (dunque ad altri soggetti che sono quelli oggi esistenti: il PD, SEL, il centrosinistra, i 5 Stelle) il rispetto e l'attuazione della Costituzione. In futuro si vedrà e qualora vengano disattese le richieste di chi non accetta che la Costituzione venga calpestata da un ceto politico screditato si potrà pensare a qualcosa di diverso.
“Vanno ricostruiti i canali della partecipazione perché, se da 20 anni abbiamo Berlusconi, non è colpa sua, ma degli altri. Però la soluzione non sta nella creazione dell’ennesimo partito: noi non vogliamo ricreare la sinistra e noi non siamo contro qualcuno. Piuttosto vogliamo essere uno strumento di pressione sui partiti. Chi vuole può agire con noi, ma questo è il momento della responsabilità, non dell’appartenenza”.
Io credo che gran parte del popolo della sinistra, ed io tra questi, avrebbe voluto invece che questo evento fosse il punto di partenza di un progetto di rifondazione della sinistra.
Nella sale affollate dell'assemblea (più o meno come quelle di Cambiare Si Può e come in quella occasione quasi esclusivamente da ultracinquantenni) ho riconosciuto - oltre a tanti giornalisti 'impegnati', deputati e dirigenti di partito in pensione, persino qualche deputato del PD - molti dei personaggi che avevano partecipato al fallito tentativo di costruire una lista unitaria di sinistra radicale alle ultime elezioni: Antonio Ingroia, Giulietto Chiesa, Paolo Ferrero, Alfonso Gianni, Guido Viale.
E questo mi sembra un chiaro sintomo di quella che era l'aspettativa generale confermata peraltro dallo stesso Rodotà all'inizio del suo intervento lamentando il grande numero di messaggi ricevuti (alcuni addirittura 'minacciosi') che richiedevano un impegno politico diretto.
Non ho trovato peraltro nei commenti dei partecipanti all'assemblea disponibili in rete dichiarazioni di delusione o critiche: forse perché Landini e Rodotà appaiono delle icone intoccabili nel campo della sinistra o forse perché qualcuno si aspetta di poter sfruttare comunque il 'treno' del movimento in difesa della Costituzione per poter riguadagnare in futuro qualche consenso elettorale in più.
Non dobbiamo farci prendere dalla fretta ha affermato Rodotà, forse dimenticando che quei 9 milioni di cittadini in 'disagio' per il lavoro, i suicidi per la crisi, la povertà crescente, la crisi economica, lo smantellamento del welfare e la liquidazione dell'intervento pubblico in economia, la guerra incombente, la repressione violenta e le minacce nei confronti di chi manifesta il dissenso richiedano invece di fare presto nel costruire un'Alternativa politica e quali siano le forze che effettivamente minacciano e non applicano la Costituzione stessa. 
O forse è giusto mantenere distinti i due piani. E' vero la Costituzione dovrebbe essere di tutti e non coincidere con uno schieramento di parte ma è altrettanto vero che oggi perché i diritti e i principi in essa affermati non si riducano a mere enunciazioni teoriche si deve essere partigiani.
Per la rifondazione della Sinistra, per non morire piddemocristiani o berlusconiani, serviranno altre iniziative e altre occasioni.


mercoledì 24 aprile 2013

Il partito di Rodotà

Composizione fotografica di Luca Peruzzi

Nell'infausto esito delle elezioni per il Presidente della Repubblica – con la conferma di Napolitano, garante dei poteri forti italiani e internazionali, dell'austerità imposta dall'Europa, degli impegni di guerra dell'Italia, dell'inciucio PD-PDL che porterà all'immunità giudiziaria per Berlusconi – c'è un fondamentale elemento positivo che si deve cogliere.
Una importantissima parte di cittadini italiani – composta da elettori del Movimento 5 Stelle, di Sinistra Ecologia e Libertà, del Partito Democratico, di Rivoluzione Civile o da persone che non vanno più a votare – si è riconosciuta nella candidatura di Stefano Rodotà, per tutto ciò che quella candidatura significava: la Costituzione come stella polare della vita pubblica, la rivendicazione del “diritto ad avere diritti” e della laicità dello Stato, la tematica dei beni comuni.
La decisione di Beppe Grillo di insistere su questa candidatura, emersa dalle Quirinarie ma promossa trasversalmente già da mesi sul web, non solo è stata un'abilissima mossa politica che ha smascherato ancora una volta la menzogna del Partito Democratico quale forza politica di sinistra riformista e alternativa al berlusconismo ma forse anche una svolta, per un movimento che si dichiara né di destra né di sinistra, verso l'area progressista ed il suo elettorato adottandone una delle icone viventi ed in qualche modo riconoscendone la nobiltà della sua storia e dei suoi valori fondanti.
Il mio auspicio è che questa vasta e ovviamente eterogenea area politica, coincidente in gran parte con il popolo che ha voluto il successo nei referendum per l'acqua pubblica i cui quesiti non a caso furono scritti proprio da Stefano Rodotà, si trasformi ora in una proposta di alternativa di governo in grado di diventare maggioranza nel Paese e di vincere le prossime elezioni.
Non sto pensando qui ad un'alternativa di sinistra, non sto pensando alla rifondazione di una forza politica anticapitalista e libertaria alla quale si deve contemporaneamente lavorare, ma semplicemente ad un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale nel quale confluiscano in una virtuosa sintesi le diverse risposte a tutte quelle istanze di cambiamento radicale e di moralizzazione della vita pubblica così diffusamente presenti nel Paese.

domenica 14 aprile 2013

Appello agli aderenti del Movimento 5 Stelle per le Quirinarie


Il prossimo 15 aprile poco meno di cinquantamila iscritti certificati del Movimento 5 Stelle daranno l'indicazione al proprio gruppo parlamentare del candidato da proporre per l'elezione del Presidente della Repubblica.
I nominativi selezionati nella prima votazione (a parte gli irricevibili per chi scrive, ma solo per ragioni politiche, Bonino e Prodi) sono tutti eccellenti e tutti in grado di onorare la carica per quale sono proposti:

    - Bonino Emma
    - Caselli Gian Carlo
    - Fo Dario
    - Gabanelli Milena Jole
    - Grillo Giuseppe Piero detto Beppe
    - Imposimato Ferdinando
    - Prodi Romano
    - Rodotà Stefano
    - Strada Luigi detto Gino
    - Zagrebelsky Gustavo

Ora quella che si presenta come un'interessante e innovativa, ancorché discussa e discutibile, iniziativa di democrazia diretta può avere effetti decisivi per la politica italiana e dunque per la vita dei cittadini nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Perché sarà il prossimo Presidente della Repubblica colui che potrà promuovere od ostacolare un governo dell'inciucio PD-PDL, perché sarà il prossimo Presidente della Repubblica a vigilare o non vigilare (valga al riguardo l'esperienza Napolitano) sul rispetto della Costituzione da parte delle Istituzioni nel loro agire concreto.

venerdì 12 aprile 2013

Cosa significa eleggere un Presidente della Repubblica garante della Costituzione


E' cosa sacrosanta e quasi banale dire che il Presidente della Repubblica deve garantire e rappresentare tutti i cittadini: di destra, di sinistra, di centro, quelli che rifiutano ogni collocazione nello spazio politico e quelli che hanno scelto di non andare più a votare.
Ma rintracciare qualcuno che ottenga il gradimento di tutte o della maggioranza delle forze politiche, senza incorrerne nei rispettivi veti, non è di per sè condizione sufficiente per identificare una personalità che sia in grado di esercitare il ruolo di Capo dello Stato conformemente a questo inderogabile principio. Oltre ai numeri richiesti per l'elezione ciò che serve è identificare una personalità, integerrima e senza macchie nella propria vita, che abbia sempre dimostrato, con parole ed opere, di essere un fedele interprete della Costituzione.
Perché la Costituzione è esattamente il libretto di istruzioni che, se scrupolosamente osservato, serve a far funzionare il sistema democratico e a garantire i diritti di tutti.
Il solo ipotizzare che l'obiettivo di far emergere un vero supremo Garante della nostra Repubblica possa realizzarsi attraverso l'accordo con la destra eversiva berlusconiana, la cui unica mission è quella della tutela degli interessi personali, giudiziari ed economici, del proprio capo è assolutamente privo di senso.

mercoledì 20 maggio 2009

"Perché Laico" - Lectio Magistralis di Stefano Rodotà

"Perché Laico" - Lectio Magistralis di Stefano Rodotà

http://www.youtube.com/watch?v=PPGxzZibzqg



Un video da seguire attentamente,da imparare e segnalare, condividere e commentare insieme...! Veramente interessante!
Cosa significa "laicità"?
Cosa significa essere laici?
Perchè è così importante e fondamentale?

"Perché Laico" - Lectio Magistralis di Stefano Rodotà

http://www.youtube.com/watch?v=PPGxzZibzqg


Origine: www.youtube.com
www.laicitadellostato.tk DIVENTA FAN DELLA LAICITA' DELLO STATO SU FACEBOOK - - - - - - - - Video da Youtube: Rodotà presenta "Perchè laico" (Laterza) alla Fiera del Libro di Torino 2009 da http://www.booksweb.tv/
YouTube - Broadcast Yourself.
Fonte: www.youtube.com