L'accusa al capitalismo e al libero
mercato - “l'economia
che uccide” - di essere alle origine delle inaccettibili
disuguaglianze e povertà diffuse nel mondo e della distruzione
dell'ambiente naturale, il riconoscimento della Palestina come Stato,
la definizione dell'ergastolo quale pena di morte mascherata,
l'elogio ricevuto da Raoul Castro per il decisivo intervento volto
alla rimozione delle sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti
nei confronti di Cuba, l'incontro con i
movimenti e i centri sociali per riaffermare che terra, casa e
lavoro sono diritti inalienabili degli esseri umani, l'invito a Naomi
Klein a partecipare ad una conferenza in Vaticano sul riscaldamento
globale..
Chiunque auspica la trasformazione del
mondo (e dell'Italia) nel senso dell'uguaglianza e della liberazione
dal bisogno non può ignorare il contributo che la “svolta” di
Papa Francesco sta dando al dibattito politico.
E di questa svolta infatti si trova
ampia eco nella Sinistra: con commenti positivi o addirittura
entusiastici soprattutto nell'Area Benecomunista e Decrescista ma non
solo (Guido
Viale e Gianfranco
Amendola, Megachip
e Comune-Info,
Paolo
Ciofi e Pierluigi
Fagan solo per citare alcuni esempi) accompagnati da dure prese
di distanza e denunce dell'ipocrisia papista, in particolare nel
mondo dell'ortodossia
marxista e di coloro che non vogliono rinnegare il dogma della
“religione oppio dei popoli”. Sta di fatto che Papa Francesco
riesce ad essere citato sia dal “riformista” Landini che
dall'antagonista Cremaschi.
