"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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giovedì 15 settembre 2011

DOVE VORREMMO ANDARE?







Di Gandiego Marigo per AreA
Non vorrei si pensasse ad un atteggiamento divistico, non lo è!

Si tratta di sconforto vero, ed anche di un senso reale di impotenza.
Questo vedere le tirate quotidiane che la rete ammanisce, in svariatissme salse e linguaggi, tutte tese ad una ribellione che non c'è, ad una rivolta auspicata e spinta che non arriva mai.

Sin all'insulto di qualche rivoluzionario domenicale che si sente offeso ed indignato dal fatto che nessuno abbia risposto alla sua chiamata ad un appuntamento davanti al Bar Mario per andare a fare la rivoluzione. Attenzione sempre rigorosamente a Roma...ed anche di questo, dopo gli insuccessi, forse si dovrebbe parlare

Mi logora...e sinceramente mi stanca.
Questo paese non ha nelle sue corde questo genere di cose, diciamocelo, non concepisce le rivoluzioni, magari qualche rivolta...quella si, ma le rivoluzioni sono cose impegnative...e poi le cose potrebbero cambiare per davvero, non si può mai dire.

La Bella Botta sognata ed auspicata dal maestro Monicelli resterà una bella idea da sceneggiatura...perchè gli italiani sono così...rassegnati. Convinti, da sempre che tutti siano uguali, che i politici siano tutti ladri, ma anche che chiunque al loro posto farebbe lo stesso, anzi invidiosetti e speranzosi di poterli sostituire un giorno.
Perchè noi siamo così...convinti che la mafia sia “normale” ed in fondo nulla di nuovo, pronti istintivamente alla raccomandazione ed alla clientela. Convinti che l'occasione faccia l'uomo ladro...perchè “il mondo è dei furbi”.
Sono stanco dicevo!

Oggi io sono “politicamente” interlocutorio credo però fermamente nella necessità di rifondare e ricreare un'Area di Progresso e Civiltà sulle ceneri di quella che chiamammo sinistra, contaminandola dell'esperienza dei molti spiritualisti e dell'alternativa filo-sociologica ed appunto spirituale che è stata “pensata” negli ultimi anni del '900.

Però sono stato , ed orgogliosamente sono, di origini marxiste.
Vi racconterò una storia, esemplificativa, non perchè ci facciate strani accostamenti solo per chiacchierare di quel che siamo.
Alcuni giorni fa ho incontrato un amico “altolocato” della FdS (Federazione della Sinistra) mi narrava come le tesioni interne siano, a suo parere (credibilissimo) destinate ad azzerare l'area di Rifondazione, durante e dopo il congresso.

La tematica del dibattere è la medesima di sempre, quella che ha portato questo paese ad avere un numero inenarrabile di partiti comunisti uno più piccolo ed ininfluente dell'altro, cioè su chi sia più rigrosamente e dogmaticamente “comunista” il “comunista-comunista” della situazione, risultato azzeramento dell'area della sinistra radicale, frantumazione, avvicinamento di molti al compromesso Vendoliano ( ed in ultima analisi al PD) e di altri alla follia “clandestina” e “violenta” . Molto schematico...se volete, cinico ed anche un poco “acido”, ma realistico.
Questo significa innanzi tutto una cosa ai miei occhi. Che l'idea di un mondo diverso da questo si allontana ulteriormente. Infatti oggi quale “pseudo-progressista” di quella che chiamiamo impropriamente “sinistra” è disposto a mettere n discussine il sistema? Nessuno!

Ci troviamo di fronte ad una banda di Emendatori...variamente posizionati, ma assolutamente identici nella loro assoluta ininfluenza. Che accettano , tutti, la premessa di questa società come la migliore possibile.
Di cosa avremmo bisogno? Siamo davvero convinti che cambiare una compaggine di governo sarebbe sufficiente a modificare l'andazzo? Ci siamo resi conto che “il Potere” ragiona ormai da tempo in termini “globali” e che quello che il burattino imperiale fa qui, viene deciso a New York o in qualsiasi altro posto si trovino i gruppi di potere? Ci rendiamo conto che se il premier fosse un altro nulla cambierebbe in questo rapporto?
Le metto lì così un poco confuse...comunque secondo me non ce ne rendiamo conto.
Noi ci compiaciamo di avere vinto un referendum sul nucleare, ed è ancora un esempio, bellissmo e giusto per carità, non rendendoci conto che il fatto che esserci fermati all'Italia lo rende , di fatto, limitatissimo ed ininfluente.

Avremmo bisogno di proporre una moratoria nucleare europea e mondiale...ma come possiamo farlo se non abbiamo uno straccio di AreA...sinistra, social-hippy, altrentiva...sbizzarritevi, che superi gli angusti confini provinciali? Che sappia proporre un mondo, dei rapporti, una coscienza ed una morale...una visione diversa da questa?
Dove mai vorremmo andare se quando diventiamo più di quindici iniziamo invariabilmente e sempre a litigare?
Vogliamo dire due cose su questo paese, per tornare alla provincia?

Abbiamo mille rivoli e tutti rigidamente contornati da schiere(non numerosissime per altro) di fans che sostengno a spada tratta che l'unica ragione sia la loro, arroganti, prepotenti e convinti che tutti gli altri siano fango...dove vogliamo andare?

La soluzione per questo paese sarebbe uscire dall'FMI, uscire Dall'Euro, accettare un Default controllato e non lo dico io che sono un pirla...ma fior di economisti, ma chi potrebbe avere la forza di chiedere un cambiamento di mentalità, l'ardore per proporre un mondo nuovo?

Chi potrebbe proporre la decrescita quando tutta la politica istituzionale e l'Economia esige “crescita, crescita, crescita”.

Chi potrebbe prendersi la briga di dire che tutta sta mobilitazione sulla casta...è giusta, doverosa e nacessaria, ma che dimentica che questi sono lacchè...camerieri, buffoni di corte, non il potere e che sono lì esattamente per quello. Per fare in modo che la rabbia popolare si fermi molto prima dei castelli di cristallo dove sta il potere vero?
Finendo ci sono tematiche che “sarebbero” globali...i diritti umani, la difesa dei territori, la lotta alle povertà e l'applicazione globale dei diritti del lavoro, la difesa dell'ambiente e la decrescita...le scelte di una scienza compatibile ed a misura d'uomo...una nuova spiritualità che stabilisca nuovi rapporti mettendo in discussione il potere...e sono ancora e solo esempi, ma chi li potrebbe proporre.

Voci disperate dal deserto?

Un'AreA di progresso che non c'è. Questa pseudo-sinistra sciamannata che non perde occasione di ricordare quanto abbia appreso e condivida la cultura dominante, quanto sia asservita ai sistemi di controllo che il potere, quello vero, ha nelle sue mani? Alla fine di questo post, molti faranno spallucce, altri diranno che è confuso (a ragione) molti lo liquideranno come la solita menata di Giandiego...il sognatore...Questo paese ha bisogno di un modo nuovo di vedere e di concepire la vita...come dell'acqua e del pane...io credo, ma temo,ogni giorno di più di essere solo

giovedì 1 settembre 2011

LA DIFFERENZA FRA RIVOLTA E RIVOLUZIONE...C'E' E SI VEDE




di Giandiego Marigo


C'è un enorme differenza fra Rivolta e Rivoluzione, pur senza scomodare le acquisizioni bolsceviche sul termine e sulla differenza, che pure hanno avuto, ed hanno più che qualche cosa da dire in proposito.
Una rivolta è un moto più o meno spontaneo che in genere si incanala ora su questo obbiettivo ora su quello, a volte invece su nessuno, girando intorno a sé stessa infuriata e feroce come un cane che cerca la propria coda, senza una connotazione precisa, legata ad un rabbia non meglio identificata...ed arde di fuoco vivissimo, pericoloso e violento, ma breve e tutto sommato privo di molto costrutto.
Quasi sempre utile al potere per inasprire controllo e repressione.
Se chiedete a qualsiasi vostro amichetto un po' comunista cosa sia una rivoluzione, bhè ascoltandolo, al di là della possibilissima retorica, coglierete certamente la differenza.
La rivoluzione è atto cosciente, direzionale, preciso, organizzato e non necessariamente violento. Quanto meno nel suo concetto più esteso e moderno.
Nonostante gli equivoci e le sovrapposizioni fra i due termini siano moltissime ed anche se le esperienze sino ad oggi in qualche modo ci dicono che le rivoluzioni pacifiche sono rare (quasi sempre il potere non è disponible con facilità allo stravolgimento).
Bisogna pur dire che il fenomeno del rivolgimento del paradigma in modo “non violento” è cosa riuscita meglio nell'ultimo scorcio di secolo, piuttosto che prima...il che deporrebbe per la possibilità dell'uomo di salvarsi.
Se non fosse che questo primo scorcio del terzo millennio, forse proprio per rintuzzare l'acquisita intelligenza empatica dei rivoluzionari, si apre sotto un cupissima e oscura cappa di paura.
Che non predispone e non facilita essuna soluzione pacifica.
Il Potere è assolutamente... “In Campana”,pronto e vigile su queste tematiche, che anzi sono il principale obbiettivo della sua “disinformazia” e della ovvia “manipolazione mentale e culturale”.
Perchè diciamocelo al potere convengono non una, ma mille rivolte, mentre lo spaventa moltissimo anche una sola piccollissima rivoluzione.
Loro hanno bisogno di mille “Masaniello”, di migliaia di rivolte per il pane, farebbero la firma per qualche saccheggio e qualche “esproprio proletario”.
Tutto questo è previsto, sono pronti a reagire, pronti ad “usare” appropriatamente il fenomeno...anzi lo fomenteranno, perchè sarà utile ad instaurare insicurezza, paura...sarà il trucco perchè i benpensanti (pur ridotti alminimo necessario) chiedano proprio a loro la protezione di cui sentiranno sempre maggiore necessità e saranno disposti a pagarla al loro prezzo.
Stanno già facendo le prove, guarda caso in quell'Inghilterra teatro di una “rivolta”, chissà come mai. Negli ultmi tempi nel regno unito sono aumentati in modo pericolosamente esponenziale i senza tetto. Sempre più gente si aggira per le strade, senza casa, problematica che sta raggiungendo anche gli States.

Qual'è la risposta della “culla della civiltà occidentale?”, molto semplice, la criminalizzazione della povertà! Ci si propone di mettere fuori legge gli Homeless, proprio sulla scorta dei recentissimi scontri viene reputato “pericoloso” per il “paese reale” l'aumento di questi nullafacenti, parassiti...rien ne va plus les jeux sont faits.
Cosa ne faranno?
Come applicheranno questa nuova legge?
Respingeranno seguendo la moda maroniano-italiota gli stranieri, ma poi? Molto più del 50% di questi “poveri” sono britannici...li chiuderanno in Campi di Lavoro ed Accoglienza?
Ed andiamo a chiudere perchè in fondo l'importante per chi scrive era chiarire la differenza e non per spirito polemico, ma per dare il proprio contributo alla discussione
Molti, moltissimi, sinceramente sin troppi “indignados” dell'ultima ora invocano rivoluzioni e sollevazioni popolari sulla rete...per carità io sono convinto che sia necessaria una risposta popolare e di massa tesa a “mettere a posto le cose”.
Auspicherei una bella Rivoluzione se davvero ne vedessi i segnali, ma non li vedo.
Quel che vedo sono molti neo-leader improvvisati ed autoeletti che dicono parole che non capiscono, di cui non ragionano la portata.
O peggio intellettuali ottimamente remunerati che abusano di termini esponendo altri al rischio che loro non correrranno mai.
Vedo un ridda di rivoluzionari improvvisati che si svegliano alla mattina inventandosi un nuovo appuntamento a Roma, piuttosto che davanti alle prefetture...o che so in parlamento, adducendo a giustificazione del proprio pressapochismo e della totale disorganzzazione la propria “genuina appartenenza alla società civile ed alla rivolta anti-casta”...rivolta ,appunto.
Però la Rivoluzione, con la R maiuscola, quella delle coscienze e degli spiriti, quella che cambiarebbe il colore del cielo, per adattarlo ai bisogni della gente. Quella unificante, quella che crea vera novità e cambiamento...quella, perdonatemi, ma non la vedo! Né all'orizzonte né in ipotesi.
Ne mancano i presupposti, dove sarebbe l'oganizzazione, la struttura, la forza indispensabili per farla. Dove l'unità di intenti, se non riusciamo nemmeno a parlare fra noi gialli, rossi, viola, violetti, rosa-pallido, ialini, tricolori e ci muoviamo alla spicciolata, ognuno convinto d'essere depositario della verità.
Quindi attenzione ad invocare il fuoco, perchè poi quando è acceso brucia tutto...ed in genere ci guadagnano solo quelli che lo controllano o che hanno le pompe per spegnerlo.

Non voglio disilludere i giovani propugnatori della “rivoluzione domani mattina”, ma nemmeno mi pare logico proporla da una bacheca di Facebook nella convinzione demenziale che “così si faccia” e che il chiamare il mondo intero alla rivolta (ancora e sempre rivolta) sia produttivo.
Inventarsi climi islandesi o Gandhiani, dove non esiste coesione popolare, ed ancor meno un Gandhi (con buona pace dell'eroico e mai sufficientemente seguito Gaetano Ferrieri, che è un poco troppo limitato nella sua azione e nel suo carisma per essere Gandhi) egli ci chiama ad essere a Roma il 21 settembre, mentre altri ci chiamano il 10 e 11 ed altri ancora il 6...e nessuna rivoluzione è possibile in questo contesto, al di là del prezzo esobitante dei biglietti dei treni e della permanenza in una città come Roma, un povero vero non potrebbe mai essere presente a nessuno di questi ieratici appuntamenti.
L'unica cosa realmente possibile è qualche “provocazione” che potrebbe istigare ad una “rivolta”...che dopo essere stata opportunamente e, possibilmente, sanguinosamente sedata darebbe pretesto per un inasprimento della repressione.
La Rivoluzione è Altro e sottintende una organizzazione che non esiste in questo paese, semplicemente non c'è. L'Islanda, fulgido esempio, è stata molto aiutata dal fatto di essere, praticamente, una media città Italiana a livello di popolazione totale, non sottovalutiamolo.

lunedì 29 agosto 2011

PERCHE' UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA IL 3 MARZO A MILANO






di Giandiego Marigo per AreA

Ai Movimenti antirazzisti, alle grandi pagine antirazziste della rete e di facebook, alle organizzazioni culturali, agli operatori culturali...a tutti coloro per i quali l'unica razza conosciuta è quella umana...





L'antirazzismo fece sentire la sua voce...nel 2010 con il No Razzismo Day.



La manifestazione era in sinergia con le mobilitazioni del 1 MARZO-Sciopero degli stranieri. Coniammo per l'occasione uno slogan molto bello Questo slogan, ormai discretamente famoso, era:
“SIAMO TUTTI STRANIERI, OMOSESSUALI E CLANDESTINI. SIAMO TUTTI PARTE DEL MEDESIMO RESPIRO.”
Ritengo come organizzatore di quella giornata e come amministratore e fondatore della pagina AreA di facebook di poterlo e di doverlo riproporre.
Perchè la necessità di un movimento antirazzista è rimasta intatta Anzi sembra essere quanto mai urgente. Se possibile più che mai fondamentale
Anche e soprattutto in questa necessità e volontà risiede la ragione per cui rilanciare la proposta di una grandissima Giornata di mobilitazione nazionale a Milano contro il razzismo. Il 3 Marzo 2012
Ed è per questo che AreA sottopone questa proprosta alle Pagine più grandi, depositarie e portatrici “dell'antirazzismo” in rete
E' palese, assolutamente sotto gli occhi di tutti quello che avviene nel mondo, la desertificazione, le mutazioni climatiche, le guerre, la speculazione spietata delle Major sui terreni coltivabili stanno creando le condizioni per migrazioni epiche. In Europa e nel mondo “cosiddetto civilizzato” la risposta sembra essere la chiusura, il protezionismo.
La costruzione di muri.
Il muro fra Israele e Palestina, quello fra la Grecia e la Turchia...quello fra gli States ed il Messico.



Muri e filo spinato, campi di concentramento.
Definiti in svariate ed eleganti maniere. Respingimenti e guerra che si intrecciano in una azione devastante ed una cultura deleteria e terribile.
Mentre la crisi del capitalismo ci presenta sempre più un quadro involuto ed avviato verso un novello Evo Medio.
Quadro che mina alla base ogni cultura dell'accettazione e dell'accoglienza sostituendola in modo nefando, con quella della superiorità etnica o razziale, con quella del diritto alla sopravvivenza del più forte e del più furbo...del più potente, ricco ed armato.
La cultura dell'egoismo in salsa razzista.
AreA invita pur nella sua pochezza organizzativa, che premette, l'AreA di Progresso e Civiltà ad una mobilitazione senza precedenti che si svolga su due piani.
Il primo quello della Mobilitazione Nazionale sulle tematiche delle migranze, dell'accoglienza.



Sulle azioni specifiche e terrificanti che il potere compie nell'immediato nei confronti dei migranti che si avvicinano ai nostri confini e sul rapporto che accoglienza e disponibilità potrebbero avere nell'apertura di una nuova economia basata sulla condivisione.
Rapportati ai danni reali che invece una politica di Hapartaid sta creando alla nostra immagine nel mondo ed alla nostra stessa economia.
Un secondo piano che si inoltra nella cultura e che sottende le scelte, perchè esse non derivano mai, dal nulla ma sono imperniate su snodi precisi e su premesse di fondo.
La visione di un mondo altro, diverso e migliore non può prescindere una fratellanza universale che non dia ai confini ed alle nazionalità l'importanza che oggi viene loro attribuita.



AreA ritiene che sia necessario affrontare la mobilitazione anche su questo piano abbandonando coraggiosamente opportunismi e “false convenienze” che hanno portato anche parte dello schieramento “Progressista” a subire l'azione “culturale" di una destra “rampante e filo nazista”...su moltissime tematiche molto importanti.
Tale differenza di visione è e deve essere linea di demarcazione fra chi è antirazzista e chi non lo è. Non possono essere ulteriormente accettate mediazioni sul tema.
Posizioni di comodo o politicamente remunerative su, facciamo due esempi caldissimi, Islam e Rom, due dei nodi gordiani su cui anche numerose amministrazioni di Centro Sinistra hanno perso la propria stessa natura fondamentale.
Dobbiamo e vogliamo chiarire che l'anti-Razzismo è messa in dubbio di un fondamentale sistema di controllo del mondo che ci circonda e che le tematiche che ci girano attorno sono fortemente compenetrate e “formanti” per quello che chiameremo “cultura popolare alternativa” e “Mondo Altro”.
Non siamo un partito, non siamo un'organizzazione, se non in modo molto “informale” e certamente virtuale, ma ci prendiamo il rischio di chiamere tutta l'Area di Progresso e Civiltà a questa mobilitazione e a quest'impegno.
Chiediamo ai gruppi antirazzisti di appropriarsi di questo desiderio/idea.
A tutti gli intellettuali ed agli artisti che volessero seguire questa “Stupenda Avventura” di contattarci.
Sarebbe bellissimo se la manifestazione sfociasse in un concerto e spettacolo.
Chiediamo a agli aderenti alla nostra pagina ed agli amici fuori da essa, ma soprattutto agli amministratori ed ai parteciapnti alle grandi pagine antirazziste, alle organizzazioni di base ai movimenti che venga iniziato da subito uno sforzo minimo di sottoscrizione, perchè questo sogno sia reso possibile.
Non ci interessano paternità e primati. Non ci interessano leadership.



Solo vorremo vederla davvero questa mobilitazione nazionale e culturale...epocale ed a Milano proprio perchè Milano è oggi quel che é.
Ogni azione economica dovrà essere accuratamente relazionata, ma per questo, sono/siamo certi, si troveranno modi per garantire trasparenza assoluta e renderne conto sino all'ultimo euro. Chediamo ai partiti che volessero accompagnarci in questo percorso, ben sapendo che potrebbero essere molti interassati a questo discorso di fare un passo indietro e di concedere che questa giornata sia caratterizzata dallo slogan con cui abbiamo esordito, e non abbia “cappelli partitici” pur essendo certi del loro aiuto e della loro partecipazione.
Perchè l'antirazzismo è una questione di Civiltà ed è un Premessa fondamentale, senza la quale nessun progresso è vero e possibile

SIAMO TUTTI STRANIERI, OMOSESSUALI E CLANDESTINI. SIAMO TUTTI PARTE DEL MEDESIMO RESPIRO.

Rendiamo possibile il sogno di una grandissima manifestazione nazionale contro il razzismo e per la cultura dell'accoglienza e della “fratellanza universale”.





DIPENDE SOLO DA NOI!

martedì 23 agosto 2011

NON LASCIAMO SOLO GAETANO

di Giandiego Marigo per AreA

Roma...Piazza Montecitorio.

Un uomo piccolo, un non eroe. Non vuole essere chiamato così.

Uno che non vuole vantare primati e non vuole condurre il popolo. Uno che rischia del suo, la sua faccia e la sua salute.

Molti amici, di Rete Viola, ma anche altri che sono molto più rossi che violetti e comunque fra coloro che io ritengo “credibilmente” facenti parte dell'AreA lo hanno visitato...ed ora garantiscono per le sue intenzioni.
Gaetano Ferrieri è esattamente quel che sembra un uomo dalle ottime intenzioni e dall'anima pulita che ha preso serissimamente il significato di “Democrazia Diretta” di “Partecipazione” e fa quello che dice, mettendosi in gioco personalmente. Nell'unico modo che un uomo come lui abbia per cercare ascolto e seguito...rischiando del proprio.
Personalmente, diffido dei capipopolo e dei profeti, mi redarguisco ed entro io stesso in contraddizione quando uso toni ieratici, ho davvero troppe esperienze di leader conclamati e di profeti riconosciuti, per non diffidare dei personalismi esasperati, tesi solo a far parlare di sé in chiave strumentale...

Io non lo conosco, sono troppo povero per andare a Roma a trovarlo (e qui bisognerebbe aprire una parentesi sul fatto che nella società civile chi non abbia soldi per autopromuoversi non conti un cazzo), ma chi ha potuto farlo garantisce per la qualità delle sue scelte.
Un paio di questi amici mi ha inviato alcuni scritti e delle interviste e, nello specifico, alcuni ragazzi della “Rete Viola” hanno deciso...con Gaetano di iniziare un percorso che porti ad una Grande Assemblea Permanente in Piazza Montecitorio.

Io mi sento di appoggiare e perorare tale iniziativa, credo che sia doveroso, anzi persino un poco in ritardo.
Ritengo che Gaetano sia stato lasciato sin troppo solo in questo suo epico sforzo.
Penso che debba aver diritto innanzi tutto ad un cambio, che gli permetta di pensare per un attimo alla sua salute e secondo alla mobilitazione che l'ignavia italiota sembra volergli negare.
Molte delle sue richieste sono assolutamente degne di nota e l'idea che egli mette in campo della “democrazia diretta”, sebbene non nuova è assolutamente di rilievo, così come la richiesta della fine del bicameralismo perfetto a favore di sistemi di democrazia diretta, appunto. Molto si potrebbe discutere sui sistemi di “controllo democratico”, su quelli di “delega”, perchè non si può passare la vita in assemblea, le cose poi bisogna anche farle.

Forse alcune cose son da risistemare, ma nulla che non possa essere iniziato da questa Assemblea Permanente in Piazza Montecitorio...Perchè NO?

Una costituente dal basso, non violenta ed assolutamente propositiva! Non il popolo dei no , ma quello dei sì, un vero popolo del fare.
Svegliamoci! Svegliatevi!

Facciamo movimento, dimostriamo a questa Europa della finanza e dei sacrifici applicati ai deboli ed agli ultimi di avere una dignità, di non essere pecore ed ancor meno buoi.

Agiamo contro l'impero, "per avere finalmente compreso che non si tratta di un solo imperatore, ma di una gara fra patrizi per diventarlo".
Gaetano sostiene che questo si inizi dal fare capire che i privilegi della casta sono finiti e che ora entra in campo la gente e la “democrazia diretta e di base” e che la moralizzazione della politica sia, appunto, l'inizio del cammino verso un paese migliore e maggiormente rappresentativo.

Personalmente credo che sia una visione parziale, sono convinto che la discussione sia maggiormente sistemica e non possa limitarsi all'aspetto esterirore e superficiale, credo che si debba andare in fondo alla cultura ed al sistema che sottende e permette, ma credo anche che Gaetano ci stia mettendo tutto, anima, vita e salute, per ottenere il risveglio dei “Begli Addormentati”, ritengo che la discussione che lui propone sia interessante, pertinente e da farsi.

Quindi invito gli amici dell'AreA a farsi interpreti primi di tale iniziativa...a seguirlo ad appoggiarlo ed a partecipare attivamente.

Io lo farò, per quanto posso e per quanto la mia endemica e totale povertà me lo permetta .


Non lasciamo solo Gaetano, mobilitiamoci! Verso un'assemblea permanente in piazza Montecitorio! Verso una staffetta “rappresentativa” nel suo sciopero della fame