"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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sabato 19 aprile 2014

Il partito unico del malaffare


Il patto Renzi-Berlusconi visto da Luca Peruzzi

Io faccio parte di coloro i quali pensavano fino a qualche anno fa che esistessero i 'cattivi' (Berlusconi e la sua corte dei miracoli, i suoi alleati clericali e fascisti, la Lega) ed i 'buoni' (l'Ulivo, Prodi, la Sinistra, il giornale Repubblica) che difendevano la Costituzione, lo stato di diritto, il welfare. A dire il vero non proprio i 'buoni' ma almeno qualcosa di presentabile, di sufficientemente decente, il meno peggio che, pur consapevoli del doppio gioco che veniva praticato, era impossibile non votare.
Poi il tempo e la realtà dei fatti e degli atti politici mi ha riportato sulla Terra. Almeno dal 2008, dalla crisi del secondo governo Prodi e della nascita del PD veltroniano. L'appoggio del PD, con sguaiato cinismo, insieme a Berlusconi al governo della macelleria sociale di Mario Monti ha disvelato appieno la vera natura di quella falsa sinistra espressione non dei fautori di un'alternativa progressista ma semplice fazione del sistema dominante. La fazione del capitalismo finanziario contrapposta al capitalismo nazionale berlusconiano.
Due pezzi del sistema di potere che oggi si ritrovano esplicitamente uniti, come scrive Contropiano, nel partito unico di Renzi.
A ciò che scrive Contropiano aggiungerei però qualcosa in più. Se in un sistema capitalistico in generale è sempre più labile il confine tra economia esercitata alla luce del sole ed economia illegale e criminale, nella società italiana il rapporto tra queste due sfere assume un legame ed una interconnessione clamorosa ed evidente.
Il programma del partito unico di Renzi non è solo il programma liberista e antidemocratico della J.P. Morgan ma trova inevitabilmente - nel suo carattere oligarchico, antisociale e classista costruito su opache alleanze politiche e sociali - il consenso anche di lobbies, massonerie, mafie, grandi evasori, corrotti e corruttori, inquinatori e cementificatori del territorio.

lunedì 18 febbraio 2013

Il boicottaggio mediatico della lista di Rivoluzione Civile

Vignetta di Luca Peruzzi


Cosa c'è di più pericoloso per le oligarchie al potere di Rivoluzione Civile, la lista guidata da Antonio Ingroia, questa 'strana' alleanza che comprende comunisti, magistrati con la schiena dritta ed inflessibili fautori della legalità (intesa come lotta alla corruzione, alle mafie, all'evasione fiscale)?

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di Danielle Sansone


“Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”, diceva Orwell. Durante questa campagna elettorale, troppe sono le favole le bugie che i leader vanno ripetendo, come tanti dischi rotti. Antonio Ingroia, leader di una neonata formazione politica, ha adottato una strategia diversa, tesa a proclamare solo la verità. Lo ha sempre detto, nessuna bugia agli italiani, che troppe ne hanno sentite in questi anni da professionisti della politica che hanno occupato gli scranni solo per realizzare i loro interessi personali. Anche la stampa, ha deciso di silenziare Rivoluzione Civile e il suo leader, dando poco spazio al programma elettorale e alle sue proposte. In questo modo per l’elettore sarà impossibile conoscere questa lista a pochi giorni dal voto. Facciamo girare questo post, formiamo una catena virtuale e stringiamoci attorno a Rivoluzine Civile e al nostro leader, Antonio Ingroia. Vogliono fermare il cambiamento? Fermiamoli, noi, con la nostra Verità!