"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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martedì 14 agosto 2012

Tagli, ritagli e frattaglie

Alcune notiziuole giusto per scuotersi dal torpore ferragostano e riprendersi dalla sbornia olimpica.

Roma, sabato 11 agosto, disoccupato si dà fuoco in Piazza Montecitorio e tenta di lanciarsi verso l'ingresso della Camera dei Deputati.
Siamo vissuti per anni con il mito di Jan Palach il patriota cecoslovacco che si diede fuoco per protestare contro l'invasione sovietica del 1968 che pose termine alla Primavera di Praga.
C'è stato raccontato mille volte l'episodio dell'ambulante tunisino che, immolandosi come torcia umana per ribellarsi al sopruso subito con il sequestro delle proprie povere merci, diede inizio alla Primavera araba.
Ma per l'Italia questi gesti, ormai innumerevoli, di suicidi ma anche di aggressioni e omicidi, frutto della disperazione e della crisi economica, vanno classificati esclusivamente come atti di follia.
Se per qualche tempo il tema dei suicidi è stato argomento di punta dell'informazione giornalistica e del dibattito politico, fino a spingere Mario Monti a paragonare - per consolare con singolare cinismo l'opinione pubblica - i numeri italiani a quelli greci, ora di questi fatti non bisogna più parlare o parlare il meno possibile nonostante questa piaga non sia certo venuta meno.
E' possibile che, sulla base di aride statistiche, non vi fosse un reale incremento di questo terribile fenomeno ma la percezione che ne aveva l'opinione pubblica, come scrivevo su questo blog e come afferma l'autorevole Ilvo Diamanti, era che fosse una naturale e inevitabile conseguenza della crisi.
Ma il problema si risolve, come si usa fare sistematicamente in questi casi, semplicemente non parlandone ed aspettando il prossimo pruriginoso fatto di cronaca nera per definire il palinsesto dell'informazione televisiva e le prime pagine dei giornali.