"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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domenica 22 marzo 2015

Coalizione sociale. Perché credo che Landini abbia intrapreso la giusta direzione

Landini e Renzi by Luca Peruzzi


C'è un tema, sul quale su questo blog ho provato talvolta a cimentarmi come ad esempio qui e qui, che dovrebbe stare in cima ai pensieri di chi vuole ricostruire in Italia un progetto non marginale di Alternativa di Sinistra (o comunque la si voglia chiamare) cioè un progetto fondato su di una visione di società egualitaria e che consenta a tutti gli individui di vivere liberi dal bisogno. E' il tema della cultura dominante, del senso comune prevalente, del pensiero unico liberista che viene bombardato ad ogni ora del giorno e della notte da tutti i media di regime e sul quale la maggior parte delle persone costruisce la propria interpretazione del mondo, giudica gli accadimenti, esprime la propria preferenza politica ed il proprio voto.
Possiamo pensare tutto il male possibile (per alcuni di questi a ragione, per altri no) dei Bertinotti, dei Vendola, dei Ferrero, degli Ingroia e via discorrendo ma nessuno può pensare che gli scarsi risultati elettorali della Sinistra dipendano solo dai loro errori e dal fatto che siano peggiori di chi ha governato negli ultimi anni e governa oggi l'Italia - i Berlusconi, i Monti, i Renzi - o di chi comunque riesce a mantenere un ruolo e un consenso rilevanti (Salvini e la Lega tanto per citare dei nomi).
La verità è che ormai tutti o quasi tutti sono convinti che esiste solo il mercato, che la ricchezza e il lavoro possono essere creati solo dalle imprese private, che lo Stato e il Pubblico sono l'inefficienza e lo spreco mentre il privato è in grado di fornire alla collettività beni e servizi migliori e a prezzi più convenienti, che la competizione tra gli individui è il destino dell'umanità, che gli immigrati ci rubano il lavoro e vengono per delinquere, che il debito pubblico è il male assoluto e dipende dal fatto che abbiamo vissuto per decenni al di sopra delle nostre possibilità.
In questo contesto culturale non c'è spazio per ciò che intendiamo autenticamente come Sinistra. Lo stesso schieramento legalitario e anti-casta (Travaglio, Grillo) - pur focalizzando l'attenzione su aspetti fondamentali e ineludibili quali corruzione, malaffare, mafie - è parte del senso comune e della cultura dominante: c'è un mercato da rendere più efficiente e trasparente non un mercato inadeguato in sé a regolare la vita sociale.

domenica 12 ottobre 2014

E' Landini l'unica speranza della Sinistra?



Maurizio Landini visto da Luca Peruzzi
Da anni il sogno ricorrente di parte rilevante di quel tanto o poco che resta del popolo della Sinistra è l'assunzione di un impegno politico ed elettorale diretto da parte di Maurizio Landini. Ed è interessante al riguardo leggere quanto scrive, anche in forma autocritica e con molto buon senso, Livio Pepino uno dei promotori di Cambiare Si Può.
Sono ovviamente consapevole che Maurizio Landini ha sempre smentito l'intenzione di lasciare la militanza sindacale a favore di quella partitica anche se poi il suo protagonismo politico finisce ogni volta inevitabilmente per accreditarlo come potenziale leader della Sinistra (e del resto dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, come scrive Livio Pepino, che “il lavoro non lo si può più inven­tare, creare e difen­dere solo o soprat­tutto a livello sin­da­cale”).
A chi con commovente ingenuità coltiva questa speranza e a chi invece irride sdegnato questa deriva 'leaderistica' provo a proporre alcune mie considerazioni.

domenica 10 giugno 2012

I metalmeccanici in lotta - Comunicato Fiom

Perché è necessario mobilitarsi il 13, 14 e 15 giugno.


La Fiom ha deciso tre giornate di mobilitazione il 13, il 14 e il 15 giugno contro il disegno di legge sul mercato del lavoro in discussione in Parlamento, per la difesa dell’articolo 18, per la democrazia, il contratto, il rispetto dei diritti dei cosiddetti “esodati”, per l’intervento del Governo nelle crisi industriali e un nuovo modello di sviluppo.
Le iniziative, anche di sciopero, si articoleranno sui territori con un appuntamento a Roma il 14 dove si concentreranno alcuni gruppi e realtà in sciopero (a partire da Finmeccanica) e rappresentanze di delegati, per manifestare al ministero dello Sviluppo economico e sotto il Parlamento.
Aggiorneremo il programma di iniziative che già prevedono lo sciopero di tutti i metalmeccanici di Napoli il 13, il 15 lo sciopero di Padova, quelli unitari dei lavoratori genovesi di Finmeccanica e a Fabriano del gruppo Indesit.
La mobilitazione dei metalmeccanici incontra quella dichiarata da soggetti, movimenti, associazioni di studenti e lavoratrici e lavoratori precari per le stesse date, articolate sui territori e in Piazza del Pantheon, con il titolo «Bloccupy DDL Fornero».
Riunificare i diritti del lavoro e respingere l’attacco in atto è nostro comune obiettivo.

Tratto da:
attraverso Global Project

 

sabato 18 giugno 2011

Tutti in piedi … L'Italia migliore!



E' un percorso che parte da lontano quello attraverso cui una parte dell'Italia - quella che non ha mai smesso di credere nei valori dell'onestà, della giustizia, del lavoro, delle regole, dei diritti e dei doveri, della fedeltà alla Costituzione – ha dapprima testimoniato la propria indignazione ed il proprio rifiuto per un governo della cosa pubblica dominato da cricche, clientele, mafie, privilegi e ingiustizie, poi via via ha cominciato a prendere coscienza e fiducia di sé fino a diventare oggi, in un'Italia peraltro sempre divisa a metà, maggioranza del Paese.
Di questa lunga traversata nel deserto fanno parte, nella mia personale visione, i video-editoriali di Marco Travaglio su Voglioscendere, i VaffaDay e il blog di Beppe Grillo, l'antiberlusconismo di Di Pietro ed il suo linguaggio rozzo ma efficace, le speranze e il favore suscitato dalla proposta politica di Vendola, il grido Resistenza di Salvatore Borsellino e la sua lotta per la verità sulle stragi di mafia dei primi anni novanta, le innumerevoli lotte per il lavoro, per la legalità, per la scuola pubblica e contro il precariato, per la difesa dell'ambiente e del territorio che hanno costellato questi ultimi anni, le tante iniziative di testimonianza in rete, sui social network, sui blog (da parte dei tanto vituperati rivoluzionari da tastiera) di un'opposizione intransigente ad un modo vecchio di fare politica e lontano dai bisogni dei cittadini, il nascere ovunque di laboratori politici, di liste civiche, di proposte dal basso di riforma e cambiamento della politica.
Che il vento stesse cominciando a cambiare ce lo hanno detto, ad esempio, il successo di partecipazione del NoBDay del 5 dicembre 2009, la resistenza della Fiom ai diktat di Marchionne, il boom editoriale del Fatto e degli ascolti dei programmi televisivi di 'resistenza' (Santoro, Dandini, Fazio da solo e con Saviano in 'Vieni via con me', Floris, Gabanelli, Iacona) compresi quelli eccezionali di un evento mediatico autogestito come Raiperunanotte, l'enormità di firme raccolte dal Forum dell'acqua senza l'appoggio dei grandi partiti, ed ecco arrivare ora i risultati delle ultime elezioni amministrative e la straordinaria vittoria dei referendum.
Sbaglierebbe chi pensasse che questo vento si placherà andando a gonfiare le vele di un centro sinistra che si propone alla guida del futuro governo. Se il centro sinistra è ancora il naturale sbocco di questo percorso, non sarà indifferente il modo in cui i partiti tradizionali porteranno avanti le istanze emerse nella società. Non ci saranno più deleghe in bianco, la fiducia e il consenso andrà conquistato con comportamenti coerenti e con contenuti radicalmente riformisti.
La partecipazione, l'entusiasmo che suscitano eventi come 'Tutti in Piedi' - organizzato per ricordare la fondazione della Fiom e ultimo in ordine temporale di quel percorso che ho tentato di descrivere – dimostrano che quest'Italia, se necessario, farà da sola.
Per riprendersi, come dice Michele Santoro in un discorso che potrebbe essere quello del fondatore di una nuova televisione o di un futuro leader politico, tutto quello che ci hanno tolto in questi anni: il lavoro, la scuola, le città, l'aria, il mare. La dignità. Il futuro.
Cambia, tutto cambia.