Nell'ambito dell'incarico assegnato al super-super tecnico Enrico Bondi per la riduzione degli sprechi della spesa pubblica (la spending review) il Governo ha invitato i cittadini a segnalare sul proprio sito con un apposito form i casi di dissipazione del denaro pubblico. E' evidente l'uso strumentale e propagandistico di tale 'appello al popolo' e di 'esercizio' di democrazia diretta: quello di dare l'illusione ai cittadini di poter influenzare le decisioni della politica e di ricavarne magari qualche caso eclatante (chissà, un dipendente pubblico infedele che si porta a casa un rotolo di carta igienica o la penna dell'amministrazione pubblica) da dare in pasto, in stile blitz anti-evasione o di falso invalido colto in flagrante, alla pubblica opinione e alla riprovazione generale.
Per poter realmente perseguire il bene comune, per compiere le scelte coerenti con tale fine sul piano della legislazione, della pratica amministrativa e della politica economica e fiscale, questo Governo e queste Istituzioni dovrebbe avere il carattere di reale espressione democratica e non essere i meri esecutori della volontà di poteri forti nazionali e internazionali più o meno identificati che si realizza, per soprammercato, attraverso la mediazione di caste partitiche corrotte, inette, prive di ogni credibilità.
In ogni caso, anche per rispondere agli appelli di Sbilanciamoci e della Rete italiana per il disarmo, credo sia utile promuovere un dibattito pubblico e partecipato sulle scelte di finanza pubblica che consenta ai cittadini di prendere consapevolezza delle questioni in gioco e di far sentire, alta e senza ipocrisie, la propria voce.