"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Visualizzazione post con etichetta fabrizio gatti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fabrizio gatti. Mostra tutti i post

sabato 26 ottobre 2013

Costruire l'Alternativa con una grande battaglia per il welfare

Mi interessano sempre meno anzi forse mi hanno sempre lasciato indifferente le 'grandi questioni' su cui è solita dividersi la sinistra o in genere l'opposizione di sistema nella sua irrefrenabile attrazione per l'onanismo intellettuale e l'osservazione meticolosa e ossessiva dell'ombelico: dobbiamo ancora definirci di sinistra? bisogna essere radicali o riformisti? deve prevalere la vocazione a governare o la pratica antagonista dell'opposizione? un nuovo soggetto politico può nascere solo attraverso la connessione dei movimenti di base e delle vertenze territoriali oppure (anche) grazie alla fusione delle residue compagini di sinistra esistenti? 
Esiste invece una immensa battaglia da condurre da parte della sinistra o chiamatela come vi pare per riconquistare la supremazia e la centralità politica, culturale, sociale: quella per il welfare. Cioè per garantire a tutti un reddito attraverso lavori socialmente utili e investimenti produttivi pubblici, per la casa, trattamenti pensionistici dignitosi, l'accesso alla scuola e all'università e ad una sanità di qualità, la fruizione dei trasporti e delle reti di comunicazione, per l'assistenza ai disabili.
E' in questa battaglia che si raggiunge unità d'azione e rappresentanza di tutta la classe lavoratrice e dei ceti subalterni, senza divisioni tra giovani e vecchi, uomini e donne, occupati e disoccupati, precari e garantiti, poveri e ceti medi.
E' in questa battaglia che mette insieme valori etici e interessi materiali – pancia, cuore e testa – che riacquistano significato e attualità parole come socialismo e comunismo, lotta al capitalismo e alla dittatura dei mercati finanziari, che si può comprendere il carattere ferocemente violento del profitto e delle politiche di austerità e l'assurdità degli 80 miliardi di euro di interessi all'anno che ci costringe a pagare la folle architettura monetaria che è stata imposta all'Europa, che i principi affermati dalla nostra Costituzione nata dalla Resistenza diventano materia viva e non più astratte enunciazioni giuridiche.
Una grande battaglia, in cui dimenticare arroccamenti e distinguo oggi francamente incomprensibili e anacronistici, da combattere città per città, paese per paese, casa per casa con un'organizzazione politica che si costruisca come rete di ascolto, di solidarietà, di mutuo aiuto offrendosi come concreto punto di riferimento per i cittadini attraverso tutte quelle esperienze (utilizzo e occupazione di beni pubblici, gruppi di acquisto, orti urbani, banche del tempo, tutela legale, sostegno alle iniziative di autogestione delle aziende, ambulatori medici e dentistici popolari) necessarie per resistere in questi tempi tragici e per ricostruire una visione del futuro.