tramite comune-info.net
“Soltanto una sollevazione generale, che non si limiti a riempire le piazze per un giorno, ma che occupi in maniera permanente la vita quotidiana, può liberare la società dalla trappola del finanzismo – scrive Fraco Berardi Bifo – La sollevazione non è un’azione militare, e neppure una ribellione momentanea, ma il dispiegamento della corporeità sociale, il rifiuto permanente di pagare un debito he non abbiamo contratto”. L’obiettivo resta un moto persistente di insolvenza e di autorganizzazione, “trasferire l’energia di un giorno in un processo diffuso e permanente di autonomia solidale”.
di Fraco Berardi Bifo
Il 19 Ottobre (#19O) si ritrova a Roma il movimento che vuole
sottrarre la società al cappio mortale del finanzismo, il capitalismo
finanziario che sta portando l’Europa verso il nazismo.
Due logiche incompatibili si affrontano oggi in Europa (e nel mondo):
la logica di una società ricca di saperi, di competenze, di risorse – e
la logica finanziaria che ha bisogno di distruggere risorse saperi e
servizi sociali per poterne accumulare il valore sotto forma di
astrazione monetaria.
Ecco allora la potenza della tecnologia, che permette di liberare tempo dal lavoro per destinarlo alla cura e all’educazione, trasformata nella maledizione della disoccupazione e della miseria.
Ecco allora che per aumentare il valore delle azioni bancarie si deve
aumentare lo sfruttamento, il tempo di lavoro, e ridurre le spese per
l’educazione e la sanità.
Il sistema politico non può nulla contro la devastazione finanzista.
La democrazia è stata cancellata perché, come dice Mario Draghi, Sommo
Sacerdote della Teologia finanzista, il patto di stabilità procede con
il pilota automatico.
Soltanto una sollevazione generale, che non si limiti a riempire le
piazze per un giorno, ma che occupi in maniera permanente la vita
quotidiana, può liberare la società dalla trappola del finanzismo.
La sollevazione non è un’azione militare, e neppure una ribellione momentanea, ma il dispiegamento della corporeità sociale, il rifiuto permanente di pagare un debito che non abbiamo contratto, l’autonomia delle forme di vita di sapere e di produzione.