"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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lunedì 24 dicembre 2012

Legalità e giustizia


Ha suscitato alcune perplessità – nell'area di opposizione radicale a cui si rivolge - la candidatura di Antonio Ingroia alla guida del Quarto Polo, la lista che si propone di rappresentare l'alternativa al montismo, al berlusconismo e ai loro complici del centrosinistra. Ed anche, ma ci sarebbe da ragionare se sia davvero incompatibile, con il Movimento Cinque Stelle.
Perplessità su di una designazione sostanzialmente calata dall'alto (definita da Ugo Mattei 'non contendibile'), sulla sudditanza alla logica del traino mediatico del candidato Premier (estranea a chi concepisce la politica come elaborazione collettiva e partecipata) ma contemporaneamente sulle capacità comunicative di Ingroia di rispondere a tale compito (di fatto imposto dalla legge elettorale vigente e dalla soglia di sbarramento del 4 per cento da superare, dagli imperativi della politica spettacolo), sull'origine professionale del candidato Premier che pone ancora una volta come centrale nell'opposizione radicale la questione legalità anziché altri temi più propriamente di sinistra quali il lavoro, la giustizia sociale, l'ambiente, i diritti civili e sociali.
Si vedrà nel corso della campagna elettorale quale sarà l'effetto Ingroia. Sta di fatto che la costruzione di un soggetto politico nuovo che scardinasse le vecchie logiche mediatiche e leaderistiche, realmente espressione delle istanze dei movimenti e dei cittadini avrebbe richiesto (e richiederebbe) ben altro tempo rispetto ai pochi mesi disponibili tra la formulazione dell'appello di 'Cambiare si può' e la scadenza elettorale per di più anticipata al 24 febbraio.