"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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sabato 7 febbraio 2015

L'osceno mercimonio tra Renzi e Berlusconi


Renzi alla guerra contro Berlusconi

Come al solito, come sempre, vogliono indurci a guardare il dito che indica la Luna per nasconderci la Luna stessa.
Così nelle fibrillazioni politiche che stanno seguendo l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica gli argomenti degni dell'attenzione di stampa e tv sono se il Patto del Nazareno sia ancora vivo o morto, il giudizio su Renzi (più furbo o più cinico per la presunta fregatura rifilata a Berlusconi?), l'inarrestabile disgregazione di Forza Italia, la possibilità di sostituire nella “maggioranza per le riforme” il sostegno berlusconiano con i voti di trasformisti, opportunisti e voltagabbana di varia estrazione e colore.
La Luna – cioè la sostanza di quello che è in gioco – è invece ben altro.

Questo Parlamento, eletto con una legge incostituzionale che ne ha falsato la composizione e la rappresentanza dei cittadini, non ha la legittimità giuridica, morale e politica per cambiare la Costituzione.

Quello che conta del Patto del Nazareno è l'oggetto dell'accordo (o meglio dello scambio/ricatto reciproco tra i due contraenti): i voti di Berlusconi per l'attuazione del programma della P2 in cambio di vantaggi per sé e per le sue aziende. Il tira e molla di questi giorni, le minacce di Berlusconi di mettere a rischio le “riforme” e le contro-minacce renziane di inserire nei provvedimenti in fase di approvazione qualche norma anti-Mediaset o anti-Berlusconi (falso in bilancio, frequenze televisive) dimostrano esattamente, come scrive Travaglio, quali sono il senso e la natura di quel Patto. Può darsi che ora Renzi possa fare a meno dei voti di Berlusconi ma il programma della P2 resta così com'era.

Il principale alibi “politico” del patto per le riforme con Berlusconi era espresso così: “per mettere mano alla Costituzione è necessaria un'ampia maggioranza che impone di trattare anche con gli avversari e dunque con il leader della forza politica concorrente”. In realtà, in termini di consensi elettorali, PD e Forza Italia già rappresentavano molto meno della metà dei cittadini; recuperare i voti di chi capita – cani sciolti il cui unico obiettivo è di continuare a guadagnare il più a lungo possibile ventimila euro al mese - per approvare Italicum ed abolizione del Senato è, se possibile, ancora più indegno e osceno del Patto del Nazareno.

Su queste cose – legge elettorale e modifiche costituzionali – si potrà valutare e giudicare il nuovo Presidente della Repubblica e se davvero si tratta di un sincero democratico fedele alla Costituzione Repubblicana e con la schiena dritta.


Ai tanti simpatizzanti di Sinistra che storcono il naso su Il Fatto Quotidiano, accusato di avere un'impronta manettara e legalitaria, ricordiamo che quello è l'unico grande organo di informazione (certamente non organico alla Sinistra) che queste cose le dice a chiare lettere. E a ciò corrisponde l'oscenità del silenzio e degli inganni dei tg e di tutti i quotidiani in mano al potere economico. Oltre all'osceno atteggiamento dei tifosi piddini che gioiscono per i colpi che Renzi ha assestato a Berlusconi. Ora, mi rendo conto che, come si dice, per un tifoso il massimo del godimento è vincere un derby nei minuti di recupero con un gol irregolare o con un rigore fasullo ma qui non stiamo parlando di calcio ma del futuro dell'Italia. E il destino che Renzi sta preparando per il nostro Paese è esattamente quello auspicato da Licio Gelli.

martedì 3 febbraio 2015

L'elezione di Sergio Mattarella e la sindrome del Processo del Lunedì


L'elezione di Mattarella e il ritorno della Balena Bianca by Luca Peruzzi

Nel 1980 , trentacinque anni fa, Aldo Biscardi portava sugli schermi della Rai il Processo del Lunedì: il primo esempio di talk show sportivo e di giornalismo trash con un largo successo popolare. Non so quanto il “rosso” (di capelli ) Aldo fosse consapevole del mostro che stava creando ma certamente quel programma è stato uno degli emblemi dell'abisso in cui è progressivamente precipitata negli ultimi decenni la qualità della televisione e dell'informazione in Italia. La chiacchiera da bar spacciata come spettacolo e divulgazione, la discussione condotta con le modalità della rissa verbale con le voci gracchianti che si sovrappongono l'una all'altra impedendo di comprendere alcunché, la trasformazione dei giornalisti da professionisti con il ruolo di raccontare e spiegare i fatti in macchiette da avanspettacolo, il dibattito focalizzato esclusivamente sull'ultimo fatto, sull'ultima partita anzi sull'ultima azione come se non ci fosse un prima e un dopo: una storia passata che spiega gli eventi ed un futuro che ne sarà condizionato.
Questo è stato il Processo del Lunedì ma questo è diventato anche il modo prevalente con cui da anni viene trattata l'informazione “seria” di tv e giornali.
Ecco molti commenti alla elezione alla Presidenza della Repubblica, letti sui social network o espressi dai professionisti dell'informazione, mi hanno fatto ripensare al Processo di Biscardi: frasi fatte, giudizi sommari, analisi elaborate senza la capacità o con il rifiuto consapevole di collocare l'evento nel contesto politico, sociale, culturale, dei rapporti di forza tra i partiti e tra le élite dominanti in cui viviamo.

venerdì 30 gennaio 2015

I vantaggi per Renzi e Berlusconi con l'elezione di Mattarella


Alfano, Berlusconi e Renzi visti da Luca Peruzzi

Scrive Travaglio: "Siccome è una partita tra furbi che si credono l’uno più furbo dell’altro, nessuno può dire se la carta Mattarella sia un atto di guerra di Renzi contro B. per rompere il Nazareno, o una manfrina per consolidare il Patto ma con il coltello dalla parte del manico." Escludendo che la candidatura di Mattarella possa essere considerato un atto di guerra per rompere il patto del Nazareno, aggiungerei - visto che stiamo parlando di una partita tra "furbi" - che non è affatto impossibile che la sceneggiata sia completa e che Mattarella sia tutt'altro che sgradito a Berlusconi (si veda quanto pubblicava lo scorso 31 dicembre Franco Bechis e cioè che i "favoriti" del leader di Forza Italia erano la Finocchiaro e, appunto, Mattarella).
Certo Berlusconi subisce in questo momento un colpo di immagine per un candidato che gli è stato apparentemente imposto ma sono altre le cose a cui tiene realmente: gli affari per le sue aziende, la riabilitazione penale e politica da scambiare, ben volentieri, con l'attuazione insieme a Renzi del programma della P2 che è poi sempre stato il suo programma. E' questa l'essenza del patto del Nazareno la cui rottura non si vede proprio all'orizzonte.
Se negli scrutini decisivi Mattarella viene affossato dai franchi tiratori, Renzi deve tornare da Berlusconi con la coda fra le gambe (e poche possibilità di recriminazioni da parte della minoranza PD).
Se, come appare in questo momento probabile, Mattarella viene eletto, Renzi raggiungerà i seguenti risultati: