"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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giovedì 30 aprile 2015

Con l'Italicum cala il sipario sulla finzione della democrazia italiana



Renzi il Duce by Luca Peruzzi

L'approvazione dell'Italicum, la legge elettorale truffa di Renzi, un vero e proprio colpo di Stato, produce paradossalmente anche un effetto positivo: squarciare il velo di menzogna e di ipocrisia che avvolge il sistema politico italiano.
Nel Paese della Costituzione più bella del mondo – Costituzione mai applicata nei suoi principi fondamentali della sovranità del popolo, del diritto al lavoro, dell'uguaglianza sostanziale dei cittadini condizione indispensabile per la partecipazione alla definizione del bene pubblico, della laicità dello Stato – la democrazia non è mai esistita.
Nei settant'anni che vanno dalla fine della guerra ad oggi i governi li hanno scelti a Washington e poi anche a Bruxelles e Francoforte, li hanno eletti le mafie, il Vaticano, il potere economico e finanziario del grande capitale. Il consenso lo si è ottenuto attraverso il voto di scambio, il clientelismo, la corruzione, i brogli elettorali, l'intimidazione mafiosa, l'indottrinamento religioso, il condizionamento delle menti e il travisamento della realtà realizzati attraverso giornali e televisioni. Quando il Partito Comunista si è avvicinato alla possibilità di conquistare la guida del governo si sono progettati colpi di stato e sono stati scatenati terrorismo e stragi.

sabato 7 febbraio 2015

L'osceno mercimonio tra Renzi e Berlusconi


Renzi alla guerra contro Berlusconi

Come al solito, come sempre, vogliono indurci a guardare il dito che indica la Luna per nasconderci la Luna stessa.
Così nelle fibrillazioni politiche che stanno seguendo l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica gli argomenti degni dell'attenzione di stampa e tv sono se il Patto del Nazareno sia ancora vivo o morto, il giudizio su Renzi (più furbo o più cinico per la presunta fregatura rifilata a Berlusconi?), l'inarrestabile disgregazione di Forza Italia, la possibilità di sostituire nella “maggioranza per le riforme” il sostegno berlusconiano con i voti di trasformisti, opportunisti e voltagabbana di varia estrazione e colore.
La Luna – cioè la sostanza di quello che è in gioco – è invece ben altro.

Questo Parlamento, eletto con una legge incostituzionale che ne ha falsato la composizione e la rappresentanza dei cittadini, non ha la legittimità giuridica, morale e politica per cambiare la Costituzione.

Quello che conta del Patto del Nazareno è l'oggetto dell'accordo (o meglio dello scambio/ricatto reciproco tra i due contraenti): i voti di Berlusconi per l'attuazione del programma della P2 in cambio di vantaggi per sé e per le sue aziende. Il tira e molla di questi giorni, le minacce di Berlusconi di mettere a rischio le “riforme” e le contro-minacce renziane di inserire nei provvedimenti in fase di approvazione qualche norma anti-Mediaset o anti-Berlusconi (falso in bilancio, frequenze televisive) dimostrano esattamente, come scrive Travaglio, quali sono il senso e la natura di quel Patto. Può darsi che ora Renzi possa fare a meno dei voti di Berlusconi ma il programma della P2 resta così com'era.

Il principale alibi “politico” del patto per le riforme con Berlusconi era espresso così: “per mettere mano alla Costituzione è necessaria un'ampia maggioranza che impone di trattare anche con gli avversari e dunque con il leader della forza politica concorrente”. In realtà, in termini di consensi elettorali, PD e Forza Italia già rappresentavano molto meno della metà dei cittadini; recuperare i voti di chi capita – cani sciolti il cui unico obiettivo è di continuare a guadagnare il più a lungo possibile ventimila euro al mese - per approvare Italicum ed abolizione del Senato è, se possibile, ancora più indegno e osceno del Patto del Nazareno.

Su queste cose – legge elettorale e modifiche costituzionali – si potrà valutare e giudicare il nuovo Presidente della Repubblica e se davvero si tratta di un sincero democratico fedele alla Costituzione Repubblicana e con la schiena dritta.


Ai tanti simpatizzanti di Sinistra che storcono il naso su Il Fatto Quotidiano, accusato di avere un'impronta manettara e legalitaria, ricordiamo che quello è l'unico grande organo di informazione (certamente non organico alla Sinistra) che queste cose le dice a chiare lettere. E a ciò corrisponde l'oscenità del silenzio e degli inganni dei tg e di tutti i quotidiani in mano al potere economico. Oltre all'osceno atteggiamento dei tifosi piddini che gioiscono per i colpi che Renzi ha assestato a Berlusconi. Ora, mi rendo conto che, come si dice, per un tifoso il massimo del godimento è vincere un derby nei minuti di recupero con un gol irregolare o con un rigore fasullo ma qui non stiamo parlando di calcio ma del futuro dell'Italia. E il destino che Renzi sta preparando per il nostro Paese è esattamente quello auspicato da Licio Gelli.

venerdì 11 luglio 2014

Renzi e Berlusconi: il gatto e la volpe



Patto Renzi-Berlusconi, il modello “super-premier” senza opposizione

Le riforme in 10 punti: dall'Italicum all'elezione del capo dello Stato, passando per informazione e immunità parlamentare; se il pacchetto istituzionale passerà diventa quasi certa la "svolta autoritaria" paventata dai giuristi di Libertà e Giustizia, senza più opposizione nè controlli

Unendo i puntini delle varie riforme vaganti tra governo e Parlamento, costituzionali e ordinarie, ma anche di certe prassi quotidiane passate sotto silenzio per trasformarsi subito in precedenti pericolosi, come le continue interferenze del Quirinale nell’autonomia del Parlamento, della magistratura e della stampa, viene fuori un disegno che inquieta. Una democrazia verticale, cioè ben poco democratica: sconosciuta, anzi opposta ai principi ispiratori della Costituzione, fondata invece su un assetto orizzontale in ossequio alla separazione e all’equilibrio dei poteri. Ce n’è abbastanza per dare ragione all’allarme inascoltato dei giuristi di Libertà e Giustizia sulla “svolta autoritaria”.