"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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mercoledì 3 febbraio 2016

Il family day e l'agenda politica del liberismo


L'Ipocrity Day by Luca Peruzzi

Sabato scorso a Roma qualche decina di migliaia di persone, fomentate per ragioni di opportunismo politico e bigottismo religioso, manifestava contro il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali.
Nel frattempo vaste aree del mondo sono insanguinate - conseguenza diretta o indiretta dell'imperialismo occidentale e della politica dei suoi alleati Israele, Turchia e Arabia Saudita – dalla guerra e dal fondamentalismo islamico (e si parla ormai apertamente di una guerra mondiale incombente o già in corso), tanti povericristi (e tra loro tantissimi bambini) continuano a morire nel Mediterraneo nel loro viaggio verso la speranza (o illusione) di salvezza da guerre, malattie e miseria, i cambiamenti climatici in atto annunciano lo stravolgimento della geografia umana così come la conosciamo da alcuni millenni. E in Italia non si vede alcun superamento della crisi ed alcuna sostanziale diminuzione della disoccupazione, la povertà riguarda milioni di persone, le conquiste del welfare (pensioni, sanità, casa, trasporti pubblici, scuola e università per tutti) sono sempre più un lontano ricordo, la democrazia politica (anche nella sua mera funzione simbolica) è sotto attacco con le controriforme costituzionali e l'Italicum, si sta definitivamente smantellando la struttura economico-produttiva italiana – come entità nazionale autonoma – alla mercé del capitale straniero (gli “investimenti esteri”) e la battaglia che si sta conducendo intorno alle Banche italiane rappresenta l'ultimo e forse conclusivo atto del processo di colonizzazione economica e dunque politica dell'Italia.
Eppure la questione delle unioni civili è da giorni al centro del dibattito politico come se ad essa fossero appesi i destini del mondo. 

lunedì 10 novembre 2014

L'informazione e il dormitorio abusivo per operai in provincia di Varese

Immagine del dormitorio abusivo da Repubblica.it
La notizia della scoperta casuale, nel corso delle attività di soccorso resesi necessarie per le forti piogge in provincia di Varese, di uno squallido dormitorio abusivo per operai (impiegati oltre il vicino confine svizzero) è scivolata come acqua sui mezzi di informazione. Dopo qualche giorno non ne ha più parlato nessuno.
Se si fosse trattato di un caso di cronaca nera o di un incidente mortale provocato da un automobilista in stato di ubriachezza (possibilmente straniero e pregiudicato) vi si sarebbero dedicati fiumi di bit e ore di trasmissioni televisive - della mattina, del pomeriggio, della sera - con annessi opinionisti, plastici ed indignati appelli giustizialisti.
Per il dormitorio abusivo (definito un lager dai giornali) niente di tutto questo. Eppure qualche riflessione e qualche approfondimento li avrebbe dovuti stimolare: su come è ridotta questa Italia, su Varese come Rosarno o Vittoria o Villa Literno, sulla disperazione della disoccupazione che induce ad accettare qualunque condizione di lavoro (e qui tra italiani e immigrati c'è poca differenza), sul fatto che nemmeno il lavoro riesce ad emancipare dalla povertà, sull'impresa privata che riesce a prosperare (a fare profitti) molto spesso solo con il nero, con lo sfruttamento o addirittura la schiavitù (e a ciò si potrebbe aggiungere, ma senza riferimenti a questo caso, con l'evasione fiscale, con la violazione delle norme ambientali e sulla sicurezza sul lavoro, con la corruzione nell'assegnazione degli appalti pubblici).  E forse descrivendo con onestà ciò che è oggi l'Italia sarebbe chiaro a tutti che le condizioni di vita delle persone (e, se ci interessa il PIL e i consumi, il loro potere di acquisto) non si migliora con i bonus ma assicurando a tutti, gratuitamente o a prezzi politici, i beni e i servizi necessari per vivere: la casa, la sanità, l'istruzione, l'assistenza ai non autosufficienti, i trasporti. Insomma quello che un tempo si chiamava lo Stato sociale.

mercoledì 20 agosto 2014

Quattro anni sprecati

di LUCIANO GALLINO   19 Agosto 2014

tramite Eddyburg

Chissà se il potere Legislativo sarà mai in Italia così forte e virtuoso da stabilire la responsabilità almeno civile, se non anche penale, per i membri del potere Esecutivo che fanno perdere soldi agli italiani per aver compiuto clamorosi errori politici? La Repubblica, 19 agosto 2014

I governi Berlusconi,Monti, Letta, Renzi saranno ricordati come quelli che hanno dimostrato la maggiore incapacità nel governare l’economia in un periodo di crisi. I dati sono impietosi. Dal 2009 ad oggi il Pil è calato di dieci punti.

Qualcosa come 160 miliardi sottratti ogni anno all’economia. L’industria ha perso un quarto della sua capacità produttiva. La produzione di autovetture sul territorio nazionale è diminuita del 65 per cento. L’indicatore più scandaloso dello stato dell’economia, quello della disoccupazione, insieme con quelli relativi alla immensa diffusione del lavoro precario, ha raggiunto livelli mai visti. La scuola e l’università sono in condizioni vergognose. Sei milioni di italiani vivono sotto la soglia della povertà assoluta, il che significa che non sono in grado di acquistare nemmeno i beni e i servizi di base necessari per una vita dignitosa. Il rapporto debito pubblico-Pil sta viaggiando verso il 140 per cento, visto che il primo ha superato i 2100 miliardi. Questo fa apparire i ministri che si rallegrano perché nel corso dell’anno saranno di sicuro trovati tre o quattro miliardi per ridurre il debito dei tristi buontemponi. Ultimo tocco per completare il quadro del disastro, l’Italia sarà l’unico Paese al mondo in cui la compagnia di bandiera ha i colori nazionali dipinti sulle ali, ma chi la comanda è un partner straniero.

mercoledì 23 aprile 2014

I quattro milioni di poveri che non avranno gli 80 euro di Renzi


Pittibimbo Renzi secondo Luca Peruzzi

Il bonus fiscale approvato (?) dal governo Renzi (restando peraltro da definire la platea di beneficiari, le modalità di attuazione e l'effettivo importo pro-capite) ha palesemente la mera funzione di spot elettorale e tale è stato unanimemente riconosciuto, persino da Repubblica l'organo di stampa del renzismo..
Si tratta cioè dell'unico atto concreto in grado di spostare il voto popolare, nella competizione delle Europee decisiva per il futuro di Renzi, in mezzo ad un mare di annunci e di titoli che comprendono di tutto e di più: il lavoro e le riforme istituzionali, gli F35 e i segreti sulle stragi, la burocrazia ed i costi della politica.
80 euro al mese per avere la legittimazione elettorale per portare a conclusione la svoltaautoritaria e proseguire/implementare quelle politiche liberiste che stanno distruggendo l'Italia.
E' la pubblicazione periodica dei dati statistici – sulla disoccupazione, sulla povertà, sulla distribuzione della ricchezza, sul debito, sul calo del PIL e dei consumi, sulla chiusura delle imprese – che riporta tutti alla realtà e dimostra l'insufficienza, l'inefficacia e l'inadeguatezza delle politiche renziane ed il fallimento dei governi di salvezza nazionale degli ultimi anni promossi da Napolitano in ossequio ai voleri della Troika e sostenuti dal PD, da Berlusconi e dall'arcipelago centrista con la servile benevolenza dei cosiddetti 'giornaloni' (Repubblica, Corriere, La Stampa).

martedì 4 febbraio 2014

ALMENO DOPO NON CHIEDETEVI PERCHE'



di Marigo Giandiego

Cari politici,

Di questa Repubblica fondata sull'istigazione al suicidio.
Voi indifferenti, voi che 5000 euro-mese di pensione dorata non vi bastano , voi che osteggiate, addirittura con considerazioni morali il reddito di cittadinanza o meglio la garanzia d'un lavoro, voi che nemmeno considererete questa mia.
Non voglio pietire, vi racconto questa storia con l'unico intento di testimoniare, una sorta di filo rosso con due post che ho fatto qualche anno fa, sempre partendo dalla mia situazione. Spedendo addirittura una lettera al Presidente (sempre Napolitano da decisamente troppo tempo)
Certo, qualche anno fa faceva notizia ed ebbi un minimo di attenzione, almeno da quelli che mi stavano intorno, oggi forse verrò liquidato con l'indifferenza per una storia di tutti i giorni, persino un po' banale.
La crisi morde … la crisi uccide!
Ho molto tentennato prima di scrivere questo post, resto convinto che esso rischi di finire nel calderone dei drammi quotidiani. Per apparire unicamente un'opera , forse benfatta, di vittimismo.
Oggi mi è stato bloccato da Equitalia il libretto di risparmio, quello su cui ricevo l'unico sosterntamento della mia famiglia 270 euro mensili (invalidità all'80%, solo assegno, niente pensione per non avere negli anni precedenti all'invalidità 56 settimane come dipendente, lavoravo, disperatamente, dopo la chiusura forzata, con debiti, della mia piccola azienda artigiana, in una cooperativa logistica...che beffa, marcata CISL e Compagnia delle Opere). Essi non hanno bloccato l'assegno, impignorabile, ma il libretto che lo conteneva, impedendomi di ritirare la mia misera mensilità. Vi sono , spero, dei rimedi per le prossime emissioni del suddetto assegno, ma questo mese è perduto.
Questo mese si vive d'aria e di pietà altrui.
Sono disoccupato da 10 anni, ovviamente anche con le strutture di supporto e di aiuto non si riesce a ricavare, grazie ad una legge sulla collocazione degli invalidi sempre più elastica ed ipotetica, alcuna occupazione per me 59enne, invalido. In una società che scaccia i suoi giovani costringendoli all'emigrazione, che condanna all'isolamento ed alla povertà i suoi 45-50enni, validi, espulsi a vario tritolo dal mondo del lavoro, che rinvia la possibilità di pensionarsi trattando l'argomento come fosse una piaga ed una presa in giro costante, un miraggio morganatico che s'allontana con l'aumentare dell'età. Una classe politica vergognosa che salva se stessa in ogni frangente, che ha riguardo solo per i propri privilegi, ma è disposta a recedere da qualsiasi “diritto” non la riguardi direttamente.
Un popolo senza difensori … senza rappresentanza, senza voce e senza ascolto.
Anche chi sostiene di rappresentarlo, a volte persino in modo decisamente eccessivo e chiassoso, poi si perde nella propria auto-ammirazione vanesia e narcisistica … che non conclude nulla, ma rimira se stessa autocompiacendosi.
Non chiedetevi quindi perché la gente si uccide, perché la disperazione , a volte, vinca anche sulle buone ragioni. Non usate questa stessa disperazione a vostro consumo... a vostra utilità. Voi ne parlate ma non potete capire cosa voglia, veramente, dire vedere chiudersi davanti agli occhi ogni speranza ed essere consapevoli che ogni solidarietà di circostanza passerà... che le parole di saggezza scorreranno mentre la disperazione resterà lì, immutabile … corrodendovi la vita e l'anima. chi si uccide ha paura di questo, ma cosa potete saperne voi di questa paura? Nemmeno vi interessa
Non chiedetevi perché … siete voi, con la vostra indifferenza, con la vostra legge diseguale, con il vostro “Mondo Perfetto” a crearne le condizioni.
Non chiedetevi perché … è il vostro modello, è il perbenismo della pietà indifferente è il vostro mondo questo? Oppure no?
Un mondo in cui tutto e permesso, a patto d'essere nati dalla parte giusta, d'aver frequentato le giuste scuole e le giuste compagnie.
Un mondo che giudica la povertà come malattia che, i realtà, la teme e la allontana … quasi fosse una contagiosissima scabbia.
È il vostro mondo questo, non è mai stato il mio … nemmeno nei giorni in cui sono riuscito a sopravviverci dentro … persino con qualche successo.
Ed è la stanchezza, l'amica di questi anni ed è mia moglie l'unica vera compagna di questa vita.
Questo mese io ce la farò, spero, nonostante tutto, ma il mio ribrezzo nei confronti di questo mondo perbenista e bacchettone non potrà che aumentare. Non chiedevi perché … abbiate il pudore di non rilasciare dichiarazioni, di non partecipare ai funerali … dimenticateci, esattamente come avete fatto sin qui! Questo è quello che voi volete in realtà … perdere gli ultimi … diminuire, sfoltendolo, il fronte dei bisognosi.
Si chiama depopolazione ed è la vostra idea di sostenibilità






sabato 28 settembre 2013

La realtà delle cose

la carovana II

di Giandiego Marigo

La realtà delle cose … e non è un lamento, non è il racconto d’una richiesta né lo stimolo alla retorica e ad una sin troppo facile lacrima … non è non vuole esserlo, come non ha mai voluto in tutto questo tempo, in tutti questi anni in cui sono partito da me per raccontare questo paese. Questo mondo. Come io lo vedo, come lo percepisco. Come vorrei che fosse!
Non vuole essere altro che quel che è, il racconto d’un disagio previsto e prevedibile, la cronaca d’un evento annunciato e, tutto sommato, nell’ordine delle cose.
Molte parole ci circondano, molte chiacchiere, che a tratti divengono persino, forse perchè lo sono, fastidiose ed offensive. Non sempre e non solo da parte del potere, o quantomeno da quello riconosciuto e riconoscibile come tale, spesso anche dall’area dell’alternativa, dal mondo delle povertà e del bisogno s’invola, stranamente il canto della medesima canzone che il potere modula … e non è nemmeno strano che sia così in fondo.
La crisi morde e come poteva essere diversamente, l’hanno inventata per questo ed io ho aggiunto una TARES non pagata al monte dei miei innumerevoli ed umilianti debiti, alle cose che non ce l’ho fatta a pagare. Come me, molti? Non so dire, certo è che la crisi morde e la realtà anche.
Una realtà fatta di prezzi più che raddoppiati che attendono solo l’aumento dell’IVA per diventare, definitivamente, proibitivi.
Per molti diviene difficile fare la spesa e lo diverrà sempre di più. Si riducono le esigenze, si finge d’essere sani. Non ci si guarda in bocca e non si guardano le proprie scarpe.
Mentre si chiariscono sempre di più, agli occhi di chi ha la sventura di vedere, i contorni di un progetto che sfocia in un nuovo Evo Medio Tecnologizzato, con la rielaborazione di antichi e vantaggiosi Rapporti di Classe per chi non ha mai smesso di detenere il potere.
Un nuovo mondo, un nuovo ordine che si sta stabilendo a nostre spese e nonostante i nostri urli ed i nostri ululati alla Luna.

domenica 21 luglio 2013

I tragici numeri della crisi italiana

Napolitano, il Re Sola, visto da Lupe
"Il messaggio del deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista scritto su Facebook:
Facciamo diventare VIRALE questo post ragazzi. Condividiamo come non mai, lo stiamo facendo tutti quanti!
Napolitano blinda il governo e nasconde i conti sotto il tappeto. Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica ha incontrato il ragioniere generale dello Stato. Perché? Ve lo diciamo noi: