"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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mercoledì 19 novembre 2014

Una Cosa di Sinistra



Lo sanno anche i muri e lo capiscono anche gli asini che la prevenzione delle catastrofi in un Paese ad elevato rischio idrogeologico e sismico è una priorità assoluta ed un'emergenza ineludibile (e coloro che fanno finta di non saperlo e non capirlo sono dei disonesti, probabilmente non solo intellettualmente).
Avere a cuore il Paese e l'incolumità dei cittadini significa mettere in sicurezza il territorio e gli edifici pubblici e privati a partire da scuole ed ospedali, significa porre fine alla cementificazione e ai disboscamenti, significa risanare quelle aree come la Terra dei Fuochi o Taranto dove, per il guadagno di pochissimi, centinaia di migliaia di persone sono state condannate all'esposizione a terribili malattie, significa spingere per lo sviluppo delle rinnovabili e l'efficienza energetica anziché dare il via libera alle letali trivellazioni sotto costa che comprometteranno uno degli ultimi asset economici nazionali: il turismo.
Una grandissima opera pubblica, come scrive Salvatore Settis, fatta di tantissime piccole opere pubbliche che servono alla vita delle persone e non ad ingrassare lobbies e a consentire al politico di turno di fare passerella nella posa della prima pietra.
Una grandissima opera pubblica in grado di dare davvero lavoro a centinaia di migliaia di persone e non solo negli annunci di politicanti da strapazzo.
Non si dica che non ci sarebbero le risorse finanziarie necessarie: è solo una questione di volontà politica nelle scelte di spesa e nelle modalità di finanziamento degli impegni pubblici (basterebbe rileggere almeno il liberaldemocratico Keynes). E se uno Stato non è in grado di dare priorità alla salvezza dei propri cittadini non può essere uno Stato degno di questo nome. Tenuto conto poi che prevenire le catastrofi, ridurre incidenti e malattie, ottenere l'efficienza energetica degli edifici pubblici significa conseguire nel tempo elevati risparmi di spesa (a favore delle persone e non contro le persone come avviene quando si taglia su sanità, scuola e pensioni). Unendo poi a tutto questo la preservazione del paesaggio e delle bellezze naturali, la cura e la conservazione dei beni artistici e archeologici anche per renderli maggiormente fruibili, il ripristino della manutenzione ordinaria di strade e infrastrutture pubbliche si darebbe uno straordinario impulso all'economia turistica e culturale oltre a restituire dignità e decoro a questo Paese.
Ma si può pensare che un vasto programma di questo tipo, una volta assunte le decisioni politiche e stanziate le risorse necessarie, potrebbe realizzarsi dentro l'attuale sistema degli appalti e non venire massacrato, boicottato, bloccato da infiltrazioni mafiose, lobbies, pratiche clientelari e corruttive, inefficienze e pastoie burocratiche? Un programma di questo tipo, e qui vengo alla cosa di sinistra, necessita invece quale condizione indispensabile di essere attuato da un'Azienda pubblica da creare ad hoc, attivabile senza ritardi e torbide manovre da amministrazioni e comunità locali e che tragga le sue competenze tecniche dalla Protezione Civile, Forze Armate, Vigili del Fuoco, Sovraintendenze dello Stato ed Autorità di Bacino, Anas e via discorrendo.