"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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venerdì 26 febbraio 2016

Caro Paolo Ferrero ora è il momento di farti da parte

Paolo Ferrero

Alla fine dopo una lunga gestazione è nata Sinistra Italiana, il nuovo nome del partito di Vendola che raccoglie l'intera vecchia SEL insieme a qualche transfuga del PD e a pezzi dell'Altra Europa per Tsipras, il raggruppamento già intransigente e radicale dei fautori della politica partecipata e dal basso e del Soggetto Politico Nuovo.
Il giudizio negativo di Paolo Ferrero che ha annunciato l'indisponibilità di condurre Rifondazione Comunista dentro Sinistra italiana destinata a raggiungere al massimo il 4-5 per cento dei voti alle elezioni senza poter diventare una reale alternativa per il governo del Paese ha ricevuto sarcastici commenti sui social network: “come è ridicolo nel criticare il 4-5 per cento di Sinistra Italiana lui che è alla guida di un Partito allo zero virgola o all'uno virgola” è l'accusa più benevola che ha ricevuto.

Questo in effetti ha dichiarato Paolo Ferrero:

Secondo lei quindi l’iniziativa di Sinistra Italiana è destinata al fallimento?
Io non ho detto questo, ma penso che non risponde ai problemi che ci sono. Magari prendono il 4, il 5%. Vivono tranquilli, col loro gruppo parlamentare. Ma non è questo che risponde al problema per cui metà degli italiani oggi non vanno a votare." 

E francamente mi sembra un giudizio difficilmente confutabile: pensare che il Partito che ha come "padri nobili" colui che parlava amabilmente al telefono con gli inquinatori dell'Ilva e nella cui giunta scoppiavano gli scandali della sanità (Vendola) ed il responsabile economico del partito che votava il pareggio di bilancio in costituzione e la controriforma Fornero delle pensioni (Fassina) possa riguadagnare la fiducia del popolo della Sinistra, oggi disperso tra astensione e voto ai 5 Stelle, mi sembra fantascienza.

martedì 24 marzo 2015

Veneto. Anche SEL e i Verdi vanno dall'estetista


Ci chiediamo sempre perché in Italia non ce la fa proprio a nascere un soggetto politico unitario della Sinistra, magari con il 5 per cento dei voti ma decoroso e dignitoso, in grado di camminare a testa alta e di tenere la schiena dritta, e di candidarsi a governare per rendere questo Paese più giusto e civile quando ce ne saranno le condizioni. Ebbene la decisione di SEL e Verdi, due pezzi di una ipotetica Sinistra Unita, di allearsi in Veneto con la renziana Moretti spiega molte cose. In soldoni: SEL e Verdi sputano quotidianamente fuoco e fiamme contro la "svolta autoritaria" di Renzi (Italicum e rottamazione della Costituzione), la prosecuzione delle politiche antisociali di austerità, lo Sblocca Italia, il Jobs Act, la "Buona Scuola", le modalità di salvataggio dell'Ilva, trivellazioni, inceneritori, grandi opere e tutte le porcate che questo governo ci sta propinando e poi vanno a sostenere un candidato del PD che se vincesse contribuirebbe a far dire a Renzi: "Avete visto? Sulle "riforme", sul Jobs Act, su economia, scuola, ambiente, ecc.ecc. gli italiani sono con noi!".