Dieci anni DOPO
Il quadro mondiale in questo decennio è radicalmente cambiato. Nel 2001 il neo-liberismo era ancora dominante. Poi è arrivata la crisi economica globale a complicare ulteriormente la situazione. La risposta, specialmente in Europa, è quella di un mondo ancor più di destra. L'unica eccezione è l'America latina i cui governi si sono avviati su una strada di rinnovamento progressista. La sola regione in cui i governi rispettano i dettami del Fmi ma allo stesso tempo avanzano nel superamento degli schemi neo-liberisti
Dieci anni dopo la sua prima edizione, il Forum sociale mondiale torna da domenica in Africa - a Dakar, nel Senegal - in uno scenario internazionale molto diverso dal 2001. In quel momento l'egemonia del modello neo-liberista era ancora grande, l'economia mondiale non era entrata in crisi e, soprattutto, l'America latina era ancora dominata da governi neo-liberisti, con le uniche due eccezioni di Venezuela e Cuba.
Passata una decade, il mondo è cambiato. La crisi economica, nata nel cuore del capitalismo, ha portato le maggiori potenze alla stagnazione, da cui ancora non sono riuscite a uscire, mentre i paesi del sud del mondo, che privilegiano l'integrazione regionale ai trattati di libero commercio (tlc) imposti dagli Stati uniti, l'hanno già superata e hanno ripreso a crescere. Il modello neo-liberista ha perso legittimità, per quanto continui a essere dominante nonostante le affermazioni in contrario e gli adeguamenti.
Però, detto tutto questo, a causa della debolezza delle alternative a sinistra, il mondo è diventato ancor più conservatore di un decennio fa. Anche la vittoria di Obama e la fine penosa di Bush non hanno alterato questa tendenza. L'Europa di Merkel, Sarkozy, Cameron, delle acute crisi con i relativi pacchetti di salvataggio dell'Fmi in Grecia, Irlanda, Portogallo, ha girato ancor più a destra.