"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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sabato 29 novembre 2014

DUBITO ... E SCUSATE IL DISSENSO



di giandiego
Mi sia permesso il dubitare, anche se l'ultimo grido della moda Gauche, sembra essere che qualora si individui (chi individua?) un filone , apparentemente comune, si debba aderirvi, d'accordo o meno... nel superiore nome ed interesse dell'unità.
L'obbedienza cieca non è di sinistra, non mi appartiene, non credo sia la soluzione. Ritenere che essa sia l'indirizzo comportamentale per una sinistra frastagliata e sparsa è stupido, oltre che supponente, a mio modestissimo parere.
Non sono affatto d'accordo, dicevo, credo piuttosto, pur essendo uno che mette al centro e che da la dignità di teoria politica di valore assoluto alla necessità dell'unità, che essa nasca dalla chiarezza e dalla discussione, piuttosto che dall'atteggiamento “pedissequo”.
Sono convinto che “l'atteggiamento unitario” non si misuri nel numero di sì che si dicono ad un “immaginario leader” e nemmeno dai bocconi amari che si è disposti ad ingoiare in suo nome, ma dal fatto che si “agisca e ci si comporti in modo unitario”.
Questo “ragionamento” mi deriva, in un periodo non facile per me ( lo scrivere mi pesa in questa fase) da alcune dichiarazioni “estremamente discutibili” da un paio di “Leader immaginari” d'area , innegabilmente, tsiprasiana (più o meno).
Mi riferisco alle dichiarazioni di Landini a proposito delle trivelle in Sicilia ed a quelle di Vendola attorno all'invenzione della Leopolda de no' artri “Human Factor” (si noti la raffinatezza dell'uso dell'inglese) che dichiara la volontà della “Sinistra di Vendola” (già lui l'ha sempre intesa in modo molto personale) di Battere Renzi (udite..udite) con Landini & Prodi.
Come dicevo all'inizio, permettetemi di dissentire e di dubitare.
Cominciamo da Landini, che ci ammannisce quest'altra perla … nel nome del Lavoro, secondo la quale si dovrebbero appoggiare le trivelle A) perchè danno lavoro B) perchè forniscono, a suo dire, le necessarie garanzie di scarso impatto e rispetto ambientale.
Sostanzialmente si tratta di un appiattimento, con invenzione di motivazioni sulla posizione renziana del fare ed un via libera al suo progetto di trivellare le coste italiche.
Un accomodamento in vista di future alleanze elettorali di fatto?
La lettera di GreenPeace in risposta a Landini stesso è molto efficace, pur con tutte le perplessità che il gruppo stesso ci sviluppa …
Quest'ultima dichiarazione del leader della FIOM ci chiarisce, però, il quadro.
Landini non può e non vuole rappresentare la risposta di un'AreA di reale alternativa.
Non vuole o non può immaginare un mondo diverso da questo, non vuole o non può tratteggiare una società che si muova su un paradigma diverso da quello che stiamo “drammaticamente” praticando.
Questa sua incapacità od impossibilità lo rende uno dei tanti, innumerevoli “meno peggio” che la sinistra italica ha praticato in questi ultimi anni, collezionando in tal modo fallimento su fallimento.
Egli vede uno sviluppo che si muove e si articola da quel che c'è, cioè non discute il modello capitalistico della società e le sue brutture, ma ne tratta i correttivi ad ipotetico vantaggio dei lavoratori.
È la medesima logica che conserva l'ILVA perchè dà lavoro, che tratta la salute, che monetizza la distruzione ambientale . La logica suicida con la quale i comuni si sono fatti pagare in rotonde il disastro ambientale della cementificazione a vuoto della grande logistica, quella che ha richiesto contropartite in parchi gioco alla creazione di inceneritori e discariche. Quella che monetizza la salute dei lavoratori in fabbrica.
La logica delle parole che non corrispondono alle azioni … la logica della trattativa, che pur avendo la sua utilità non può e non deve essere applicata quando si parli di linee di prospettiva e di proposizione, di visione, di proposte di progresso reale. del progetto di un mondo e di uno sviluppo altro ed alternativo a questo sistema ed a questo progetto. 
In questo Landini soffre tutto il poco che la CGIL è, a questo livello e tutti i limiti dei sindacati su questo argomento.
Malattia, per altro, di cui la sinistra radicale tutta soffre da tempo.
Questa sua incapacità lo rende inadeguato al ruolo di leader di una sinistra d'alternativa.
Io, per esempio, non potrei mai, a nessun prezzo, condividere questa sua dichiarazione, e sono molto, molto perplesso dal fatto che egli l'abbia fatta. Ed io non sono un estremista e nemmeno un talebano, anzi, molti mi definiscono moderato.
Come spiritualista non potrei accettare una premessa che giustifichi la distruzione sistematica della natura e del Pianeta Vivente in nome di un petrolio che è già in esaurimento da sempre, che continui a supporre l'impossibilità di liberarsi dalla schiavitù degli idrocarburi., così come non posso accettare questo sistema che ha prodotto tanti e tali disastri e non posso accettare che il leader della mia sinistra ipotizzi lo sdoganamento delle trivelle, del fracking, della ricerca disperata del petrolio difficile. della distruzione delle coste e l'inquinamento del mare.
La scelta di un modello di sviluppo alternativo al disastro capitalistico ed occidentale , deve essere assolutamente chiara, è a mio umilissimo (ed ovviamente inutile) parere una delle linee di demarcazione fra progressismo (utile) e conservazione (pseudo modernista).
Il mio disaccordo quindi sulla dichiarazione Vendoliana (secondo punto in analisi) viene di conseguenza.
Prodi è l'uomo che ha “sdoganato” l'euro promettendoci che avremmo, grazie alla moneta unica, lavorato tre giorni e guadagnato per sei … è stato con D'Alema l'iniziatore dell'attacco ai diritti dei lavoratori e uno dei principali interpreti dell'affossamento dell'art.18 (quello originale).
Prodi è un democristiano assoluto … e proporlo in pariglia a Landini come Anti Renzi è “la solita minestra” del “meno peggio” che tanto male ha fatto alla sinistra e che l'ha accompagnata in questo angolo a credibilità nulla.
Il fatto, purtroppo, che queste eventualità siano accarezzate da molti “addetti ai lavori”, abituati ed assuefatti alla logica già citata del Meno Peggio, forse avvicinerà il partito dei Vendola, Landini e Prodi dei Ferrero e dei Civati, ma allontana a mio ancora una volta umile parere l'Area di Progresso e Civiltà

giovedì 25 novembre 2010

DOVE STA ZAZZA'


di Giandiego Marigo

Ribellioni, a macchia di leopardo senza collegamento estemporanee, violente a volte come scoppi di temporale, legate, però, alla rabbia ed allo sconforto, manifestazioni estreme, d'una frustrazione , in fondo, senza speranza, disperazione e mentre tutto questo accade quella che chiamammo sinistra dov'è? Non ci perviene notizia di lei...se non di qualche congresso o riunione organizzativa o peggio d'una ennesima ed estemporanea divisione.
Da una parte SEL sembra dibattersi in un ottica prettamente interna all'evoluzione del suo rapporto complesso con il PD ( del quale non parlo per il pudore di definirlo Sinistra, non vorrei offendere interne sensibilità che non gradirebbero affatto questa definizione) Un partito SEL che ha un Leader, ma non ancora un corpo, che muove molte simpatie, ma che resta, superficiale...d'opinione, radicato all'interno di alcune strutture ARCI, piuttosto che CGIL, ma più per incrostazioni di precedenti inondazioni che non per propri meriti. Un partito che pone proposte importanti. Composto di molti funzionari intermedi, dell'antica struttura di CGIL e RIFONDAZIONE, influenti più per difesa d'antiche posizioni che non per nuovi meriti acquisiti sul campo. Sensibili, ai movimenti ma sotto molti aspetti ininfluenti, se non a livello di uomini e figure di carisma...un agglomerato allo stato più che un partito. La Rinascente FDS, cosa dalla dubbia valenza, composta di cariatidi che si ripropongono per la 300a o 400a volta alla segreteria, d'un partito, che non riesce a smoversi dal 2-3% e che trova al suo interno appena nato gli embrioni della prossima divisione, sebbene, la discussione nata al suo interno abbia anche importanti connotazioni. Quindi mentre la sinistra più tradizionale decide se essere o meno nel governo e in che modo collaborare il paese s'incedia...motu proprio.
Non di soli Marxiani o presunti tali è composta l'Area di Progresso e Civiltà...neo liberal, social...e chi più ne ha ne metta catto-buddo-indu...e creativi d'ogni sorta che popolano l'area da IDV sino ai movimenti sconfinando nell'area dei grillini e che invece paiono assorti in un soliloquio ant'imperiale senza speranza e che pur avendo un concetto di mondo ed a tratti addirittura una visione d'alternativa che si sposa con una nuova economia a misura d'uomo e la necessaria decrescita...bene costoro mi appaiono appunto assorti in un vigile controllo degli angusti confini d'una presunta libera informazione, presi da irrefrenabile et personalizzatissimo odio, per carità più che giustificato, ma che finisce con il vanificarne e disperderne le pur interessanti energie.
Intanto il paese si ribella in modo asincrono, fuori controllo...qua e là esplode un focolaio, una piccola fiamma, un momento di reazione inconsulta e sono molti a questo punto dalle salite ormai innumerevoli su torri e gru, alle manifestazione della società civile che vengono seguite da scontri e manganellate, ma non c'è un'area che che impersonifichi e rappresenti queste lotte...esse restano avulse...lontane, altre, dal corpo di una classe politica che proprio non riesce a collegarsi con loro.
Questo dovrebbe indurci a riflettere, farci capire che la storia ed il paese, tutto, non hanno il tempo per aspettare ulteriormente i nostri comodi, di precisare e discutere chi, come ed in che modo, quando ed in che misura.
Sì! Decisamente ci sono risposte che vanno date e che riguardano profondamente il senso e la ragion d'essere di quella che un tempo definimmo Sinistra e che oggi ci piacerebbe poter chiamare Area di Progresso e Civiltà...esse riguardano molte cose , la scuola ed il lavoro, la povertà ed i beni comuni e sconfinano nella visione d'un mondo futuro che nasca cresca a partire dalle esigenze e dal benessere delle popolazioni piuttosto che non dalle regole e i limiti posti dai pochi che possiedono “la fabbrica dei soldi” ( il termine non è scelto a caso). Un'Area che sappia rispondere con una visione d'insieme che ci rimandi una società possibile, praticabile, equa ed eticamente connotata che abbia discusso e risolto le tematiche energetiche, culturali e ci proponga rapporti praticabili, compatibili ed accettabili, spiritualmente ricchi che facciano di noi dei fruitori  in reale condivisione con Gaia piuttosto che dei parassiti consumatori.
Che ci facciano sentire parte e non problema. Risorsa e non peso. Che consegnando una nuova visione sappiano consegnare ai moltissimi sconfortati e delusi di quello che fu un epocale movimento un nuovo sogno ed un nuovo obbiettivo che non sia solamente la caduta di un Imperatore, per quanto Buffonesco ed Intollerabile esso possa essere . Perchè in fondo se non si da loro la possibilità di sperare di confidare in un mondo migliore perchè mai dovrebbero preferire un Tiranno ad un altro? Cosa differenzeriebbe Napoleone da Cesare ed un'Imperatore da un Re?
Ma mentre questa ribellione serpeggia, questo bisogno si fa via via sempre più urgente...L'area che fa...cerca profeti ed ogni volta che sembra averne individuato uno cerca di affermarlo come l'unico portatore di verità con il risultato di averne cinquanta e tutti portatori d'una vera fiaccola. Convinti d'essere l'unica possibilità per l'Area che anzichè amalgamarsi e farsi grande sembra, ancora ed eternamente condannata alla dispersione ed alla frammentazione, perchè ogni portatore chiede sia l'altro a chinare il capo .
La chiamano in molti modi, purezza, vocazione maggioritaria, moderatismo, pregiudiziale liberal democratica...e via dicendo altri si definiscono Società Civile pretendendo d'esserne unici depositari ed altri ancora si inventano portatori ora del socialismo ora del marxismo ora della liberal democrazia, altri si vestono da francescani ed altri ancora da frati trappisti ed il risultato è sempre il medesimo che molte voci dicono cose analoghe e che invece non ci si confronta affatto su questioni fondamentali. Imprigionati dal rituale assumendo la forma come fosse contenuto, convinti che questo compromesso con gli infedeli sia triste necessità...accontentandosi del meno peggio ed accettando l'idea che aree simili siano collocate quasi casualmente in diversi contenitori per altro scarsamente connotati. Si fanno scelte superficiali ed invece non si pongono le questioni realmente influenti, quelle importanti che farebbero unità e creerebbero movimento. Una per tutte il nuclere, piuttosto che il lavoro, il precariato, la cultura altra...Tifoserie che scelgono di non aggregarsi sulle questioni reali ma sul colore di una maglia...e non c'è nulla di più folle . Però mentre questo avviene la gente si ribella ed è sola e prima o dopo si accorgerà, forse se n'è già accorta che, come più volte ho ripetuto, tutti noi che ci fregiamo di maglietta, distintivo e marchietto non siamo affatto indispensabili.