"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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martedì 29 aprile 2014

Cosa significa essere di Sinistra

Verso la manifestazione nazionale del 17/05 a Roma
Austerit
BASTA AUSTERITA'! BASTA PRIVATIZZAZIONI! 

ACQUA, TERRA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI

E DEMOCRAZIA IN ITALIA E IN EUROPA
Appello per la costruzione di una manifestazione nazionale il 17 maggio

Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte.

Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all'ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l'urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l'ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.
L'obiettivo è chiaro: consentire all'enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti.
Le conseguenze sono altrettanto chiare: un drammatico impoverimento di ampie fasce della popolazione, sottoposte a perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, ai danni ambientali e ai conseguenti impatti sulla salute, con preoccupanti segnali di diffusione di disperazione individuale e sociale.

Il Governo Renzi, sostenuto dall'imponente grancassa dei mass-media e in piena continuità con gli esecutivi precedenti, sta accelerando l'approfondimento delle politiche liberiste, rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti e il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone; continuando a comprimere gli spazi democratici delle comunità costrette a subire gli effetti delle devastazioni ambientali, delle grandi opere, dei grandi eventi e delle speculazione finanziaria e immobiliare; mettendo a rischio, attraverso i tagli alla spesa, il diritto alla salute, alla scuola e all'università, e la conservazione della natura e delle risorse.

martedì 27 novembre 2012

LA DEMENZIALITÀ AL POTERE



Di Marigo Giandiego
La stoltezza umana non ha limiti, dico stoltezza perchè il termine stupidità, idiozia, dabbenaggine implicano una ingenuità, una purezza d'intenzioni che l'umanità non ha affatto o che, quantomeno, non hanno coloro che al suo interno detengono il potere determinandone le scelte e gli indirizzi.
1200 centrali a carbone, nel mondo, non è un'idea mia, non è una supposizione dietrologica della mia mente, ma un indirizzo di fondo una scelta di prospettiva...e mi viene da piangere. Lo dicono i giornali qui, ne parla ormai tutta la rete qui o qui
Una follia, una cosa talmente stupida e suicida che non ci sono parole sufficienti a commentarla, una scelta demenziale.
Eppure le argomentazioni che sorreggono il progetto sono “motivate”, “strutturate”, corredate da numeri, grafici, argute deduzioni. Vengono proposte come soluzioni a basso costo, adatte a sorreggere ed a rilanciare un comparto energetico mai sufficiente ed adeguato.
Non vi angustierò con i motivi innumerevoli che rendono folle questa scelta, sono ovvi, talmente palesi da sconcertare nella loro evidenza...eppure, sosterranno che non esistano, che sia l'unica scelta possibile, nell'unico mondo proponibile.
E siamo sempre lì, nell'antico discorso delle premesse, delle scelte, delle visioni.
Pare persino sciocco doverlo ripetere e ritrovarsi sempre lì a motivare a contestare ciò che è palesemente folle a dover difendere una posizione che è “a dimensione d'uomo e di pianeta” contro un'altra che è solo “a dimensione di profitto” ed è umiliante e terribile che vinca sempre la seconda.
Sembra davvero di avere a che fare con degli alieni, capita sempre più spesso di chiedersi su che pianeta essi vivano, dove possano fuggire quando il conto verrà presentato...ci si chiede se essi non vedano quel che è davanti ai nostri occhi.
Quante volte “Cassandra” ha ripetuto il suo monito? Quante volta esso è stato poi, purtroppo confermato dai fatti? Quante volte ci siamo ritrovati a riparare danni del tutto prevedibili, ovvi ripetutamente segnalati? Possibile che l'esperienza non ci insegni mai nulla?
Eppure siamo ancora qui e la ricorrenza con la quale queste “scelte” vengono operate di fa pensare d'essere in un brutto film di fantascienza.
In Nome di chi? Non, certamente, in mio nome...e credo nemmeno nel vostro.
Quanto difficile sarebbe fare le scelte giuste? Scegliere di sviluppare le fonti di energia compatibili e sostenibili? Strutturare la nostra società in questo senso...essere parte del luogo che ci ospota e non l'origine d'ogni suo problema?
Sarebbe davvero così impossibile, difficile, improponibile acquisire e cercare nuove morali, nuove filosofie, adeguare le nostre teologie ad una “appartenenza” anziché ad una assurda , inconcepibile e dannosissima “dominazione”.
Eppure questa è la strada che dovremo percorrere(e non uso il condizionale a ragion veduta), l'unica che ci prospetterà una possibile salvezza, possibile non certa, perchè il danno arrecato e l'inerzia che ne consegue sono davvero enormi, molto più grandi di quanto una o due generazioni possano riparare.
Mi rendo conto di farneticare, di parlare di utopie assolute...e me ne dispiace, perchè non lo sono, passatemi il bisticcio.
Non lo sono, perchè, sarebbero davvero “la strada del possibile”, ma implicherebbero sacrificio, quantomeno inizialmente, proprio a quel “primo mondo” che di sacrifici non ne vuole sapere.
Perchè modificherebbero profondamente quel modello di “civiltà” di cui meniamo tanto vanto e che ha creato tanto danno. Perchè farebbe crollare la nostra “Torre di Babele” o quantomeno ci costringerebbe ad abbandonarla.
Un passo indietro? Non credo proprio...due avanti, a mio umilissimo parere, ma si sa i pareri di chi non conta nulla contano ancor meno di lui.
Applicare le nostre enormi potenzialità nel senso giusto, nella giusta direzione ci condurrebbe davvero a quel salto “quantico” di cui molti dietrologi farneticanti parlano.
Chiamateli progresso e civiltà se preferite...e scusate il disturbo

giovedì 12 gennaio 2012

APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

Aderisci all'appello del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua a questo link:

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

venerdì 19 agosto 2011

Appello: la manovra finanziaria di Ferragosto 2011 è incostituzionale

 

 SOTTOSCRIVI L'APPELLO !



Appello dei giuristi estensori dei quesiti referendari per l’ acqua bene comune e prime adesioni.


La lettura della manovra di Ferragosto e del dibattito politico che ne ha accompagnato la presentazione produce una sensazione di profonda preoccupazione in chi ha a cuore la democrazia ed i beni comuni. Impressiona in particolare la disinvoltura con cui si maneggia una materia tanto delicata e fondativa di un ordine giuridico legittimo quanto quella della gerarchia delle fonti del diritto. La manovra mette in moto una sorta di processo costituente de facto  che di per sé denuncia la natura profondamente incostituzionale, a diritto vigente, della filosofia ispiratrice dell’intero provvedimento.

Al primo articolo si legge infatti che il Decreto legge è emanato “In anticipazione della riforma volta ad introdurre nella Costituzione la regola del pareggio di bilancio”.  All’art. 3 si aggiunge che:“In attesa della revisione dell’art.41 della Costituzione, Comuni, Provincie, Regioni e Stato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del presente Decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge”.
L’art. 41 è uno dei perni della Costituzione economica italiana vigente. Esso sancisce che : “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
In Italia il processo di revisione costituzionale può svolgersi soltanto ai sensi dell’art. 138 Cost. che prevede doppia votazione in ciascuna Camera ed eventuale referendum confermativo. Fino a che questa revisione costituzionale non è avvenuta, la vigente Costituzione economica italiana è quella mista, che prevede un sistema di libera iniziativa privata sottoposto tuttavia a controlli anche preventivi volti a salvaguardare l’interesse sociale e la dignità della persona e l’ambiente . Cancellare per decreto ogni potere di controllo politico sull’attività economica costituisce una violazione palese e profonda del nostro tessuto costituzionale vigente che lo sbilancia in modo ancora più evidente a favore dell’interesse privato (spesso multinazionale)  ai danni di quello delle persone comuni.

martedì 9 novembre 2010

Bene comune, logica del profitto e Stato imprenditore

Nei giorni del bunga bunga e delle contorsioni pre-crisi di Fini, due fatti che avrebbero meritato maggiore attenzione di quanta ne hanno ricevuta:

la sentenza di primo grado sulla clinica degli orrori, la Santa Rita di Milano, che ha visto la condanna del primario di chirurgia toracica, Pier Paolo Brega Massone, e dei suoi due vice per avere eseguito secondo la Procura milanese, dal 2005 al 2007, 83 interventi nella migliore delle ipotesi completamente inutili ma causa di indicibili sofferenze ai pazienti, effettuando decorticazioni e sezioni, soprattutto di polmoni e mammelle, unicamente per chiedere il massimo dei rimborsi;

un'inchiesta di Repubblica sul business delle malattie, i metodi e i trucchi con cui l'industria farmaceutica ottiene dolosamente l'incremento del consumo di farmaci anche da parte di chi non ne avrebbe bisogno (argomento peraltro trattato più volte anche in Rai, tra gli altri da Rainews24).

Dopo decenni in cui ci hanno spiegato che la gestione pubblica dei servizi e delle attività economiche comportava inevitabilmente sprechi e inefficienze mentre l'iniziativa privata, grazie ai meccanismi della libera concorrenza, avrebbe assicurato per l'utente/consumatore una più ampia possibilità di scelta, riduzione dei costi e migliore qualità dei beni e servizi prodotti la realtà ci mostra esattamente il contrario.
I casi citati colpiscono ancor di più in quanto dimostrano che anche il bene della salute può diventare l'oggetto di delittuose speculazioni a fini di lucro.