"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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venerdì 20 marzo 2015

TAFAZZISMO INFINITO


di Giandiego
Premetto che scrivo questo post come posizione personale, da uomo libero da appartenenze, disinteressato alla difesa di alcuna rendita di posizione. Individuale, così come è stata la decisione di partecipare al percorso dell'Altra Europa.
Assisto, con sommo dispiacere ed anche da questo Blog ad un attacco nei confronti dell'Altra Europa, sancendone anzi tempo, cioè ben prima della conclusione del suo primissimo percorso e della sua stessa Assemblea Costitutiva, la prematura morte.
Forse in nome della Cosa di Landini? Che è, però e resta cosa diversa.
Va riconosciuto che questa fase iniziale sia stata piuttosto lunga e con lunghe momenti di stagnazione, ma forse i nervosismi e le deprecazioni nascono , anche da una scarsa comprensione del percorso stesso.
Oltre ... e va detto ... che da una superficialità endemica alla sinistra che sin troppo spesso inizia cose che non porta sino in fondo, per innamorarsi della novità e del nuovo leader carismatico.
É pur vero ed innegabile che questo percorso fosse cominciato con la presenza, per esempio di SeL e questa stessa presenza oggi sia fortemente in dubbio, quantomeno a livello direzionale, così com'è vero che in tutta la fase iniziale una presenza eccessiva e “pesante” dei garanti ha “oppresso” e frenato questa evoluzione.

martedì 13 gennaio 2015

LONTANO DAL PD


di giandiego
C'è, innegabilmente, in questo scritto una carica di pessimismo ed anche di sconforto.
Non va preso, nonostante alcune sue considerazioni come una sorta di testamento o come la motivazione di un abbandono, non lo è, anche se la stanchezza, a tratti e la delusione di fanno forti e chiedono pegno.
Questa premessa è importante, chi scrive non riesce e non vuole separare se stesso da quel che mette sulla carta e non parla mai o quasi di quel in cui non crede o che non vive.
Mi chiedo spesso, se davvero non sia possibile comprendere ed attuare , nell'azione pratica una perorazione, una richiesta che è ormai impellente in quell'area a cui ci rivolgiamo per ascolto e per identificazione.
Questa richiesta non nasce da una generica ed inutile forma di minoritarismo o dalla vlontà di testimoniare o ricordare d'un tempo di contrapposizioni frontali e dualismi fortissimi, ma semmai dalla visione alternativa e, fortunatamente, altra , del mondo che andremmo a costruire. Da una reale volontà di rinnovamento quindi piuttosto che dalla riproposizione di una memoria storica.
Vivo , personalmente, con grandissimo dolore e scoramento, come una forma di sconfitta e reale impotenza quella che viene definita come una necessità irrinunciabile (per esempio da molti comitati dell'Altra Europa Lombardi … ma non solo)Questa vicinanza forzata, quest'alleanza di fatto con il PD (per esempio alle prossime regionali, ma anche nel locale, pare, non se ne voglia uscire) credo sia deleteria, dannosa e persino mortale per chi voglia parlare d'alternativa e di mondo altro rispetto a quello dell'onnipotenza liberista.
A mio umilissimo e sempre inutile parere non si può parlare di alternativa e porsi a livello elettorale in qualsivoglia alleanza con chi di questa ipotesi liberista e di questa visione è, ad oggi, il maggior propagatore … è stolto, suicida.
Non permette alcuna chiarezza, alcuna distinzione ed avvalora in modo irrecuperabile la sensazione che la pseudo-sinistra sia sempre più pseudo e che l'alternativa al suo interno semplicemente non esista o sia purissima testimonianza.
Avvalora e conferma l'impressione, in ultima analisi, che la sinistra radicale ed alternativa sia troppo debole, indecisa, testimoniale per contare alcunché. Troppo succube, troppo legata ad interessi poltroniferi e rese di posizione per accettare d'essere realmente altro dal PD.
La verità è probabilmente diversa, ma è certo che troppi, davvero troppi compagni, forse anche in buona fede sono convinti che senza questa vicinanza si lasci spazio alla destra, oppure si perda qualche cosa, occasion nel fare e nel contarei o anche le sin troppe brave persone confuse che stanno con "la grande madre corrotta". ma in realtà il PD è più che corrotto è la destra ormai, è intriso di liberismo ed i suoi valori, ammesso che ancora ne abbia sono puramente formali, adattabili, costruiti di plastilina e creta cruda, malleabili e svendibili.
Ilì suoi comportamenti politici e le scelte che ne conseguono sono tali da trascinare nella sua vergogna chiunque gli stia a fianco.
La corruttela ed il pragmatismo di convenienza sono da tempo il suo unico linguaggio.
Appare quindi chiaro, almeno a me, come sia impossibile condividere in alcun modo questo percorso per chi … parli di un altro mondo possibile … esso non passa ba qui, anzi parte solo allontanandosene
Che paura abbiamo?
Quella di non poterci presentare a qualche tenzone elettorale?
Quella di perdere qualche poltrona che stiamo pagando con la nostra coerenza e rispettabilità?
Temiamo forse l'attraversamento del deserto, cosa di cui , quand'anche se ne parli, viene accolta con sommo fastidio da quei compagni abituati ormai da anni a ragionare in termini di alleanze remunerative … Quante poltrone? Cosa ci lascerete fare ?
E veniamo all'aspetto personale … non ce la posso fare, ad ascoltare ancora infinite volte di questa necessità, a ripercorrere ogni volta questo corridoio che mi fa ritrovare alla fine a fianco del PD, non mi interessa e non mi appartiene.
Non ho nulla a che spartire con loro e con la loro immagine di mondo … non la condivido. Non sono un minoritarista di principio, non sono un'estremista, un super-violento, non sono un cripto-marxista-dogmatico.
Ho scelto la via della spiritualità e dell'esempio, ho scelto di provare ad essere quello di cui parlo, la strada della non -violenza ma della radicalità. Eppure non riesco a stare fianco a fianco con chi giustifica , difende ed implementa questo stato di cose, con chi sta “progettando” questo mondo … di mezzo.
Lontano dal PD, l'ho detto tante volte , ma ora dovrò, con sommo rammarico, aggiungere lontano da chi sta troppo vicino al PD e che ala fine finisce con l'essere la stessa cosa in pasta un poco più grezza.
Non foss'altro che per me, per non star male come sto a sentirmi coinvolgere con queste persone che hanno accettato e difendono questo sistema.
Solo lontano da loro esiste una possibilità, qualsiasi sia il prezzo e sono convinto, che alla lunga questa scelta ripaghi. Permettendoci finalmente di dire e di far anche vedere che siamo altro, diversi ed alternativi anche a costo di perdere qualche rendita ed allora, forse, molti di coloro che si sono allontanati schifati e delusi dal voto, la vera maggioranza del paese...per altro, potrebbe persino tornare a fidarsi di noi

mercoledì 19 novembre 2014

DEL VOTO DI CIVATI E DELLE PAROLE DI FERRERO



di Giandiego Marigo
Due parole due, anche se mi rendo che servano a poco.
Anche se non sono nessuno (l'ho ripetuto anche questo sin troppe volte) e quindi esse avranno il peso di una piuma, anche se la convinzione stessa ch'esse non servano le fa essere in qualche modo disperate … leggere ed inutili.
Gli spunti da cui partirò sono due, da una parte l'ennesimo voto di fiducia al governo di Civati, dall'altra le parole di Ferrero sulla sua sinistra possibile.
È davvero desolante pensare che nessuno darà davvero peso a quel che scrivo, mi sovviene di chiedermi perchè io lo faccia, ma la risposta è sempre la medesima … una pulsione al dire...la volontà di esserci … testimonianza forse.
Temo per altro che sia , in qualche modo, anche se un poco mi infastidisce, la medesima pulsione dei molti che si alzano una mattina e creano un gruppo su Facebook per la Sinistra Unita (ce ne sono milioni ormai) e si mettono ad urlare che l'unica strada della speranza passa di lì … Non è così, lo sappiamo tutti, forse lo sa persino il nostro eroe facebukkiano.
Eppure ogni giorno nascono nuovi gruppi, ma il bisogno di esserci e di contare è grande e non si può non tenerne conto, così come io non posso smettere di scrivere anche se ogni tanto ne avrei davvero voglia.
Ferrero, tornando a lui, ci dice che la sua sinistra è questione di un paio mesi, partendo dall'esperienza delle liste per Tzipras e passando da Civati e Vendola.
Ammetto, che se questo venisse fatto, fuori da un periodo elettorale, con equità e con coerenza potrebbe persino essere interessante, ma una cosa va detta … perchè va detta!
Questa sua visione sembra non tener conto dei territori, quasi che una volta compiuto il miracolo di mettere d'accordo alcuni galletti il pollaio fosse dato per scontato …
Non è così Ferrero e mi stupisce che tu, politicante navigato ed esperto, lasci spazio ad un equivoco di questa fatta, ma alla fine la ragione sta proprio lì forse in quel “Politicante navigato ed esperto”, in quel tuo passato ministeriale prodiano, nella convinzione che sembra essersi fatta spazio dentro di te che una volta messe insieme le segreterie il resto venga, di conseguenza …
La premessa d'una nuova AreA a mio umilissimo parere (anche questo quante volte l'ho ripetuto) dovrebbe essere la circolarità e l'orizzontalità, una nuova spiritualità che invada anche i nostri rapporti personali facendoli divenire esempio
La strada da seguire è quella della Democrazia Partecipata... a parole lo dici continuamente, ma nei fatti, quando parli della tua sinistra dimentichi la gente … i territori, i movimenti ed è per questo … Ferrero, per questo errore, per questa dimenticanza che siamo qui dove siamo.
Un po' anche per colpa tua.
Con le sole segreterie ed i leader si fanno solo gli accrocchi, il farli poi con “compagni di viaggio” ambigui come Vendola e Civati ci esporrebbe al rischio di allearci con il PD un giorno ed uno no.
Senza la gente la lista Tzipras non sarebbe stata nulla, senza la speranza e la spinta dei territori avrebbe , semplicemente, fallito.
Prendiamo la strada giusta , facciamolo come si deve, va fatto … nessuno lo nega, ma c'è modo e modo … diamo respiro alla speranza, cominciamo da noi , dal modo, da come ci comportiamo.
Una parentesi poi va aperta sui “compagni di viaggio”, come dicevo prima. il che mi dà l'occasione di "giocarmi" il secondo spunto
Se ci sarà una grande mobilitazione una forza propulsiva essi saranno “controllati” ma se questo non avverrà riveleranno tutta la loro profonda ambiguità.
L'hanno dimostrata in tutti i modi, in tutti gli ambiti e non siamo tanto disperati da non vedere … abbiamo gli occhi, abbiamo le orecchie ed il cervello ci funziona ancora … a tratti forse, ma funziona.
L'Ultima perla di Civati, dopo la Fiducia Critica è stata quest'ultima “Fiducia per Forza” altro effetto comico, tutto da raccontare.
È con questo tipo di personaggi che vogliamo fare la sinistra? Sicuri?
Ho scarsissima considerazione dei leader, sono libertario ed anarchico in questo senso, ma se devo sceglierne uno … bhè pretendo palle e coerenza, e non piagnistei e dubbi amletici.
Oggi la sinistra Tziprasiana o meno, syriziana o meno, può essere solamente “Lontana dal PD” mentre il nostro “cucciolo” vagheggia ancora d'abbandoni … o forse no!
Perchè ho usato questi due spunti, perchè essi mi richiamano la sinistra che non voglio, l'errore che vorrei evitare, ma si sa, anche fra noi le icone consacrate hanno la loro importanza e senza una manciata di leader a favore di telecamera, sembra che si sia convinti di non potere andare da nessuna parte.
Ed allora mi uniformerò, pur di vedere una sinistra vera rinascere.
Detto questo però penso che nei territori si giochi la partita vera di questo “campionato”.
Non basterà unificare gli apparati, due o tre fallimenti messi insieme non fanno una vittoria.
Essi sono smunti, poco efficaci ed incisivi, scarsamente seguiti e se non proporranno contenuti e creeranno reale coinvolgimento essi finiranno ancor prima di iniziare, realizzando solo l'accrocchio di un “Grande Nulla”.
Io spero e darò, sto prodigando tutte le mie “scarse” energie, ma se continueremo a seguire le sirene dei Leader … alla caccia disperata dell'uomo del destino abbiamo fallito in partenza, perchè abbiamo scelto di partire con il piede sbagliato e questo non ci verrebbe perdonato, da chi ormai da troppo tempo sta alla finestra a guardare.
Ed ancor meno troveremmo clemenza nei “movimenti qualunquisti e d'opinione” loro sì guidati dal carisma, che non aspetterebbero altro (rispettando così la loro reale natura conservatrice) che affossare sotto una marea di risate e di sberleffi una sinistra che ha pretese europee, ma non ha popolo.

venerdì 6 giugno 2014

PECCATO!


Di Giandiego Marigo

(Questo sarebbe stato il testo dell'intervento che avrei fatto all'Assemblea dei Comitati Elettorali Pro TsipraS ae solo avessero reso possibile che ciò avvenisse ed invece come sempre si è deciso che fosse Roma e che, quindi, fosse una cosa per pochi ed addetti ai lavori)

Compagne, compagni
Si vede sin dalla scelta del luogo in cui si effettuerà quest'assemblea come, in realtà, la volontà di agire come si dovrebbe ancora manca.
I difetti congeniti, di nascita di questa lista, per molti versi entusiasmante e meravigliosa sono venuti fuori … subito, senza lasciare a nessuno il tempo di pensare o di godere più di tanto.
Quando nacque immediatamente come Sinistra Unita- AreA di Progresso e Civiltà lo dicemmo, ci sembrava stupido sostituire un verticismo con un altro, l'escamotage dei Garanti in realtà finiva d'essere la santificazione d'una forca caudina. Ma questo avvenne anche per l'incapacità, reale della base e dei movimenti di costituirsi come “Motore di quest'azione”, come gruppo di lavoro pensammo prima che avvenisse ad una lista con Syriza e Tsipras, ma l'ascolto che avevamo era scarso e la nostra voce debole … e comunque esistevano ed esistono canali preferenziali, frequentati dagli “intellettuali riconosciuti e dai politici di rango" che ci hanno in qualche modo esclusi allora ed anche ora. 
Non noi in quanto gruppetto di persone, ma in realtà il movimento, che è stato, come al solito consultato solo a decisioni prese e, diciamolo, che le prendono un gruppo di garanti auto-referenti piuttosto che una segreteria cambia davvero molto, ma molto poco.
Si è proseguito così, con forme incrociate di arroganza. Con Garanti che prendevano impegni a non essere effettivamente eletti che poi avrebbero rimangiato, ma tutto veniva tacitato in nome dell'unità necessaria e del 4% da raggiungere.

venerdì 23 maggio 2014

Tra la rabbia e la paura scegliere la ragione: l'Altra Europa con Tsipras



Come scrive Antonio Padellaro in un suo bell’editoriale sul Fatto Quotidiano i due principali competitori italiani delle elezioni Europee del 25 maggio, Grillo e Renzi, hanno fondato la propria campagna elettorale sulla fragilità emozionale delle persone usando rispettivamente i sentimenti della rabbia e della paura.
La rabbia per un Paese massacrato dalla crisi economica, la paura per il salto nel vuoto che potrebbe rappresentare la vittoria elettorale di Beppe Grillo.
Ora sul 'pericolo' Beppe Grillo la discussione è aperta ma sulle origini e le responsabilità della crisi - frutto della micidiale congiunzione dell'austerità liberista con il soverchiante italico malaffare di mafie, cricche e corruzione – non dovrebbero esserci dubbi.
Anzitutto dovremmo tutti aver ben chiaro quanto è stato determinante il contributo al massacro morale, sociale, economico dell'Italia da parte delle destre: le destre berlusconiane e diversamente berlusconiane (l'NCD di Alfano e l'UDC di Casini), fasciste e post-fasciste, i Fratelli d'Italia della Meloni, di La Russa e Alemanno, la Lega di Maroni e Salvini, i 'liberali' di Monti. Quell'area politica ci ha regalato Berlusconi, Dell'Utri, Previti, Cosentino, Scajola, Bossi, Belsito, la Santanché, Alfano, Schifani, Borghezio, Storace, Giovanardi, Gasparri, Sacconi, Formigoni, Cicchitto, Fiorito.
E dovremmo avere piena consapevolezza delle scelte scellerate operate dai degeneri eredi del PCI e della sinistra democristiana: prima l'imbelle opposizione a Berlusconi e poi, con Monti Letta e Renzi, la piena adesione e la gestione diretta del massacro sociale delle politiche liberiste, dell'austerità, del precariato.
Ora che tutti si dichiarano contro l'austerità e a favore di un'altra Europa ricordiamoci di chi ha votato il fiscal compact e il pareggio di bilancio in Costituzione oltre che la folle e sadica riforma delle pensioni della Fornero, chi è che sa solo proporre precariato e svendita delle aziende pubbliche ai privati.

IL MOTIVO PER CUI VOTERÒ “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”







Di Giandiego Marigo

Non sono, l’ho detto molte volte, un intellettuale ben pagato e riconosciuto. Quel che penso e faccio, quel che credo e scrivo ha scarso valore, anche se qualcuno tutto sommato mi legge e mi ascolta. Non posso, quindi, permettermi appelli ed ancora meno “dare Garanzie”.
Ho pensato ad una lista con Tsipras, che valorizzasse il lavoro di Syriza, sin da prima che essa esistesse … perché è, mia assoluta convinzione che questa “esperienza sia “determinante” nella lunga storia della sinistra europea, per il contesto ed il periodo storico in cui avviene. Per il suo respiro unitario, per lo spessore del suo discorso e della sua proposta … ed infine perche l’unità dell’area socialista è il primo passo indispensabile e necessario verso la creazione di un’AreA di Progresso e Civiltà. Ho scritto, nel tempo, molte volte, le ragioni di quest’Area , ho perorato la sua urgenza … ne ho accennato i contorni … per quel che vale, ma oggi qui parlerò delle ragioni di un voto.
Il movimento soffre, da tempo, dell’impossibilità di incidere, la sorte delle lotte locali, anche quand’esse fossero “giuste ed attrattive” o persino “innovative” dimostra, senza ombra di dubbio questa realtà. La sorte dei referendum, splendida vittoria (di Pirro), sull’acqua e sul nucleare in Italia, dimostrano che se il fronte delle lotte, sociali, ambientali e culturali non è, al minimo europeo esse non modificano nulla, non cambiano la società e si spengono, zittite da forme di potere ben più complesse ed articolate del mero potere nazionale o locale.

martedì 29 aprile 2014

Cosa significa essere di Sinistra

Verso la manifestazione nazionale del 17/05 a Roma
Austerit
BASTA AUSTERITA'! BASTA PRIVATIZZAZIONI! 

ACQUA, TERRA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI

E DEMOCRAZIA IN ITALIA E IN EUROPA
Appello per la costruzione di una manifestazione nazionale il 17 maggio

Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte.

Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all'ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l'urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l'ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.
L'obiettivo è chiaro: consentire all'enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti.
Le conseguenze sono altrettanto chiare: un drammatico impoverimento di ampie fasce della popolazione, sottoposte a perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, ai danni ambientali e ai conseguenti impatti sulla salute, con preoccupanti segnali di diffusione di disperazione individuale e sociale.

Il Governo Renzi, sostenuto dall'imponente grancassa dei mass-media e in piena continuità con gli esecutivi precedenti, sta accelerando l'approfondimento delle politiche liberiste, rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti e il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone; continuando a comprimere gli spazi democratici delle comunità costrette a subire gli effetti delle devastazioni ambientali, delle grandi opere, dei grandi eventi e delle speculazione finanziaria e immobiliare; mettendo a rischio, attraverso i tagli alla spesa, il diritto alla salute, alla scuola e all'università, e la conservazione della natura e delle risorse.