"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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martedì 13 gennaio 2015

LONTANO DAL PD


di giandiego
C'è, innegabilmente, in questo scritto una carica di pessimismo ed anche di sconforto.
Non va preso, nonostante alcune sue considerazioni come una sorta di testamento o come la motivazione di un abbandono, non lo è, anche se la stanchezza, a tratti e la delusione di fanno forti e chiedono pegno.
Questa premessa è importante, chi scrive non riesce e non vuole separare se stesso da quel che mette sulla carta e non parla mai o quasi di quel in cui non crede o che non vive.
Mi chiedo spesso, se davvero non sia possibile comprendere ed attuare , nell'azione pratica una perorazione, una richiesta che è ormai impellente in quell'area a cui ci rivolgiamo per ascolto e per identificazione.
Questa richiesta non nasce da una generica ed inutile forma di minoritarismo o dalla vlontà di testimoniare o ricordare d'un tempo di contrapposizioni frontali e dualismi fortissimi, ma semmai dalla visione alternativa e, fortunatamente, altra , del mondo che andremmo a costruire. Da una reale volontà di rinnovamento quindi piuttosto che dalla riproposizione di una memoria storica.
Vivo , personalmente, con grandissimo dolore e scoramento, come una forma di sconfitta e reale impotenza quella che viene definita come una necessità irrinunciabile (per esempio da molti comitati dell'Altra Europa Lombardi … ma non solo)Questa vicinanza forzata, quest'alleanza di fatto con il PD (per esempio alle prossime regionali, ma anche nel locale, pare, non se ne voglia uscire) credo sia deleteria, dannosa e persino mortale per chi voglia parlare d'alternativa e di mondo altro rispetto a quello dell'onnipotenza liberista.
A mio umilissimo e sempre inutile parere non si può parlare di alternativa e porsi a livello elettorale in qualsivoglia alleanza con chi di questa ipotesi liberista e di questa visione è, ad oggi, il maggior propagatore … è stolto, suicida.
Non permette alcuna chiarezza, alcuna distinzione ed avvalora in modo irrecuperabile la sensazione che la pseudo-sinistra sia sempre più pseudo e che l'alternativa al suo interno semplicemente non esista o sia purissima testimonianza.
Avvalora e conferma l'impressione, in ultima analisi, che la sinistra radicale ed alternativa sia troppo debole, indecisa, testimoniale per contare alcunché. Troppo succube, troppo legata ad interessi poltroniferi e rese di posizione per accettare d'essere realmente altro dal PD.
La verità è probabilmente diversa, ma è certo che troppi, davvero troppi compagni, forse anche in buona fede sono convinti che senza questa vicinanza si lasci spazio alla destra, oppure si perda qualche cosa, occasion nel fare e nel contarei o anche le sin troppe brave persone confuse che stanno con "la grande madre corrotta". ma in realtà il PD è più che corrotto è la destra ormai, è intriso di liberismo ed i suoi valori, ammesso che ancora ne abbia sono puramente formali, adattabili, costruiti di plastilina e creta cruda, malleabili e svendibili.
Ilì suoi comportamenti politici e le scelte che ne conseguono sono tali da trascinare nella sua vergogna chiunque gli stia a fianco.
La corruttela ed il pragmatismo di convenienza sono da tempo il suo unico linguaggio.
Appare quindi chiaro, almeno a me, come sia impossibile condividere in alcun modo questo percorso per chi … parli di un altro mondo possibile … esso non passa ba qui, anzi parte solo allontanandosene
Che paura abbiamo?
Quella di non poterci presentare a qualche tenzone elettorale?
Quella di perdere qualche poltrona che stiamo pagando con la nostra coerenza e rispettabilità?
Temiamo forse l'attraversamento del deserto, cosa di cui , quand'anche se ne parli, viene accolta con sommo fastidio da quei compagni abituati ormai da anni a ragionare in termini di alleanze remunerative … Quante poltrone? Cosa ci lascerete fare ?
E veniamo all'aspetto personale … non ce la posso fare, ad ascoltare ancora infinite volte di questa necessità, a ripercorrere ogni volta questo corridoio che mi fa ritrovare alla fine a fianco del PD, non mi interessa e non mi appartiene.
Non ho nulla a che spartire con loro e con la loro immagine di mondo … non la condivido. Non sono un minoritarista di principio, non sono un'estremista, un super-violento, non sono un cripto-marxista-dogmatico.
Ho scelto la via della spiritualità e dell'esempio, ho scelto di provare ad essere quello di cui parlo, la strada della non -violenza ma della radicalità. Eppure non riesco a stare fianco a fianco con chi giustifica , difende ed implementa questo stato di cose, con chi sta “progettando” questo mondo … di mezzo.
Lontano dal PD, l'ho detto tante volte , ma ora dovrò, con sommo rammarico, aggiungere lontano da chi sta troppo vicino al PD e che ala fine finisce con l'essere la stessa cosa in pasta un poco più grezza.
Non foss'altro che per me, per non star male come sto a sentirmi coinvolgere con queste persone che hanno accettato e difendono questo sistema.
Solo lontano da loro esiste una possibilità, qualsiasi sia il prezzo e sono convinto, che alla lunga questa scelta ripaghi. Permettendoci finalmente di dire e di far anche vedere che siamo altro, diversi ed alternativi anche a costo di perdere qualche rendita ed allora, forse, molti di coloro che si sono allontanati schifati e delusi dal voto, la vera maggioranza del paese...per altro, potrebbe persino tornare a fidarsi di noi

mercoledì 19 novembre 2014

DEL VOTO DI CIVATI E DELLE PAROLE DI FERRERO



di Giandiego Marigo
Due parole due, anche se mi rendo che servano a poco.
Anche se non sono nessuno (l'ho ripetuto anche questo sin troppe volte) e quindi esse avranno il peso di una piuma, anche se la convinzione stessa ch'esse non servano le fa essere in qualche modo disperate … leggere ed inutili.
Gli spunti da cui partirò sono due, da una parte l'ennesimo voto di fiducia al governo di Civati, dall'altra le parole di Ferrero sulla sua sinistra possibile.
È davvero desolante pensare che nessuno darà davvero peso a quel che scrivo, mi sovviene di chiedermi perchè io lo faccia, ma la risposta è sempre la medesima … una pulsione al dire...la volontà di esserci … testimonianza forse.
Temo per altro che sia , in qualche modo, anche se un poco mi infastidisce, la medesima pulsione dei molti che si alzano una mattina e creano un gruppo su Facebook per la Sinistra Unita (ce ne sono milioni ormai) e si mettono ad urlare che l'unica strada della speranza passa di lì … Non è così, lo sappiamo tutti, forse lo sa persino il nostro eroe facebukkiano.
Eppure ogni giorno nascono nuovi gruppi, ma il bisogno di esserci e di contare è grande e non si può non tenerne conto, così come io non posso smettere di scrivere anche se ogni tanto ne avrei davvero voglia.
Ferrero, tornando a lui, ci dice che la sua sinistra è questione di un paio mesi, partendo dall'esperienza delle liste per Tzipras e passando da Civati e Vendola.
Ammetto, che se questo venisse fatto, fuori da un periodo elettorale, con equità e con coerenza potrebbe persino essere interessante, ma una cosa va detta … perchè va detta!
Questa sua visione sembra non tener conto dei territori, quasi che una volta compiuto il miracolo di mettere d'accordo alcuni galletti il pollaio fosse dato per scontato …
Non è così Ferrero e mi stupisce che tu, politicante navigato ed esperto, lasci spazio ad un equivoco di questa fatta, ma alla fine la ragione sta proprio lì forse in quel “Politicante navigato ed esperto”, in quel tuo passato ministeriale prodiano, nella convinzione che sembra essersi fatta spazio dentro di te che una volta messe insieme le segreterie il resto venga, di conseguenza …
La premessa d'una nuova AreA a mio umilissimo parere (anche questo quante volte l'ho ripetuto) dovrebbe essere la circolarità e l'orizzontalità, una nuova spiritualità che invada anche i nostri rapporti personali facendoli divenire esempio
La strada da seguire è quella della Democrazia Partecipata... a parole lo dici continuamente, ma nei fatti, quando parli della tua sinistra dimentichi la gente … i territori, i movimenti ed è per questo … Ferrero, per questo errore, per questa dimenticanza che siamo qui dove siamo.
Un po' anche per colpa tua.
Con le sole segreterie ed i leader si fanno solo gli accrocchi, il farli poi con “compagni di viaggio” ambigui come Vendola e Civati ci esporrebbe al rischio di allearci con il PD un giorno ed uno no.
Senza la gente la lista Tzipras non sarebbe stata nulla, senza la speranza e la spinta dei territori avrebbe , semplicemente, fallito.
Prendiamo la strada giusta , facciamolo come si deve, va fatto … nessuno lo nega, ma c'è modo e modo … diamo respiro alla speranza, cominciamo da noi , dal modo, da come ci comportiamo.
Una parentesi poi va aperta sui “compagni di viaggio”, come dicevo prima. il che mi dà l'occasione di "giocarmi" il secondo spunto
Se ci sarà una grande mobilitazione una forza propulsiva essi saranno “controllati” ma se questo non avverrà riveleranno tutta la loro profonda ambiguità.
L'hanno dimostrata in tutti i modi, in tutti gli ambiti e non siamo tanto disperati da non vedere … abbiamo gli occhi, abbiamo le orecchie ed il cervello ci funziona ancora … a tratti forse, ma funziona.
L'Ultima perla di Civati, dopo la Fiducia Critica è stata quest'ultima “Fiducia per Forza” altro effetto comico, tutto da raccontare.
È con questo tipo di personaggi che vogliamo fare la sinistra? Sicuri?
Ho scarsissima considerazione dei leader, sono libertario ed anarchico in questo senso, ma se devo sceglierne uno … bhè pretendo palle e coerenza, e non piagnistei e dubbi amletici.
Oggi la sinistra Tziprasiana o meno, syriziana o meno, può essere solamente “Lontana dal PD” mentre il nostro “cucciolo” vagheggia ancora d'abbandoni … o forse no!
Perchè ho usato questi due spunti, perchè essi mi richiamano la sinistra che non voglio, l'errore che vorrei evitare, ma si sa, anche fra noi le icone consacrate hanno la loro importanza e senza una manciata di leader a favore di telecamera, sembra che si sia convinti di non potere andare da nessuna parte.
Ed allora mi uniformerò, pur di vedere una sinistra vera rinascere.
Detto questo però penso che nei territori si giochi la partita vera di questo “campionato”.
Non basterà unificare gli apparati, due o tre fallimenti messi insieme non fanno una vittoria.
Essi sono smunti, poco efficaci ed incisivi, scarsamente seguiti e se non proporranno contenuti e creeranno reale coinvolgimento essi finiranno ancor prima di iniziare, realizzando solo l'accrocchio di un “Grande Nulla”.
Io spero e darò, sto prodigando tutte le mie “scarse” energie, ma se continueremo a seguire le sirene dei Leader … alla caccia disperata dell'uomo del destino abbiamo fallito in partenza, perchè abbiamo scelto di partire con il piede sbagliato e questo non ci verrebbe perdonato, da chi ormai da troppo tempo sta alla finestra a guardare.
Ed ancor meno troveremmo clemenza nei “movimenti qualunquisti e d'opinione” loro sì guidati dal carisma, che non aspetterebbero altro (rispettando così la loro reale natura conservatrice) che affossare sotto una marea di risate e di sberleffi una sinistra che ha pretese europee, ma non ha popolo.

lunedì 8 settembre 2014

LA FISICA DEL PROGRESSO E DELLA CIVILTA'




di Giandiego Marigo


Un passo avanti della Civiltà viene definito dalla risultante di tensioni e culture che si muovono in senso diseguale. Non necessariamente opposto.
Sino ad un ventennio fa esisteva, in questo paese, una forte coscienza di classe che si opponeva o comunque si muoveva in senso diverso, quando non opposto rispetto a quella padronale o borghese, che dir si voglia e facendo questo creava le condizioni per un progresso reale. Era quindi l'esistenza stessa d'una cultura altra e popolare che garantiva i criteri di democraticità e di partecipazione attiva della popolazione.
Qualche grande genio della politica, non solo Berlinguer, egli non lavorava da solo, ed inoltre il fenomeno comincia prima, in realtà sin dal cedimento Togliattiano post resistenziale, in nome della ricomposizione delle tensioni nazionali ha trovato opportuno ed intelligente cercare una strada di unificazione e ricomposizione. Proponendosi di compendiare due grandi aree del paese quella socialista, laica e quella cattolica.
Furono moltissime ed logoranti le discussioni sul fatto che La DC avesse realmente o meno un'anima popolare o presunta tale, ma questa eventualità, come la discussione in questione furono solamente un grande, enorme e solenne pretesto. In realtà era sin troppo chiaro a tutti ch'essa fosse la rappresentazione in politica degli interessi della borghesia.
Non fu affatto un caso il conflitto di competenze all'interno dei poteri dello stato (legislativo ed esecutivo) che ne seguì e che ci trasciniamo ancora oggi ed ancora meno a caso la DC o meglio i grandi burattinai che la pensavano decisero di sacrificarla in nome di questo Progetto Bipolare tanto caro alla loggia P2 (altro che mani pulite).
Tale operazione avrebbe dovuto, nei desiderata dei “rappresentanti del popolo” e nelle analisi di questi “Padri della Patria”, produrre esattamente quella risultante di cui si è detto all'inizio.
Coloro che in questo assurdo gioco rappresentavano il popolo delle bandiere rosse hanno mentito ed hanno sbagliato, non vi è alcuna somma di forze, non vi è alcuno spostamento nel confine della normalità.
Semplicemente Il Pensiero del Potere Elitario è divenuto, con una profonda e più che ventennale manipolazione l'unico pensiero possibile e questi rappresentanti sono divenuti tranquillamente parte integrante di questo potere medesimo.
Hanno vinto hanno imposto la loro cultura ed il pensiero unico, hanno distrutto ogni pensiero altro ed alternativo che non fosse il loro. Lo hanno fatto in modo talmente efficace e profondo che oggi è considerato folle pensare, per esempio, non sottoposta alle arbitrarie Leggi di Mercato che essi hanno imposto. Si è addirittura inventata una opposizione che si limita alle questioni morali e lascia intatto, assolutamente intonso il meccanismo di perpetuazione del potere, semplicemente non se ne parla, si accetta l'idea che questo sia “Il miglior Mondo Possibile”
Quello che abbiamo oggi non è, in alcuna modo uno spostamento verso nuovi concetti, nuovi confini, nuove definizioni di Progresso e civiltà, ma semmai un ritorno ai rapporti di forza di inizio novecento, con l'aggravante della tecnologia e della globalizzazione.
È per questo che diviene tanto importante ed indispensabile creare un nuovo pensiero alternativo al potere.
Non importa che si chiami Sinistra o che altro, personalmente , essendo radicale e socialista, gradirei fosse mutuato da questo pensiero, ma non necessariamente e non solamente, può essere qualche cosa di completamente nuovo ed originale … (cortesemente si eviti di portare ad esempio M5S, che nonostante le affermazioni vuote dei suoi guru infallibili, si delinea ogni giorno di più come femomemo di destra ed è esattamente quell'opposizione vuotamente moralista di cui parlavo prima) . La cosa realmente importante è che sia alternativo ed altro rispetto al potere ed alla dittatura dell'Elite finanziaria, che elabori comportamenti, pensieri, linguaggi, mode e modi e forme simboliche che si muovano in senso completamente diverso da quello che oggi siamo e facciamo. Che ponga Solidarietà, Condivisione, Orizzontalità, Circolarità, Partecipazione, Spiritualità, Compatibilità, Sostenibilità e Visione del Femminile al centro del proprio intervento.

Che scardini il pensiero unico imperante che sta, semplicemente uccidendo ogni forma di progresso e civiltà

venerdì 25 luglio 2014

PARLANDO E SPARLANDO DEL SENATO SI DIMENTICANO IL PAESE.


Di Giandiego Marigo


È una cortina fumogena, certo ed ovviamente importante, perché riguarda la democrazia e la partecipazione , nonché la rappresentanza, ma resta, per la sua assoluta e parossistica centralità una distrazione. Uno specchietto per le solite stolte allodole.
Non è , infatti avulsa da un contesto e se è vero che in essa si manifesta la qualità golpista dell'intenzione, lo è altrettanto che essa non è la più importante ed ancor meno la più vergognosa o la più incisiva e deviante.
Il parlamento italiano è da tempo esautorato dal suo “presunto” potere, molte delle sue sovranità sono passate all'Europa ed ancora di più ne passeranno a breve.
Il Colpo di Stato è già avvenuto ed ora siamo in fase di assestamento.
Questo, che i giochi son fatti, lo sanno tutti da Fratelli d'Italia ad M5S … passando per la Lega e SeL.
Quello che sta avvenendo è un adeguamento ad una realtà che è stata imposta ed ormai e solo da consolidare. Centrare la contraddizione e la lotta sulla Carcassa del Mostro piuttosto che sulla sua natura, disquisire delle virgole di fronte al fatto che tutta la struttura elettoralistica e di rappresentanza e resa ridicola ed impotente e totalmente ininfluente da una struttura del potere che ormai da tempo si muove al di fuori di qualsiasi convenzione democratica.
Per non parlare del fatto che a livello Europeo questo diviene regola del gioco, nella sua istituzione più importante di potere reale “la commissione”. Ed omettendo anche che importantissimi trattati bilaterali, quelli sì fondamentali per il futuro democratico dell'intero continente vengono firmati ed implementati nel più assoluto riserbo ed avvolti dalla totale segretezza … alla faccia di qualsivoglia principio partecipativo o pseudo-democraticistico.

domenica 29 giugno 2014

LA QUALITA' DEL RACCONTO




Di Giandiego Marigo

Sono uno scrittore ed un poeta inedito, nonostante io mi picchi d'essere un buon scrittore. Dico questo non per trovare in questo ambito il mio mentore, ma per fare comprendere il motivo del mio titolo.
La Qualità del racconto è il suo messaggio … ed il modo in cui viene svolto e narrato, non sono questi tempi di contenuti, infatti, sono pochi coloro che riescono a pubblicare in modo decente ed eticamente accettabile … ed ancora meno quelli che li leggono o che sarebbero disposti a farlo. Spesso la forma prevale ed anche il marketing copre il senso stesso di quel che si cerca di scrivere.
Ora, voi mi chiederete, perché ci parli di questo … cosa ci interessa, perché qui?
Molto semplice, perché questo ragionamento si può trasporre, senza abusare della proprietà transitiva, nella vita e quindi anche nella politica. 
Perchè alla fine le cause che motivano e muovono questo vuoto culturale e spirituale sono le medesime.
Stiamo vivendo un periodo di intensa proposta, sin troppa, ad essere del tutto sinceri, personalmente l'ho detto spesso, sembra che ciascuno senta il diritto/dovere di alzarsi la mattina e di proporre un proprio soggetto, personalizzato e su misura, per l'unità della sinistra. Questo è bello ed al medesimo tempo preoccupante e dispersivo e comunque derivato in linea diretta da quella tendenza alla frantumazione infinitesimale che ha caratterizzato e continua a caratterizzare … la sinistra di fine ed inizio millennio.
Quello però che appare costante è la ripetitività dei metodi e dei contenuti. Il clichet, il format.

lunedì 23 giugno 2014

FRA CONFLUENZA E PROMISCUITÀ … CHE SINISTRA È ?



Di Giandiego Marigo
Comprendo, per carità e solidarizzo con il dramma interiore e profondo di Vendola e dei Vendoliani, i praticanti della terra di mezzo: fra sinistra e PD … fra GUE e PSE … fra color che son sospesi.
Capisco, davvero, e non sottovaluto nemmeno per un secondo il discorso di Niki e la sua prospettiva, ma non sono d’accordo! Non posso pensare che alla sinistra (quella vera, quella che ancora ha qualche diritto a definirsi tale, pur nell’inadeguatezza della definizione) resti la sola scelta fra confluire, collaborare servilmente o scomparire silenziosamente. Non ci sto!
E non è minoritarismo demente ed ignorante, massimalismo libresco ed un poco demenziale, ma la convinzione profonda che dietro a quest’AreA, covi un pensiero altro ed una spiritualità complessa, la convinzione cioè che l’alternativa non sia una pratica utopistica, ma una strada del possibile, anzi l’unica strada possibile, per riconsegnare il mondo ad una dimensione accettabile e umanamente vivibile.
Non pensiate che queste dichiarazioni siano di principio o generali, non lo sono e sono tutt’altro che banali. Le scelte Vendoliane non derivano da gusti personali od unicamente da interessi immediati e poltroniferi, certo esiste questa componente, ma è inserita in una più generale analisi di “necessità pragmatica”, di “possibilità reale di influenza e modifica”, deriva da un’analisi del mondo e dell’intorno … sbagliata e rinunciataria a mio umilissimo parere, ma realistica.
Le “motivazioni” che giustificano le azione di Niki e dei suoi emuli traditori che hanno recentemente “migrato” verso più comodi lidi è “squisitamente” pragmatica, la lettera di Fava lo dimostra al di là di ogni dubbio.

venerdì 6 giugno 2014

PECCATO!


Di Giandiego Marigo

(Questo sarebbe stato il testo dell'intervento che avrei fatto all'Assemblea dei Comitati Elettorali Pro TsipraS ae solo avessero reso possibile che ciò avvenisse ed invece come sempre si è deciso che fosse Roma e che, quindi, fosse una cosa per pochi ed addetti ai lavori)

Compagne, compagni
Si vede sin dalla scelta del luogo in cui si effettuerà quest'assemblea come, in realtà, la volontà di agire come si dovrebbe ancora manca.
I difetti congeniti, di nascita di questa lista, per molti versi entusiasmante e meravigliosa sono venuti fuori … subito, senza lasciare a nessuno il tempo di pensare o di godere più di tanto.
Quando nacque immediatamente come Sinistra Unita- AreA di Progresso e Civiltà lo dicemmo, ci sembrava stupido sostituire un verticismo con un altro, l'escamotage dei Garanti in realtà finiva d'essere la santificazione d'una forca caudina. Ma questo avvenne anche per l'incapacità, reale della base e dei movimenti di costituirsi come “Motore di quest'azione”, come gruppo di lavoro pensammo prima che avvenisse ad una lista con Syriza e Tsipras, ma l'ascolto che avevamo era scarso e la nostra voce debole … e comunque esistevano ed esistono canali preferenziali, frequentati dagli “intellettuali riconosciuti e dai politici di rango" che ci hanno in qualche modo esclusi allora ed anche ora. 
Non noi in quanto gruppetto di persone, ma in realtà il movimento, che è stato, come al solito consultato solo a decisioni prese e, diciamolo, che le prendono un gruppo di garanti auto-referenti piuttosto che una segreteria cambia davvero molto, ma molto poco.
Si è proseguito così, con forme incrociate di arroganza. Con Garanti che prendevano impegni a non essere effettivamente eletti che poi avrebbero rimangiato, ma tutto veniva tacitato in nome dell'unità necessaria e del 4% da raggiungere.

giovedì 29 maggio 2014

UNA SYRIZA ITALIANA NON PUÒ ESSERE CONTIGUA AL PD




Di Giandiego Marigo


La contraddizione che aveva distinto la fase iniziale della costituzione di questa lista e che SeL porta in sé sta esponendosi … immediatamente, peccato davvero, ed era tutto sommato prevedibile. A suo tempo mi ero chiesto a che titolo e soprattutto a che pro, alcuni intellettuali, tutto sommato “organici” alla'area ampia del PD, quali per esempio gli scrivani di Repubblica avessero scelto di correre con Tsipras.
Questa “ambiguità” era una delle premesse poco chiare che questa lista aveva (e che Sinistra Unita-AreA di Progresso e Civiltà aveva , puntualmente, stigmatizzato) e sulla quale si è soprassieduto in nome della sua importanza e dell'apporto fondamentale della sinistra europea e di Tsipras, ma soprattutto in nome della speranza che il percorso unitario facesse comprendere come , appunto, l'AreA potesse svilupparsi solo in assenza del PD ed in situazione non promiscua a lui.
Purtroppo le “esternazioni” di Vendola, Migliore e non ultimo di Curzio Maltese obbligano alla precisazione, almeno per quanto mi riguarda, a livello personale Ma anche come fondatore di pagine d'appoggio e parte dei “Comitati Pro L'Altra Europa Con Tsipras”.
Questavicinanza, tanto cara a questi “intellettuali” e pochissimo chiara anche in fase costitutiva è, io credo, del tutto gratutita e “non sentita” dal popolo che ha votato questa lista, non condivisa e condivisibile, se non in termini di assoluta chiarezza.
Il Progetto Unitaerio di Sinistra non comprende il PD che non è di Sinistra, se non in alcune manifestazioni del tutto utilitaristiche e finalizzate al recupero di una fascia di votanti,
Questo partito ha un progetto del tutto diverso, lontanissimo da ogni alternativa sistemica, di collaborazione e con il potere e l'elìte che lo detiene.
Una premessa “politica di fondo”, quale la lotta ai “progetti di austerità”, alla politica dei sacrifici, al taglio selvaggio del Welfare, alle privatizzazioni al precariato, alle delocalizzazioni, non può comprendere un partito che ne è il vessillifero e il propugnatore, Prodi è un artefica di quest'Europa, di quest'Euro … un uomo di Bilderberg … un artefice di questa trappola e non solo lui nel PD è fra le menti che quest'Europa hanno pensato.
Come può dunque avvenire che per combattere questo sistema ci si possa alleare con gli artefici, non ne abbiamo avuti a sufficienza di abbracci mortali e di alleanze suicide.
Ho già espresso questo pensiero e sono stato accusato, guarda caso da compagni d'area SeL di propugnare una sorta di “Rifondazione 2.0”, non è così, quella che io vedo è un'AreA ampia e plurale dove di incontrano "Socialisti, Comunisti. Libertari e persino Keinesiani", ma non neo-democristiani … cosa che avvicinando il PD è assolutamente certa.
Questo progetto è alternativo a questo sistema e quindi alternativo al PD. Propone e ricerca una spiritualità ed un mondo altri che non possono essere, nemmeno per errore o distrazione, quelli degli emendanti per eccellenza che, di fatto, condividono il sistema sino in fondo … sino nel DNA.

martedì 13 maggio 2014

NON E' UNA QUESTIONE DI MARKETING!


Di Marigo Giandiego


Questa perorazione vale per tutti, anche se ha valenza doppia per i “modificatori di mondo”, per coloro cioè che si arrogano con maggiore o minor merito l'onere o lonore del trasporto della fiaccola del cambiamento.

Come può avvenire questo cambiamento se ad una “esteriorità progressiva” corrisponde, poi, un'interiorità assolutamente tradizionale e convenzionale.
I grandi Moovement prima di mettere in discussione la “struttura” posero in forse i “valori” che la confermavano: l'organizzazione della famiglia, la figura del padre, i ruoli di potere ed il modo in cui essi si riproducevano, le convenzioni sociali ed il perbenismo, le tradizioni ed il culto del passato, le grandi religioni ed i loro dogmi.
Fu questa discussione, questo dubbio, questa volonta di rinnovamento e rinascita spirituale e sociale che permise l'onda lunga arrivata, pur con tutti i suoi errori e limiti, a lambire anche i nostri anni. Oggi, per contro, i “rivoluzionari” perpetuano comportamenti assolutamente tradizionali e “conformi”, si sposano in chiesa e con grande pompa, battezzano i propri figli, vestono trendy, elaborano atteggiamenti modaioli, escono in piazza la domenica vestiti a festa, Accettano le convenzioni, fanno parte di coalizioni. Frequentano masters condivisi con la migliore borghesia, condividono la visione economico-sociale di Pyketty, sottoscrivono una visione condivisa, unitaria della società.
Si possono contare sulle dita di una mano coloro che attuano “comportamenti” altri … che non siano, ampiamente, sdoganati ed accettati … sistemici, in buona sostanza.
Nessuno si prende il rischio dell'emarginazione, se questa non gli viene ammannita come una sorta di punizione dalla società stessa.
I luoghi dell'esspressività e della creatività sono condivisi, il pensiero è unico, non esistono circuiti underground o alternativi che non siano “controllati e gestiti” dal potere stesso come valvole di sfogo programmato
Da questo “imborghesimento” (anche se il termine non è affatto adeguato, mi sia concesso) deriva l'incapacità di comprendere la lingua e le esigenze degli ultimi...e dei penultimi e lo scollamento conseguente dalle esigenze del “popolo”.
Oggi, tristemente, questo rapporto è gestito con “modelli pre-formattati” legati alle leggi del controllo e del marketing, da personaggi che non hanno alcun reale interesse nella sorte di coloro che manovrano, ma li usano in modo strumentale ed assolutamente irrispettoso. Giocando con le “appartenenze” e “ le leggi universali del gregge” in modo spudorato ed a tratti indecente.
Non riusciamo a contattarli con la verità?
E ci corrucciamo di non avere un linguaggio sufficientemente elaborato per “narrarla”, di non avere anche noi le nostre“leggi del gregge” ma non è questo il problema … non solo. Non abbiamo le parole, i linguaggi, perché non abbiamo alcuna conoscenza della classe (perdonerete quuest'escursione marxiana), ma non solo.
Perchè anche noi siamo imprigionati in un linguaggio artificiale, che è quello riconosciuto ed adottato dal mainstream … che non è però affatto quello della classe, ma semmai una sorta di lingua universale.
Non è una questione di marketing, così come non è mai stata una questione di leader.
Sono assolutamente convinto che la politica sia anche praticità e quotidianità che le proposte e le risposte necessarie siano anche pratiche ed immediate, che non sia quindi solo ed unicamente una questione di ragioni e motivazioni profonde … ma fra questo ed accettare le logiche sistemiche perché sono quelle implementate e conosciute c'è differenza, così come c'è nel scegliere la strada breve e più battuta in termini “comunicativi”.
Potrei, a questo punto, essere accusato, come è gia successo di monotonia … queste cose in altro modo ed in altra chiave le ho già dette … e non solo io.

Però io credo che la ripetizione giovi, anche perché, per quel che vedo nulla di quanto detto in questo breve post, viene realmente preso in considerazione mei momenti topici e laddove conta...quindi, devo dedurre, non è stato sufficientemente detto e con ogni probabilità, così come succederà probabilmente anche questa volta, mai ascoltato.

domenica 20 aprile 2014

LA VIOLENZA E LA RAGIONE, LA SPIRITUALITÀ E LA RABBIA

 
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di Giandiego Marigo
FACCIAMOLI QUINDI ANCHE QUESTI DISCORSI DIFFICILI!
Leggo di molti, compagni, anche fra quelli che più amo e mi sono vicini, che manifestano la necessità impellente ed un poco rabbiosa di un cambiamento e tutta la loro scontentezza per il fatto ch'esso tardi o non si prospetti affatto all'orizzonte.
Leggo della convinzione che questa rabbia debba sfociare in una manifestazione palese di ribellione anche violenta.
Alla mia convinzione ed affermazione che la prossima rivoluzione debba essere , soprattutto d'ordine spirituale, questi compagni rispondono, molto spesso, ricordandomi che il potere non rinuncierà a se stesso e non ha alcuna intenzione né di cedere né tantomeno di concedere.
Grazie! Ne sono perfettamente cosciente.
Così come sono cosciente del fatto che, alla resa dei conti, questo stesso potere metterà in campo tutte le sue possibilità e qualità repressive. Eppure permane in me la convinzione che la scelta non violenta e la ricerca della maturazione spirituale debbano essere premesse di fondo … ossature e fondamento del nuovo pensiero progressista.
Vengo da lontano ed ho assistito (ed io stesso ne sono stato parte ed interprete) a come la convinzione che la forza e la violenza fossero , in qualche modo , utili, propedeutiche e necessarie abbia trascinato il movimento , e non solo una volta, in un gorgo da cui sono usciti vincitori solamente i forti, i violenti e gli incazzati, mentre i visionari e gli spiritualisti veniveno emarginati e silenziati … in attesa di tempi migliori.
Perché il bello, il sacro ed il buono, l'alternativa culturale, la canzone e lo sberleffo sono relegati ai tempi in cui si può … ai tempi in cui non esista l'esigenza del resistere, del difendere, del riconquistare, del salvare.
È un errore che abbiamo già compiuto, a mio parere, e ben più di una volta.
Eppure, ripensandoci, è palese come il modello prodotto dall'uso e dall'abuso la violenza, non sia e non possa essere, mai, un modello alternativo a questo sistema perchè esso stesso è fondato sulla violenza, la chiama e se ne nutre. Così come sulla prevaricazione, l'affermazione di forza, la misurazione muscolare, la selezione del migliore e dell'addatto.
Questo significa, forse, non credere nella forza, nella mobilitazione oppure rinunciare alla lotta ed all'affermazione delle nostre idee e della nostra visione? Niente affatto, non ha nulla a che vedere con la radicalità, con la convinzione e nemmeno con la coscienza della violenza infinita del capitalismo. Non è vuoto e stucchevole pacifismo di maniera.
Significa solamente lasciare al potere l'appannaggio della violenza senza senso ed accettare il rischio di subirla.
Perché e di due visioni alternative di mondo a confronto quello di cui stiamo parlando.
Di due modi d'intendere e di vedere
Di due filosofie e spiritualità differenti che partono da premesse diverse e non omogeneizzabili.
Non esiste possibilità di confusione perché l'una viaggia verticalmente e l'altra orizzontalmente l'una si propaga linearmente l'altra circolarmente … sono postulati, premesse che non potranno trovare composizione.
La pratica della violenza verticalizza e rende lineare, impone visioni piramidali, dicotomizza il forte dal debole, preferendo e privilegiandoi il primo.
Quindi obbliga la mente e l'anima in un cunicolo che può solo portare ad un pensiero “sistemico” e piramidale quindi di negazione della visione altra di cui tutti parliamo e che è premessa d'un mondo diverso.
Non esiste cambiamento se non partendo da queste acquisizioni, queste affermazioni non sono opinabili se non al prezzo di accettare una logica dualistica e di contrapposizine tipica della propaganda e della flosofia del potere.
Mi rendo conto di affrontare un ulteriore scoglio, nel “pensiero di sinistra”, mi rendo conto di mettere in discussione quel “potere che nasce dalla canna del fucile” tanto caro a moltissimi “intellettuali conseguenti.
Mi rendo conto che moltissimi non saranno d'accordo con me.
È molto difficile abbandonare questa convinzione, che è parte, però, delle ragioni fallimentari della nostra storia.
Questa violenza necessaria che non ha mai compreso esattamente come dove e quando fermarsi, finendo sempre con l'accompagnare delle elite a sostituirne delle altre, mantenedo, però, intatto il “rapporto di potere” , le sue funzionalità pratiche ed il suo “percorso di propagazione” e quindi privilegaindo la sostituzione al cambiamento.
È anche per questo che nei nostri esperimenti così spesso riproduciamo gli errori che abbiamo commessi sin qui, perché siamo intrisi d'una cultura e d'una filosofia sistemici e non accettiamo il prezzo d'una visione realmente altra.
Che sappia porre, davvero, premesse filosofico-etico-spirituali completamente diverse da quelle che ci hanno fatto crescere e ci “controllano” in questo sistema.
Senza alcun dubbio , a mio umilissimo ed inutile parere, l'uso e l'abuso della violenza e la convinzione ch'essa sia indispensabile all'affermazione del cambiamento è una di queste “malformazioni” , di questi “errori di postulazione” che commettiamo.

giovedì 27 marzo 2014

DIFFICILE DEFINIRE L'ENTITÀ REALE DEL DANNO MORALE ED ETICO



di Giandiego Marigo


Lo è davvero, difficile, definire la portata del danno morale ed etico apportato alla “politica” dal grande inciucio.
Ormai le leggi Ad Castam sono all'ordine del giorno e non più solo una casualità episodica , ma il pane quotidiano, quando non sono in difesa dei loro personalissimi interessi, ancor peggio, difendono e rappresentano quelli di una elìte europea mondialista ed asservita al potere di un circolo ristrettissimo ed eterno.
Non ci sono più parole, davvero non ne ho più, per definire la gravità della responsabilità di chi ha svenduto e prostituito una parte della storia dei popoli in nome di un piatto di lenticchie e di un posto sotto la tavola dei potenti a raccoglierne le briciole.
Sono duro? Eccessivo? Estremista? Non piace quel che dico?
Ne sono sinceramente spiacente, ma la verità non è relativa, nonostante molti credano di potercelo raccontare.
Questo è il motivo per cui io credo, fermamente, che qualsiasi progetto, soggetto, AreA si voglia occupare e voglia parlare di Progresso e Civiltà (intesi come crescita morale, spirituale e collettiva dell'intera umanità), chiunque voglia prendersi il peso sulle spalle di una cultura altra, a-sistemica, chiunque voglia discutere davvero del potere e non delle sue rappresentazioni momentanee.
Debba assolutamente prendere l'impegno a non mischiarsi, mai! Per alcuna ragione e per libera scelta in “Ammucchiate di qualsiasi tipo e sorta” tese unicamente alla conservazione ed alla perpetuazione di “Ruoli di potere e Rendite di posizione” si parli di Locale o di Globale poco importa.
L'AreA di progresso e Civiltà deve garantire questa premessa (morale , etica e spirituale) a chi deciderà di appoggiarla.
Ma soprattutto dovrà mantenerla...e questo significa crescere anche spiritualmente oltre che eticamente e moralmente. Questo io penso.
C'È BISOGNO DI SINISTRA, È VERO, MA NON SOLO DEL TERMINE, QUESTA VOLTA NON DEVONO ESSERE PAROLE, MA REALE CAMBIAMENTO.


giovedì 20 marzo 2014






di Marigo Giandiego

Non sono un fan accecato ed accanito di Enrico Berlinguer, faccio parte di quella generazione che lo ha fortemente criticato, lo stimo, lo ritengo l'ultimo segretario d'un vero PCI, ma non dimentico come egli sia l'inventore di quel “Compromesso Storico” che tutto mandò a catafascio e non glielo perdono, ma qui vorrei parlare d'altro, oggi.
In uno dei suoi ultimi discorsi egli perorò sulla questione morale, pure con un PCI che iniziava, già da allora a mostrare le code sulla questione, pur nonostante ne centrò con grande lungimiranza l'importanza, tanto che questo suo discorso viene a tutt'oggi citato un po' da tutti ed anche un poco a sproposito.
Eppure pur con riferimenti numerosi e corposi che addirittura lo superano ampiamente, perdendosi nella nebbia delle origini oggi la sinistra ed ancor meno la pseudo-sinistra piddina sembrano non volere affrontare affatto questa tematica ed ancor meno paiono volersi interrogare sulla sua incombenza, ormai sin troppo evidente, anzi, insistono nel ritenerla secondaria, mostrando e non difendendo affatto il fianco dagli attacchi strumentali dei “moralisti urlanti del nulla”. Dimostrando pienamente e dolorosamente tutto il disastro spirituale e morale che la sconfitta culturale dei suoi valori ha provocato fra le sue fila e nella sue premesse.
Eppure, sotto moltissimi aspetti, questo discorso sull'etica e sulla moralità , nasce proprio a sinistra e quivi trova la sua “naturale” collocazione valoriale, ma oggi i pragmatici ed i geni del marketing, che imperversano ed ammorbano le sue fila sembrano averlo completamente dimenticato nella loro assoluta corruzione culturale e nella scelta cosciente di “accettare le regole del gioco” di una società a capitalismo avanzato.
Il continuo sollevarsi e scoprirsi di altarini, sinceramente miserevoli ed anche riprovevoli, i continui e pressanti richiami della magistratura alla correttezza formale e sostanziale. L'abitudine inveterata all'auto-assoluzione. Il fatto che costantemente ed in modo trasversale permanga la certezza assoluta che si prendano responsabilità istituzionali essenzialmente per il malloppo ch'esse possono apportare.
Questo è la causa per la quale le accuse “d'essere tutti uguali” alla fine vengono confermate,m purtroppo, dall'evidenza della realtà.
É sin troppo facile affondare il coltello nel burro o “sparare sulla croce rossa” come il gergo popolare definisce il rimarcarequestioni sin troppo evidenti.
È pur vero che ormai l'antagonismo politico si svolge a colpi, incrociati, di denunce e di scoop, e che basti accedere ad un posto di responsabilità per vedersi scatenare a ddosso ogni sorta di illazione e calunnia, ma è senz'altro vero che è banalmente sin troppo facile beccare chiunque con le mani nella marmellata.
Ed allora la questione si pone! Urgente , immanente, pesante.
Non ha alcun senso non affrontarla ed a mio parere essa va posta, da sinistra, come questione di primaria importamza.
Nell'AreA di Progresso e Civiltà che io vedo la questione è primaria, perché è pur vero che non è contraddizione fondamentale rispetto a quella delle classi fra loro, ma è anche vero che la credibilità di qualsiasi discorso e di qualsiasi contenuto, anche fondamentale, passa innanzi tutto da lì.
Non esiste verità e sincerità dove ci sia corruzione e peculato, non può esistere.
La mia sinistra lo sa ed ha il coraggio di affrontare l'argomento , anche quando riguardi se stessa.
Molti errori sia di contenuto che di linguaggio sono stati commessi sulla questione morale, per non parlare di sottovalutazioni, arroganze e palesi, sconcertanti negazioni. Ed ancora ci tocca riferirci soprattutto a quella che io chiamo Pseudo-Sinistra, perché, purtroppo, è quell'area che il sistema convenientemente spaccia come “sinistra”, ma diciamolo, la vicinanza forzata da un bipolarismo folle, sta , rapidamente infettando anche i reggi-coda e i paggetti, pure in apparenza migliori.
Oggi è ormai all'ordine del giorno, la triste regola che “l'infilare le mani nella cassa” ed “il giocare con le diarie” sia “normalizzato”, così come la disponibilità a svendersi per un piatto di lenticchie e trenta denari in fondo una/o fa politica per quello no?
La logica è tutta italiota e profondamente radicata in un popolo cresciuto fra mazzette e raccomandazioni, se capita di andare lì, di “accedere alle stanze” chi non lo farebbe e soprattutto perché non farlo. Non a caso quelli stessi italioti si riconoscono alla fine in questi politici ed in questa politica, non si spiegherebbe altrimenti il fatto che continuino a “votarli" ed a “cascarci” ... puntualmente ed immancabilmente come innocui e provvidenziali, per i politici, boccaloni. Tanto da rendere "eclatanti ed implicitamente condivise" queste vergognose "regole del gioco". 
Le  cose stanno così ... Questa è la politica ... Per fare ci si deve sporcare le mani ... Non ci si può fare nulla ... ed altri luoghi comuni di questo genere.
Gli scandali che riguardano la gestione spendacciona di Renzi o l'appropriazione indebita della sottosegretario alla cultura Barracciu, ma anche la montagna di casi precedenti e quelli ancora da venire ma certi e rigorosamente bipartisan … bèh dovrebbero farci comprendere perché oggi sia così difficile parlare di valori a sinistra ed essere creduti … eppure ... continuiamo , stupidamente a dare il fianco, alle zanne di coloro che hanno fatto della morale... l'unica questione e la usano in modo assolutamente e totalmente strumentale...ma diciamocelo non ci sarebbe modo migliore di rispondere alle loro accuse di “essere tutti uguali” se non l'evidenza assoluta di essere diversi, il che non mi pare nemmeno all'ordine del giorno.

C'È BISOGNO DI SINISTRA, ASSOLUTO, COSì COME C'È BISOGNO DI UNA CULTURA ALTRA E NON SISTEMICA, CHE PONGA LA QUESTIONE MORALE NELLA GIUSTA LUCE E COME PARTE DI UN DISCORSO VALORIALE E DI FONDO … DITEMI … COSA STIAMO ASPETTANDO?

lunedì 10 marzo 2014

L'EUROPA CE LO CHIEDE ... Sì, MA CHE COSA



Quanto sangue, quante lacrime, quanta austerità è stata “spacciata” in questo paese all'urlo di “L'europa cel lo chiede” una classe politica indegna, manovrata dalla peggiore elite finanziaria che la storia di questo continente abbia consegnato alla storia. Ce lo hanno ripetuto sino a farlo divenire un ritornello grottesco e anche un pochino vergognoso.
Non sono un fan di quest'Europa, lo premetto, non sono un fan della sua moneta inventata apposta per prostrare intere nazioni, ma soprattutto non mi piace la sua classe politica e gli interessi ch'essa rappresenta.
Sono un vecchio internazionalista e non riesco proprio a prendere la piega nazionalistica e localista che oggi sembra andare di moda, ma l'Europa che io vedo è quella dei popoli, quindi non questa.
Però ritengo necessarie un paio di considerazioni … per amore della verità e per rappresentare la pochezza assoluta della classe politica made in Italy, all'interno di una europea, comunque da vergogna.
Quasi a rimarcare che noi ci teniamo ai record e quindi ci piace non farci mancare nulla.
Allora, l'Italia ha 119 procedure di infrazione (record) delle quali 24 sull'ambiente (record), per non avere eseguito i dettami europei.
Fra queste “azioni” mancate, vi è, dal 1992, il reddito minimo di cittadinanza, le procedure contro la corruzione, numerose tutele ambientali, la banda larga, l'uso dei fondi UE, il miglioramento del sistema di istruzione.
Ora … lo ripeto io non sono un fan di quest'Europa, ma mi sembra che molto meno di me lo siano coloro che si spacciano per europeisti della prima ora.
Grottesco in qualche modo non trovate?
Che l'Europa ci chieda solo quello che comoda a loro? (che sono sempre e solo ritocchi ai bilanci, ragionieristici e crudeli sacrifici, abbassamento dei diritti) E che invece i pochi aspetti che farebbero comodo alla gente o si muoverebbero in un senso accettabile siano sempre di “secondaria importanza” tanto da essere sottovalutati sino ad arrivare alla procedura di infrazione.
Sono gli europeisti nostrani i peggiori nemici dei quest'Europa, i primi a nutrire l'antieuropeismo, rimandando una immagine di un'Unione incapace di chiedere altro che Lacrime e Sangue (il che è vero, ma almeno negli altri paesi europei si traveste di una decenza che in Italia ed in Grecia è negata e derisa).
Una presa in giro, quindi di una classe politica e dirigente totalmente parassitaria (come da nessun'altra parte nel mondo) abituata al vampirismo ed al silenzioso assenso popolare, perché diciamolo chi tace... acconsente. E noi siamo silenziosamente specializzati nell'accettare qualsiasi abuso.
Ci troviamo quindi davanti una burocrazia corrotta, viziata, strapagata, una classe politica incompetente, parassitaria, imbelle. Che non riesce nemmeno a realizzare un “ambiente conservatore-liberale” che divora la propria stessa cultura, che risponde con l'ignoranza e l'incompetenza a qualsiasi sollecitazione. Una vergogna nella vergogna.
Mistificano la mistificazione ed è ridicolo oltre che grottesco.
Non ci si può dunque stupire che chi tiri “la morale” a questi vomitevoli individui passi poi per rivoluzionario ed innovatore, pur essendo soltanto un Savonarola di provincia che accetta di farsi Masaniello (Attenzione! Fra Savonarola e Masaniello … c'è grandissima differenza).
Non dico nulla di nuovo, lo so, forse lo scrivo piacevolmente, spero. Ma non affermo alcuna novità.
Quante “normalizzazioni” sono fallite miseramente a livello locale per l'opposizione passiva delle burocrazie provinciali e/o comunali. Quante riforme efficientiste sono naufragate per incrostazioni e sclerosi del pubblico impiego? (e stiamo continuando a parlare...si badi, di classe dirigente, perché il pesce comincia a puzzare dalla testa).
Non sto parlando di “piccole rivoluzioni in divenire” ma di un paese europeo, normalmente, capitalistico, quello di cui ci balbetta il PD per capirci, promettendola da secoli senza mai realizzarla, ma che in Italia sembra “semplicemente irrealizzabile”. Ed allora ognuno ha il Grillo che si merita, urlatore del nulla, riformista domenicale, venditore di illusioni e di improperi, biscazziere delle tre carte.
Dov'è la visione, la prospettiva di evoluzione e progresso spirituale e morale, dov'è quel movimento intrinseco verso il miglioramento che chiameremo civiltà ? Sommersi ed annullarti dal bisogno di normalità? Che bella tattica per non far muovere nulla, costringere l'Alternativa in un'eterna difesa dei diritti minimi, riconosciuti altrove dallo stesso sistema liberale. Costringerli a lottare non per il cambiamento (utopia, sarebbe chieder troppo) ma per la normalità.
Talmente geniale che il sistema lo sta globalizzando, non senza contraddizioni interne al fronte capitalistico, certo, ma inesorabilmente.
Permettetemi di concludere nel medesimo modo che sto da un poco di tempo adottando, anche con un finale molto colorito, ma a mio umilissimo parere efficace, per rendere il bisogno e l'urgenza.

Cè bisogno di sinistra...cosa cazzo stiamo aspettando?

venerdì 7 marzo 2014

L'INCAPACITÀ DI … “FARE NOTIZIA” E LA VOLONTÀ DI SILENZIARE




di Giandiego Marigo

Torno molto spesso su argomenti attinenti alla comunicazione ed al linguaggio, forse perché ritengo che molto del successo di una qualsivoglia diffusione od implementazione anche di alto profilo ideale e spirituale, quale quella che per me è importante, dipenda da questo.
Non già dalla capacità di manipolazione e convincimento, tipica del marketing e delle scelte comunicative del potere si badi, ma, a mio umilissimo parere, di quella di trasmettere il portato di verità e di sincerità che dovrebbero riempire e motivare i nostri discorsi
Facciamo un esempio due sono le notizie di rilievo , da questo punto di vista, in questi tempi. Esse ormai sono divenute pane quotidiano, entrambe riprese ed esasperate dai media amici e dall'area dei “vendicatori grillini”, non a caso.
Da una parte le impotenze e le imbecillità del “Principino del Nulla” e del suo buffo e grottesco governicchio di rottamati-riciclati, con il suo rapporto “d'amor conflittuale” con il suo mentore e padre morale quell'Imperatore Farlocco che se non ci fosse ce lo inventeremmo. 
Dall'altra i silenzi ed i non ricordo di Vendola approposito dell'ILVA e di Taranto o delle imprese della prode “signora del sallotto buono” la presidente della Camera dei Deputati.
Non a caso queste notizie vengono esaltate, pompate, ripetute a distesa. Proprio laddove esse faranno più male, da quell'area travestita da “Alternativa al Mainstream”
Per carità non ci si confonda , nessuno qui vuole giustificare o difendere, o sostenere che ogni cosa che provenga da l'area sopracitata sia solamente fango, tutt'altro stiamo parlando di uso della verità in termini manipolatori, questi fenomeni sono e restano una vergogna ed un gravissimo errore per quella che loro insistono a chiamare “sinistra” , ma che noi che sinistra siamo davvero dovremmo definire “prostituzione al centrismo” o al massimo“pseudo-sinistra” e mi viene rabbia al dovermi impantanare in queste discussioni, che pure necessarie, mi diventano estremamente fastidiose e dolorose.
Se ne parli quindi per notarne i risvolti , per andare dentro all'uso che, senza parere, ne fa il sistema.
Affidare all'area “neo moralista”, ma non per questo men che sistemica, questa critica tambureggiante è astuzia di “pregiata” fattura, un equilibrismo sistemico che permette, per assurdo di criticare da sinistra (anche se si sostiene che questo non abbia alcuna rilevanza) quel che rimane della sinistra stessa chiudendola in una morsa di “attacco alla credibilità” che viene portato a tenaglia.
Non è nuovo questo metodo che in qualche modo si rifà al classico divide et impera, è stato usato spesso, anche negli anni addietro, le lobby De Benediettiana e "Neo Fattista" non sono certo una novità, ma se in passato la forza montante e la creatività dirompente di un movimento in ascesa aveva la capacità di “mettere a tacere” questi tentativi (che sono riusciti solo sul medio-lungo periodo e con molta fatica) oggi non è così ed ogni volta che questo avviene si infigge dolorosamente e profondamente, nei cuori e nelle anime della gente che da queste parti vive ed opera … il che è esattamente quel ch'essi si prefiggono. Orientare, controllare e gestire il dissenso, annullandone e contenendone la pericolosità, distraendo dagli obbiettivi principali e deviandone l'efficacia su quelli secondari e meno pericolosi.
Se da una parte quindi il potere gioca il suo ruolo di sempre, dall'altra quella che, ormai lo si sarà ampiamente compreso (per quei pochi che seguono le mie farneticazioni da sempre), preferisco chiamare AreA di Progresso e di Civiltà non riesce ancora a “Fare Notizia”.
Non ha cioè affinato l'abilità d'essere propositiva e penetrante “culturalmente” sino al punto di potere “resistere” agli attacchi farneticanti e mediatici del sistema e dei suoi servi d'ogni collocazione.
Lo ripeto, questo discorso non vuole assolvere nessuno. 
L'intervento necessario sulla morale e sull'etica a sinistra è e resta di primaria importanza, così come la stupidità di chi espone il fianco a queste critiche, più o meno in buona fede, ma esso deve essere unito ad una vigilanza contro la dabbenaggine e l'ingenuità dettate dalla debolezza e dal vuoto culturale che stiamo attraversando. Il deserto di cui si è spesso pèarlato
Si prenda per esempio , parlando dei nostri giorni, l'esplosività contenutistica della proposta de “l'Altra Europa con Tsipras” che pure con mille ed un difetto o limite , ha in sé un portato d'assoluta novità e di “visione implicita” della massima importanza. È quasi ovvio che anche dall'area del PSE e degli amichetti europeistidi Shultz  (più o meno travestiti ed infiltrati) arrivino attacchi e calunnie, visto che essi ormai hanno venduto anima e corpo al sistema, eppure la dubbia garanzia di qualche de benedettiano all'interno delle file della lista stessa fa sottovalutare questo pericolo, così come si sottovaluta quello degli “antisistemici per moda e diletto” o degli “interclassisti urlanti”, che sono, alla fine, raffinati travestimenti (semplicisticamente, perché in realtà rappresentano anche contraddizioni interne al sistema stesso di cui dovremmo saper approfittare) di quello stesso sistema che per meglio matare i popoli dell'Europa deve passare, ovviamente, e senza alcun dubbio sul nostro corpo, pur debole e malato. C'è bisogno di sinistra ... e spiegatemi (mi scusino le signore ed i sensibili) cosa cazzo stiamo aspettando