"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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mercoledì 23 novembre 2011

Sui poteri forti e il complottismo

Posto qui le mie osservazioni in merito a quanto scrive Michele Martelli sul suo blog su Micromega

MICHELE MARTELLI – Se questo è un golpe. A proposito di “poteri forti” e complottismo
Si dice e si scrive da più parti, in modo trasversale, a destra e a manca, sulla stampa e sul web, che il governo Monti sia stato voluto, preparato e imposto dai cosiddetti “poteri forti”. Quali? Ce n’è per tutti e per ogni gusto e disgusto. Vediamo. In primis la G.S. (Goldman Sachs, la più grande banca d’affari del mondo, americana, con sede a Jersey City), a doppio filo legata al Fmi (Fondo monetario internazionale).
Poi, in ordine di importanza decrescente, la Commissione Trilaterale (fondata nel 1973 da Rockefeller e Kissinger, con sede a New York, che per statuto mira a promuovere la “cooperazione” economica e lo scambio culturale tra Europa, Giappone e Nord America), la Bce (Banca centrale europea, con sede a Francoforte, istituita nel 1998 nel quadro del Trattato dell’Unione europea, al fine di coordinare le politiche monetarie dei paesi membri). Inoltre, Merkozy, ossia la Germania di Merkel e la Francia di Sarkozy, i padroni dell’Ue (“governo dell’asse franco-tedesco”).

martedì 26 luglio 2011

La strage e gli attentati in Norvegia: perché?


Di fronte ad eventi come quelli norvegesi, la strage di oltre novanta innocenti, ragazzi inseguiti e uccisi con ferocia da uno o forse più folli killer nazisti, oltre a provare orrore e dolore indicibili sentiamo il bisogno di capire ad ogni costo il perché.
La vita di un essere umano ha sempre lo stesso valore ad ogni latitudine. Si tratti dell'ultimo povero della terra o dei cittadini di uno dei Paesi più civili e socialmente avanzati al mondo come quella norvegese, ma essendo portati a ragionare e giudicare attraverso consolidate categorie sociologiche e storiche (a cui si aggiunge, come scrive Il Manifesto, la scarsa conoscenza comune a tanti di noi della effettiva realtà della maggioranza degli Stati del nostro continente e della sempre mitizzata società del nord Europa) è inevitabile restare interdetti e basiti per un fatto che, con quelle dimensioni e quelle modalità di esecuzione, nessuno poteva immaginarsi potesse accadere proprio lì.
Bene dunque non fermarsi alle interpretazioni e alle ricostruzioni che ci offrono i principali organi di informazione. Bene che vi sia qualcuno che apra squarci di conoscenza parlandoci del ruolo politico della Norvegia e delle sue posizioni nell'ambito della NATO, del suo petrolio e del suo gas naturale e degli accordi in questo settore conclusi con la Russia, delle mire internazionali per lo sfruttamento dell'Artide, dell'influenza sull'opinione pubblica mondiale che deriva dall'assegnazione dei premi Nobel, del progetto di riconoscimento dello Stato Palestinese. Sappiamo bene, guardando ad esempio alla storia del terrorismo e delle stragi in Italia, dei misfatti che possono compiere (in termini di regia occulta e depistaggio) società segrete e servizi di intelligence interni ed esteri. Certo tutto è possibile, anche che esista chi sia in grado di utilizzare ed orientare la follia omicida di singoli individui e di cellule politiche criminali.
Ma onestamente appare del tutto fuori luogo o quantomeno prematuro che vi sia chi, come qui e qui, voglia insinuare il dubbio del complotto (anzi darlo per certo) ordito dall'estero (USA e Israele immancabilmente) solo fondandoli su 'ragionamenti' politici e non sulla base di sostanziali indizi ed elementi di fatto. Questo non è giornalismo e così facendo non si rende un servizio alla verità ma ci si dimostra schiavi dei propri pregiudizi ideologici e delle proprie immutabili certezze (o, peggio, si fa nascere il sospetto che si dipenda da qualcosa o qualcuno).