"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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domenica 3 aprile 2011

La sinistra e l'immigrazione

Per chi crede che sia ancora possibile ed anzi doveroso rapportarsi alle grandi questioni politiche attraverso le categorie di destra e sinistra, il tema dell’immigrazione è certamente un fondamentale banco di prova.
Esiste la possibilità di affrontare da sinistra (con i valori della sinistra, proponendo soluzioni di sinistra) i problemi legati all’afflusso nei paesi ricchi, in Europa, in Italia, dei disperati in fuga dal sottosviluppo, dalla guerra, dalle repressioni ma anche alla ricerca di occasioni, evidentemente non sempre nel rispetto della legalità, di realizzazione personale? Oppure è totalmente indifferente il punto di vista di sinistra e di destra rispetto all’immigrazione ed è inevitabile il cedere al populismo leghista (ed ora anche grillino) del ‘fuori dalle balle’, ‘tornate a casa’, ‘portiamoli in Francia che ha provocato l’afflusso di migranti attaccando la Libia’, ‘non possiamo mantenere anche loro se non riusciamo a mantenere noi stessi’?
Quale elettore di sinistra (e conseguentemente quale amministrazione di sinistra) ha atteggiamenti diversi da quelli della destra quando si prospetta, a due passi dal luogo dove abita, la realizzazione di un centro di accoglienza o di un campo nomadi, quando ci si vede scavalcati da un migrante nell'accesso ad una casa popolare o ai servizi sociali?
Paradossalmente i flussi migratori, conseguenza della globalizzazione neoliberista (di destra) e che costituiscono uno degli strumenti attraverso i quali si indeboliscono diritti e retribuzioni dei lavoratori, diventano argomento di propaganda e di consenso della destra che gioca cinicamente sulle paure, sui 'naturali' egoismi di ogni persona.
E d'altra parte se sono proprio i ceti al livello più basso della scala sociale i primi a pagare le conseguenze di un'immigrazione tumultuosa e non governata, trovandosi a concorrere sul mercato del lavoro con persone disposte a rinunciare a retribuzioni dignitose, a diritti sindacali e protezioni sociali, perché l'assenza di politiche di accoglienza unite all'insufficienza dei servizi sociali determina il degrado anzitutto delle periferie popolari, è un gioco da ragazzi per le forze populiste e xenofobe additare loro i colpevoli di tutti i propri problemi.
In realtà è proprio la sinistra e solo la sinistra che potrebbe dare una risposta risolutiva alla questione dell'immigrazione.

giovedì 20 maggio 2010

Il governo Berlusconi saccheggia fondi FAS destinati al sud


di Michele

Oltre al taglio indiscriminato dei fondi alla scuola, alla ricerca, agli enti locali, all’università, alle forze dell’ordine, alle fondazioni liriche, il governo continua a saccheggiare i fondi FAS (fondo per le aree sottoutilizzate) vincolati a interventi per lo sviluppo e l´occupazione al Sud.
Il taglio avviene senza suscitare neppure grosse polemiche (controllo dei media televisivi permettendo) per una decisione a dir poco irresponsabile che toglie al sud, in gravi difficoltà sociali ed economiche, ridistribuendo verso le regioni del nord fondi che erano destinati alle regioni del sud.
Ben 31 miliardi di euro sono i fondi che il governo ha sottratto al mezzogiorno negli ultimi due anni, prelevandoli da uno dei più importanti capitoli di spesa pubblica, il Fondo aree sottoutilizzate (Fas): 53,7 miliardi, da spendere entro il 2013, insieme al Fondo sociale europeo, ovvero i finanziamenti per recuperare il divario tra le aree ricche e quelle povere della Ue.

domenica 9 maggio 2010

No al nucleare! Il futuro è nelle rinnovabili.



Nel dicembre 2010 in tv è stato trasmesso lo spot sul nucleare, promosso dal Forum Nucleare Italiano, della partita a scacchi (truccata). L’idea di mandare in onda degli spot televisivi di “informazione” fu esternata proprio da Berlusconi. Informazione tra virgolette perché si trattava della diffusione del pensiero unico, come da propaganda di regime, una sola campana da far ascoltare in tv. Di quello spot ne è stata vietata la diffusione perché ingannevole come stabilito dall’Istituto per l’autodisciplina della pubblicità.
Il messaggio che si voleva far passare era: il nucleare è sicuro, conveniente e l’Italia non ne può fare a meno. Tutto ciò è falso!

Innanzitutto non esiste un nucleare sicuro e pulito, nemmeno le centrali di quarta generazione lo sono.
Le centrali di terza generazione, secondo il programma sospeso del governo Berlusconi, dovrebbero durare più di quelle di seconda generazione, senza aver risolto il problema delle scorie né della sicurezza intrinseca - spegnimento automatico se c'è un incidente grave.
La tecnologia di terza generazione dovrebbe fare da ponte verso una quarta generazione che si promette sarà con poche scorie e meno pericolosa. Ma i reattori di quarta generazione non esistono! Sono previsti dopo il 2030.
Comunemente si afferma che non possiamo fare a meno del nucleare, tuttavia, secondo una notizia di qualche mese fa e riportata da numerose testate, nel nostro pianeta l’energia prodotta con le tecnologie eoliche ha superato quella prodotta con il nucleare. Come si può notare le cose possono cambiare, in qualche caso stanno cambiando.
Dunque, sono molte le verità scientifiche che vengono deliberatamente nascoste. Per esempio non è vero che l’Italia ha bisogno dell’energia nucleare, non è vero che il nucleare di nuova generazione è sicuro e non inquina, non è vero che il nucleare è conveniente economicamente, non è vero che il nucleare può risolvere il problema dell’emissione di CO2.
Invece è dimostrato che le nuove centrali sono comunque pericolose, in caso di incidente recano gravi danni all’ambiente e alla salute degli essere viventi, è vero che le centrali costano molto, è vero che l’unico modo per rispettare il cosiddetto “accordo 20-20-20” è l’impiego delle fonti di energia rinnovabili
.
Entro il 2020 tutti i paesi europei si sono impegnati nel cosiddetto accordo 20 - 20 – 20, pattuito nel 2007 in sede di Consiglio Europeo, che consiste nel ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici.
Le recenti decisioni di costruire centrali nucleari in Italia, sembrano essere dettate da scelte economiche sbagliate, più che da reali esigenze di risparmio, facendoci allontanare dai traguardi fissati dall'accordo 20-20-20.
La scelta del ritorno al nucleare è anche incostituzionale, in quanto non tiene conto delle contrarietà al nucleare votata dai cittadini, espressione della sovranità popolare, nel referendum del 1987.

Di seguito riporto un lavoro di ricerca personale suddiviso nei paragrafi evidenziati dal titolo in grassetto.

Altre falsità dette per far credere che l’utilizzo del nucleare porti benefici.

C’è chi sostiene che, “dopo le notevoli speranze destate in passato, le fonti di energia rinnovabile hanno mostrato in realtà, soprattutto la fonte solare, limiti abbastanza evidenti a causa dei grandi spazi necessari per la captazione, della pendolarità diurna-notturna e stagionale, e delle condizioni ambientali e meteorologiche (caratteristiche climatiche del territorio, tempo nuvoloso o sereno, intensità del vento, ecc.). Pertanto tali fonti possono dare contributi di carattere essenzialmente integrativo, ed in particolare nelle nazioni o territori con condizioni favorevoli alla loro utilizzazione. Non sembra comunque prevedibile, almeno per il prossimo futuro, che esse siano in grado di fornire sostanziali apporti ai crescenti fabbisogni di energia delle nazioni ad elevato sviluppo industriale”.
Invece, gli ultimi studi hanno dimostrato che per la sopravvivenza del nostro pianeta è necessario effettuare tutti gli sforzi possibili nella ricerca di fonti alternative rinnovabili, mentre il nucleare risulta essere una forma di energia costosa che non ci permetterà di ridurre i consumi e costi (vedi paragrafo “Non è vero che non si può fare a meno del nucleare”).
C’è chi sostiene che “una centrale nucleare non emette CO2: le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra”. Ma è falso come più avanti sarà esposto dettagliatamente.
C’è chi sostiene che “una saggia politica energetica, e cioè la massima differenziazione delle fonti e la riduzione della dipendenza dall’estero, molto difficilmente sarà possibile per l’Italia se si insisterà sulla rinuncia al nucleare, che ha consentito invece a numerosi Paesi di ridurre al minimo o addirittura a zero la loro dipendenza”. Anche questo è falso perché l’uranio grezzo è una risorsa scarsa in natura come il petrolio (vedi paragrafo “La tecnologia nucleare è costosa”).
Si dice che “la rinuncia al nucleare da parte di una nazione vale poco, nella remotissima ipotesi di un incidente, quando le nazioni confinanti contano numerosi impianti nucleari”. Falso!
Avere il nucleare vicino casa non è assolutamente lo stesso che a centinaia di chilometri, infatti risulta che la radioattività misurata nei pressi di una centrale nucleare è almeno 4 volte superiore al valore normalmente registrato.