"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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lunedì 4 febbraio 2013

Se torna Berlusconi la colpa è del PD

Vignetta di Luca Peruzzi


La ricetta elettorale di Berlusconi è dal 1994 sempre la stessa: populismo, demagogia, la saturazione delle tv, il pericolo comunista, le tasse, le proposte choc che parlano alla pancia e al portafoglio dei tanti italiani igenui e senza memoria (a questo giro la restituzione di quanto pagato nel 2012 per l'IMU sulla prima casa, una specie di voto di scambio finanziata dal denaro pubblico), l'ingaggio per il Milan al calciomercato di qualche calciatore famoso, il 'provvidenziale' scandalo finanziario che coinvolge il PD.
Così Berlusconi, dopo essere stato dato politicamente per morto nel 2011 dopo la caduta del suo Governo, torna in auge nel 2013 se non per vincere le elezioni sicuramente per riprendere il proprio potere di ricatto sulla politica italiana e sul Parlamento.
Troppo facile ora ironizzare sulle sue 'folli' proposte e spiegare dati alla mano che queste non sono realizzabili: comunque faranno presa sugli italiani e gli porteranno voti decisivi.
E' necessario invece denunciare chi ci ha riportato in questa situazione.
Sarebbe bastato che si fosse andati a votare nella primavera del 2012, con tutto il centrosinistra unito compresi IDV e Rifondazione, affinché ciò non avvenisse ma non l'ha voluto Napolitano e non l'ha voluto il PD. Perché il PD ha scelto di affrontare la crisi e la necessità del risanamento finanziario da destra (con Monti) anziché da sinistra, perché non poteva allearsi con Ferrero e Di Pietro dovendo ossequiare quelle oligarchie dominati di cui è organicamente parte e quei poteri forti italiani e internazionali di cui è subalterno.
Tutto visto e previsto. Come scrivevo in questo post di Gennaio 2012. E come scrivevano, ben più autorevolmente, Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena nel luglio dello scorso anno nell'articolo che più sotto riporto integralmente.
L'unico dubbio è se ciò sia il frutto dell'insipienza della dirigenza del PD oppure se rientri in una deliberata e consapevole strategia, dispiegata per i propri interessi e per conto terzi, per tenere in vita il più a lungo possibile Berlusconi quale polizza assicurativa per la propria personale sopravvivenza politica e per determinare, nel senso più favorevole al 'sistema', gli equilibri politici e di governo del nostro Paese.
Di certo appare drammaticamente grottesco, stante queste premesse, l'appello del centrosinistra al voto utile contro Berlusconi e le destre. L'unico voto utile - per l'Italia e per mettere finalmente fine all'esperienza politica del Cavaliere - è quello che consenta anzitutto di cacciare questa indecente dirigenza del Partito Democratico.