"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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venerdì 4 ottobre 2013

Oggi che tutti parlano di migranti






di Giandiego Marigo

Oggi tutti parlano di migranti. Io invece, che pure sono parte attiva di una pagina antirazzista su facebook, faccio fatica a parlarne. Ho sentito cose turpi, nel quotidiano, dette anche da persone che “normalmente” si spacciano per progressisti. Questa tematica è, in genere, affrontata con una totale indifferenza, molto fastidio ed una finta, ipocrita ignoranza, quando non addirittura con palese preconcetto. Ipocrita ignoranza di chi per anni ha fondato il proprio riscatto e la propria rinascita sulle migrazioni ed ora dimentica … omette, non racconta. La Memoria è breve lo sanno bene i nord-occidentali, maestri di muri e sbarramenti. Le Migranze, per contro, sono un fenomeno epocale in cui vengono chiamate in gioco responsabilità pregresse del “mondo industrializzato” ed in particolar modo della sua elite di comando. Dalle migranze passano le nostre colpe, anche se non ci piace ammetterlo, le nostre indifferenze, il nostro stesso benessere costruito sul furto e sulla teorizzazione della disparità per diritto divino. Sulla presunta superiorità di un modello sociale sugli altri. Ma questo non conta … quasi mai, noi preferiamo ragionare sugli effetti e manifestare il nostro fastidio dall'essere invasi, quasi che fossimo noi le vittime.