di Giandiego Marigo
Oggi tutti parlano di migranti. Io invece, che pure sono parte attiva di una pagina antirazzista su facebook, faccio fatica a parlarne. Ho sentito cose turpi, nel quotidiano, dette anche da
persone che “normalmente” si spacciano per progressisti. Questa tematica
è, in genere, affrontata con una totale indifferenza, molto fastidio ed
una finta, ipocrita ignoranza, quando non addirittura con palese
preconcetto. Ipocrita ignoranza di chi per anni ha fondato il proprio
riscatto e la propria rinascita sulle migrazioni ed ora dimentica …
omette, non racconta. La Memoria è breve lo sanno bene i
nord-occidentali, maestri di muri e sbarramenti. Le Migranze, per
contro, sono un fenomeno epocale in cui vengono chiamate in gioco
responsabilità pregresse del “mondo industrializzato” ed in particolar
modo della sua elite di comando. Dalle migranze passano le nostre colpe,
anche se non ci piace ammetterlo, le nostre indifferenze, il nostro
stesso benessere costruito sul furto e sulla teorizzazione della
disparità per diritto divino. Sulla presunta superiorità di un modello
sociale sugli altri. Ma questo non conta … quasi mai, noi preferiamo
ragionare sugli effetti e manifestare il nostro fastidio dall'essere
invasi, quasi che fossimo noi le vittime.
