"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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mercoledì 23 luglio 2014

IL GENOCIDIO A GAZA … ED IL MONDO STA A GUARDARE


di Stefano Santarelli





Francamente i commenti in questo momento mi sembrano superflui. Il genocidio, perché di genocidio si tratta, che la cittadinanza di Gaza sta subendo da dieci giorni non merita parole, ma mobilitazioni e fatti per fermarlo.
Ricordiamo gli avvenimenti: il 12 giugno tre ragazzi israeliani vengono rapiti in Cisgiordania ed i loro corpi verranno ritrovati una settimana dopo. Scatta subito una dura rappresaglia in  questa regione con l’uccisione di almeno quattro palestinesi e l’arresto di 500 uomini in gran parte membri di Hamas.
Il governo israeliano non ha nessun timore nell’affermare che la sua volontà è quella di annientare Hamas e il giorno dopo questa dichiarazione un sedicenne palestinese viene bruciato vivo da sei sionisti che verranno immediatamente arrestati. Lo stesso Netanyahu è stato costretto ad ammettere che i palestinesi si erano impegnati seriamente per cercare di ritrovare questi tre ragazzi rapiti.
Ma ciò non impedisce che una settimana dopo, l’8 luglio, Israele inizia la serie di violenti bombardamenti a Gaza che colpiscono soltanto le abitazioni civili, gli ospedali, le scuole di questa povera città palestinese. Le vittime finora sono 600 di cui più di un terzo composto da bambini e 3600 feriti. Una vera e propria strage degli innocenti che fa impallidire quella leggendaria del Re Erode.

venerdì 4 ottobre 2013

Oggi che tutti parlano di migranti






di Giandiego Marigo

Oggi tutti parlano di migranti. Io invece, che pure sono parte attiva di una pagina antirazzista su facebook, faccio fatica a parlarne. Ho sentito cose turpi, nel quotidiano, dette anche da persone che “normalmente” si spacciano per progressisti. Questa tematica è, in genere, affrontata con una totale indifferenza, molto fastidio ed una finta, ipocrita ignoranza, quando non addirittura con palese preconcetto. Ipocrita ignoranza di chi per anni ha fondato il proprio riscatto e la propria rinascita sulle migrazioni ed ora dimentica … omette, non racconta. La Memoria è breve lo sanno bene i nord-occidentali, maestri di muri e sbarramenti. Le Migranze, per contro, sono un fenomeno epocale in cui vengono chiamate in gioco responsabilità pregresse del “mondo industrializzato” ed in particolar modo della sua elite di comando. Dalle migranze passano le nostre colpe, anche se non ci piace ammetterlo, le nostre indifferenze, il nostro stesso benessere costruito sul furto e sulla teorizzazione della disparità per diritto divino. Sulla presunta superiorità di un modello sociale sugli altri. Ma questo non conta … quasi mai, noi preferiamo ragionare sugli effetti e manifestare il nostro fastidio dall'essere invasi, quasi che fossimo noi le vittime.