
di Michele
Il ddl sulle intercettazioni è liberticida e incostituzionale.
Una volta approvato, ostacolerà i magistrati nel loro lavoro di combattere il crimine, soprattutto quello radicato nelle istituzioni. Si impedirà ai giornalisti di svolgere in modo corretto il loro mestiere nel raccontare atti di indagini e, ancor più grave, si impedirà ai cittadini di sapere quanto di male stanno facendo a danno della collettività e a favore degli sporchi interessi di pochi.
In realtà, dietro questo ddl si nasconde il disegno eversivo, lo stesso del Piano di Rinascita Democratica di Gelli, di imbavagliare in un sol colpo la magistratura e la stampa.
Una legge di questo tipo, se fosse stata già in vigore, sarebbe servita soprattutto agli amici della cricca del sistema Protezione Civile, ai prenditori di soldi pubblici, ai politici in odore di mafia.
Infatti, nulla sapremmo:
sul mandato di arresto a Cosentino per associazione camorristica;
sul sistema di appalti e sesso alla Tarantini;
sulle feste di Berlusconi con le escort a palazzo Grazioli e Villa Certosa;
su casa Scajola, che sarebbe ancora ministro;
sugli imprenditori che ridevano la notte del terremoto a L’Aquila;
sulle indagini relative all’eolico in Sardegna che riguardano Verdini;
sulle pressioni di Berlusconi all’Agcom per chiudere Annozero;
sulle indagini per la morte di Stefano Cucchi;
sui rapporti con la ‘ndrangheta dell’ex senatore Di Girolamo;
sull’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro accusato di fare la talpa;
sulle raccomandazioni di Berlusconi a Saccà.
Inoltre, con estremo ritardo avremmo saputo di Calciopoli, degli scandali finanziari sulle scalate bancarie, dei casi Cirio e Parmalat.