"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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sabato 7 marzo 2015

L'Alternativa e l'informazione: il bisogno di fare rete


La costruzione in questo Paese di un'Alternativa socialista e libertaria al capitalismo dipende anche (anche non solo!) da un'informazione in grado di far conoscere ai cittadini come stanno realmente le cose, quali sono i problemi, quali persone riguardano, di chi sono le responsabilità, quali sono le soluzioni possibili.  Ciò che abbiamo invece è sotto gli occhi di tutti: giornali, televisioni, case editrici, produzioni cinematografiche sono totalmente o quasi in mano al potere economico e alla maggioranza politica. La narrazione dei fatti deve essere dunque funzionale al "sistema" così come i valori, i sogni, le emozioni, i desideri che vanno suscitati e inculcati nelle persone, più che con i TG e i talk show con la pubblicità, le fiction, i film, i reality, lo sport e via discorrendo. Internet stesso non è il mondo della libertà ma un ambito dominato da pochi grandissimi soggetti sia sul piano dei contenuti che su quello del mezzo (google, facebook e gli altri social network).

venerdì 16 gennaio 2015

Spegnete la tv, non comprate i giornali di regime e informatevi sui siti alternativi

Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.

lunedì 18 agosto 2014

La Sinistra e la comunicazione. Una proposta concreta


Vignetta di Luca Peruzzi

In una partita di calcio vinci se fai un gol più dell'avversario. In politica idee, proposte, valori vincono se vengono condivisi, diventandone patrimonio comune, dalla maggioranza dei cittadini. O almeno se conquistano una massa critica rilevante in termini di partecipazione e mobilitazione popolare.
Mi sembra che a Sinistra - fra dispute ideologiche sulla natura del nuovo soggetto politico da fondare, su collocazioni e alleanze, su disegni programmatici strategici - manchi la consapevolezza che questo sia e rimanga il tema fondamentale.
Tra coloro che auspicano una società fondata sulla giustizia sociale e sulla liberazione dal bisogno, è assolutamente inutile dilaniarsi, ad esempio, tra i fautori di una radicale trasformazione dell'Unione Europa e chi la considera irriformabile e prioritariamente il nemico da abbattere, quando costoro anche sommati tutti insieme costituiscono una forza marginale e politicamente ininfluente.
Per la costruzione di un'Alternativa la priorità diventa dunque infrangere, rovesciare, rivoluzionare il senso comune liberista dominante, aprire degli squarci nel muro del pensiero unico.
Da questo punto di vista la presenza unitaria e organizzata di un soggetto politico di Sinistra avrebbe un suo valore fondamentale.
Ma nell'attesa fiduciosa del 'grande giorno' qualcosa si potrebbe cominciare a realizzare partendo dal basso, raccogliendo la disponibilità delle persone di buona volontà e costituendo un coordinamento spontaneo per diffondere efficacemente idee, valori, notizie, narrazioni diverse da quelle che ci propina un'informazione in larghissima parte al servizio del sistema.
Agendo contemporaneamente nel virtuale (unendo gli sforzi sui social network, i blog, i siti di controinformazione, i forum) e nel reale (con il tradizionale volantinaggio e, se non volessimo farci mancare niente, con flash mob e banchetti davanti a scuole, università, luoghi di lavoro, asl, uffici postali, centri commerciali, fermate dei bus per diffondere messaggi elementari, semplici, diretti, espliciti, se necessario rozzi e volgari).
Per dire che il debito pubblico è un problema solo se ci affida ai mercati finanziari per fare fronte al fabbisogno di risorse monetarie dello Stato; che malattia, vecchiaia, disabilità riguardano tutti e riguarderanno tutti e vanno affrontate con uno Stato sociale generoso ed efficiente; che i dieci milioni e passa di disoccupati, precari, cassintegrati non troveranno un lavoro stabile con la crescita, la flessibilità del lavoro, le chiacchiere di Renzi ma solo attraverso l'intervento dello Stato nell'economia; che le opportunità per i giovani di coltivare il proprio talento e le proprie aspirazioni non le darà il mercato ma un diverso modello economico e sociale; che la qualità della vita – città a misura di essere umano, armonia con l'ambiente, sicurezza sociale – richiede di sottomettere la logica del profitto al bene comune.
C'è qualcuno che si propone di partecipare, di farsi promotore, di assumere il ruolo di coordinare un tale progetto? Noi saremmo totalmente disponibili a metterci al servizio di questa fondamentale e prioritaria causa comune.

martedì 24 aprile 2012

Il (provvidenziale) ritorno dell'antiberlusconismo

Che coincidenza! Proprio mentre la crisi economica e finanziaria raggiunge i suoi massimi livelli (sia sul piano dei dati macroeconomici - lo spread, la diminuzione del PIL, gli indicatori statistici di produzione e consumi - che per l'incidenza nella carne viva delle persone - l'aumento del costo della vita e la drammatica perdita di potere d'acquisto di salari, stipendi e pensioni, l'aumento della pressione fiscale che grava, alla faccia della promessa equità, soprattutto sui ceti medio-bassi, la disoccupazione, il fallimento a catena delle aziende, il tragico stillicidio dei sucidi di coloro che non hanno più speranze) e il governo Monti persevera senza soste nella propria violenta offensiva antisociale e antipopolare tornano sui grandi media, almeno sulle edizioni online dei grandi quotidiani, tutti i temi e gli argomenti che hanno alimentato l'antiberlusconismo e la lotta contro la casta politica. Non solo la Lega con Renzo Bossi, Belsito e Rosi Mauro, non solo la questione dei rimborsi elettorali, non solo i viaggi di lusso che sarebbero stati pagati dal faccendiere di turno, beneficiato dagli appalti della Regione Lombardia, al 'casto' Formigoni, non solo l'onorevole Milanese inquisito per storie di cricche e di corruzione incaricato alla Camera come relatore (!) del provvedimento sulla finanza pubblica, ma ecco di nuovo le intercettazioni delle olgettine e sul burlesque, il ruolo di cerniera svolto da Dell'Utri tra la mafia e il padrone di Mediaset.
E allora di fronte a tanti motivi di indignazione dovremmo stare ancora a discutere e protestare della controriforma delle pensioni, del tradimento da parte dello Stato degli 'esodati', della cancellazione dell'articolo 18, dell'inserimento in Costituzione, in violazione dello spirito della nostra Carta fondamentale, dell'obbligo del pareggio di bilancio, dell'IMU o del prezzo della benzina? Dovremmo ancora interrogarci di come si possa e si debba cambiare questo fallimentare sistema economico e finanziario che ci viene imposto?
A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina, diceva Giulio Andreotti (chissà forse era anche lui un complottista ...).

domenica 4 dicembre 2011

INFORMAZIONE? MA FATEMI IL PIACERE!



Di Giandiego Marigo




C'è un che di grottesco, a suo modo tragi-comico nel come si presenta oggi il quadro devastante dell'informazione. È recente la memoria di piazze piene in difesa della libertà di stampa, uniti e rivolti per farci illuminare il viso dal sole dell'avvenire. Convinti che la malevolenza di un imperatore proprietario fosse il livello più basso che potessimo raggiungere nella stoltezza della negazione della nostra stessa libertà. Beata ingenuità! Dabbenaggine da popolo bue, quale i veri padroni del mondo ci ritengono e quale noi ci arrabattiamo costantemente a dimostrare d'essere.
Guardiamoci attorno, nel nuovo mondo del Consenso Diffuso...qusto nuovo cosmo in cui persino le icone consacrate del Giornalismo serio e professionale gli dei ricosciuti dell'informazione altenativa, sono proni, solerti servitori dei padroni veri...giullari di corte dei veri signori.

martedì 1 novembre 2011

Per Michele Santoro e Radio 100 Passi



L'informazione è nutrimento essenziale della democrazia. I cittadini possono essere realmente protagonisti della vita democratica ed esercitare, come giusto e necessario, la sovranità politica – attraverso il voto, la partecipazione attiva nei partiti, nei movimenti, nelle associazioni e nei sindacati, dando vita a manifestazioni pubbliche, facendo sentire al potere il fiato sul collo come pubblica opinione – solo se conoscono la realtà del proprio Paese e del mondo, se sono aggiornati sui comportamenti dei protagonisti della vita politica, se hanno modo di ascoltare le diverse interpretazioni, le diverse analisi, le diverse soluzioni che vengono proposte rispetto ai fatti e ai problemi che hanno di fronte.
Internet, che pure non è il Paradiso terrestre della trasparenza e dell'obiettività essendo comunque dominato e condizionato da grandi corporation come facebook, google o simili, rappresenta sicuramente una svolta epocale da questo punto di vista perché consente di accedere a notizie ed opinioni senza mediazioni e senza filtri, realizza una sorta di gestione democratica dell'informazione in cui la condivisione e la propagazione virale permette di selezionare, sulla base delle scelte dei cittadini in rete, i contenuti ritenuti più importanti, pone fine ad un'informazione semplicemente calata dall'alto e dai 'professionisti' del settore e favorisce nei social network e con i blog un'interazione basso-alto e l'approfondimento e la discussione pubblica degli avvenimenti.
La realtà è però ancora quella in cui la maggioranza dei cittadini forma le proprie opinioni, oltre che modelli di comportamento e stili di vita, attraverso la televisione.
Ecco allora la drammaticità della situazione italiana in cui un solo individuo, Silvio Berlusconi, monopolizza la televisione privata e, grazie al controllo politico, anche quello che un tempo era il servizio pubblico, la Rai, ormai completamente asservita alle indicazioni del padrone di Mediaset, in funzione di quanto a lui più opportuno da un punto di vista politico e per gli affari delle proprie aziende.

domenica 18 luglio 2010

Magistratura politicizzata

di Michele

Come ci racconta Marco Travaglio nel suo Passaparola del 12 luglio 2010, per magistratura politicizzata bisogna pensare a quella parte di magistrati a disposizione di una commistione affaristica criminale e strettamente legati ad essa in una sorte di associazione segreta simile alla vecchia P2 di Licio Gelli, di cui facevano parte anche Silvio Berlusconi, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Costanzo.
Oltre alle notizie che riguardano le indagini sulla cosiddetta nuova P3, era già evidente che esiste una magistratura politicizzata, basti pensare al correntismo all’interno del Csm, ma che ci sia una magistratura ostile a Berlusconi è falso ed è evidente che non esistono "toghe rosse" che perseguitano Berlusconi. Anzi, se Berlusconi avesse trovato davvero le "toghe rosse" a Milano, la prescrizione per concessione delle attenuanti generiche (lodo Mondadori) e le assoluzioni per insufficienza di prove (caso Medusa, processo Sme) potevano essere condanne definitive per il signor Berlusconi.
Inoltre, i processi si fanno sulla base di prove e quando le prove erano sufficienti per arrivare a condanna definitiva di Berlusconi (amnistiato 2 volte e prescritto 3 volte) ci sono stati vari interventi legislativi da parte del suo governo allo scopo di: rinviare processi attraverso legittimo impedimento, legittimo sospetto, lodo Schifani e Alfano poi dichiarati incostituzionali; bloccare l'acquisizione di prove con la legge sulle rogatorie; depenalizzare i reati commessi come il falso in bilancio; arrivare alla prescrizione riducendone i termini.
Ovviamente Berlusconi non è vittima di alcun complotto.
Infatti, è accertato, dalla sentenza definitiva della Cassazione, che Mills è stato corrotto per testimoniare il falso nell'ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi (il processo per corruzione alla Guardia di Finanza e il processo dei fondi neri di All Iberian) allo scopo di “tenere fuori da un mare di guai” Silvio Berlusconi.
E’ accertato che il giudice Metta è stato corrotto dai legali di Berlusconi per strappare la Mondadori a De Benedetti.
E’ accertato, dal processo All Iberian 1, il finanziamento illecito di 22 miliardi di lire al PSI, denaro partito da fondi occulti della Fininvest per finire nei conti svizzeri del PSI di Craxi.
E’ accertato che alcuni finanzieri sono stati corrotti per far chiudere loro tutti e due gli occhi sulle irregolarità riscontrate nelle verifiche fiscali presso le aziende di famiglia Berlusconi; Massimo Maria Berruti e Salvatore Sciascia, che erano fiscalisti del gruppo Fininvest e prima ancora ufficiali della Guardia di Finanza, sono stati condannati in via definitiva in tale processo relativo alle tangenti alla Guardia di Finanza e poi hanno fatto carriera politica entrando in parlamento col partito di Berlusconi.

Appare evidente che non c'è un uso politico della giustizia ma c'è chi fa politica per impedire alla giustizia di compiere il suo corso legittimo e doveroso, denigrando e minacciando la magistratura attraverso un disegno eversivo per attentare all'autonomia e indipendenza della magistratura.

lunedì 21 giugno 2010

Ancora disinformazione dal Tgr Campania

di "Occhio" al Tgr della Campania

Chi ha seguito la pagina politica del Tgr Campania nelle edizioni del 18 giugno delle ore 19:35 e del 19 giugno delle ore 14, ha sentito che il precedente esecutivo regionale, guidato da Bassolino, ha licenziato 5000 mila lavoratori forestali e che l’attuale giunta, guidata da Caldoro, ha provveduto a salvare il loro stipendio.
Già un bambino capirebbe che dopo un licenziamento occorrerebbe una nuova assunzione e non basta trovare fondi per il pagamento degli stipendi.
Ma la questione è totalmente diversa.
I lavoratori forestali hanno fatto un corteo di protesta, venerdì 18 giugno, giungendo a Palazzo Santa Lucia, sede della giunta regionale, contro la decisione della Giunta Caldoro “di revocare le delibere [del precedente esecutivo guidato da Bassolino] con le quali si autorizzava l'accredito di un primo finanziamento del 30% alle Comunità Montane e Province”.

Prima di venerdì, Caldoro aveva dichiarato: “quando la giunta precedente ha firmato lo sforamento del patto di stabilità ha licenziato 3.500 forestali a cui si aggiungono 1.200 stagionali. I fondi per gli stipendi sono stati inseriti nella parte di indebitamento del bilancio, ma lo sforamento del patto non consente il ricorso all'indebitamento. Ora dobbiamo risolvere il problema con una manovra di bilancio”.
A Caldoro ha risposto Rosa D’Amelio, consigliere del PD:
“la Giunta regionale del presidente Caldoro continua a sfuggire alle proprie responsabilità di governo, addebitando qualsiasi difficoltà al lavoro dell’Esecutivo precedente. Nel caso del pagamento degli stipendi ai 3500 lavoratori idraulico-forestali, Caldoro parla addirittura di “licenziamento di fatto” operato dalla Giunta Bassolino, che al contrario ha lavorato nei mesi scorsi, dopo la stabilizzazione avvenuta già negli anni scorsi, per assicurare ad essi la totale copertura delle mensilità, andando ad agire pur su un Bilancio già in partenza stringatissimo. Oggi invece l’attuale Governatore – prosegue Rosetta D’Amelio - dichiara di essere costretto ad una manovra ad hoc per garantire gli stipendi, che secondo lui sarebbero bloccati dai limiti del patto di stabilità. Peccato che tali limiti non vanno estesi a lavoratori come gli idraulico-forestali, che fanno parte del Personale degli Enti Delegati e sono a tempo indeterminato.”

Di seguito, gli estratti dei commenti nei servizi andati in onda al Tgr Campania.
Servizio di Corrado Fidora, edizione ore 19:35 del 18 giugno:
“Salvi gli stipendi dei forestali. La giunta Caldoro ha infatti approvato la delibera per il pagamento di 5000 lavoratori licenziati dall’esecutivo Bassolino. Inoltre, su proposta dell’assessore al Personale, Pasquale Sommese, revocata la proroga di 21 capi area, mentre nei prossimi giorni si procederà a un’eventuale rotazione degli incarichi dei coordinatori regionali.”

Servizio di Renato D’Emmanuele, edizione ore 14 del 19 giugno:
“un venerdì di lavoro per la giunta Caldoro. Risolto, dopo le proteste davanti Palazzo Santa Lucia, il problema del pagamento degli stipendi di 5000 lavoratori forestali, licenziati dall’esecutivo Bassolino.”

In entrambi i servizi si dice che 5000 lavoratori forestali sono stati licenziati dall’esecutivo Bassolino. Detto così è totalmente falso.
Il Tgr Campania fa sue le parole del governatore Caldoro, che non corrispondono alla realtà, mostrandosi pertanto la voce del governatore, un modo di fare giornalismo inaccettabile, ancor di più trattandosi del servizio pubblico che, invece di informare i cittadini, si schiera per una fazione politica.
Inoltre, il Tgr Campania ignora le tesi della controparte, come già successo altre volte. D’altronde, è un modo di fare dei berluscones, o meglio i “fascisti del nuovo secolo”, cioè quelli che se la suonano e cantano da soli, che negli ultimi tempi hanno finito di occupare indebitamente la quasi totalità degli spazi informativi in Rai. Artefice della conduzione di tipo minzoliniano del Tgr Campania è il direttore Massimo Milone, detto “Minzolone” per associazione al direttore berlusconiano del Tg1.

Tornando alla questione dei lavoratori forestali, dopo una ricerca in rete, mettendo insieme le versioni di tutte le parti in questione, ci si rende conto che la giunta Caldoro ha cancellato la delibera della precedente giunta che stanziava fondi per il pagamento degli stipendi dei lavoratori forestali, i quali hanno protestato contro tale decisione della giunta Caldoro. Dunque, nessun licenziamento da parte della precedente giunta, che aveva deciso il pagamento degli stipendi in sforamento del patto di stabilità.

venerdì 4 giugno 2010

Occhio al Tgr Campania


di Michele

Occhio al Tgr Campania è il nome di un gruppo su Facebook nato per far luce sullo stato dell’informazione in Campania, in particolare quella politica, e punta a creare un vero e proprio osservatorio sul telegiornale Rai regionale della Campania.
Negli ultimi mesi al Tgr Campania alcune notizie, di cui darò degli esempi più avanti, sono state ignorate o diffuse in modo distorto, si è fatta pubblicità occulta all'interno dei servizi, c’è stato un sistema di promozione e assunzioni in redazione poco trasparente.

La disinformazione prodotta nel servizio pubblico radiotelevisivo è una grave violazione al diritto dei cittadini di essere informati e rappresenta anche un danno alla crescita culturale della popolazione, dal momento che con la mistificazione si ostacola la riflessione e quindi la formazione di un pensiero critico autonomo. Infatti, la mistificazione serve non solo ad ingannare i telespettatori ignari ma è anche usata per poter facilmente addormentare le coscienze, rendendo le persone poco motivate a conoscere, ad apprendere, a crescere culturalmente. Ciò si può ottenere attraverso la manipolazione mediatica di notizie ma anche attraverso la diffusione di modelli diseducativi, l'oblio verso le tematiche serie e tutto ciò che ha un senso etico-morale di fondo.
I media non fanno altro che presentarci programmi trash, spostare il dibattito sul gossip, diffondere un modello sub-culturale in cui conta più l’apparenza che l’essere, il merito conta sempre di meno, fare i furbi conviene, ecc.

domenica 30 maggio 2010

Licio Gelli e la mafia dei colletti bianchi ringraziano



di Michele

Il ddl sulle intercettazioni è liberticida e incostituzionale.
Una volta approvato, ostacolerà i magistrati nel loro lavoro di combattere il crimine, soprattutto quello radicato nelle istituzioni. Si impedirà ai giornalisti di svolgere in modo corretto il loro mestiere nel raccontare atti di indagini e, ancor più grave, si impedirà ai cittadini di sapere quanto di male stanno facendo a danno della collettività e a favore degli sporchi interessi di pochi.

In realtà, dietro questo ddl si nasconde il disegno eversivo, lo stesso del Piano di Rinascita Democratica di Gelli, di imbavagliare in un sol colpo la magistratura e la stampa.

Una legge di questo tipo, se fosse stata già in vigore, sarebbe servita soprattutto agli amici della cricca del sistema Protezione Civile, ai prenditori di soldi pubblici, ai politici in odore di mafia.
Infatti, nulla sapremmo:
sul mandato di arresto a Cosentino per associazione camorristica;
sul sistema di appalti e sesso alla Tarantini;
sulle feste di Berlusconi con le escort a palazzo Grazioli e Villa Certosa;
su casa Scajola, che sarebbe ancora ministro;
sugli imprenditori che ridevano la notte del terremoto a L’Aquila;
sulle indagini relative all’eolico in Sardegna che riguardano Verdini;
sulle pressioni di Berlusconi all’Agcom per chiudere Annozero;
sulle indagini per la morte di Stefano Cucchi;
sui rapporti con la ‘ndrangheta dell’ex senatore Di Girolamo;
sull’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro accusato di fare la talpa;
sulle raccomandazioni di Berlusconi a Saccà.
Inoltre, con estremo ritardo avremmo saputo di Calciopoli, degli scandali finanziari sulle scalate bancarie, dei casi Cirio e Parmalat.