"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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domenica 12 febbraio 2012

L'autosufficienza energetica italiana è possibile


L'informazione/divulgazione in materia energetica segue essenzialmente due grandi filoni: uno catastrofista-allarmista, l'altro ottimista e fondato sulla fiducia nel futuro.
Il primo, per ragioni politiche (ad esempio a sostegno delle tesi ambientaliste e della decrescita) o per ragioni di business (giustificare l'aumento dei prezzi dei carburanti, promuovere la costruzione di nuovi impianti, i programmi di ricerca di nuovi giacimenti, lo sviluppo dei piani nucleari) pone l'accento sugli elementi di crisi: il progressivo esaurimento della disponibilità dei combustibili fossili (che è un dato innegabile anche se non sappiamo quando questi diventeranno effettivamente insufficienti alle necessità umane), l'inquinamento e i disastri ecologici (il riscaldamento globale in primis ma si pensi ai numerosi casi di petrolio riversato in mare da petroliere, da piattaforme off-shore come nel Golfo del Messico, la situazione tragica del delta del Niger) sempre più frequenti e devastanti quanto più diventano estreme le condizioni di ricerca e di estrazione dei combustibili (da ultimo il prelievo, altamente inquinante e distruttivo, del metano intrappolato nelle rocce), le decisioni strategiche contingenti dei Paesi fornitori (la Russia di Putin con il suo gas, l'Opec) o le crisi politico-militari che li riguardano (Libia, Iraq).
Sul versante ottimista e ispirato alla fiducia nel futuro ci vengono proposte una serie di soluzioni che si stanno prospettando o realizzando o semplicemente per rimarcare le occasioni che ancora non siamo riusciti a cogliere: a cominciare da Rifkin e la sua tesi di un'energia prodotta da una rete di micro centrali domestiche e immagazzinata in idrogeno, il solare (decisamente auspicato dal premio Nobel Rubbia), l'eolico (con la Danimarca che conta di produrre energia entro il 2050 solo da fonti rinnovabili), le coltivazioni in mare di alghe da trasformare in biomasse, il biogas, la geotermia (indicata come l'oro nascosto nel sottosuolo del sud), le opportunità che possono venire dal risparmio energetico e dalla razionalizzazione della produzione e dei consumi (in tal senso, per citare solo alcuni esempi, gli impianti di microgenerazione realizzati dalla Volkswagen in grado di produrre contemporaneamente calore ed energia elettrica e i brevetti, non presi in considerazione in Italia, per conseguire risparmi nei consumi di benzina delle auto).
E' impossibile per i profani riuscire a districarsi tra tante suggestioni e informazioni (e se i tecnici non sono in buona fede e sono condizionati dai loro conflitti di interesse non possono illuminarci al riguardo).