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giovedì 24 luglio 2014

L'informazione marcia e l'assoluzione di Berlusconi per il caso Ruby




Dagospia definisce i quotidiani in mano ai grandi poteri economici i “giornaloni marci”. Ed in effetti non si può non condividere questo giudizio se si guarda a come vengono presentati e trattati i fatti che riguardano la vita italiana e le più importanti vicende internazionali (a partire dal genocidio perpetrato dai sionisti contro i palestinesi a Gaza).
L'assoluzione di Berlusconi (in un procedimento peraltro che dovrà ancora passare per la Corte di Cassazione) nel caso Ruby (dalle accuse di aver avuto rapporti a pagamento con una prostituta minorenne e di aver 'costretto' un pubblico funzionario ad affidare la ragazza trattenuta in questura ad una persona di sua fiducia) è certamente un piccolo fatto ma emblematico di come certa stampa e certa politica tratti le notizie.
E' un piccolo fatto perché di tutte le inchieste ed i procedimenti giudiziari che ha affrontato e sta affrontando Berlusconi è quello probabilmente con meno rilevanza politica. E' emblematico per come si tenta fraudolentemente di far passare l'assoluzione in questo singolo procedimento giudiziario come la riabilitazione politica di Berlusconi e la sua legittimazione a nuovo Padre Costituente per sovvertire, in accordo con il PD di Renzi e in ossequio alla regia di Giorgio Napolitano, la Carta Fondamentale eredità della Resistenza antifascista.
Facendo affidamento su di un'opinione pubblica distratta e di poca memoria si tratta di un'operazione politica di disinformazione talmente disonesta da far venire i brividi e lasciare basiti e si accoppia, pur su di un piano di ben altra gravità, con il tentativo di far credere che le centinaia di civili, ed in particolare di bambini, assassinati dall'esercito di Israele a Gaza costituiscano la conseguenza inevitabile del diritto a difendersi da parte di Israele dall'aggressione (in realtà condotta con razzi inoffensivi) di Hamas.